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		<title><![CDATA[News dallo Spif Ar]]></title>
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		<description><![CDATA[ultime notizie, incontri, ministero della salute e tanto altro]]></description>
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		<lastBuildDate>Tue, 28 Jan 2020 21:58:00 +0100</lastBuildDate>
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			<title><![CDATA[Regionalismo differenziato/1. Grillo sta avallando la fine del Ssn]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=Attivit%C3%A0_Sindacale"><![CDATA[Attività Sindacale]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000002B"><img class="image-0 fleft" src="http://www.spif.it/images/front2771531_r5kggg87.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs11lh1-5 ff1">Sul regionalismo differenziato serve una mediazione intelligente ma serve anche qualcuno in grado di proporla. Il governo, quindi il presidente del consiglio dei ministri Conte, prenda in mano la questione perché se essa ci sfugge di mano sono dolori per tutti</span><div><em><br></em></div><div><b><span class="fs8lh1-5 cf1 ff2">24 GEN</span></b><span class="fs11lh1-5 ff1"> </span><span class="fs11lh1-5 ff1">- Relativamente alle dichiarazioni fatte ieri dal ministro Grillo sul regionalismo differenziato (</span><span class="imUl fs11lh1-5 ff1">QS 23 gennaio 2019</span><span class="fs11lh1-5 ff1">) rispondo: no, caro ministro Grillo tra “il rischio di una giungla normativa” e quello di “non erogare i servizi” ci dovrebbe essere un ministro della Salute capace di fare il suo mestiere con intelligenza, con onestà intellettuale, con spirito riformatore e soprattutto con coerenza nei confronti del mandato politico che ha ricevuto dai propri elettori, nell’interesse primario del suo governo e del suo paese.</span><br><br><span class="fs11lh1-5 ff1">Lei come ministro dovrebbe, prima di ogni cosa fare il suo dovere quindi proporci politiche adeguate per evitare sia la giungla normativa che la non erogazione dei servizi.</span><br><br><span class="fs11lh1-5 ff1">Se non è il governo a farlo mi dica ministro, chi dovrebbe farlo?</span><br><br><span class="fs11lh1-5 ff1">Che senso ha far fare alle regioni quello che dovrebbe fare lei come governo ma che non fa?</span><br><br><span class="fs11lh1-5 ff1">La mia impressione è che lei:</span><br><span class="fs11lh1-5 ff1">- non abbia ancora capito che il regionalismo differenziato è la modifica del riparto costituzionale delle competenze in materia di salute tra Stato e regioni cioè è la rinuncia da parte dello Stato centrale quindi del governo di potestà legislative, senza le quali questo sistema smette di essere universalistico</span></div><div data-google-container-id="4"><ins data-ad-client="ca-pub-9355452407377155" data-ad-slot="6394369583" data-adsbygoogle-status="done"><ins><ins><span class="fs11lh1-5 cf2 ff3">- non abbia ancora capito che l’autonomia differenziata consente l'attribuzione alle regioni di competenze statali relative ai principi fondamentali in materia di salute e ricerca scientifica e che grazie a questa attribuzione il SSN non ci sarà più</span><span class="fs11lh1-5 cf2 ff3"> </span></ins></ins></ins><span class="fs11lh1-5 cf2 ff3">Lei ministro Grillo sta avallando la fine del SSN. Se ne rende conto o no?</span></div><div><br></div><div><strong><span class="fs11lh1-5 cf2 ff3">Un ministro che non ci ha detto subito la verità</span></strong></div><div><br></div><div><span class="fs11lh1-5 cf2 ff3">Lei ministro ci ha fatto credere, in questi mesi, di essere contraria al regionalismo differenziato, quando risulta dalle sue stesse dichiarazioni che lei, senza nessun mandato politico da parte del suo movimento, quindi senza nessuna condivisione, è sempre stata favorevole a questa sciagurata contro riforma.</span></div><div><br></div><div><span class="fs11lh1-5 cf2 ff3">“Concordiamo assolutamente con questa direzione e sarà quella che cercheremo di seguire in questi anni di mandato governativo”. E’ quanto ha dichiarato 6 mesi fa in occasione di una visita alla regione Toscana. (</span><span class="imUl fs11lh1-5 ff3">QS 31 luglio 2018</span><span class="fs11lh1-5 cf2 ff3">).</span></div><div><br></div><div><span class="fs11lh1-5 cf2 ff3">Mi chiedo chi l’ha autorizzata del Movimento a distruggere il SSN? Dove è scritto che il Movimento 5 stelle propone di distruggere il SSN? Si rende conto o no dell’enormità di quello che sta facendo?</span><br></div><div><br></div><div><span class="fs11lh1-5 cf2 ff3">Non un solo elettore M5S l’ha votata idealmente come ministro della Salute per mandare in malora l’attuale sistema sanitario pubblico. Il suo Movimento è stato votato da milioni di cittadini per difendere un patrimonio quello del SSN, senza il quale l’applicazione universale del diritto costituzionale non sarebbe possibile. Lei come M5S sta facendo quello che neanche il PD ha osato fare. Ridiscutere la natura nazionale e universale del sistema.</span><br></div><div><span class="fs11lh1-5 cf2 ff3">Ora ci viene a dire che “ho letto le richieste di autonomia e sono legittime e dobbiamo dare alle regioni che lo vogliono la possibilità di usare i propri strumenti per erogare i servizi”. Ma scherza?</span><br></div><div><br></div><div><span class="fs11lh1-5 cf2 ff3">Nel dare via libera al regionalismo differenziato chiesto da tre regioni su 21, non solo lei sta tradendo il suo mandato politico, quindi milioni di cittadini, ma sta mettendo nei guai il proprio governo perché in nessun modo, lei, come ministro della Salute, ne sta garantendo l’autorevolezza e la credibilità. Il suo dovere non è calare le brache perché non sa dove andare a parare, ma è mettere in campo soluzioni equilibrate a garanzia prima di tutto del governo del paese.</span></div><div><br></div><div><strong><span class="fs11lh1-5 cf2 ff3">Contro-riformismo passivo</span></strong></div><div><br></div><div><span class="fs11lh1-5 cf2 ff3">Lei dichiara di aver ricevuto “tutte le rassicurazioni del caso” ma quali sono le sue contro-proposte? Lei da quello che si capisce non ha proposte per cui non le resta che conformarsi a quelle avversarie degli altri.</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf2 ff3">Il problema vero è perché lei non ha proposte quando dovrebbe averne e se sia giusto che a causa dei suoi grossolani limiti politici compromettere un patrimonio nazionale di immensa portata etica e sociale.</span><br></div><div><br></div><div><span class="fs11lh1-5 cf2 ff3">Lei mio caro ministro sta inaugurando suo malgrado una categoria politica da offrire all’analisi e che definirei “contro-riformismo passivo”. Il contro-riformatore passivo è colui che non avendo un pensiero, una proposta, una politica in grado di contrastare eventuali politiche distruttive le asseconda con le sue incapacità quando in ragione del suo mandato dovrebbe contrastarle. Il contro riformista passivo è quello che si arrende cioè incapace di difendere la propria città spalanca le porte al nemico considerandolo un ospite gradito.</span></div><div><br></div><div><span class="fs11lh1-5 cf2 ff3">Per la sanità avere come ministro un contro-riformatore passivo significa non avere nessuna difesa. Cioè non avere una rappresentanza istituzionale. Le ricordo ministro Grillo che tutte le federazioni professionali le chiedono a gran voce l’apertura di una discussione.</span></div><div><br></div><div><strong><span class="fs11lh1-5 cf2 ff3">Il contratto di governo</span></strong></div><div><br></div><div><span class="fs11lh1-5 cf2 ff3">Ma supponiamo di avere un vero ministro della Salute e supponiamo che questo ministro sia coerente con il suo mandato politico, nel primario interesse del proprio governo, nei confronti del regionalismo differenziato cosa dovrebbe fare?</span></div><div><br></div><div><span class="fs11lh1-5 cf2 ff3">Per prima cosa dovrebbe rileggersi il contratto di governo in questo modo scoprirebbe una importante contraddizione politica e capirebbe che il problema non è calare le brache ma rimuovere la contraddizione.</span></div><div><br></div><div><strong><span class="fs11lh1-5 cf2 ff3">Quale contraddizione?</span></strong></div><div><br></div><div><span class="fs11lh1-5 cf2 ff3">Il contratto di governo prevede due punti:</span></div><div><br></div><div><span class="fs11lh1-5 cf2 ff3">- l’autonomia differenziata &nbsp;in attuazione dell’art. 116, terzo comma, della Costituzione” (</span><em><span class="fs11lh1-5 cf2 ff3">20. Riforme istituzionali, autonomia e democrazia diretta</span></em><span class="fs11lh1-5 cf2 ff3">)</span></div><div><br></div><div><span class="fs11lh1-5 cf2 ff3">- la sanità (</span><em><span class="fs11lh1-5 cf2 ff3">21. Sanità</span></em><span class="fs11lh1-5 cf2 ff3">)</span></div><div><br></div><div><span class="fs11lh1-5 cf2 ff3">Nel punto 21 a proposito di sanità si dice:</span><br></div><div><br></div><div><span class="fs11lh1-5 cf2 ff3">- è prioritario preservare l’attuale modello di gestione del servizio sanitario a finanziamento prevalentemente pubblico e tutelare il principio universalistico su cui si fonda la legge n. 833 del 1978 istitutiva del Servizio Sanitario Nazionale;</span></div><div><br></div><div><span class="fs11lh1-5 cf2 ff3">- tutelare il servizio sanitario nazionale significa salvaguardare lo stato di salute del Paese, garantire equità nell’accesso alle cure e uniformità dei livelli essenziali di assistenza.</span></div><div><br></div><div><span class="fs11lh1-5 cf2 ff3">- va preservata e tutelata l’autonomia regionale nell’organizzazione dei servizi sanitari mantenendo al governo nazionale il compito di indicare livelli essenziali di assistenza, gli obiettivi che il sistema sanitario deve perseguire e garantire ai cittadini la corretta e adeguata erogazione dei servizi sanitari erogati dai sistemi regionali</span></div><div><br></div><div><span class="fs11lh1-5 cf2 ff3">Un vero ministro della Salute non dovrebbe aderire semplicemente al punto 20 ma dovrebbe adoperarsi per rimuovere le contraddizioni tra il punto 20 e il punto 21. Come? Con delle controproposte cioè tirando fuori delle idee per trovare soluzioni di compossibilità in modo da riconoscere maggiore autonomia alle regioni che la chiedono e nello stesso tempo salvaguardare tutti i valori richiamati nel punto 21. Lo so non è facile ma fare il ministro non è facile. Non lo sapeva il ministro Grillo quando ha accettato il mandato?</span></div><div><br></div><div><strong><span class="fs11lh1-5 cf2 ff3">Facciamo un esempio: la questione della governance</span></strong><br></div><div><span class="fs11lh1-5 cf2 ff3">Nel contratto di governo, che il ministro Grillo mostra di non conoscere, il regionalismo differenziato è concepito dentro una interessante logica federalista fino a parlare di “logica della geometria variabile che tenga conto sia delle peculiarità e delle specificità delle diverse realtà territoriali sia della solidarietà nazionale”. Per il contratto di governo si tratta di “avvicinare le decisioni pubbliche ai cittadini (…) e trasferire funzioni amministrative dallo Stato alle Regioni e poi ai Comuni secondo il principio di sussidiarietà”.</span><br></div><div><br></div><div><span class="fs11lh1-5 cf2 ff3">Dall’altra parte le tre regioni Veneto Lombardia Emilia Romagna nei loro accordi preliminari chiedono tra le varie cose: “una maggiore autonomia nella definizione del sistema di governance delle aziende”.</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf2 ff3">La mediazione possibile è quella di definire una nuova forma di governance di autentico stampo federalista, quindi uscire una volta per tutte dalla logica del decentramento ammnistrativo del titolo V, ripensare il modello manifatturiero dell’azienda, concepire un management diffuso nel quale coinvolgere gli operatori e prevedere forme di controllo sociale dei cittadini.</span><br></div><div><br></div><div><span class="fs11lh1-5 cf2 ff3">Cosa vogliono in realtà le regioni? Vogliono restare nel decentramento amministrativo ma con più poteri, non vogliono più autonomia ma più autarchia, in ragione della quale hanno bisogno di centralizzare la gestione della sanità ad esempio con soluzioni tipo “azienda zero” , quindi di escludere dalla funzione di governo tanto gli operatori che i cittadini.</span></div><div><br></div><div><strong><span class="fs11lh1-5 cf2 ff3">Il regionalisno differenziato vuol dire un super-amministrativismo nulla di più</span></strong></div><div><br></div><div><span class="fs11lh1-5 cf2 ff3">Esso non è il federalismo di cui si parla nel punto 20 del contratto di governo, ma è un finto federalismo come lo è stata nel 2001 la riforma del titolo V, quindi non è altro che un puro trasferimento di poteri da istituzione a istituzione, ma, in nessun caso è condivisione del potere come dice il contratto di governo, tra istituzione e società civile tra regioni e comuni.</span></div><div><br></div><div><span class="fs11lh1-5 cf2 ff3">E’ questo ciò che vuole il governo? E’ questo ciò che serve alla sanità? Ma se non è questo il ministro della salute, cosa propone?</span></div><div><br></div><div><span class="fs11lh1-5 cf2 ff3">Vorrei suggerire al ministro di leggersi un mio articolo di quattro mesi fa (</span><span class="imUl fs11lh1-5 ff3">QS 29 ottobre 2018</span><span class="fs11lh1-5 cf2 ff3">) di cui le ricordo il titolo “Oltre l’autonomia. Per la sanità abbiamo bisogno di un’altra forma di governo” e la sinossi “Il regionalismo differenziato è una falsa soluzione. Per governare il conflitto epocale che riguarda la sanità che è quello che contrappone le risorse ai diritti, oggi è necessario abbandonare la teoria del decentramento amministrativo per assumere quella di un vero federalismo intelligente”.</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf2 ff3">Quando non si hanno idee e per tante ragioni non si è competenti la migliore cosa è leggere le idee degli altri cioè è studiare. Ma se non si hanno idee e non si studia per fare il proprio dovere è ovvio che alla fine si è costretti a spalancare al nemico le porte della città.</span><br></div><div><br></div><div><strong><span class="fs11lh1-5 cf2 ff3">Autarchia</span></strong><br></div><div><br></div><div><span class="fs11lh1-5 cf2 ff3">Ho il fondato sospetto che tutti i nostri problemi derivino non solo da un ministro poco preparato ma soprattutto da un ministro poco politico.</span></div><div><br></div><div><span class="fs11lh1-5 cf2 ff3">Sarebbe bastato che il ministro leggesse il dossier dell’ufficio ricerche sulle questioni regionali e delle autonomie locali del Senato: Il regionalismo differenziato e gli accordi preliminari con le regioni Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto (</span><span class="imUl fs11lh1-5 ff3">maggio 2018</span><span class="fs11lh1-5 cf2 ff3">) per rendersi conto della complessità in gioco ma soprattutto per rendersi conto dei pericoli politici che come paese stiamo correndo.</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf2 ff3">Se il ministro avesse letto il dossier avrebbe capito ad esempio che ciò che chiedono le regioni:</span><br></div><div><br></div><div><strong><span class="fs11lh1-5 cf2 ff3">-</span></strong><span class="fs11lh1-5 cf2 ff3"> </span><span class="fs11lh1-5 cf2 ff3">non è più autonomia per fare meglio dentro uno schema istituzionale dato,</span></div><div><br></div><div><strong><span class="fs11lh1-5 cf2 ff3">-</span></strong><span class="fs11lh1-5 cf2 ff3"> </span><span class="fs11lh1-5 cf2 ff3">ma è più autarchia per fare di più a scapito dello Stato fuori quindi da uno schema istituzionale dato.</span></div><div><br></div><div><span class="fs11lh1-5 cf2 ff3">E’ questo a fare del regionalismo differenziato una pericolosa contro riforma costituzionale.</span></div><div><strong><span class="fs11lh1-5 cf2 ff3">Autarchia e per fare cosa?</span></strong><br></div><div><br></div><div><span class="fs11lh1-5 cf2 ff3">Le regioni sulla sanità, si legge nel dossier, chiedono sostanzialmente tutte e tre le stesse cose e tutte e tre con grandi implicazioni contro-riformatrici e nello stesso tutte e tre relative ai loro grandi problemi di sostenibilità finanziaria.</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf2 ff3">Tutto si basa sul presupposto che le regioni non avranno mai risorse adeguate alle loro necessità di gestione e che per compensare i problemi dell’insufficienza hanno bisogno di avere le mani libere di fare quello che per ragioni di universalità non hanno mai avuto il permesso di fare.</span><br></div><div><span class="fs11lh1-5 cf2 ff3">Il presupposto è quindi che in ragione dei limiti economici tutto è permesso.</span><br></div><div><br></div><div><span class="fs11lh1-5 cf2 ff3">Come fa un ministro della salute serio del M5S ad accettare questo presupposto? Come fa un ministro 5 stelle ad accettare il principio base del neoliberismo cioè il laissez faire?</span></div><div><strong><span class="fs11lh1-5 cf2 ff3">Cosa chiedono le regioni?</span></strong><br></div><div><br></div><div><span class="fs11lh1-5 cf2 ff3">Cinque cose:</span></div><div><br></div><div><strong><span class="fs11lh1-5 cf2 ff3">-</span></strong><span class="fs11lh1-5 cf2 ff3"> </span><span class="fs11lh1-5 cf2 ff3">autarchia sul lavoro professionale, sui contratti, sulla formazione, sulla specializzazioni, sulle scuole di formazione, sui contratti a tempo determinato (contratti specializzazione lavoro), contratti regionali, sugli accordi territoriali con l’università, sulla attività libero professionale, sugli incentivi, sulla gestione delle competenze, sulla flessibilità del lavoro, sulla definizione dei ruoli professionali</span></div><div><br></div><div><strong><span class="fs11lh1-5 cf2 ff3">-</span><span class="fs11lh1-5 cf2 ff3"> </span></strong><span class="fs11lh1-5 cf2 ff3">autarchia per lo svolgimento delle funzioni relative al sistema tariffario, di rimborso, di rimunerazione e di compartecipazione, di tickets ecc</span></div><div><br></div><div><strong><span class="fs11lh1-5 cf2 ff3">-</span><span class="fs11lh1-5 cf2 ff3"> </span></strong><span class="fs11lh1-5 cf2 ff3">autarchia nella gestione dei farmaci a partire dalla definizione della equivalenza terapeutica tra farmaci diversi, nella definizione di sistemi di distribuzione diretti dei farmaci per la cura dei pazienti soggetti a controlli ricorrenti per i pazienti in assistenza domiciliare, residenziale e semi residenziale, ai pazienti nel periodo immediatamente successivo al ricovero ospedaliero o alla visita specialistica ambulatoriale ecc.</span></div><div><br></div><div><strong><span class="fs11lh1-5 cf2 ff3">-</span></strong><span class="fs11lh1-5 cf2 ff3"> </span><span class="fs11lh1-5 cf2 ff3">autarchia sul patrimonio edilizio e tecnologico del SSN in un quadro pluriennale certo e adeguato di risorse.</span></div><div><br></div><div><strong><span class="fs11lh1-5 cf2 ff3">-</span><span class="fs11lh1-5 cf2 ff3"> </span></strong><span class="fs11lh1-5 cf2 ff3">autarchia legislativa, amministrativa e organizzativa in materia di istituzione e gestione di fondi sanitari integrativi</span></div><div><br></div><div><span class="fs11lh1-5 cf2 ff3">Tutto ruota intorno ai soldi e tutto riguarda i centri di costo più pesanti: costo del lavoro, tariffe, farmaci, patrimonio edilizio, fino ad arrivare ai fondi sanitari integrativi.</span></div><div><br></div><div><span class="fs11lh1-5 cf2 ff3">Come fa il ministro Grillo a non capire che il</span><span class="fs11lh1-5 cf2 ff3"> </span><em><span class="fs11lh1-5 cf2 ff3">laissez faire</span><span class="fs11lh1-5 cf2 ff3"> </span></em><span class="fs11lh1-5 cf2 ff3">rispetto ai fondi integrativi significa permettere alle regioni di decidere di sostituire il sistema sanitario pubblico con un sistema multi-pilastro.</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf2 ff3">Ma si rende conto o no dell’enormità di questa cosa? Si rende conto o no che lei sta autorizzando come ministro della salute la cancellazione di 40 anni di riforme fatte dal parlamento. Cioè di cancellare una civiltà?</span><br></div><div><br></div><div><strong><span class="fs11lh1-5 cf2 ff3">L’inganno finanziario: qualcuno dovrà pagare</span></strong></div><div><br></div><div><span class="fs11lh1-5 cf2 ff3">Fino ad ora ci hanno fatto credere, soprattutto le interviste del ministro</span><span class="fs11lh1-5 cf2 ff3"> </span><strong><span class="fs11lh1-5 cf2 ff3">Stefani</span></strong></div><div><span class="fs11lh1-5 cf2 ff3">, che il regionalismo differenziato fosse a costo zero e che il sud non avrebbe nulla da temere. Questa non è una semplice fake news ma un autentico inganno. Fare il regionalismo differenziato a costo zero e nello stesso tempo garantire le regioni più deboli è impossibile. Esso implica per forza una redistribuzione di risorse per coprire i maggiori costi che deriverebbero dalle maggiori competenze. I soldi che servono come dicono gli accordi devono venire in prima istanza da dentro le regioni e in seconda istanza dai criteri di riparto nazionali. Resta il fatto che per fare di più servono più soldi non di meno.</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf2 ff3">Da questa redistribuzione il sud ha tutto da perdere anche perché la questione delle questioni che è il ripensamento dei criteri di riparto non viene affrontata. Nessuno, a partire dal ministro Grillo, parla di riformare il criterio della quota capitaria ponderata.</span><br></div><div><span class="fs11lh1-5 cf2 ff3">Negli accordi preliminari con Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto è prevista una metodologia finanziaria molto precisa che a beneficio del ministro che non studia, è il caso di ricordare essa parla di risorse finanziarie, umane e strumentali necessarie per l'esercizio delle ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia (art. 4).</span><br></div><div><br></div><div><span class="fs11lh1-5 cf2 ff3">Ecco i punti principali:</span><br></div><div><br></div><div><strong><span class="fs11lh1-5 cf2 ff3">-</span></strong><span class="fs11lh1-5 cf2 ff3"> </span><span class="fs11lh1-5 cf2 ff3">le risorse finanziarie saranno determinate in termini di compartecipazione o riserva di aliquota al gettito di uno o più tributi erariali maturati nel territorio regionale;</span></div><div><br></div><div><strong><span class="fs11lh1-5 cf2 ff3">-</span><span class="fs11lh1-5 cf2 ff3"> </span></strong><span class="fs11lh1-5 cf2 ff3">le risorse dovranno essere quantificate in modo da consentire alla regione di finanziare integralmente le funzioni pubbliche attribuite (ai sensi dell'art.119, quarto comma, Cost.);</span></div><div><br></div><div><strong><span class="fs11lh1-5 cf2 ff3">-</span><span class="fs11lh1-5 cf2 ff3"> </span></strong><span class="fs11lh1-5 cf2 ff3">in una prima fase occorrerà prendere a parametro la spesa storica sostenuta dallo Stato nella regione riferita alle funzioni trasferite o assegnate;</span></div><div><br></div><div><strong><span class="fs11lh1-5 cf2 ff3">-</span></strong><span class="fs11lh1-5 cf2 ff3"> </span><span class="fs11lh1-5 cf2 ff3">tale criterio dovrà tuttavia essere oggetto di progressivo superamento (che dovrà essere completato entro il quinto anno) a beneficio dei fabbisogni standard, da definire entro 1 anno dall'approvazione dell'Intesa36.</span></div><div><br></div><div><strong><span class="fs11lh1-5 cf2 ff3">-</span><span class="fs11lh1-5 cf2 ff3"> </span></strong><span class="fs11lh1-5 cf2 ff3">I fabbisogni standard sono misurati in relazione alla popolazione residente e al gettito dei tributi maturati nel territorio regionale in rapporto ai rispettivi valori nazionali, rimanendo inalterati gli attuali livelli di erogazione dei servizi.</span></div><div><strong><span class="fs11lh1-5 cf2 ff3">Conclusione</span></strong><br></div><div><br></div><div><span class="fs11lh1-5 cf2 ff3">Avere un ministro che non fa il ministro cioè che non è capace di fare le cose giuste che bisognerebbe fare quando necessario, è sempre stato uno dei più grandi problemi della sanità. Ma avere un ministro che a priori rinuncia a svolgere la sua funzione di fatto mette in pericolo i valori che egli ha il dovere di rappresentare e difendere, diventando in questo modo un problema per il governo, per la sanità per il nostro paese.</span></div><div><br></div><div><span class="fs11lh1-5 cf2 ff3">Sul regionalismo differenziato serve una mediazione intelligente ma serve anche qualcuno in grado di proporla. Il governo quindi il presidente del consiglio dei ministri</span><span class="fs11lh1-5 cf2 ff3"> </span><strong><span class="fs11lh1-5 cf2 ff3">Conte</span></strong><span class="fs11lh1-5 cf2 ff3">, prenda in mano la questione perché se essa ci sfugge di mano sono dolori per tutti.</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf2 ff3">A questo proposito vorrei dire al presidente Conte che la sanità non aspetta altro che di essere coinvolta in una decisione politica, rispetto alla quale essa le garantisco saprà assicurare tutta la necessaria collaborazione con senso di responsabilità e soprattutto con la dovuta competenza.</span><br></div><div><br></div><div><span class="fs11lh1-5 cf2 ff3">Che la sanità pubblica muoia per incompetenza è del tutto inaccettabile.</span></div><div><br></div><div><strong><em><span class="fs11lh1-5 cf2 ff3">Ivan Cavicchi</span></em></strong></div><div><strong><em><span class="fs11lh1-5 cf2 ff3"><a href="http://www.quotidianosanita.it/governo-e-parlamento/articolo.php?articolo_id=70239" onclick="return x5engine.imShowBox({ media:[{type: 'iframe', url: 'http://www.quotidianosanita.it/governo-e-parlamento/articolo.php?articolo_id=70239', width: 1920, height: 1080, description: ''}]}, 0, this);" class="imCssLink">leggi su QS</a></span></em></strong></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 28 Jan 2020 20:58:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Decreto "Elenchi Speciali": Conventio ad exludendum? Spif Ar deposita memorie sull'emenando decreto]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=Ministero_della_Salute"><![CDATA[Ministero della Salute]]></category>
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			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000002A"><pre><div>DECRETO “ELENCHI SPECIALI”: CONVENTIO AD EXCLUDENDUM? SPIF AR DEPOSITA MEMORIE </div><div>SULL’EMANANDO DECRETO</div><div><br></div><div class="imTALeft">Le consultazioni, richieste dal Direttore delle professioni sanitarie del Ministero </div><div class="imTALeft">della Salute, ed avvenute in data 01 FEBBRAIO 2019, hanno avviato degli “incarichi </div><div class="imTALeft">esplorativi” atti a delineare, tra gli attori coinvolti nel processo, indi le AMR </div><div class="imTALeft">(Associazioni Maggiormente Rappresentative) dell’area Riabilitativa, le linee guida ed </div><div class="imTALeft">i relativi criteri, da adottare nel decreto Ministeriale che, il Ministero della Salute,</div><div class="imTALeft"> secundum legem , deve emanare entro i 60 giorni dall’approvazione della legge di </div><div class="imTALeft">bilancio 2019 per l’istituzione degli “elenchi speciali” ad esaurimento previsti dal </div><div class="imTALeft">comma 538 dell’art.1 della L. 20 dicembre 2018.</div><div><br></div><div>Nella “Conventio ad excludendum”, del 01 febbraio le AMR e le associazioni dei </div><div>massofisioterapisti, hanno esaminato, insieme ai dirigenti del Ministero della Salute, </div><div>dei “presupposti giuridici”, inseriti in una bozza che, ad oggi, risulterebbero al </div><div>vaglio dell’organismo Ministeriale e dei legali preposti alla definitiva stesura del </div><div>decreto attuativo de quo.</div><div>Lo SPIF AR, assente in quella circostanza, in quanto “NON INVITATO”… ha depositato, </div><div>in questi giorni, memorie inerenti l’emanando decreto ministeriale sull’istituzione </div><div>degli elenchi speciali istituiti dal comma 538 della L.145/2018. &nbsp;Le stesse hanno </div><div>carattere di pieno e completo rispetto delle norme vigenti e forieri da possibili </div><div>interpretazioni “di condono” e che sono al vaglio dei funzionari ministeriali.</div><div> Il Sindacato rimane fiducioso che detti “suggerimenti” siano recepiti dal Ministro </div><div>della Salute, garante della salute dell’intera popolazione. Nell’ipotesi che le proposte</div><div> avanzate vengano disattese, la mobilitazione sarà immediata e massiccia con il </div><div>coinvolgimento dei Professionisti Sanitari e dei cittadini che potranno finalmente </div><div>avere la consapevolezza, intrisa di verità, a chi rivolgersi per superare il bisogno </div><div>di “salute” e a chi rivolgersi per sottoporsi alle cure riabilitative di cui necessitano</div><div> al fine di poter godere del diritto di partecipazione alla vita di relazione. </div><div><br></div><div> &nbsp;</div></pre></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 12 Feb 2019 20:06:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Regionalismo differenziato/1. Grillo sta avallando la fine del Ssn]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=SANITA%27"><![CDATA[SANITA']]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000028"><div><img class="image-1 fleft" src="http://www.spif.it/images/front2771531.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs11lh1-5">Sul regionalismo differenziato serve una mediazione intelligente ma serve anche qualcuno in grado di proporla. Il governo, quindi il presidente del consiglio dei ministri Conte, prenda in mano la questione perché se essa ci sfugge di mano sono dolori per tutti</span></div><div><em><br></em></div><div></div><div><b><span class="fs8lh1-5 cf1 ff1">24 GEN</span></b> - Relativamente alle dichiarazioni fatte ieri dal ministro Grillo sul regionalismo differenziato (<span class="imUl">QS 23 gennaio 2019</span>) rispondo: no, caro ministro Grillo tra “il rischio di una giungla normativa” e quello di “non erogare i servizi” ci dovrebbe essere un ministro della Salute capace di fare il suo mestiere con intelligenza, con onestà intellettuale, con spirito riformatore e soprattutto con coerenza nei confronti del mandato politico che ha ricevuto dai propri elettori, nell’interesse primario del suo governo e del suo paese.<br><br>Lei come ministro dovrebbe, prima di ogni cosa fare il suo dovere quindi proporci politiche adeguate per evitare sia la giungla normativa che la non erogazione dei servizi.<br><br>Se non è il governo a farlo mi dica ministro, chi dovrebbe farlo?<br> <br>Che senso ha far fare alle regioni quello che dovrebbe fare lei come governo ma che non fa?<br> <br>La mia impressione è che lei:<br>- non abbia ancora capito che il regionalismo differenziato è la modifica del riparto costituzionale delle competenze in materia di salute tra Stato e regioni cioè è la rinuncia da parte dello Stato centrale quindi del governo di potestà legislative, senza le quali questo sistema smette di essere universalistico</div><div data-google-container-id="4"><ins data-ad-client="ca-pub-9355452407377155" data-ad-slot="6394369583" data-adsbygoogle-status="done"><ins><ins><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">- non abbia ancora capito che l’autonomia differenziata consente l'attribuzione alle regioni di competenze statali relative ai principi fondamentali in materia di salute e ricerca scientifica e che grazie a questa attribuzione il SSN non ci sarà più </span></ins></ins></ins><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">Lei ministro Grillo sta avallando la fine del SSN. Se ne rende conto o no?</span></div><div><br></div><div><strong><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">Un ministro che non ci ha detto subito la verità</span></strong></div><div><br></div><div><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">Lei ministro ci ha fatto credere, in questi mesi, di essere contraria al regionalismo differenziato, quando risulta dalle sue stesse dichiarazioni che lei, senza nessun mandato politico da parte del suo movimento, quindi senza nessuna condivisione, è sempre stata favorevole a questa sciagurata contro riforma.</span></div><div><br></div><div><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">“Concordiamo assolutamente con questa direzione e sarà quella che cercheremo di seguire in questi anni di mandato governativo”. E’ quanto ha dichiarato 6 mesi fa in occasione di una visita alla regione Toscana. (</span><span class="imUl fs11lh1-5 ff2">QS 31 luglio 2018</span><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">).</span></div><div><br></div><div><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">Mi chiedo chi l’ha autorizzata del Movimento a distruggere il SSN? Dove è scritto che il Movimento 5 stelle propone di distruggere il SSN? Si rende conto o no dell’enormità di quello che sta facendo? </span><br></div><div><br></div><div><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">Non un solo elettore M5S l’ha votata idealmente come ministro della Salute per mandare in malora l’attuale sistema sanitario pubblico. Il suo Movimento è stato votato da milioni di cittadini per difendere un patrimonio quello del SSN, senza il quale l’applicazione universale del diritto costituzionale non sarebbe possibile. Lei come M5S sta facendo quello che neanche il PD ha osato fare. Ridiscutere la natura nazionale e universale del sistema.</span><br></div><div><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">Ora ci viene a dire che “ho letto le richieste di autonomia e sono legittime e dobbiamo dare alle regioni che lo vogliono la possibilità di usare i propri strumenti per erogare i servizi”. Ma scherza?</span><br></div><div><br></div><div><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">Nel dare via libera al regionalismo differenziato chiesto da tre regioni su 21, non solo lei sta tradendo il suo mandato politico, quindi milioni di cittadini, ma sta mettendo nei guai il proprio governo perché in nessun modo, lei, come ministro della Salute, ne sta garantendo l’autorevolezza e la credibilità. Il suo dovere non è calare le brache perché non sa dove andare a parare, ma è mettere in campo soluzioni equilibrate a garanzia prima di tutto del governo del paese.</span></div><div><br></div><div><strong><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">Contro-riformismo passivo</span></strong></div><div><br></div><div><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">Lei dichiara di aver ricevuto “tutte le rassicurazioni del caso” ma quali sono le sue contro-proposte? Lei da quello che si capisce non ha proposte per cui non le resta che conformarsi a quelle avversarie degli altri.</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">Il problema vero è perché lei non ha proposte quando dovrebbe averne e se sia giusto che a causa dei suoi grossolani limiti politici compromettere un patrimonio nazionale di immensa portata etica e sociale.</span><br></div><div><br></div><div><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">Lei mio caro ministro sta inaugurando suo malgrado una categoria politica da offrire all’analisi e che definirei “contro-riformismo passivo”. Il contro-riformatore passivo è colui che non avendo un pensiero, una proposta, una politica in grado di contrastare eventuali politiche distruttive le asseconda con le sue incapacità quando in ragione del suo mandato dovrebbe contrastarle. Il contro riformista passivo è quello che si arrende cioè incapace di difendere la propria città spalanca le porte al nemico considerandolo un ospite gradito.</span></div><div><br></div><div><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">Per la sanità avere come ministro un contro-riformatore passivo significa non avere nessuna difesa. Cioè non avere una rappresentanza istituzionale. Le ricordo ministro Grillo che tutte le federazioni professionali le chiedono a gran voce l’apertura di una discussione.</span></div><div><br></div><div><strong><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">Il contratto di governo</span></strong></div><div><br></div><div><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">Ma supponiamo di avere un vero ministro della Salute e supponiamo che questo ministro sia coerente con il suo mandato politico, nel primario interesse del proprio governo, nei confronti del regionalismo differenziato cosa dovrebbe fare?</span></div><div><br></div><div><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">Per prima cosa dovrebbe rileggersi il contratto di governo in questo modo scoprirebbe una importante contraddizione politica e capirebbe che il problema non è calare le brache ma rimuovere la contraddizione.</span></div><div><br></div><div><strong><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">Quale contraddizione?</span></strong></div><div><br></div><div><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">Il contratto di governo prevede due punti:</span></div><div><br></div><div><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">- l’autonomia differenziata &nbsp;in attuazione dell’art. 116, terzo comma, della Costituzione” (</span><em class="fs11lh1-5"><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">20. Riforme istituzionali, autonomia e democrazia diretta</span></em><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">)</span></div><div><br></div><div><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">- la sanità (</span><em class="fs11lh1-5"><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">21. Sanità</span></em><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">)</span></div><div><br></div><div><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">Nel punto 21 a proposito di sanità si dice:</span><br></div><div><br></div><div><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">- è prioritario preservare l’attuale modello di gestione del servizio sanitario a finanziamento prevalentemente pubblico e tutelare il principio universalistico su cui si fonda la legge n. 833 del 1978 istitutiva del Servizio Sanitario Nazionale;</span></div><div><br></div><div><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">- tutelare il servizio sanitario nazionale significa salvaguardare lo stato di salute del Paese, garantire equità nell’accesso alle cure e uniformità dei livelli essenziali di assistenza.</span></div><div><br></div><div><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2"> </span><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">- va preservata e tutelata l’autonomia regionale nell’organizzazione dei servizi sanitari mantenendo al governo nazionale il compito di indicare livelli essenziali di assistenza, gli obiettivi che il sistema sanitario deve perseguire e garantire ai cittadini la corretta e adeguata erogazione dei servizi sanitari erogati dai sistemi regionali</span></div><div><br></div><div><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">Un vero ministro della Salute non dovrebbe aderire semplicemente al punto 20 ma dovrebbe adoperarsi per rimuovere le contraddizioni tra il punto 20 e il punto 21. Come? Con delle controproposte cioè tirando fuori delle idee per trovare soluzioni di compossibilità in modo da riconoscere maggiore autonomia alle regioni che la chiedono e nello stesso tempo salvaguardare tutti i valori richiamati nel punto 21. Lo so non è facile ma fare il ministro non è facile. Non lo sapeva il ministro Grillo quando ha accettato il mandato?</span></div><div><br></div><div><strong class="fs11lh1-5"><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">Facciamo un esempio: la questione della governance</span></strong><br></div><div><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">Nel contratto di governo, che il ministro Grillo mostra di non conoscere, il regionalismo differenziato è concepito dentro una interessante logica federalista fino a parlare di “logica della geometria variabile che tenga conto sia delle peculiarità e delle specificità delle diverse realtà territoriali sia della solidarietà nazionale”. Per il contratto di governo si tratta di “avvicinare le decisioni pubbliche ai cittadini (…) e trasferire funzioni amministrative dallo Stato alle Regioni e poi ai Comuni secondo il principio di sussidiarietà”.</span><br></div><div><br></div><div><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">Dall’altra parte le tre regioni Veneto Lombardia Emilia Romagna nei loro accordi preliminari chiedono tra le varie cose: “una maggiore autonomia nella definizione del sistema di governance delle aziende”.</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">La mediazione possibile è quella di definire una nuova forma di governance di autentico stampo federalista, quindi uscire una volta per tutte dalla logica del decentramento ammnistrativo del titolo V, ripensare il modello manifatturiero dell’azienda, concepire un management diffuso nel quale coinvolgere gli operatori e prevedere forme di controllo sociale dei cittadini.</span><br></div><div><br></div><div><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">Cosa vogliono in realtà le regioni? Vogliono restare nel decentramento amministrativo ma con più poteri, non vogliono più autonomia ma più autarchia, in ragione della quale hanno bisogno di centralizzare la gestione della sanità ad esempio con soluzioni tipo “azienda zero” , quindi di escludere dalla funzione di governo tanto gli operatori che i cittadini.</span></div><div><br></div><div><strong><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">Il regionalisno differenziato vuol dire un super-amministrativismo nulla di più</span></strong></div><div><br></div><div><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">Esso non è il federalismo di cui si parla nel punto 20 del contratto di governo, ma è un finto federalismo come lo è stata nel 2001 la riforma del titolo V, quindi non è altro che un puro trasferimento di poteri da istituzione a istituzione, ma, in nessun caso è condivisione del potere come dice il contratto di governo, tra istituzione e società civile tra regioni e comuni.</span></div><div><br></div><div><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">E’ questo ciò che vuole il governo? E’ questo ciò che serve alla sanità? Ma se non è questo il ministro della salute, cosa propone?</span></div><div><br></div><div><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">Vorrei suggerire al ministro di leggersi un mio articolo di quattro mesi fa (</span><span class="imUl fs11lh1-5 ff2">QS 29 ottobre 2018</span><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">) di cui le ricordo il titolo “Oltre l’autonomia. Per la sanità abbiamo bisogno di un’altra forma di governo” e la sinossi “Il regionalismo differenziato è una falsa soluzione. Per governare il conflitto epocale che riguarda la sanità che è quello che contrappone le risorse ai diritti, oggi è necessario abbandonare la teoria del decentramento amministrativo per assumere quella di un vero federalismo intelligente”.</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">Quando non si hanno idee e per tante ragioni non si è competenti la migliore cosa è leggere le idee degli altri cioè è studiare. Ma se non si hanno idee e non si studia per fare il proprio dovere è ovvio che alla fine si è costretti a spalancare al nemico le porte della città.</span><br></div><div><br></div><div><strong class="fs11lh1-5"><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">Autarchia</span></strong><br></div><div><br></div><div><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">Ho il fondato sospetto che tutti i nostri problemi derivino non solo da un ministro poco preparato ma soprattutto da un ministro poco politico.</span></div><div><br></div><div><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">Sarebbe bastato che il ministro leggesse il dossier dell’ufficio ricerche sulle questioni regionali e delle autonomie locali del Senato: Il regionalismo differenziato e gli accordi preliminari con le regioni Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto (</span><span class="imUl fs11lh1-5 ff2">maggio 2018</span><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">) per rendersi conto della complessità in gioco ma soprattutto per rendersi conto dei pericoli politici che come paese stiamo correndo.</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">Se il ministro avesse letto il dossier avrebbe capito ad esempio che ciò che chiedono le regioni:</span><br></div><div><br></div><div><strong><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">-</span></strong><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2"> </span><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">non è più autonomia per fare meglio dentro uno schema istituzionale dato,</span></div><div><br></div><div><strong><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">-</span></strong><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2"> </span><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">ma è più autarchia per fare di più a scapito dello Stato fuori quindi da uno schema istituzionale dato.</span></div><div><br></div><div><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">E’ questo a fare del regionalismo differenziato una pericolosa contro riforma costituzionale.</span></div><div><strong class="fs11lh1-5"><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">Autarchia e per fare cosa?</span></strong><br></div><div><br></div><div><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">Le regioni sulla sanità, si legge nel dossier, chiedono sostanzialmente tutte e tre le stesse cose e tutte e tre con grandi implicazioni contro-riformatrici e nello stesso tutte e tre relative ai loro grandi problemi di sostenibilità finanziaria.</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">Tutto si basa sul presupposto che le regioni non avranno mai risorse adeguate alle loro necessità di gestione e che per compensare i problemi dell’insufficienza hanno bisogno di avere le mani libere di fare quello che per ragioni di universalità non hanno mai avuto il permesso di fare.</span><br></div><div><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">Il presupposto è quindi che in ragione dei limiti economici tutto è permesso.</span><br></div><div><br></div><div><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">Come fa un ministro della salute serio del M5S ad accettare questo presupposto? Come fa un ministro 5 stelle ad accettare il principio base del neoliberismo cioè il laissez faire?</span></div><div><strong class="fs11lh1-5"><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">Cosa chiedono le regioni?</span></strong><br></div><div><br></div><div><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">Cinque cose:</span></div><div><br></div><div><strong><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">-</span></strong><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2"> </span><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">autarchia sul lavoro professionale, sui contratti, sulla formazione, sulla specializzazioni, sulle scuole di formazione, sui contratti a tempo determinato (contratti specializzazione lavoro), contratti regionali, sugli accordi territoriali con l’università, sulla attività libero professionale, sugli incentivi, sulla gestione delle competenze, sulla flessibilità del lavoro, sulla definizione dei ruoli professionali</span></div><div><br></div><div><strong><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">-</span><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2"> </span></strong><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">autarchia per lo svolgimento delle funzioni relative al sistema tariffario, di rimborso, di rimunerazione e di compartecipazione, di tickets ecc</span></div><div><br></div><div><strong><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">-</span><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2"> </span></strong><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">autarchia nella gestione dei farmaci a partire dalla definizione della equivalenza terapeutica tra farmaci diversi, nella definizione di sistemi di distribuzione diretti dei farmaci per la cura dei pazienti soggetti a controlli ricorrenti per i pazienti in assistenza domiciliare, residenziale e semi residenziale, ai pazienti nel periodo immediatamente successivo al ricovero ospedaliero o alla visita specialistica ambulatoriale ecc.</span></div><div><br></div><div><strong><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">-</span></strong><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2"> </span><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">autarchia sul patrimonio edilizio e tecnologico del SSN in un quadro pluriennale certo e adeguato di risorse.</span></div><div><br></div><div><strong><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">-</span><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2"> </span></strong><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">autarchia legislativa, amministrativa e organizzativa in materia di istituzione e gestione di fondi sanitari integrativi</span></div><div><br></div><div><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">Tutto ruota intorno ai soldi e tutto riguarda i centri di costo più pesanti: costo del lavoro, tariffe, farmaci, patrimonio edilizio, fino ad arrivare ai fondi sanitari integrativi.</span></div><div><br></div><div><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">Come fa il ministro Grillo a non capire che il</span><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2"> </span><em class="fs11lh1-5"><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">laissez faire </span></em><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2"> </span><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">rispetto ai fondi integrativi significa permettere alle regioni di decidere di sostituire il sistema sanitario pubblico con un sistema multi-pilastro.</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">Ma si rende conto o no dell’enormità di questa cosa? Si rende conto o no che lei sta autorizzando come ministro della salute la cancellazione di 40 anni di riforme fatte dal parlamento. Cioè di cancellare una civiltà?</span><br></div><div><br></div><div><strong><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">L’inganno finanziario: qualcuno dovrà pagare</span><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2"> </span></strong></div><div><br></div><div><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">Fino ad ora ci hanno fatto credere, soprattutto le interviste del ministro</span><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2"> </span><strong class="fs11lh1-5"><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">Stefani</span></strong></div><div><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">, che il regionalismo differenziato fosse a costo zero e che il sud non avrebbe nulla da temere. Questa non è una semplice fake news ma un autentico inganno. Fare il regionalismo differenziato a costo zero e nello stesso tempo garantire le regioni più deboli è impossibile. Esso implica per forza una redistribuzione di risorse per coprire i maggiori costi che deriverebbero dalle maggiori competenze. I soldi che servono come dicono gli accordi devono venire in prima istanza da dentro le regioni e in seconda istanza dai criteri di riparto nazionali. Resta il fatto che per fare di più servono più soldi non di meno.</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">Da questa redistribuzione il sud ha tutto da perdere anche perché la questione delle questioni che è il ripensamento dei criteri di riparto non viene affrontata. Nessuno, a partire dal ministro Grillo, parla di riformare il criterio della quota capitaria ponderata.</span><br></div><div><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">Negli accordi preliminari con Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto è prevista una metodologia finanziaria molto precisa che a beneficio del ministro che non studia, è il caso di ricordare essa parla di risorse finanziarie, umane e strumentali necessarie per l'esercizio delle ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia (art. 4).</span><br></div><div><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2"><br></span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">Ecco i punti principali:</span><br></div><div><br></div><div><strong><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">-</span></strong><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2"> </span><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">le risorse finanziarie saranno determinate in termini di compartecipazione o riserva di aliquota al gettito di uno o più tributi erariali maturati nel territorio regionale;</span></div><div><br></div><div><strong><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">-</span><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2"> </span></strong><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">le risorse dovranno essere quantificate in modo da consentire alla regione di finanziare integralmente le funzioni pubbliche attribuite (ai sensi dell'art.119, quarto comma, Cost.);</span></div><div><br></div><div><strong><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">-</span><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2"> </span></strong><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">in una prima fase occorrerà prendere a parametro la spesa storica sostenuta dallo Stato nella regione riferita alle funzioni trasferite o assegnate;</span></div><div><br></div><div><strong><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">-</span></strong><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2"> </span><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">tale criterio dovrà tuttavia essere oggetto di progressivo superamento (che dovrà essere completato entro il quinto anno) a beneficio dei fabbisogni standard, da definire entro 1 anno dall'approvazione dell'Intesa36.</span></div><div><br></div><div><strong><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">-</span><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2"> </span></strong><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">I fabbisogni standard sono misurati in relazione alla popolazione residente e al gettito dei tributi maturati nel territorio regionale in rapporto ai rispettivi valori nazionali, rimanendo inalterati gli attuali livelli di erogazione dei servizi.</span></div><div><strong class="fs11lh1-5"><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">Conclusione</span></strong><br></div><div><br></div><div><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">Avere un ministro che non fa il ministro cioè che non è capace di fare le cose giuste che bisognerebbe fare quando necessario, è sempre stato uno dei più grandi problemi della sanità. Ma avere un ministro che a priori rinuncia a svolgere la sua funzione di fatto mette in pericolo i valori che egli ha il dovere di rappresentare e difendere, diventando in questo modo un problema per il governo, per la sanità per il nostro paese.</span><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2"> </span></div><div><br></div><div><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">Sul regionalismo differenziato serve una mediazione intelligente ma serve anche qualcuno in grado di proporla. Il governo quindi il presidente del consiglio dei ministri</span><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2"> </span><strong class="fs11lh1-5"><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">Conte</span></strong><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">, prenda in mano la questione perché se essa ci sfugge di mano sono dolori per tutti.</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">A questo proposito vorrei dire al presidente Conte che la sanità non aspetta altro che di essere coinvolta in una decisione politica, rispetto alla quale essa le garantisco saprà assicurare tutta la necessaria collaborazione con senso di responsabilità e soprattutto con la dovuta competenza.</span><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2"> </span><br></div><div><br></div><div><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">Che la sanità pubblica muoia per incompetenza è del tutto inaccettabile.</span></div><div><br></div><div><strong><em><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">Ivan Cavicchi</span></em></strong></div><div><strong><em><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2"><a href="http://www.quotidianosanita.it/governo-e-parlamento/articolo.php?articolo_id=70239" class="imCssLink">leggi su QS</a></span></em></strong></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 28 Jan 2019 15:33:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[COMUNICATO STAMPA]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=Ordini_professionali"><![CDATA[Ordini professionali]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000026"><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5 cf1">COMUNICATO STAMPA </span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1">Immediatamente dopo le festività natalizie ed a seguito dei continui contatti che i dirigenti A.I.FI., SPIF AR, hanno avuto con le Istituzioni ed i Parlamentari, in data 08 gennaio c.a. l’Associazione di categoria (A.I.FI.) insieme al Sindacato di categoria (SPIF AR), il CONAPS e la Federazione nazionale degli Ordini dei Tecnici sanitari di radiologia medica e delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione (TSRM-PSTRP) hanno avuto modo di essere ricevuti dall’On. Carnevale, On. Bellucci.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1">Previste, in queste ore, altri incontri con rappresentanti autorevoli della maggioranza.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5"> </span><span class="fs14lh1-5">“Si stanno tessendo, importanti reti di comunicazione, al fine di adoperarci, per una soluzione di tipo politico”. </span></span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5">Queste le parole che in queste ore echeggiano tra i dirigenti di A.I.FI., SPIF AR, CONAPS e TSRM che sono impegnati in una serie di incontri volti a chiarire alcuni aspetti noti agli addetti ai lavori ed un po’ meno a chi promulga leggi e decreti i cui fondamenti giuridici/costituzionali sono atti a creare un “</span><i><span class="fs14lh1-5">vulnus”</span></i><span class="fs14lh1-5"> normativo.</span></span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1">Da parte delle Onorevoli incontrate c’è stata la massima apertura e relativa volontà ad affrontare e risolvere il problema. Problema che creerebbe un “varco” per molte figure che non hanno acquisito negli anni, ed esattamente dopo la L. 42/99, alcun titolo abilitante la professione sanitaria e che, con i commi 537 e 542 della legge di Bilancio si ritroverebbero inseriti in un contesto ordinistico, anche se in un elenco speciale, autorizzati dallo Stato, pur non avendo un titolo sanitario.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1">Altresì, l’o.d.g. dell’On. Bellucci, recepito dal Governo come raccomandazione dovrebbe aprire degli spiragli che porterebbero alle modifiche dei comma su menzionati nei prossimi decreti attuativi.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1">“Quello che ci auguriamo è un’apertura, finora non osservata, da parte del Governo e della maggioranza. Apertura che ci porterebbe ad avviare, nell’immediato, dei colloqui costruttivi con le Istituzioni dello Stato. </span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1">Il Presidente Nazionale dell’A.I.FI., M. Tavarnelli, il vice Segretario SPIF AR, R. Ferrara, il Presidente del CONAPS, A. Bortone, e i rappresentanti della FNO TSRM- PSTRP si dichiarano soddisfatti di questi primi incontri. </span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 10 Jan 2019 18:47:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Deroga iscrizione Ordine. Vulnus nell’emendamento approvato, anche di carattere Costituzionale]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=ALBO_PROFESSIONALE"><![CDATA[ALBO PROFESSIONALE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000024"><div><img class="image-0 fleft" src="http://www.spif.it/images/front6493995.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5">Deroga iscrizione Ordine. Vulnus nell’emendamento approvato, anche di carattere Costituzionale</span></div><div><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs11lh1-5"><span class="fs8lh1-5 cf1 ff1">27 DIC</span></b><span class="fs11lh1-5"> - </span><em class="fs11lh1-5">Gentile Direttore,</em><br></div><div><em class="fs11lh1-5"><br></em></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">premesso che questo sindacato di categoria, riconoscendo in AIFI l’unica Associazione rappresentativa i Fisioterapisti, prende le distanze da associazioni e/o federazioni che vorrebbero far comprendere, ai non addetti ai lavori di rappresentare la categoria. Così non è! Ciò premesso e com’è noto a tutti gli attori ed attrici del sistema “Sanità”, il comma 283-bis inserito nella Legge di Stabilità 2019, ha destato e continua a destare non poche preoccupazioni, a tutti quei professionisti sanitari che, hanno conseguito un titolo abilitante la professione, presso le Università Italiane.</span></div><br><div class="imTAJustify"><strong class="fs11lh1-5">In questo comma, fin dall’inizio, si sono evinti dei vulnus</strong><span class="fs11lh1-5">, anche di carattere Costituzionale che, per come ci è stato riferito, non troverà opposizione alla votazione presso la Camera dei Deputati.</span></div><br><div class="imTAJustify"><strong class="fs11lh1-5">Occorre sottolineare che, </strong><span class="fs11lh1-5">l’iter successivo cioè la stesura dei decreti attuativi, non sarà così semplice per chi si dovrà adoperare a superare dei “vuoti” normativi e, per citarne qualcuno, ci piacerebbe sapere di quali titolo si parla; chi è deputato alla verifica di tali titoli ed in base a quale criterio; considerato che, sentenze, leggi dello Stato e lo stesso Ministero della Salute hanno sancito l’importante differenza che esiste tra professioni che sono “di interesse sanitario” con funzioni ausiliarie e professioni Sanitarie? Lo stesso Ministero della Salute, qualche mese addietro, si è opposto in giudizio (sentenza Consiglio di Stato) che ha sancito per tramite i giudici che: </span><em class="fs11lh1-5">“quella del massofisioterapista – non espressamente soppressa come attività o figura professionale e che si connota per la mancanza di autonomia professionale e per una formazione di livello inferiore – sopravvive e trova collocazione nell’ambito della predetta categoria di “operatori”. Si deve desumere dall’eterogeneo quadro normativo, stratificatosi nel tempo - prosegue il capo 27 di detta sentenza - che la figura del massofisioterapista, il quale abbia conseguito solo un titolo di formazione regionale, ben può rientrare nel novero degli operatori di interesse sanitario, con funzioni ausiliarie. “</em></div></div><div><br></div><div><strong><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">Qui non si tratta di demolire qualsiasi “tentativo” di normare questioni aperte</span></strong></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">, tra l’altro già normate e pertanto chiuse, (L’articolo 4 della legge 42/99 “(Diplomi conseguiti in base alla normativa anteriore a quella di attuazione dell'articolo 6, comma 3, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni) bensì il rispetto e l’osservanza della Carta Costituzionale.</span></div><div><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">Se ci è consentito, ritenendolo utile ai fini della Conoscenza, siamo ad informare che i cosiddetti 20.000 non operano sicuramente in Strutture Pubbliche, dove, la figura del MFT era già ad esaurimento nel CCNL sanità 1998/2001 e per di più collocata nella Catg. B livello Bs, con la possibilità di progressione interna per il passaggio alla Ctg. C.</span><br></div><div><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">Altro aspetto assumono le cosiddette strutture private convenzionate, dove molti di tali soggetti sono stati licenziati per mancanza del requisito normativo ai fini dell'accreditamento Istituzionale. Altre invece continuano a mantenerli per il precario controllo da parte delle ASL.</span><br></div><div><br></div><div class="imTAJustify"><strong class="fs11lh1-5"><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">Dei 20.000, forse, solo il 10% si trova in questa condizione, </span></strong><span class="imTAJustify fs11lh1-5 cf2 ff2">il resto è lavoratore in regime libero professionale, che avrebbe comunque potuto continuare a lavorare , non come Professione Sanitaria ma come professione di Arti Ausiliarie, come affermato dal Ministero, di cui in atto è titolare l'On.</span><span class="imTAJustify fs11lh1-5 cf2 ff2"> </span><strong class="fs11lh1-5"><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">Giulia Grillo </span></strong><span class="imTAJustify fs11lh1-5 cf2 ff2">che</span><span class="imUl imTAJustify fs11lh1-5 ff2">, con la sua uscita</span><span class="imTAJustify fs11lh1-5 cf2 ff2">, di fatto, ha contraddetto se stessa. E poi ci chiediamo, come faranno le U.O. Accreditamento Istituzionale della ASL a divincolarsi in questo pastrocchio? Per rispetto della norma, che è del lontano 1997, ossia il DPR sui requisiti per l’Accreditamento Istituzionale delle Strutture Sanitarie, dovranno sicuramente richiedere il rispetto dei requisiti organizzativi concedendo la possibilità agli Enti di tenere detto Personale in sovrannumero. Altro che risparmio della spesa.</span></div><div><br></div><div><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">Inoltre, con il termine “autonomi” (comma 283-bis), quindi liberi professionisti, quindi senza contratto e/o datore di lavoro, come dimostreranno di avere lavorato per almeno 36 mesi in 10 anni? E se hanno lavorato in ambito domiciliare…forse sarà il paziente a dover certificare…. Oppure si faranno dei controlli incrociati con l’Agenzia delle Entrate, con il Comune di Residenza?</span><br></div><div><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2"><br></span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">E per chi ha lavorato 35 mesi in 10 anni quali soluzioni si troveranno? Si lasceranno fuori oppure prevista qualche altra cosa?</span><br></div><div><br></div><div class="imTAJustify"><strong class="fs11lh1-5"><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">Ci sono tanti interrogativi in questo comma di cui difficilmente si troveranno soluzioni </span></strong><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2"> </span><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">a meno che, non si pensi di “condonare” tutti.</span></div><div><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">Indi, questo sindacato di categoria e per come è stato chiesto, dai nostri rappresentanti ad alta voce e, con dati di fatto, ai vari esponenti del Ministero della Salute e delle Istituzioni Politiche, potrà comprendere la salvaguardia del posto di lavoro dei professionisti dipendenti ed autonomi, i quali non hanno convertito il loro titolo, valido ed abilitante la professione.</span></div><div><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">In caso contrario oltre all’altro potere dello Stato che è quello Giudiziario dove ci rivolgeremo, vorremmo ricordare che 250.000 mila professionisti sanitari, prenderanno atto della riforma non senza rimanere inermi e spettatori passivi ma difenderanno il diritto dettato dalle norme Statali, previste dall’ordinamento giuridico e sugellate fino ad oggi, dal Ministero della Salute, anche attraverso una massiva mobilitazione Nazionale.</span></div><div><br></div><div><em class="fs11lh1-5"><strong><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">Antonio Cartisano</span></strong></em><br></div><div><em><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">Segretario Nazionale Spif Ar</span><br><br><strong><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">Roberto Ferrara</span></strong><br><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">Vice Segretario Nazionale Spif Ar</span></em></div><div><em><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2"><br></span></em></div><div><em><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">leggi l'atricolo <a href="http://www.quotidianosanita.it/lettere-al-direttore/articolo.php?articolo_id=69462" target="_blank" class="imCssLink">su Q.S.</a> e su <a href="https://www.salute33.net/blog/spif-ar-vulnus-di-carattere-costituzionale-allemendamento-approvato" target="_blank" class="imCssLink">Salute33</a></span></em></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 27 Dec 2018 08:49:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Manovra, Aifi: “Aggressione del governo a professioni sanitarie, pronti a reagire”]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=ALBO_PROFESSIONALE"><![CDATA[ALBO PROFESSIONALE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000023"><div><img class="image-0 fleft" src="http://www.spif.it/images/tavarnelli.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1">ROMA – “La manovra contiene quella che potrebbe essere la più grande sanatoria per abusivi di professioni sanitarie della storia. Volevano salvare posti di lavoro e invece hanno scritto un monstrum giuridico inaccettabile che di fatto legalizza l’abusivismo”. Così in un comunicato l’AIFI (Associazione italiana fisioterapisti).</span><br></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1">“L’hanno scritto in pochi, di nascosto, di notte, e infilato in un provvedimento che sapevano avrebbe dovuto avere la fiducia. Altro che trasparenza. Altro che democrazia diretta- prosegue la dura nota dell’AIFI- “Dicono che non ci sarà equiparazione, ma si sono dimenticati di scriverlo. Manca la valutazione dei titoli di studio e del percorso formativo, manca la valutazione delle competenze. Non si capisce cosa voglia dire ‘professione sanitaria di riferimento’. Avevamo proposto semplicemente di riaprire i termini per le procedure di equivalenza per chi aveva titoli pre ‘99 e si sarebbero risolti gran parte dei problemi. Avevamo chiesto che Ministero e Regioni risolvessero quello che in questi anni hanno lasciato insoluto. Tutte cose che aveva detto il Presidente AIFI Tavarnelli anche nell’incontro ufficiale con l’on. Lorefice che, a quanto pare, ha preferito ascoltare altre campane. Leggendo letteralmente il provvedimento, chiunque abbia ‘lavorato’ come finto professionista sanitario per almeno 3 anni – anche non continuativi – negli ultimi dieci anni può continuare serenamente a fare quello che ha sempre fatto, perché iscritto in un ‘elenco speciale’. Che lo abbia fatto senza titoli di studio adeguati, che lo abbia fatto senza una verifica certa delle competenze, non importa. Non hanno pensato alla salute dei cittadini, ma solo a dare qualche contentino a qualcuno. Sono caduti, più o meno consapevolmente, nella trappola di chi, mentendo loro, gli ha fatto credere che avrebbe perso il posto di lavoro con gli Albi”.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1">La nota AIFI spiega anche questo. “Se una persona ha conseguito un diploma rilasciato dopo il ‘99 da un ente con avallo regionale, con l’avvento degli Albi avrebbe potuto serenamente continuare a fare le mansioni, limitate, che quel diploma gli consentiva senza doversi iscrivere ad alcunché. Ma evidentemente qualcuno sapeva di compiere quotidianamente abuso di competenze di altre professioni. Avevano bisogno di uno scudo, ed eccolo qui: l’iscrizione negli elenchi speciali. Uno scudo per tutti i potenziali abusivi, sia chi non ha titoli di studio, sia chi ne ha di minori e con questa norma si trova di fatto protetto in qualsiasi sua attività”.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1">Sui social sta esplodendo la protesta. Centinaia i commenti contro il Ministro Grillo che sembra aver sostenuto fino all’ultimo questa norma. “Grave che un Ministro non capisca le conseguenze di quelle quattro righe inserite a forza nella manovra finanziaria dopo che due emendamenti analoghi erano stati rigettati e ritirati- prosegue AIFI- Al Ministro Grillo chiediamo se, da medico, consentirebbe l’iscrizione ad un elenco speciale negli Ordini dei Medici di una persona senza titoli semplicemente per il fatto di aver scimmiottato il fare medico per 3 anni. Crediamo di no. E invece ha sostenuto questo sfregio nei confronti di 250.000 professionisti sanitari di 19 professioni diverse”.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1">La battaglia sembra però ancora aperta. “Per diventare operativa, oltre alla scontata fiducia che incontrerà alla Camera, servono la firma del Capo dello Stato, la valutazione di costituzionalità, il decreto attuativo che dovrà fissare i paletti per chi potrà o meno iscriversi negli ‘elenchi speciali’. Chiediamo a tutte le forze politiche, a partire da quelle di maggioranza, che la norma venga abrogata o pesantemente modificata in prossimi provvedimenti parlamentari urgenti. La battaglia per il rispetto della legalità e la tutela della salute dei cittadini è ancora aperta. Siamo pronti a tutto, anche a scendere in piazza se necessario. Ma soprattutto ad informare i cittadini dell’attentato alla loro Salute che si sta compiendo”.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1"><a href="http://www.dire.it/24-12-2018/275927-manovra-aifi-aggressione-del-governo-a-professioni-sanitarie-pronti-a-reagire/?fbclid=IwAR3UeLSdBJu_jhXTJ2-7nGKOgbkG_NMeVKvCsJnvT82ArbbP6lJYpHCzsdo" target="_blank" class="imCssLink">leggi l'articolo su DIRE</a></span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 24 Dec 2018 15:59:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Deroga iscrizione Ordine. Il Conaps dice no]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=ALBO_PROFESSIONALE"><![CDATA[ALBO PROFESSIONALE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000022"><div><img class="image-0 fleft" src="http://www.spif.it/images/front9119282.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5">Deroga iscrizione Ordine. Il Conaps dice no</span></div><div><br></div><div class="imTAJustify"><em>Sui social, la gran parte degli esercenti abusivi stanno esultando e festeggiando. Siamo a Natale ed i festeggiamenti sono sentiti e rituali. Lungi dal voler spegnere questi entusiasmi, tuttavia, è bene far presente che l’emendamento approvato non offre alcun automatico riconoscimento ed iscrivibilità in un eventuale “elenco speciale” presso l’Ordine</em></div><div><em><br></em></div><div></div><div><b><span class="fs8lh1-5 cf1 ff1">24 DIC</span></b> - Come si temeva, l’emendamento 283-bis è stato approvato!<br><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">Sui social, la gran parte degli esercenti abusivi stanno esultando e festeggiando. Siamo a Natale ed i festeggiamenti sono sentiti e rituali. Lungi dal voler spegnere questi entusiasmi, tuttavia, è bene far presente che l’emendamento approvato non offre alcun automatico riconoscimento ed iscrivibilità in un eventuale “elenco speciale” presso l’Ordine.</span></div> <br><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">Una seria Istituzione, com’è appunto l’Ordine, è chiamata a discernere e separare il vero dal falso, lo sporco dal pulito, nell’esclusivo interesse di garantire il Cittadino che fruisce delle prestazioni sanitarie in ragione ad un suo peculiare bisogno di salute. Non è consentita alcuna creatività, fantasia, invenzione oppure incertezza.</span></div> <br><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">Le Associazioni Maggiormente Rappresentative, afferenti al CONAPS, da decenni hanno vicariato la funzione di un Ordine mancante, tutelando i Cittadini e rappresentando i Professionisti veri, cioè Titolari di un’abilitazione all’esercizio della professione e perciò, responsabili delle proposte e delle scelte terapeutiche.</span></div></div><div data-google-container-id="4"><ins data-ad-client="ca-pub-9355452407377155" data-ad-slot="6394369583" data-adsbygoogle-status="done"><ins><ins><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2"><br></span></ins></ins></ins></div><div data-google-container-id="4"><ins data-ad-client="ca-pub-9355452407377155" data-ad-slot="6394369583" data-adsbygoogle-status="done"><ins><ins><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">Oggi, davanti al 283-bis, il CONAPS dice NO!</span></ins></ins></ins></div><div><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2"> </span><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">Ci sorprende come mai una Ministra della Salute, per giunta medico e quindi competente, si sia prestata a tale condizione ovvero legittimare un esercito di abusivi a sfregio della qualità delle cure, del valore della formazione universitaria, delle leggi che regolamentano identità e competenze delle professioni sanitarie.</span></div><div><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">È un provvedimento, il 283-bis, inaccettabile e tantomeno applicabile. Il CONAPS, nella funzione di supporto che in questi mesi sta svolgendo alla fondamentale fase di istituzione degli Albi delle 17 Professioni sanitarie, vigilerà affinché non veda mai la luce un decreto attuativo così palesemente iniquo ed assurdo, teso a sovvertire le regole legittimando proprio coloro che in tutti questi anni abbiamo, con grande impegno e serietà istituzionale, combattuto ed allontanato dalle nostre Associazioni: gli Abusivi.</span><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2"> </span><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2"><br></span></div><div><strong><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">Costoro, forse potrebbero apparire belli ma certamente non sono puliti!</span></strong></div><div><br></div><div><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2"> </span><strong class="fs11lh1-5"><em><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">Antonio Bortone</span></em></strong></div><div><em class="fs11lh1-5"><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">Presidente Nazionale CONAPS</span></em><br></div><div><em class="fs11lh1-5"><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2"><br></span></em></div><div><em class="fs11lh1-5"><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2"><a href="http://www.quotidianosanita.it/governo-e-parlamento/articolo.php?articolo_id=69429&fbclid=IwAR240wA0UKGe8SUc00DMYxg_91hDeDpbZdNi5flqYjLz2_QsXuHlMToLT3Y" target="_blank" class="imCssLink">leggi l'articolo su Q.S.</a></span></em></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 24 Dec 2018 15:56:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Deroga iscrizione Ordine. Spif Ar: “Norma oscura ed equivoca”]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=ALBO_PROFESSIONALE"><![CDATA[ALBO PROFESSIONALE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000021"><div><img class="image-0 fleft" src="http://www.spif.it/images/DSC_1420--2-.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5">Deroga iscrizione Ordine. Spif Ar: “Norma oscura ed equivoca”</span></div><div><em><br></em></div><div class="imTAJustify"><em>Non si può e non si deve mettere a repentaglio la salute dei cittadini e dell’intera collettività, sanando di fatto, delle professioni che non posseggono un titolo atto a svolgere una professione Sanitaria. Questa è una norma equivoca che lascia spazio a tante interpretazioni ma, ancora più grave, lascia spiragli a chiunque di occuparsi della Salute dei pazienti.</em></div><div><em><br></em></div><div></div><div><div class="imTAJustify"><b class="fs11lh1-5"><span class="fs8lh1-5 cf1 ff1">24 DIC</span></b><span class="fs11lh1-5"> - I rappresentanti del Sindacato Professionale Italiano Fisioterapisti ed Area Riabilitativa, increduli per quanto prodotto in merito al comma 283 bis del maxi emendamento della manovra finanziaria, dichiarano la propria completa contrarietà, a quanto rappresentato dal suddetto comma che, andrebbe a legittimare coloro i quali hanno scelto di effettuare un percorso di studi, difforme e di carattere Regionale, non soltanto nello svolgere competenze proprie del professionista Sanitario ma, inserendolo, anche in un contesto di “ordine/albo” pur non avendo un titolo abilitante.</span></div> <br><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">Non si può e non si deve mettere a repentaglio la salute dei cittadini e dell’intera collettività, sanando di fatto, delle professioni che non posseggono un titolo atto a svolgere una professione Sanitaria.</span></div><br><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">Continuiamo ad essere increduli e, non osiamo immaginare che, in una fase nuova di pensare e fare politica, in completa discontinuità dai precedenti Governi, si possa “osare” di proporre una sorta di “sanatoria” con l’aggravio di inserire, anche, il termine “autonomi” con la scusante di non far perdere il posto di lavoro poiché licenziati.</span></div></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">Se parliamo di autonomi, quindi in libera professione e molti dei quali, possessori di studi professionali, da chi verrebbero licenziati? A quale categoria di liberi professionisti (autonomi) ci riferiamo? Chi verifica i titoli? Chi li autorizza ad occuparsi della salute delle persone?</span></div><div><br></div><div><span class="imTAJustify fs11lh1-5 cf2 ff2">Questa è una norma equivoca che lascia spazio a tante interpretazioni ma, ancora più grave, lascia spiragli a chiunque di occuparsi della Salute dei pazienti.</span><br></div><div><br></div><div><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">Di chi è la responsabilità?</span><br></div><div><br></div><div><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">Concludiamo con una frase : primo assioma della legge di Murphy. "Se ci sono due o più modi di fare una cosa,e uno di questi modi può condurre a una catastrofe, allora qualcuno la farà in quel modo."</span></div><div><br></div><div><strong class="fs11lh1-5"><em><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">Dott. Roberto Ferrara </span></em></strong></div><div><em class="fs11lh1-5"><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">Vice Segretario SPIF AR</span></em><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 24 Dec 2018 15:27:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Deroga iscrizione Ordine. Beux (Tsrm Pstrp): “Pronto a vigilare per una applicazione corretta, abusivi non entreranno mai”]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=ALBO_PROFESSIONALE"><![CDATA[ALBO PROFESSIONALE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000020"><div><img class="image-1 fleft" src="http://www.spif.it/images/front461868.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5">Deroga iscrizione Ordine. Beux (Tsrm Pstrp): “Pronto a vigilare per una applicazione corretta, abusivi non entreranno mai”</span></div><div><br></div><div class="imTAJustify"><em>Il problema esiste e il Legislatore è stato sensibile, ma il modo in cui l’ha fatto non è stato così accurato come avrebbe dovuto.Stante la situazione creatasi, il decreto ministeriale previsto dall’emendamento 283-ter e la sua applicazione all’interno degli Ordini dovranno essere opportunamente stringenti, escludendo a valle quel che si sarebbe dovuto escludere a monte, attraverso un’attenta valutazione dei percorsi formativi</em></div><div><em><br></em></div><div></div><div><div class="imTAJustify"><b class="fs11lh1-5"><span class="fs8lh1-5 cf1 ff1">24 DIC</span></b><span class="fs11lh1-5"> - La legge 3/2018 ha manifestato la volontà del Legislatore di ordinare, finalmente, 17 professioni, con storie formative eterogenee, da decenni attive all’interno del sistema sanitario. Non riferendosi a nuove popolazioni professionali, era inevitabile che la prima fase del </span><em class="fs11lh1-5">fare ordine</em><span class="fs11lh1-5"> - quella che stiamo vivendo e che vivremo ancora per un po’- fosse anche caratterizzata dal palesarsi del disordine, da sempre presente, ma non registrato, perché non osservato.</span></div> <br><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">Siamo partiti con un gran censimento, alla fine del quale conosceremo nel dettaglio ciò di cui ora stiamo parlando negli unici termini possibili: quelli delle stime e delle ipotesi. In meno di sei mesi si sono pre-iscritti quasi 130.000 professionisti, il 70% degli stimati. Quelli che hanno concluso il processo con l’attribuzione di un numero di iscrizione al relativo albo sono circa 30.000.</span></div> <br><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">Se procederemo di questo passo, tra qualche mese, a meno di un anno dalla partenza, avremo una mappa più che rappresentativa delle popolazioni professionali che la legge 3/2018 ha voluto ordinare: sapremo chi esercita quale professione, dove, da quanto, con quale titolo e in quale regime. Un patrimonio informativo prezioso per il Paese, per il suo Sistema sanitario e per le stesse professioni coinvolte.</span></div></div><div><br></div><div class="imTAJustify"><strong><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">Per potersi esprimere sull’emendamento 283-bis, è necessario avere le idee chiare su quel che avrebbe dovuto gestire</span></strong></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">. A tal fine, facciamo riferimento a un caso concreto, affinché i professionisti della fattispecie 5 della</span><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2"> </span><span class="imUl fs11lh1-5 ff2">classificazione da noi proposta qualche settimana</span><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2"> fa non possano essere pensati come il mostro di Loch Ness, cioè come miti di cui tutti parlano e hanno notizia, ma dei quali nessuno ha mai fatto esperienza diretta.</span></div><div><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">T.R. è un Educatrice professionale. Possiede una laurea in pedagogia quadriennale a indirizzo psicologico, conseguita nel 1992, presso la Facoltà di Magistero dell’Università di Verona. È stata assunta nel 1994, attraverso un concorso pubblico nazionale per Educatore professionale tenutosi presso l’allora USSL di Crema. Oggi il suo titolo non è tra quelli che consentono l’iscrizione all’albo degli Educatori professionali dell'Ordine TSRM PSTRP, ma la collega è entrata nel sistema sanitario mediante regolare concorso e da allora ha operato in coerenza tra il profilo di inquadramento, la relativa retribuzione e l'attività professionale svolta.</span></div><div><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">T.R. e tutti quelli come lei - uno, dieci, cento, mille o diecimila che siano - dovevano essere protetti dal Legislatore, attraverso una norma che consentisse loro di continuare a esercitare, nonostante l’attuale impossibilità di iscriversi al relativo albo.</span></div><div><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">Il Legislatore è stato sensibile nei confronti di questa esigenza, ma il modo in cui l’ha fatto non è stato così accurato come avrebbe dovuto. Negli ultimi mesi abbiamo più volte e in più modi suggerito</span><span class="imUl fs11lh1-5 ff2">[1]</span><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2"> </span><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">al Legislatore di essere adeguatamente stringente, affinché della sua giusta protezione potessero beneficiare solo coloro che ne avevano diritto.</span></div><div><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">L’emendamento 283-bis della legge finanziaria 2019, invece, non ha recepito quanto suggerito: un esplicito richiamo alle modalità di assunzione, all’inquadramento e alla retribuzione dei professionisti. La coesistenza coerente di questi tre elementi avrebbe reso l’emendamento efficace solo per coloro che, come T.R., lo meritavano, evitando che lo si potesse interpretare e rappresentare come pericolosa e ingiusta sanatoria.</span></div><div><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">Che l’impostazione alla base dell’attuale emendamento non fosse adeguatamente robusta lo si deduce anche dal fatto che i due precedenti tentativi (41-bis e 1.1688) non sono andati a buon fine, il primo riconosciuto inammissibile dalla Commissione bilancio della Camera dei Deputati, il secondo ritirato da una dei firmatari.</span></div><div><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">Stante la situazione creatasi, il decreto ministeriale previsto dall’emendamento 283-ter e la sua applicazione all’interno degli Ordini dovranno essere opportunamente stringenti, escludendo a valle quel che si sarebbe dovuto escludere a monte, attraverso un’attenta valutazione dei percorsi formativi.</span></div><div><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">A prescindere da quel che accadrà prima, è sin d’ora certo che gli Ordini TSRM PSTRP non iscriveranno abusivi, nemmeno agli elenchi speciali.</span></div><div><br></div><div><strong><em><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">Alessandro Beux</span></em></strong></div><div></div><div><em>Presidente FNO TSRM PSTRP</em></div><div><em><br></em></div><div><em><a href="http://www.quotidianosanita.it/governo-e-parlamento/articolo.php?articolo_id=69415" target="_blank" class="imCssLink">leggi l'articolo su Q.S.</a></em></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 24 Dec 2018 15:11:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[NESSUNA SANATORIA]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=Ministero_della_Salute"><![CDATA[Ministero della Salute]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000001F"><div><img class="image-0 fleft" src="http://www.spif.it/images/logo_29ooq0tp.PNG"  title="" alt=""/><i><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><br></span></i></div><div><i><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Gent.mo onorevole, </span></i></div>

<div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"> </span></div>

<div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">il Sindacato Professionale Italiano
Fisioterapisti Area Riabilitativa, in rappresentanza dei colleghi ed anche
in nome e per conto </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"> </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">dei cittadini e dei
nostri pazienti che non hanno voce in capitolo, chiede alla ill.ma S.V. ed in
considerazione dell’URGENZA della situazione relativa alla manovra della legge
di bilancio ed in particolar guisa ci riferiamo all’emendamento 1.6003, </span></div>

<div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"> </span></div>

<div class="imTACenter"><u><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">di NON far passare, attraverso
il voto favorevole l’emendamento de quo che</span></u><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">,</span></div>

<div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"> </span></div>

<div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">oltre ad essere inammissibile ed a
nostro avviso incostituzionale, autorizzerebbe, per come evidenziato, a far
svolgere attività professionali </span><b><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">SANITARIE</span></b><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">
ad operatori che </span><b><i><u><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">NON posseggono</span></u></i></b><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"> il titolo abilitante per svolgere la
professione (SANITARIA) e per la relativa iscrizione all’albo. </span></div>

<div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"> </span></div>

<div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Sembra alquanto assurdo e paradossale
che i parlamentari, garanti della legge e della costituzione, si facciano
promotori di un emendamento che tende a riconoscere il diritto ad esercitare la
professione sanitaria a chi non ne ha TITOLO, in barba a tutte le leggi vigenti
ed incuranti di tutti quei professionisti che hanno acquisito i titoli in
rispetto di percorsi formativi tracciati dallo Stato.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><br></span><a href="https://www.change.org/p/matteo-salvini-senato-it-dimaio-l-camera-it-nessuna-sanatoria?recruiter=88934372&utm_source=share_petition&utm_medium=copylink&utm_campaign=share_petition&utm_term=share_petition" target="_blank" class="imCssLink fright inline-block"><img class="image-2 fright" src="http://www.spif.it/images/FIRMA-LA-PETIZIONE.jpg"  title="" alt=""/></a></div>

<div><span class="imTAJustify fs12lh1-5 cf1 ff1">Chiediamo il vostro intervento </span><b class="imTAJustify fs11lh1-5"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">URGENTE</span></b><span class="imTAJustify fs12lh1-5 cf1 ff1"> affinché, nel ruolo rivestito
di garanti della legalità, mettiate al primo posto il rispetto della legge
e la tutela della salute dei cittadini.</span></div>

<div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"> </span></div>

<div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Confidiamo in Suo intervento.</span></div>

<div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"> </span></div>

<div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"> </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Distinti saluti</span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 21 Dec 2018 10:55:00 GMT</pubDate>
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		<item>
			<title><![CDATA[COMUNICATO STAMPA INCONTRO SPIF AR ON. LOREFICE PRESIDENTE XII COMMISSIONE AFFARI SOCIALI]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=MASSOFISIOTERAPISTI"><![CDATA[MASSOFISIOTERAPISTI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000001E"><div class="imTACenter"><img class="image-2 fleft" src="http://www.spif.it/images/logo-SPIF-AR-piccolo.PNG"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 cf1">COMUNICATO STAMPA INCONTRO SPIF AR ON. LOREFICE</span></div> &nbsp;<div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5 cf1">PRESIDENTE XII COMMISSIONE AFFARI SOCIALI</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1"> </span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1">In data odierna, Lo SPIF AR, nelle persone dei dirigenti Vice Segretario Nazionale, dott. R. Ferrara e dott.ssa R. Bufalino, è stato ricevuto dalla Presidente della XII Commissione Affari Sociali alla Camera, On. Marialucia Lorefice.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1"> </span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5">“</span><i><span class="fs14lh1-5">Non potevamo non incontrare la Presidente. Era, è e sarà la prerogativa principale di questo sindacato; non soltanto tutelare le professioni SANITARIE (ed il maiuscolo non è a caso) dell’area Riabilitativa riconosciute dal Ministero della Salute e soprattutto spiegare le ragioni di ordine UMANO, PROFESSIONALE, DEONTOLOGICO, LEGALE, POLITICO ed anche MORALE, che ci hanno spinto ad elargire le nostre motivazioni</span></i><span class="fs14lh1-5">.” </span></span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1"> </span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1">Queste le parole del Vice Segretario Nazionale Spif Ar, dott. Ferrara che si ritiene soddisfatto della cordialità, ospitalità ed apertura all’incontro avvenuto in data odierna.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1"> </span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1">Nella premessa, il dott. Ferrara e la dott.ssa Bufalino, dopo i convenevoli iniziali, hanno manifestato il proprio disappunto e relativa contrarietà a qualsiasi proposta che possa “sanare” delle situazioni di CHI, non possiede alcun titolo per iscriversi all’ALBO; A tal proposito, sono stati esposti dei punti cardini che sono stati recepiti dalla Presidente e successivamente discussi:</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1"> </span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><!--[if !supportLists]--><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5">1)</span><span class="fs14lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><!--[endif]--><span class="fs14lh1-5 ff1">La legge 403/71 è una legge concepita per ipo e non vedenti;</span></span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><!--[if !supportLists]--><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5">2)</span><span class="fs14lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><!--[endif]--><span class="fs14lh1-5 ff1">Da 18 anni esiste l'Università per le professioni sanitarie;</span></span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><!--[if !supportLists]--><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5 ff2">3)</span><span class="fs14lh1-5 ff2"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><!--[endif]--><span class="fs14lh1-5 ff1">Nessuna professione sanitaria ha un "doppio canale" formativo;</span></span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1"> </span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1">Dall’altra parte, il Governo, per tramite la Sua rappresentante On Lorefice, in merito ai soggetti che hanno acquisito il titolo di massofisioterapisti post 99, ha rappresentato alla scrivente Organizzazione Sindacale, che i vari uffici Ministeriali, si stanno adoperando per trovare delle soluzioni, non meglio precisate.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1"> </span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5">Nessuna Sanatoria o altra “proposta non consone” alle aspettative di migliaia di professionisti Sanitari sarà accettata dallo </span><span class="fs14lh1-5"> </span><span class="fs14lh1-5">SPIF AR, semmai, questa O.S., </span><span class="fs14lh1-5"> </span><span class="fs14lh1-5">potrà comprendere e farsi portavoce, per come espresso dalla FNO Tsrm Pstrp nell’articolo – </span><span class="fs14lh1-5">http://www.panoramasanita.it/2018/11/20/professioni-sanitarie-e-iscrizione-agli-albi-il-contributo-della-fno-tsrm-pstrp/</span><span class="fs14lh1-5"> - per trovare una soluzione per i “</span><b><u><span class="fs14lh1-5">potenziali equivalenti”</span></u></b><span class="fs14lh1-5"> indi per coloro che hanno acquisito i titoli ante legge 42/99 </span><span class="fs14lh1-5">cioe, attraverso la (ri)apertura dei percorsi per l’equivalenza, mediante i quali i soggetti interessati rientrerebbero tra quelli in possesso di un titolo idoneo per l’iscrizione all’albo.</span></span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1"> </span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5">Lo SPIF AR, ha consegnato un dossier con elementi chiaritori e delucidatori sull’aspetto normativo e sulla sostanziale e </span><b><span class="fs14lh1-5">GRANDE</span></b><span class="fs14lh1-5"> differenza dei due percorsi di studi di cui, il massofisioterapista, ricordiamo, è da</span><span class="fs14lh1-5"> &nbsp;&nbsp;</span><span class="fs14lh1-5 ff1">ascriversi al novero degli “</span><u><span class="fs14lh1-5 ff1">operatori di interesse sanitario</span></u><span class="fs14lh1-5 ff1">" (come coerentemente riportato sul sito del Ministero ) nell'ambito della quale possono trovare posto attività di interesse sanitario sprovviste delle caratteristiche della professione sanitaria in senso proprio, che si connotano per la mancanza di autonomia professionale ed alle quali corrisponde una formazione di livello inferiore rispetto a quella del FISIOTERAPISTA.</span></span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1"> </span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5 ff1">“ L'unica figura di professione sanitaria destinata ad erogare i trattamenti riabilitativi di superiore complessità e dotata di adeguata formazione universitaria è quella del fisioterapista" il cui PROFILO PROFESSIONALE è individuato con D.M. N° 741 del 1994 e legge 43/2006, la cui formazione consolidata e </span><b><span class="fs14lh1-5 ff1">uniforme territorialmente</span></b><span class="fs14lh1-5 ff1"> è garantita da apposito percorso universitario e riconosciuta in via esclusiva dall'ordinamento statale e che è la sola titolata in grado di adempiere alle più svariate categorie di trattamenti anche ad elevata complessità e capace di assicurarne l'integrale, corretta e sicura erogazione, in quanto dotati di propria autonomia professionale e titolarità, in base a quanto sancito con la legge 251/2000.</span></span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1"> </span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1">Il Vice Segretario Nazionale Spif Ar, dott. Ferrara, con fermezza espositiva, ha dichiarato alla Presidente che, qualora questo Governo dovesse, ipoteticamente, escogitare procedure atte a “sanare” delle situazioni che possano ledere la dignità professionale, personale, umana, di migliaia di professionisti Sanitari della Riabilitazione, questo Sindacato metterà in campo tutte le azioni per contrastare ogni tipo si sopruso.</span></div> &nbsp;&nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1">La Presidente è stata molto attenta a quanto esposto e consegnato richiedendoci la possibilità di ulteriori incontri.</span></div> &nbsp;&nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1">Siamo aperti al dialogo ma non consentiremo SANATORIE!</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><div><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1">Sempre durante detto incontro, i due dirigenti SPIF AR (FERRARA - BUFALINO) hanno fatto presente alla Presidente, così come esposto un mese addietro al Ministero della Salute, circa la necessità impellente di far sì che questo Governo si impegni per favorire l'ACCREDITAMENTO diretto dei professionisti Sanitari della Riabilitazione e dei loro studi professionali e, sull'estensione dell'attività libero professionale intramuraria per le 22 professioni sanitarie, rappresentando che è ormai un principio anacronistico che la LP sia svolta soltanto dal personale dirigente.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1">Ad Maiora</span></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1"> </span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 12 Dec 2018 15:56:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Una fase professionale importante: facciamo attenzione ai ritardi dell’iscrizione all’Ordine e partecipiamo allo sviluppo di questa fase]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=ALBO_PROFESSIONALE"><![CDATA[ALBO PROFESSIONALE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000001D"><div class="imTACenter"><img class="image-0 fright" src="http://www.spif.it/images/Cartisano_Antonio_cc0bp6uo.jpg"  title="" alt=""/><b><span class="fs14lh1-5 cf1">Una fase professionale importante:</span></b></div>

<div class="imTACenter"><b><span class="fs14lh1-5 cf1">facciamo attenzione ai ritardi dell’iscrizione
all’Ordine e partecipiamo allo sviluppo di questa fase.</span></b></div>

<div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5 cf1"> </span></div>

<div class="imTACenter"><span class="cf1"> </span></div>

<div class="imTAJustify"><span class="cf1">Le quotazioni
di una professione sono legate sostanzialmente alle competenze acquisite e
messe in campo nel modo migliore ma non è tutto riconosciuto volutamente o meno
dalle istituzioni piccole e grandi quando lo spessore normativo di una
professione sanitaria è ancora carente di una o più leggi sostanziali che
permettano di ergersi a “titolato a tutti gli effetti”. </span></div>

<div class="imTAJustify"><span class="cf1">Spieghiamoci
meglio e vediamo di chiarire il contesto politico/normativo che si accinge a
conglobare le professioni sanitarie finora senza un Ordine Professionale e
quanto ciò è determinante per i singoli professionisti e per le Istituzioni che
sono “obbligate” a fare riferimento agli Ordini e ai Collegi qualora ci siano
situazioni da districare (mi scuso per il termine) al fine di dare le corrette
responsabilità del caso.</span></div>

<div class="imTAJustify"><span class="cf1"> </span></div>

<div class="imTAJustify"><span class="cf1">In tanti anni
abbiamo avuto modo di difendere o far difendere dagli avvocati molte colleghe e
colleghi che per vari motivi venivano richiamati o contestati dalle ASL o dalle
Aziende Ospedaliere e Strutture pubbliche e private/accreditate, quando
addirittura si parlava anche di possibile “provvedimento di licenziamento”. La
chiarezza delle leggi oggi esistenti e la determinatezza delle difese poste in
campo hanno permesso di avere ragioni importanti soprattutto per la difesa di
un lavoro tanto agognato. </span></div>

<div class="imTAJustify"><span class="cf1">Spesso però la
discussione si è posata volutamente in certi contesti sulla parte della legittimità
delle scelte cliniche e gestionali adottate dai nostri professionisti, non
facendo mancare anche e soprattutto una sottovalutazione dell’opera di cure e
delle metodiche adottate al fine di trovare misere giustificazioni per
licenziare una collega o un collega, o peggio ancora.</span></div>

<div class="imTAJustify"><span class="cf1">Non intendo
con ciò dare preoccupazioni alle nostre categorie ma è meglio essere chiari e
guardare in avanti questa nuova fase dell’istituzione degli Ordini
Professionali e dare maggiore vigore ai diritti acquisiti per legge e non
esitare a migliorare la condizione operativa svolta ogni giorno verso i
cittadini prima di tutto.</span></div>

<div class="imTAJustify"><span class="cf1">In sintesi
ogni fase promuove e migliora con i tempi del caso la “condizione operativa”
dei nostri laureati dalla Facoltà di Medicina, ma ciò non toglie che sia
profondamente necessario iscriversi oggi all’Ordine come previsto dalla legge,
nel più breve tempo possibile e secondo le indicazioni specifiche.</span></div>

<div class="imTAJustify"><span class="cf1">Vogliamo
sentirci Professionisti con un proprio Ordine Professionale poiché in tanti
anni siamo stati connotati come professioni meno nobili per l’assenza di tale
significativo “diritto” di un proprio Ordine, e quanto spesso ci hanno
ricordato il “minore valore” e quindi meno tutela e meno diritti. Adesso però
la legge ha aperto questa opportunità ed è quindi importante rispettare il
senso istituzionale dell’appartenenza ad un Ordine, ma la fase richiede di
farlo nei tempi previsti entro l’anno 2018 e non altro.</span></div>

<div class="imTAJustify"><span class="cf1">La nostra
Organizzazione Sindacale Professionale vuole sostenere ciò in difesa delle
categorie rappresentate e dove ognuna di queste rappresentatività denominate
dalla legge “Ordini” delle professioni sanitarie con tanto di obbligo per legge
di iscriversi nel proprio collegio (per questo anno in quello dei Tecnici
Sanitari di Radiologia Medica della propria provincia), ci permetterà tutte le rappresentanze
insieme di porre nuove prospettive e migliori condizioni lavorative.</span></div>

<div class="imTAJustify"><span class="cf1"> </span></div>

<div class="imTAJustify"><span class="cf1">Antonio
G.Cartisano</span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 06 Dec 2018 15:36:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Lo Spif Ar ricevuto all assemblea regionale siciliana]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=ALBO_PROFESSIONALE"><![CDATA[ALBO PROFESSIONALE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000001C"><div><span class="cf1">Lo Spif Ar ricevuto all assemblea regionale siciliana </span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1">Oggi 20 nov una delegazione dello Spif Ar formata dal Segretario </span><span class="fs11lh1-5 cf1">Regionale Dott. Locicero e dal Vice Segretario Nazionale Dott. Ferrara e dal Tesoriere Nazionale Dott. Bisesi si sono incontrati con l' On.le Pasqua, membro della Commissione Sanità all' Ars.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1">L'incontro si è svolto all insegna della cordialità e massima intesa sulle tematiche che affliggono la nostra professione: accreditamento diretto, false partite iva e lotta abusivismo.</span><br></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div> </div><div><span class="fs11lh1-5 cf1">Abbiamo trovato un interlocutore attento e disponibile ad instaurare un rapporto di collaborazione con noi rappresentanti in vista di future azioni che coinvolgano la nostra categoria di professionisti della sanità.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">Si è affrontato pure il discorso dell emendamento 41 bis presentato in commissione bilancio.</span></div><div> </div><div><span class="cf1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="cf1">Incontreremo &nbsp;l'on.le Lorefice al fine di chiarire le nostre motivazioni in merito al &nbsp;suo emendamento, consapevoli che, in questo momento, molti politici vengono "corteggiati" da "forze" estranee alle professioni Sanitarie.</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1"><br></span></div><div><span class="imUl fs11lh1-5 cf1">Ancora una volta lo Spif Ar c’è a fianco dei professionisti sanitari.</span><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 20 Nov 2018 19:42:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Professioni sanitarie e iscrizione agli albi, Il contributo della Fno Tsrm Pstrp]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=ALBO_PROFESSIONALE"><![CDATA[ALBO PROFESSIONALE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000001A"><div><header><div><img class="image-0 fleft" src="http://www.spif.it/images/logo-tsrm-pstrp-148x150.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">Professioni sanitarie e iscrizione agli albi, Il contributo della Fno Tsrm Pstrp</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div></header></div><div><span class="cf1"><abbr title="2018-11-20T02:02:36+0100"><span class="fs9lh1-5 ff1">20/11/2018</span></abbr><span class="fs9lh1-5 ff1"> </span></span></div><div><span class="cf1"><span class="fs9lh1-5 ff1"><br></span></span></div><div><section><span class="fs10lh1-5 cf1 ff1"></span><div data-animation="no-animation" data-icons-animation="no-animation" data-overlay="" data-change-size="" data-button-size="1" data-text="" class="imTARight"><span class="cf1"><span class="fsNaNlh1-5 ff3"><i class="fsNaNlh1-5 ff2"></i></span><span class="fsNaNlh1-5 ff3"><i class="fsNaNlh1-5 ff2"></i></span><span class="fsNaNlh1-5 ff3"><i class="fsNaNlh1-5 ff2"></i></span><span class="fsNaNlh1-5 ff3"><i class="fsNaNlh1-5 ff2"></i></span><span class="fsNaNlh1-5 ff3"><i class="fsNaNlh1-5 ff2"></i></span></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs10lh1-5 cf1 ff1">“Relativamente al dibattito suscitato dall’emendamento 41-bis (Disposizioni in materia di figure professionali), nel frattempo riconosciuto inammissibile dalla Commissione bilancio, rimanendo drammatica e urgente la questione alla quale tentava di dare soluzione, nel rispetto delle funzioni che sono proprie dei diversi attori coinvolti, ci permettiamo di suggerire una tassonomia che potrebbe risultare utile a una miglior focalizzazione della questione, quindi alla definizione di una soluzione rapida, efficace ed equa”. Così una nota della Federazione nazionale Ordini dei Tecnici sanitari di radiologia medica, delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione che aggiunge “Tenuto conto del fatto che ai sensi della legge 3/2018 anche l’esercizio delle 17 professioni sanitarie di cui al DM 13 marzo 2018 è consentito solo a chi è iscritto al relativo albo e che tale iscrizione è consentita solo a coloro che posseggono un titolo idoneo, la situazione attuale vede la popolazione interessata divisa in due gruppi e sei fattispecie:</span></div><div><span class="fs10lh1-5 cf1 ff1">Gruppo I. Coloro che possono iscriversi all’albo, cioè i professionisti che posseggono titoli:</span></div><div><span class="fs10lh1-5 cf1 ff1">1. abilitanti;</span></div><div><span class="fs10lh1-5 cf1 ff1">2. equipollenti;</span></div><div><span class="fs10lh1-5 cf1 ff1">3. equivalenti.</span></div><div><span class="fs10lh1-5 cf1 ff1">Gruppo II. Coloro che non possono iscriversi all’albo cioè i seguenti soggetti:</span></div><div><span class="fs10lh1-5 cf1 ff1">4. potenziali equivalenti;</span></div><div><span class="fs10lh1-5 cf1 ff1">5. non potenziali equivalenti entrati e rimasti nel sistema sanitario alla luce del sole;</span></div><div><span class="fs10lh1-5 cf1 ff1">6. non potenziali equivalenti entrati e rimasti nel sistema sanitario nell’ombra, cioè gli abusivi.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs10lh1-5 cf1 ff1">La predetta normativa rende drammatica e urgente la situazione delle tre fattispecie appartenenti al secondo gruppo, cioè di quei soggetti che non hanno uno dei requisiti necessari per iscriversi all’albo. Bisogna fare molta attenzione a definire soluzioni che, anche solo indirettamente, favoriscano gli abusivi, cioè quelli da contrastare con la massima determinazione e intransigenza, non solo perché oggi ce lo impone la norma, ma anche perché da sempre ce l’hanno suggerito il senso civico e la deontologia. La prima cosa da fare è sostenere la quarta fattispecie con una soluzione tecnica, cioè attraverso la (ri)apertura dei percorsi per l’equivalenza, mediante i quali i soggetti interessati rientrerebbero tra quelli in possesso di un titolo idoneo per l’iscrizione all’albo. L’emendamento 41-bis si riferiva a questa fattispecie (…omissis… poiché, pur avendone titolo, non hanno potuto conseguire l’equivalenza …omissis…), proponendosi di sostenerla attraverso una soluzione politica, invece della suindicata soluzione tecnica. L’emendamento avrebbe sanato quei professionisti che, se messi nella condizione di poterlo fare, potrebbero acquisire l’equivalenza, quindi la possibilità di iscriversi a pieno titolo all’albo.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs10lh1-5 cf1 ff1">Abbiamo sempre manifestato – sottolinea la Federazione – la nostra piena disponibilità a promuovere, sostenere e recepire in modo convinto qualsiasi soluzione, tecnica e politica, che fosse rapida, efficace, percorribile e, soprattutto, equa. Ne sono a conoscenza i professionisti, le Organizzazioni sindacali, le Regioni e il Ministero, al quale settimane fa abbiamo fornito la sintesi di un’analisi qualitativa realizzata col supporto del CONAPS e delle AMR che vi aderiscono. In tale sintesi sono contenuti i casi che meritano una soluzione a difesa dei lavoratori, senza che ciò si configuri quale detrimento per i cittadini. Questo è ciò che sentiamo di dover fare, restando all’interno di ciò che ci è proprio: garantire le persone assistite, favorire e difendere il lavoro e la sua qualità, contrastare l’abusivismo”.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs10lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs10lh1-5 cf1 ff1"><a href="http://www.panoramasanita.it/2018/11/20/professioni-sanitarie-e-iscrizione-agli-albi-il-contributo-della-fno-tsrm-pstrp/" target="_blank" class="imCssLink">Leggi su Panoramasanita.it</a></span></div></section></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 20 Nov 2018 18:38:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Lo Spif Ar scrive ai Capi Gruppo della LEGA e del  M5S]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=ALBO_PROFESSIONALE"><![CDATA[ALBO PROFESSIONALE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000019"><div><img class="image-0 fleft" src="http://www.spif.it/images/logo_8xsyo8j9.PNG"  title="" alt=""/><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">Giorno 20 novembre, è in discussione l'emendamento del Movimento 5 stelle, che riguarda la presunta sanatoria. Lo Spif Ar, avendo avuto sentori che la situazione possa riguardare anche altre professioni non sanitarie, ha inviato in data 18/11/2018, la nota riportata di seguito:</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<span class="cf1"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;Ai Capi gruppo della Camera &nbsp;&nbsp;del </span><span class="fs11lh1-5 cf1">Movimento &nbsp;5 Stelle e della </span><span class="fs11lh1-5 cf1"> Lega</span></div><div><br></div> &nbsp;<div><span class="cf1">Gentili &nbsp;Onorevoli,</span></div><div><br></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="cf1"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;La XVIII Legislatura faceva prevedere con il Governo del cambiamento , una fase nuova di pensare e fare politica &nbsp;in completa discontinuità dai precedenti Governi. Invece ci stiamo rendendo conto che viviamo ancora in un’Italia, il Bel Paese, forse restia a sdradicare fenomeni estremamente pervasivi nel merito del “sanare”. Infatti abbiamo appreso , con nostro grande rammarico, di questo “ famigerato Emendamento”, l’articolo aggiuntivo 41-bis che, ricordiamo, &nbsp;non ha nulla a che vedere con quello che comunemente, in ambito penitenziario è denominato “carcere duro”, al DDL 1334 C. Lo stesso “vorrebbe” intervenire sulla <b>legge Lorenzin</b> in tema di professioni Sanitarie proponendo, una sanatoria che “vedrebbe” non soltanto chi, non avendo i titoli e la relativa “equivalenza” alle professioni Sanitarie legittimate, di potere essere esentati dall’iscrizione all’albo e , come aggravante, la possibilità pertanto &nbsp;di esercitare a costo 0, nonché il mancato obbligo del rispettare &nbsp;il Codice Deontologico previsto per ogni Professione Sanitaria, di cui ne pagherebbero le conseguenze tutti i cittadini &nbsp;e l’intera collettività. Ancora più grave appare “l’inconsapevolezza” degli Onorevoli firmatari dell’inammissibilità dell’Emendamento in virtù dell’art. 121, comma 5 del Regolamento della Camera dei Deputati. &nbsp;</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="cf1">Il comma 2 dell’art. 4 della L. 42/99 prevedeva che, i possessori di un titolo “abilitante”, avrebbero dovuto accedere al percorso di “equivalenza” per potere esercitare. Se molti possessori di titoli validi, non hanno ritenuto utile accedere al percorso de quo, ritenendolo “superfluo”, non possono essere, oggi, sanati da un emendamento che risulterebbe essere totalmente estraneo ad una legge di bilancio e lontano da quei canoni di costituzionalità.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="cf1">Se rimaneva qualche dubbio che si possa &nbsp;trattare &nbsp;anche di una “ sanatoria massiva”, lo stesso viene fugato dai molteplici ringraziamenti da parte di MFT post ‘99 &nbsp;rivolti alla Presidente della XII Commissione Affari Sociali On. Lorefice &nbsp;nei post apparsi su QS nel merito dell’articolo pubblicato il 16 &nbsp;novembre 2018 , in cui l’Onorevole difende l’Emendamento di cui è prima firmataria adducendo alla tutela dei lavoratori che sono a rischio di licenziamento. Risulta alla scrivente O.S. che la quasi totalità , per non dire Tutti lavorino in regime autonomo e pertanto nessun licenziamento sarebbe possibile. Una minoranza risulta dipendente, sicuramente non in Strutture Pubbliche , ma in quelle del privato convenzionato e, aggiungiamo noi, in maniera del tutto illegittima, grazie anche ai mancati/precari &nbsp;controlli &nbsp;da parte delle ASL competenti per territorio, fenomeno denunciato da svariati anni dalla scrivente, congiuntamente all’utilizzo di queste Strutture, &nbsp;di professionisti &nbsp;con l’utilizzo delle cd “ false P.IVA. &nbsp;</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="cf1">Che prevalga &nbsp;&nbsp;il “buon senso”, declinato nelle buone prassi parlamentari e legislative vincolate dai principi costituzionali , &nbsp;di tutti &nbsp;parlamentari e dei nostri politici del cambiamento. Le nostre azioni &nbsp;si attivano sempre &nbsp;per il rispetto di quei presupposti di legalità e rispetto delle regole , e questo ne è il caso, &nbsp;rimanendo fiduciosi di quella politica onesta di cui ogni cittadino vorrebbe nutrirsi.</span></div> &nbsp;<div><span class="cf1"> </span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="cf1"> </span><span class="fs11lh1-5 cf1"> L’intenzione &nbsp;di sanare anche altre professioni che non rientrano nel novero delle professioni sanitarie appare oramai manifesta e , per quello che ci riguarda, delle professioni sanitarie dell’area riabilitativa. A tutela dei Professionisti legittimati ad esercitare , insiste l’azione della &nbsp;&nbsp;mobilitazione e, questa volta sarebbe &nbsp;massiva, minando così &nbsp;la credibilità &nbsp;di questo Governo.</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1"><br></span></div> &nbsp;<div><span class="cf1">In attesa di riscontro &nbsp;è gradita l’occasione per porgere distinti saluti. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="cf1"> Il Segretario Nazionale &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Il Vice Segretario Nazionale</span></div> &nbsp;<div><span class="cf1"> Dott. Antonio Cartisano &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Dott. R. Ferrara</span></div> &nbsp;<div><span class="cf1"> </span></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 18 Nov 2018 20:07:00 GMT</pubDate>
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			<link>http://www.spif.it/blog/?lo-spif-ar-scrive-ai-capi-gruppo</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Lo Spif Ar scrive alla V Commissione del Bilancio Tesoro e Programmazione]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=ALBO_PROFESSIONALE"><![CDATA[ALBO PROFESSIONALE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000018"><div><img class="image-0 fleft" src="http://www.spif.it/images/logo_nx0kw5ha.PNG"  title="" alt=""/><span class="cf1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="cf1">Giorno 20 novembre, è in discussione l'emendamento del Movimento 5 stelle, che riguarda la presunta sanatoria. Lo Spif Ar, avendo avuto sentori che la situazione possa riguardare anche altre professioni non sanitarie, ha inviato in data &nbsp;18/11/2018, la nota riportata di seguito:</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><div><span class="cf1">Al Presidente V Commissione Bilancio,<span class="fs11lh1-5"> &nbsp;Tesoro e
Programmazione &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span class="fs11lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;On. Claudio Borghi</span></span></div>

<div><span class="cf1">Ai Vicepresidenti <span class="fs11lh1-5">V Commissione Bilancio,Tesoro e Programmazione</span></span></div>

<div><span class="cf1"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;On. Giuseppe Buonpane</span></div>

<div><span class="cf1"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;On.
Stefania Prestigiacomo</span></div>

<div><span class="cf1"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<span class="fs11lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;A tutti i &nbsp;&nbsp;Membri</span><span class="fs11lh1-5"> V Commissione Bilancio,Tesoro e Programmazione</span></span></div>

<div><span class="cf1"> </span></div>

<div><span class="cf1"> &nbsp;Oggetto:
Inammissibilità Emendamento art.41 bis DDL 1334 C. &nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>

<div><span class="cf1">Egregi Onorevoli,</span></div>

<div class="imTAJustify"><span class="cf1">Siamo a conoscenza che la
discussione del DDL 1334 C in sede referente presso la V Commissione è posta
all’ordine del giorno del 20 novembre 2018. </span></div>

<div class="imTAJustify"><span class="cf1">Ha sollevato molto clamore
l’Emendamento <u>art. 41- bis</u> (Disposizioni in materia di figure
professionali) presentato da alcuni parlamentari del M5S &nbsp;al DDL &nbsp;<b>1334 C</b> 
<b>"Bilancio di previsione dello Stato
per l'anno finanziario 2019 e bilancio pluriennale per il triennio 2019-2021"
</b>, &nbsp;con il &nbsp;conseguente e totale &nbsp;disappunto della scrivente O.S., &nbsp;&nbsp;di Associazioni professionali come AIFI e
della stragrande maggioranza degli oltre 220.000 &nbsp;professionisti che si sono iscritti ai
relativi Albi o che &nbsp;stanno provvedendo a
farlo, tra l’altro &nbsp;già manifestato
attraverso &nbsp;i media &nbsp;ed altre forme istituzionali . &nbsp;</span></div>

<div class="imTAJustify"><span class="cf1">Che si voglia tentare una “
sanatoria “ risulta oramai palese viste anche 
le prese di posizione dell’ex sottosegretario alla Salute <i>On. De Filippo</i>, nonché , in alcune forme
espressive , quale il rischio di licenziamento ecc. &nbsp;dei sindacati confederali, che comunque hanno
intrapreso la strada del confronto istituzionale &nbsp;<b>e non
quello della &nbsp;spinta &nbsp;legislativa</b>, attraverso l’istituzione di
un Tavolo Tecnico presso il Ministero della Salute , come tra l’altro richiesto
dal Presidente dell’Ordine dei TSRM PSTRP Dott. A.Beux &nbsp;al fine di dare possibili soluzioni al
problema dell’iscrizione all’Albo che riguarda una &nbsp;&nbsp;strettissima fetta di lavoratori che hanno
ritenuto “superfluo” intraprendere il percorso previsto dall’art 4, comma 2
della Legge 42/99 &nbsp;declinato con
l’emanazione del DPCM &nbsp;26 luglio 2011.</span></div>

<div class="imTAJustify"><span class="cf1">Per quanto sopra espresso siamo a
richiedere alle SS.VV. &nbsp;che durante la
seduta prevalga “ il buon senso” oltreché politico anche istituzionale .
Infatti il Regolamento della Camera prevede al suo art. 121, comma 5 che “....<i>omissis</i> <b>e</b> &nbsp;<b><i>il presidente della
Commissione bilancio dichiarano inammissibili gli emendamenti e gli articoli
aggiuntivi che concernono materie estranee all'oggetto proprio della legge
finanziaria e della legge di bilancio,</i></b><i>omissis.....”</i> ed ancora più pregnante appare l’art.89 che
prevede “<i>la facoltà del Presidente di negare l’accettazione e lo svolgimento
di ordini del giorno, emendamenti o articoli aggiuntivi che siano relativi ad
argomenti affatto estranei all’oggetto di discussione”.</i> &nbsp;</span></div>

<div class="imTAJustify"><span class="cf1">Confidando in un esito favorevole alla nostra
richiesta, cioè di rigetto dell’Emendamento, augurandovi un proficuo e buon
lavoro, in attesa di riscontro porgiamo distinti saluti.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="cf1"><br></span></div>

<div><span class="cf1">Il
Segretario Nazionale &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;
Il Vice Segretario Nazionale</span></div>

<div><span class="cf1"> Dott. Antonio Cartisano &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;
 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Dott. R.
Ferrara</span></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 18 Nov 2018 19:55:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[La sanatoria per l’iscrizione agli Albi va contro chi rispetta la legge]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=ALBO_PROFESSIONALE"><![CDATA[ALBO PROFESSIONALE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000017"><div><img class="image-0 fleft" src="http://www.spif.it/images/picDSC_1420.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 cf1">La sanatoria per l’iscrizione agli Albi va contro chi rispetta la legge</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><div><b><span class="fs8lh1-5 cf2 ff1">16 NOV</span></b> <span class="cf1">- </span><em class="cf1">Gentile direttore</em><span class="cf1">,</span></div><div><div class="cf1"><br><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff2">dopo avere appreso, tramite Quotidiano Sanità, nell’articolo del15 novembre sugli </span><span class="imUl fs12lh1-5 ff2">emendamenti presentati dai Cinque Stelle ed in particolar guisa ciò che prevede l’Articolo 41 bis</span><span class="fs12lh1-5 ff2">. Ci riferiamo, nello specifico, a quell’articolo che, “vorrebbe” intervenire sulla legge Lorenzin in tema di professioni Sanitarie proponendo, una sanatoria che “vedrebbe” non soltanto chi, non avendo i titoli e la relativa “equivalenza” alle professioni Sanitarie legittimate, di potere essere esentati dall’iscrizione all’albo ma, come aggravante, a costo 0.</span></div><div class="fs12lh1-5 ff2"> <br><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Non ci sono in questo Paese, figli di un Dio Minore e, questo Sindacato di categoria, oltre ad appellarsi al “buon senso” di tutti i politici, parlamentari e non, si attiverà per il rispetto di quei presupposti di legalità e rispetto delle regole. Il comma 2 dell’art. 4 della L. 42/99 prevedeva che, i possessori di un titolo “abilitante”, avrebbero dovuto accedere al percorso di “equivalenza” per potere esercitare.</span><span class="fs12lh1-5"> </span></div></div></div></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff2"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff2">Se molti possessori di titoli validi, non hanno ritenuto utile accedere al percorso de quo, ritenendolo “superfluo”, non possono essere, oggi, sanati da un emendamento che risulterebbe essere totalmente estraneo ad una legge di bilancio e lontano da quei canoni di costituzionalità.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff2"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff2"> </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff2">Se poi, se l’intenzione è di sanare anche altre professioni che non rientrano nel novero delle professioni sanitarie e, per quello che ci riguarda, delle professioni sanitarie dell’area riabilitativa, siamo pronti alla mobilitazione e, questa volta sarà massiva.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff2"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff2"> </span><strong class="fs11lh1-5"><em><span class="fs12lh1-5 cf1 ff2">Dott. Roberto V. Ferrara</span></em></strong></div><div><em class="fs11lh1-5"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff2">Vice Segretario Nazionale SPIF AR</span></em><br></div></div><div><em class="fs11lh1-5"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff2"><a href="http://www.quotidianosanita.it/lettere-al-direttore/articolo.php?articolo_id=67987" target="_blank" class="imCssLink">leggi l'articolo su Q.S.</a></span></em></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 17 Nov 2018 10:52:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Grande Vittoria dello Spif Ar nei confronti dell'Università di Firenze]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=Attivit%C3%A0_Sindacale"><![CDATA[Attività Sindacale]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000016"><div><div><img class="image-0 fleft" src="http://www.spif.it/images/logo_z7g8795x.PNG"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5">Grande Vittoria dello Spif Ar nei confronti dell'Università di Firenze</span></div></div><div><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">in data odierna 14/11/2018, &nbsp;il Magnifico Rettore dell'Università di Firenze ha revocato il bando di master in medicina manuale e osteopatica in ambito muscolo scheletrico aperto agli isef ed ai laureati in scienze motorie.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">Dopo la diffida del 26/10/2018 (<a href="http://www.spif.it/files/Lettera-di-diffida-Unifi.pdf" target="_blank" class="imCssLink">leggi diffida</a>) il Prof. Luigi Dei ( Magnifico Rettore dell'università), </span><span class="fs14lh1-5 cf1">con una nota inviata allo Spif Ar, </span><span class="fs14lh1-5 cf1">ed a tutti i destinatari inseriti per conoscenza nella nostra diffida, &nbsp;ha deciso di sposare la legalità revocando il master in oggetto ( <a href="http://www.spif.it/files/Rettore-Luigi-Dei.pdf" target="_blank" class="imCssLink">leggi la revoca</a> ).</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">E' solo l'inizio di una serie di interventi, che ci vedrà ancora una volta protagonisti in questo fine anno e, ci auguriamo, nel nuovo anno, insieme a tutti voi, di portare delle buone novità per le nostre professioni.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">La Redazione</span></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 14 Nov 2018 21:22:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[l'asp di siracusa favorisce i laureati in scienze motorie LO SPIF AR non ci stà]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=Attivit%C3%A0_Sindacale"><![CDATA[Attività Sindacale]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000015"><div><span class="fs16lh1-5 cf1">l'asp di siracusa favorisce i laureati in scienze motorie </span><span class="fs16lh1-5 cf1">LO SPIF AR non ci stà</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1">A seguito della richiesta inviata da parte del Direttore Generale del Asp di Siracusa su l'applicazione della legge regionale in materia "di promozione e tutela dell'attività fisico-motoria e sportiva" nelle strutture sanitarie e sociosanitarie pubbliche e private della Regione Sicilia ( <a href="http://www.spif.it/files/IMG-20181028-WA0005.jpg" target="_blank" class="imCssLink">leggi la nota</a> ), lo Spif Ar con nota del 14 novembre 2018, a firma del Vice Segretario Nazionale Dott. Roberto Ferrara , invita lo stesso Direttore Generale a revocare/modificare sua la nota .</span></div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1">ecco il testo della <a href="http://www.spif.it/files/Dott-Madeddu.pdf" target="_blank" class="imCssLink">richiesta dello spif ar</a> con l'allegato </span><span class="fs11lh1-5"><a href="http://www.spif.it/files/incostituzionalita-LR-16-2017.PDF-.pdf" target="_blank" class="imCssLink">incostituzionalità LR 16-2017</a></span></div><div><br></div><div>La Redazione</div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 14 Nov 2018 20:59:00 GMT</pubDate>
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			<link>http://www.spif.it/blog/?l-asp-di-siracusa</link>
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		<item>
			<title><![CDATA[L’Adunanza plenaria pronuncia in tema di iscrizione alla Facoltà di Fisioterapia di chi è in possesso del diploma di massofisioterapista, rilasciato ai sensi della l. n. 403 del 1971]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=TAR"><![CDATA[TAR]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000014"><div><span class="fs16lh1-5">L’Adunanza plenaria pronuncia in tema di iscrizione alla Facoltà di Fisioterapia di chi è in possesso del diploma di massofisioterapista, rilasciato ai sensi della l. n. 403 del 1971</span></div><div><span class="fs16lh1-5"><br></span></div><div><ul><li><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1"> <a href="https://www.giustizia-amministrativa.it/cdsintra/wcm/idc/groups/public/documents/document/mday/odk0/~edisp/rrihmpro6cw6n7dnteji7d6jcy.html" target="_blank" class="imCssLink">Cons. St., A.P., 9 novembre 2018, n. 16 – Pres. Patroni Griffi, Est. Sabatino</a></span></li><div><strong><b><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1">Pubblica istruzione – Titoli di studio - Diploma di massofisioterapista – Ex l. n. 403 del 1971 - Iscrizione alla facoltà universitaria di Fisioterapia – Esclusione.</span></b></strong></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1"> </span></div><div><em><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Il diploma di massofisioterapista, rilasciato ai sensi della l. 19 maggio 1971 n. 403, non consente ex se l’iscrizione alla facoltà di Fisioterapia né dà vita, nella fase di ammissione al corso universitario, ad alcuna forma di facilitazione, nemmeno se posseduto unitamente ad altro titolo di scuola secondaria di secondo grado di durata quinquennale; l’iscrizione alla facoltà di Fisioterapia potrà quindi avvenire solo secondo le regole ordinarie che postulano il possesso di un titolo idoneo all’accesso alla formazione universitaria ed il superamento della prova selettiva di cui all’art. 4, l. 2 agosto 1999, n. 264 (1).</span></em></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1"> </span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1"><a href="https://www.giustizia-amministrativa.it/-/l-adunanza-plenaria-pronuncia-in-tema-di-iscrizione-alla-facolta-di-fisioterapia-di-chi-e-in-possesso-del-diploma-di-massofisioterapista-rilasciato-ai?fbclid=IwAR1q4KuC78By0UsQvGo2pjLkrdI8MF-h__aEBw77ohlF-VP5dUx2bKl-Frw" target="_blank" class="imCssLink">leggi la sentenza</a></span></div></ul></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 09 Nov 2018 20:40:00 GMT</pubDate>
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			<link>http://www.spif.it/blog/?l-adunanza-plenaria-pronuncia</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Richiesta di partecipazione di Spif Ar al Tavolo Tecnico]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=ALBO_PROFESSIONALE"><![CDATA[ALBO PROFESSIONALE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000011"><div><img class="image-0 fleft" src="http://www.spif.it/images/logo_trns5as1.PNG"  title="" alt=""/><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs11lh1-5">Al Presidente dell’Ordine TSRM PSTRP,</span><br></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div>Dott. A. Beux</div><div><br></div><div>Oggetto: Richiesta di partecipazione di Spif Ar al Tavolo Tecnico.</div><div><br></div><div class="imTAJustify">A seguito della <a href="http://www.quotidianosanita.it/allegati/allegato6404682.pdf" target="_blank" class="imCssLink">Sua nota prot. n. 2961/2018</a> del 26 ottobre 2018 avente per oggetto” <span class="fs11lh1-5">iscrizione dei professionisti agli albi istituiti con DM 13 marzo 2018” indirizzata al </span><span class="fs11lh1-5">Ministro della Salute , della quale ne apprezziamo la necessaria iniziativa, ci sembra, </span><span class="fs11lh1-5">quanto mai opportuno, il coinvolgimento anche della nostra O.S. , al fine di tutelare le </span><span class="fs11lh1-5">categorie e i profili rappresentati , da possibili e distorte interpretazioni della Legge, </span><span class="fs11lh1-5">dando la possibilità a chi non è possessore del Titolo previsto , l’iscrizione all’Albo di </span><span class="fs11lh1-5">riferimento.</span></div><div class="imTAJustify">Infatti, da una lettura delle note dei Sindacati Confederali e della FIALS, che, a nostro <span class="fs11lh1-5">avviso, hanno avuto poca sensibilità nel non mettere in indirizzo il Principale </span><span class="fs11lh1-5">organo istituzionale , ossia l’Ordine da Lei presieduto, si è riscontrata parecchia </span><span class="fs11lh1-5">confusione manifestata attraverso alcune affermazioni, come ad esempio lavoratori che </span><span class="fs11lh1-5">hanno avuto accesso alla P.A. attraverso norme concorsuali e che si ritrovano in assenza </span><span class="fs11lh1-5">di titolo per l’iscrizione , o come affermato dalla FIALS , lavoratori con il titolo di L. in </span><span class="fs11lh1-5">Scienze Biologiche inquadrati come TSLB, aggiungiamo noi, in virtù di una sentenza </span><span class="fs11lh1-5">del TAR del 94, oramai superata, ed altro ancora. Appare invece congrua ed </span><span class="fs11lh1-5">indifferibile la situazione degli Educatori, non essendo ancora stati emanati i decreti </span><span class="fs11lh1-5">sull’Equipollenza ai sensi dell’art. 5 della L.3/18 , ne tantomeno i bandi per </span><span class="fs11lh1-5">l’Equivalenza ai sensi dell’art. 4, comma 2 della L. 42/99 , invece già emessi per gli</span></div><div class="imTAJustify">altri 21 Profili Professionali. Ci spiacerebbe pensare che , dietro questa confusione, <span class="fs11lh1-5">possano tentare l’assalto alla diligenza soggetti non abilitati ( vedasi MFT post 99, </span><span class="fs11lh1-5">MCB, ecc.).</span></div><div class="imTAJustify">Per quanto sopra esposto Le chiediamo di farsi promotore affinchè la scrivente sia <span class="fs11lh1-5">convocata a presenziare al Tavolo e poter fornire il proprio contributo.</span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div>Fiduciosi di un positivo accoglimento ed in attesa di riscontro, è gradita l’occasione <span class="fs11lh1-5">per porgere distinti saluti.</span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div>Il Segretario Nazionale SPIF AR &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Il Vice Segretario Nazionale Spif Ar</div><div>Dott. Antonio G. Cartisano &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Dott. Roberto V. Ferrara</div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 06 Nov 2018 16:59:00 GMT</pubDate>
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			<link>http://www.spif.it/blog/?richiesta-di-partecipazione-di-spif-ar-al-tavolo-tecnico</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[il Dirigente delle Professioni Sanitarie deve obbligatoriamente appartenere in via escusiva alla relativa Area Professionale e può dirigere solo quella]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=Legge_251"><![CDATA[Legge 251]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000010"><div><img class="image-0 fleft" src="http://www.spif.it/images/Cartisano_Antonio_xzyhra1d.jpg"  title="" alt=""/><span class="cf1">Genova , 05 novembre 2018</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">Gentile Signor Ministro,</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="cf1">viste le rassicurazioni ricevute da questa Organizzazione Sindacale dal Dott. Amato, lo scorso 15 ottobre, per la corretta applicazione delle legge 251/00 sui Servizi e le Dirigenze di Area, con la presente, siamo a sollecitare con urgenza l’emanazione </span><span class="fs11lh1-5 cf1">dell’annunciato Atto d’Indirizzo da trasmettere agli Assessorati alla Salute delle Regioni, per dare seguito al DPR 1681 del 4 novembre 2016 , che ha accolto il Parere del Consiglio di Stato n. 52/2015 , il quale ha sancito che il Dirigente delle Professioni Sanitarie deve obbligatoriamente ed in via esclusiva appartenere alla relativa Area Professionale e possa dirigere solo quella.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="cf1">La richiesta è quanto mai pregnante visto la continua e distorta applicazione della norma anche nei concorsi che vengono banditi attualmente, da varie Regioni, in totale dispregio sia del contratti STPA che della normativa concorsuale per assumere i </span><span class="fs11lh1-5 cf1">Dirigenti di area e cioè il DPCM 25-01-2008- ed in particolare:</span></div><div class="imTAJustify"><span class="cf1">Art. n. 1- prevede che per accedere alla Dirigenza di un’Area si deve essere in “possesso di Laurea Specialistica/Magistrale della classe relativa alla specifica Area”.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="cf1">(Questo sconfessa gli attuali “concorsi “omnibus”, per dirigente unico, nei quali si chiede una qualunque delle 5 Lauree Magistrali delle professioni sanitarie)</span></div><div class="imTAJustify"><span class="cf1">Art. n. 2- prevede una Commissione Esaminatrice con la partecipazione di “due Dirigenti dell’Area delle professioni sanitarie di riferimento” oggetto del concorso.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="cf1">(Chi partecipa in caso di “concorsi omnibus”? Due Dirigenti infermieri, due Dir. tecnici, due Dir. fisioterapisti, o due Dir. vigili sanitari o due assistenti Sociali?)</span></div><div><span class="cf1">Art. n. 3- prevede una prova pratica.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="cf1">(Ma quale? Chi ci garantisce che nei “concorsi omnibus” possa essere sufficientemente bilanciata per non essere troppo infermieristica, troppo tecnica, troppo riabilitativa, troppo sul sociale o troppo di prevenzione?)</span></div><div class="imTAJustify"><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">Certi di un suo interessamento, si coglie l’occasione per porgere distinti saluti.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">Il Segretario Nazionale SPIF AR</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1">Dott. Antonio G. Cartisano</span><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 05 Nov 2018 16:28:00 GMT</pubDate>
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			<link>http://www.spif.it/blog/?il-dirigente-delle-professioni-sanitarie</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Le Aziende ancora non risconoscono le dirigenze per aree]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=LEGGE_251%2F2000"><![CDATA[LEGGE 251/2000]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000000F"><div><img class="image-0 fleft" src="http://www.spif.it/images/meo.jpg"  title="" alt=""/><b><span class="fs8lh1-5 cf1 ff1">03 NOV</span></b> - <em>Gentile Direttore.</em></div><div><i><span><br></span></i><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">ho letto dell’ennesimo bando per dirigente di Sitra in Lombardia, ma anche qui si fa riferimento ad un dirigente unico, buono per tutte le Aree, dimenticandosi ovviamente dell’Area Sociale entrata nella 251/00 con la legge 27/06, ma lasciamo perdere. Il burocrate di turno e i Direttori Generali mica possono sapere tutto. Ma gli Uffici Giuridici delle Aziende?</span></div> <br><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">Comunque sia il tutto potrebbe essere impugnato da chiunque visto che viene emesso, ancora, in base all’articolo 15 del decreto legislativo 502 del 1999, lo stesso che la normativa attuale, del tutto ignorata nel bando, lascia usare solo per l’area sociale ancora priva di normativa concorsuale. (vedi artt. 8 e 9 contratto Stpa)</span></div> <br><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">Infatti questa modalità di assunzione era sì contemplata dalla 251/00 che, all’art. 7, dettava le disposizioni transitorie per assumere i Dirigenti di Area, ma questa fase è terminata con la presenza sul mercato dei Laureati quinquennale delle varie aree e l’emanazione della disciplina concorsuale per assumerli. Lo dice la 251. Basta leggersela.</span></div> <br><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">A questo punto non posso che sperare che arrivi l’annunciato atto di indirizzo del Ministero per la corretta applicazione delle norme sui Servizi e le Dirigenze di Area per dare seguito al DPR 1681 del 4 novembre 2016 che, nell’accogliere il Parere del Consiglio di Stato n. 52/2015, ha sancito che il Dirigente delle Professioni Sanitarie deve obbligatoriamente ed in via esclusiva appartenere alla relativa Area Professionale e possa dirigere solo quella. Per essere chiari un fisioterapista non può e non deve dirige un infermiere nè viceversa.</span><span class="imTALeft fs11lh1-5 cf2 ff2"> </span></div></div><div><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">E’ impensabile, infatti, che le Aziende, non riconoscendo le dirigenze per aree, continuino subordinarle ad un unico dirigente evidenziandosi così un conflitto di competenze professionali non avendo, questo unico dirigente, qualsiasi sia l’area di appartenenza, una preparazione e le conoscenze adeguate rispetto alle altre aree.</span></div><div><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2"> </span><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">La richiesta è quanto mai pregnante vista la distorta applicazione sia del contratto STPA che della normativa concorsuale per assumere i Dirigenti di area e cioè il DPCM 25-01-2008- ed in particolare:</span></div><div><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">Art. n. 1 - prevede che per accedere alla Dirigenza di un’Area si deve essere in “possesso di Laurea Specialistica/Magistrale della classe relativa alla specifica Area”.</span><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2"> </span></div><div><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">Art. n. 2 - prevede una Commissione Esaminatrice con la partecipazione di “due Dirigenti dell’Area delle professioni sanitarie di riferimento” oggetto del concorso.</span><span class="imTALeft fs11lh1-5 cf2 ff2"> </span></div><div><br></div><div><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">Art. n. 3 - prevede una prova pratica. Ma quale se partecipano tutti?</span></div><div><br></div><div><strong class="fs11lh1-5"><em><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">Gianni Melotti</span></em></strong><br></div><div><em class="fs11lh1-5"><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">Fisioterapista</span></em><br></div><div><a href="http://www.quotidianosanita.it/lettere-al-direttore/articolo.php?articolo_id=67492" target="_blank" class="imCssLink">leggi l'articolo su Q.S.</a></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 03 Nov 2018 16:06:00 GMT</pubDate>
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			<link>http://www.spif.it/blog/?le-aziende-ancora-non-risconoscono-le-dirigenze-per-aree</link>
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		<item>
			<title><![CDATA[Assemblea Nazionale Sindacato Professionale Italiano Fisioterapisti – Area riabilitativa: intervista a Gilberto Colombo e Francesco Bisesi, Dottori in Fisioterapia]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=Sindacato_Spif_Ar"><![CDATA[Sindacato Spif Ar]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000012"><div><header><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><a href="http://www.riabilitazioneinfo.it/assemblea-nazionale-sindacato-professionale-italiano-fisioterapisti-area-riabilitativa-intervista-a-gilberto-colombo-e-francesco-bisesi-dottori-in-fisioterapia/" target="_blank" class="imCssLink">Assemblea Nazionale Sindacato Professionale Italiano Fisioterapisti – Area riabilitativa: intervista a Gilberto Colombo e Francesco Bisesi, Dottori in Fisioterapia</a></span></div><div><br></div></header></div><div><strong><span class="fsNaNlh1-5 cf2 ff2">GILBERTO COLOMBO</span></strong><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"> </span><b><span class="fsNaNlh1-5 cf2 ff2">–</span><span class="fsNaNlh1-5 cf2 ff2"> </span></b><span class="fsNaNlh1-5 cf2 ff2">Dottore in Fisioterapia – Presidente Spif Ar Lombardia</span></div><div><strong><span class="fsNaNlh1-5 cf2 ff2">FRANCESCO</span></strong><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"> </span><strong><span class="fsNaNlh1-5 cf2 ff2">BISESI</span><span class="fsNaNlh1-5 cf2 ff2"> </span></strong><b><span class="fsNaNlh1-5 cf2 ff2">–</span><span class="fsNaNlh1-5 cf2 ff2"> </span></b><span class="fsNaNlh1-5 cf2 ff2">Dottore in Fisioterapia – Membro Direttivo Nazionale Spif Ar</span></div><div><em><span class="fsNaNlh1-5 cf2 ff2">Si è tenuta il 14 ottobre scorso, a Genova, l’Assemblea Nazionale del Sindacato Professionale Italiano Fisioterapisti – Area riabilitativa (Spif Ar), con all’ordine del giorno la Relazione del Presidente, l’approvazione delle modifiche allo Statuto, l’approvazione del Bilancio relativo all’esercizio 2017, l’elezione degli Organismi Nazionali. Nell’intervista che segue una sintesi dell’andamento dei lavori e degli obiettivi futuri del Sindacato.</span></em></div><div><strong><span class="fsNaNlh1-5 cf2 ff3">Come si sono svolti i lavori del Congresso? Quali i temi professionali e le problematiche trattati nelle varie Relazioni presentate?</span></strong></div><div><span class="fsNaNlh1-5 cf2 ff3">I lavori congressuali si sono svolti in un clima collaborativo, che ha permesso di trovare giuste sinergie e relative strategie, soprattutto in riferimento al cambiamento dello Statuto, che da un modello “associativo” è diventato di tipo “sindacale”, offrendo, alle Regioni coinvolte nel processo, la possibilità di maggiore autonomia.</span></div><div><strong><span class="fsNaNlh1-5 cf2 ff3">Quali criticità ed eventuali contrasti sono emersi dal dibattito in Assemblea? Come si é sviluppata la discussione?</span></strong></div><div><span class="fsNaNlh1-5 cf2 ff3">In linea di massima non ci sono stati contrasti degni di nota.</span><span class="fsNaNlh1-5 cf2 ff3"> </span><span class="fsNaNlh1-5 cf2 ff3">Particolare risalto nel dibattito è stato dato alla necessità di</span><span class="fsNaNlh1-5 cf2 ff3"> </span><span class="fsNaNlh1-5 cf2 ff3">“sensibilizzare” i colleghi e le colleghe nelle varie Regioni d’Italia, ad una maggiore adesione all’unico Sindacato di categoria, per</span><span class="fsNaNlh1-5 cf2 ff3"> </span><span class="fsNaNlh1-5 cf2 ff3">fare in modo</span><span class="fsNaNlh1-5 cf2 ff3"> </span><span class="fsNaNlh1-5 cf2 ff3">che diventi più rappresentativo, soprattutto nelle Aziende pubbliche e private, senza tralasciare le problematiche relative ai colleghi che operano in regime di partita IVA ed in particolare per le “false partita IVA”.</span></div><div><strong><b><span class="fsNaNlh1-5 cf2 ff2">L’approvazione del nuovo Statuto ha apportato significativi e importanti cambiamenti oppure no?</span></b></strong></div><div><span class="fsNaNlh1-5 cf2 ff2">Ci auguriamo che l’approvazione del nuovo Statuto porti dei significativi cambiamenti nell’immediato e nel prossimo futuro, sia per il taglio “sindacale” introdotto, che per la possibilità di attribuire alle Regioni una maggiore autonomia nelle scelte operative, riconoscendo alle stesse, a differenza del passato, una forma di “indennizzo” per le attività di tipo sindacale che verranno svolte, con l’auspicio che determinate problematiche possano trovare risposte dai nostri colleghi e colleghe Referenti Regionali e Provinciali. Altresì ha preso corpo l’intenzione di realizzare sia degli incontri di tipo sindacale, sviluppando determinate tematiche, che di proporre dei corsi di taratura sindacale.</span></div><div><strong><span class="fsNaNlh1-5 cf2 ff3">Quale futuro e quali spazi per lo SPIF con l’avvento degli Ordini per le Professioni Sanitarie? Ci sarà possibilità di collaborazione?</span></strong></div><div><span class="fsNaNlh1-5 cf2 ff2">Presumiamo che lo Spif Ar, possa avere degli spazi di una certa importanza, con l’avvento degli Ordini. Basti pensare che se i colleghi e colleghe delle professioni sanitarie dell’area riabilitativa dipendenti si iscrivessero allo Spif Ar, il nostro Sindacato raggiungerebbe il 5% della rappresentatività; ci sarebbe così la possibilità di partecipare al Tavolo di Concertazione Nazionale (ARAN), dove potremmo dire la nostra e contribuire al miglioramento dei vari contratti nazionali di lavoro, sia del comparto pubblico che privato convenzionato.</span></div><div><strong><span class="fsNaNlh1-5 cf2 ff3">In attesa che l’Ordine dei Fisioterapisti entri con pieni poteri in funzione, quali strategie lo SPIF Ar intende adottare, nel prossimo futuro, nei confronti dei tanti e importanti problemi che riguardano la Categoria (abusivismo professionale, false partite IVA, prestazioni sottopagate, altro….?</span></strong></div><div><span class="fsNaNlh1-5 cf2 ff2">Nell’immediato, e come si è potuto leggere negli ultimi articoli Spif Ar, abbiamo depositato le nostre richieste al Ministero della Salute, chiedendo con forza che il Ministero si attivi per effettuare, tramite gli ispettori delle ASL, ASP, AST, dei controlli in tutte quelle Aziende che continuano ad utilizzare le false Partita Iva. Nel frattempo continueremo a rivolgerci, con i nostri colleghi, ai vari Ispettorati del lavoro e, come già successo in alcune Regioni, anche alla Procura della Repubblica. Altresì ed in considerazione dell’incontro avuto col Ministero, abbiamo depositato un Disegno di legge e degli emendamenti riguardanti l’accreditamento diretto del professionista sanitario dell’area riabilitativa e del proprio studio professionale, dimostrando il grande risparmio per lo Stato, con i benefit e le ricadute positive circa l’abbattimento delle liste di attesa, il rapporto fiduciario sanitario/paziente e l’adeguato trattamento economico per il professionista</span></div><div><span class="fsNaNlh1-5 cf2 ff2">Per il contrasto all’abusivismo, il nostro Ufficio continua imperterrito il proprio lavoro, segnalando alle Autorità competenti il presunto esercizio abusivo di professione sanitaria. Abbiamo anche comunicato alle Autorità come molti “presunti” abusivi eludono i controlli facendosi rilasciare, dal Ministero, il certificato di conformità del titolo per LAVORARE in uno Stato della Comunità Europea, mentre il suddetto certificato viene affisso nei propri studi professionali per sfuggire con astuzia ai controlli. Confidiamo molto nella costituzione dell’Albo anche come forma di contrasto all’abusivismo.</span></div><div><strong><span class="fsNaNlh1-5 cf2 ff3">Come intende lo SPIF Ar rapportarsi con le varie Istituzioni, sia locali che nazionali, che si occupano di riabilitazione, ora, dopo la storica svolta determinata dalla Legge 3/18?</span></strong></div><div><span class="fsNaNlh1-5 cf2 ff2">Richiederemo incontri agli Assessorati Regionali, ritenendo questo processo non di facile compimento ma nemmeno impossibile, poiché insisteremo con il rispetto delle norme che riguardano le nostre professioni, ivi compresa la corretta applicazione della L.251/2000 che, allo stato attuale, viene applicata in maniera difforme nelle varie Regioni d’Italia. Siamo in continuo contatto con il Presidente del TSRM-PSTRP, dott. Beux, e di fatto siamo l’unico Sindacato (anche se di categoria) che da sempre ha sostenuto l’avvio delle procedure di iscrizione all’Albo, fornendo anche precise informazioni. Abbiamo creato un canale diretto con il Ministero della Salute, con cui sono previsti degli incontri. E, per ultimo, non come importanza, desideriamo incontrare il collega Bortone del Conaps, per creare una sorta di collaborazione con le professioni dell’area riabilitativa, ricevere degli incipit e trovare delle soluzioni.</span></div><div><strong><span class="fsNaNlh1-5 cf2 ff3">Prossimi impegni dello SPIF Ar, sia a livello nazionale che di regione Lombardia?</span></strong></div><div><span class="fsNaNlh1-5 cf2 ff2">A livello nazionale, uno dei prossimi incontri sarà con il comandante dei NAS, per rinnovare il protocollo d’intesa relativo alle nostre segnalazioni e confrontarci con altre sigle sindacali di comparto, per riuscire a trovare delle collaborazioni. Il nostro intento principale, come Sindacato, è quello di sederci nelle contrattazioni nei posti di lavoro e tutelare i nostri colleghi.</span></div><div><em><span class="fsNaNlh1-5 cf1 ff2">Postato il 28 ottobre 2018</span></em></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 28 Oct 2018 20:20:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[lo Spif Ar diffida il Rettore dell'Università di Firenze]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=Attivit%C3%A0_Sindacale"><![CDATA[Attività Sindacale]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000000D"><div><span class="cf1">Era il 5 del mese di settembre ed inviavamo<a href="http://www.spif.it/blog/index.php?richiesta-riformulazione-bando---master-medicina-manuale-e-osteopatica-in-ambito-muscolo-scheletrico,-decreto-n--1068-anno-2018-prot--n--132408" target="_blank" class="imCssLink"> una nota</a> al Magnifico
Rettore dell’Università di Firenze per avere inserito all’interno di un Master
in <b>Medicina manuale e osteopatica
in ambito muscolo-scheletrico </b>aperto a Laureati in scienze
motorie, Isef ecc…..</span></div>

<div><span class="cf1">Non
avendo ricevuto alcuna risposta, in data odierna e con la convinzione che ci
contraddistingue, abbiamo provveduto a DIFFIDARE ufficialmente il Magnifico
Rettore dell’ Università degli studi di Firenze, il Professore Luigi Dei in
qualità di &nbsp;Coordinatore del Master ed il
Professore Roberto Civinin.</span></div>

<div><span class="cf1">Sappiamo
che ci sono “interessi forti” che gravitano attorno ad un “connubbio” creatosi
tra l’Università ed una scuola privata di Osteopatia.</span></div>

<div><span class="cf1">Purtroppo,
constatiamo che all’interno del team della scuola di Osteopatia è inserito, in
una posizione dirigenziale, un nostro collega Fisioterapista/Osteopata e ciò,
ci duole!</span></div>

<div><span class="cf1">Nonostante
tutto, nel rispetto delle leggi, abbiamo l’obbligo, morale ed Istituzionale di
denunciare detti illeciti.</span></div>

<div><span class="cf1">Ci
rivolgiamo ai vari Ministeri e CHIEDIAMO con forza la REVOCA IMMEDIATA del
BANDO.</span></div>

<div><span class="cf1">Qualora,
le nostre richieste rimanessero non evase, ci rivolgeremo alle autorità
competenti denunciando questi illeciti.</span></div>

<div><span class="cf1">Per
questi motivi TI CHIEDIAMO, al di là dei colori, delle credenze e delle
posizioni di CONDIVIDERE, nelle vostre bacheche, questa nostra diffida.</span></div>

<div><span class="cf1">Cerchiamo
ognuno, di fare la nostra parte!</span></div>

<div><span class="cf1"><a href="http://www.spif.it/files/Lettera-di-diffida-Unifi.pdf" target="_blank" class="imCssLink">Leggi la
diffida</a></span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 26 Oct 2018 16:20:00 GMT</pubDate>
			<enclosure url="http://www.spif.it/blog/files/fi3_thumb_fe4765rj.png" length="44305" type="image/png" />
			<link>http://www.spif.it/blog/?lo-spif-ar-diffida-il-rettore-dell-universita-di-firenze</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Il modo migliore per scoprire se ci si può fidare di qualcuno è di dargli fiducia.]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=Attivit%C3%A0_Sindacale"><![CDATA[Attività Sindacale]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000000C"><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1">Il
modo migliore per scoprire se ci si può fidare di qualcuno è di dargli fiducia.</span><br><span class="fs14lh1-5 cf2 ff1">
</span><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1">(Ernest Hemingway)</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5 cf2 ff1"> </span></div>

<div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff2"><span class="cf3"> </span><span class="cf3">Con questa lettera desidero ringraziare di cuore
tutte la persone dello Spif che mi sono state vicine e mi hanno aiutato a
superare un momento della mia vita lavorativa</span><span class="cf3"> 
</span><span class="cf3">per me molto complicato.</span></span></div>

<div><span class="fs12lh1-5 cf3 ff2"> </span></div>

<div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff2"><span class="cf3">Come è stato scritto in una news che, nei giorni
scorsi lo Spif ha pubblicato dal titolo </span><span class="cf3"> </span><span class="cf3"><a href="http://www.spif.it/blog/index.php?spif-ar--quando-il-sindacato,-scende-in-campo" target="_blank" class="imCssLink">“Quando il
Sindacato scende in campo”</a>, la sottoscritta, in un giorno pre-festivo (14
Agosto), ha ricevuto dal proprio datore di lavoro una contestazione
disciplinare ove mi si contestava l'indebito utilizzo dei permessi di cui alla
legge 104/92, e veniva paventato, in maniera abbastanza esplicita, un possibile
licenziamento oltrechè l'azienda si riservava di informare gli enti competenti
delle mie condotte, avendo esse rilevanza anche penale.</span></span></div>

<div><span class="fs12lh1-5 cf3 ff2"> </span></div>

<div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf3 ff2">Al di là del fatto che sfido chiunque, pur sapendo
che tutti gli eventi descritti nella contestazione non corrispondessero al
vero, a mantenere la lucidità e la freddezza che necessariamente occorrono in
queste situazioni per poterle affrontare, a trovare un ufficio di un sindacato
che risponda al telefono a Ferragosto, dato che, compresi i festivi, la
normativa prevede che il dipendente faccia pervenire &nbsp;le proprie controdeduzioni entro 5 giorni.</span></div>

<div><span class="fs12lh1-5 cf3 ff2"> </span></div>

<div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf3 ff2">Per questo motivo, innanzitutto, mi sento di voler
ringraziare in particolar modo, oltre al Presidente, dott. Antonio Cartisano,
sempre disponibile e cortese, anche &nbsp;la
Segreteria organizzativa dello Spif Ar, 
il &nbsp;nostro nuovo eletto Vice Segretario
Nazionale Dott. Ferrara e tutti i dirigenti i quali non solo mi hanno
prontamente supportato dal punto di vista sindacale, ma anche umanamente &nbsp;sotto il profilo psicologico fino
all'audizione verbalizzata che si è svolta dopo un mese con la presenza del
dott. Ferrara.</span></div>

<div><span class="fs12lh1-5 cf3 ff2"> </span></div>

<div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf3 ff2"> Vorrei,
inoltre, &nbsp;ringraziare la dott.ssa Spina
dello studio legale Ambra di Catania che si è resa disponibile fin da subito
per la consulenza e il supporto legale, anch'ella una persona eccezionale non
solo dal punto di vista tecnico-professionale.</span></div>

<div><span class="fs12lh1-5 cf3 ff2"> </span></div>

<div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf3 ff2">E poiché la sottoscritta per sua natura ama
rinvenire l'aspetto positivo anche nelle situazioni avverse, allora posso dire,
senza alcun dubbio, che questo episodio è sicuramente servito a farmi
comprendere che la fiducia &nbsp;in questo
Grande Sindacato era stata ben riposta.</span></div>

<div><span class="fs12lh1-5 cf3 ff2"> </span></div>

<div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf3 ff2">Infine, permettetemi di fare ciò che avrebbero
dovuto fare &nbsp;coloro che sono stati causa
di sofferenza per le persone a me care, ovvero di scusarmi con esse per la
violazione subita prima e per il dispiacere subito dopo nel constatare che
venivo ingiustamante calunniata e accusata di falsità.</span></div>

<div><span class="fs12lh1-5 cf3 ff2"> </span></div>

<div><span class="fs14lh1-5 cf3 ff2"><b><i>….e la verità disse alla falsità...”Tu potrai
anche anticiparmi, ma io ti raggiungerò sempre”.</i></b></span></div>

<div><span class="fs12lh1-5 cf3 ff2"> </span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 21 Oct 2018 18:30:00 GMT</pubDate>
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			<link>http://www.spif.it/blog/?il-modo-migliore</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[«Tutti i professionisti regolarmente abilitati , hanno l'obbligo di iscriversi da subito all'albo professionale di riferimento».  ]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=Ministero_della_Salute"><![CDATA[Ministero della Salute]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000000B"><div class="imTAJustify"><span class="cf1">«Tutti i professionisti regolarmente abilitati che intendano esercitare una professione sanitaria in qualunque forma giuridica , hanno l'obbligo di iscriversi da subito all'albo professionale di riferimento». &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="cf1"><br></span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="cf1">Con data </span><b><span class="cf1">18/10/2018 </span></b><span class="cf1">il direttore generale della Dg Professioni Sanitarie e Risorse Umane del Ministero della Salute, </span><b><span class="cf1">Rossana Ugenti</span></b><span class="cf1">, ha inviato in risposta a una richiesta di chiarimento da parte dello stesso nuovo ordine multi-albo (TSRM) sui termini di iscrizione agli albi delle professioni sanitarie istituiti con Dm 13 marzo 2018. Il Ministero della Salute chiarisce </span><b><span class="cf1">"l'obbligo di iscrizione agli albi professionali per gli esercenti le professioni sanitarie"</span></b><span class="cf1">. &nbsp;E in caso di non ottemperanza, «occorre evidenziare» che la stessa Legge Lorenzin «</span><b><span class="cf1">ha inasprito le pene e le sanzioni per coloro</span></b><span class="cf1"> </span><b><span class="cf1">che incorrano nel reato di esercizio abusivo della professione</span></b><span class="cf1">». </span></div><div class="imTAJustify"><span class="cf1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="cf1"><a href="http://www.spif.it/files/Documento_Principale_0050053-18_10_2018-DGPROF-MDS-P-1.pdf" target="_blank" class="imCssLink">leggi la risposta della Dott.ssa Ugenti</a></span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 19 Oct 2018 18:43:00 GMT</pubDate>
			<enclosure url="http://www.spif.it/blog/files/TUTTI_thumb.png" length="9619" type="image/png" />
			<link>http://www.spif.it/blog/?-tutti-i-professionisti</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Passi in avanti su Servizi e Dirigenze di area]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=Ministero_della_Salute"><![CDATA[Ministero della Salute]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000000A"><div><img class="image-0 fleft" src="http://www.spif.it/images/melotti.jpg"  title="" alt=""/><b><span class="fs8lh1-5 cf1 ff1">18 OTT</span></b> - <em>Gentile Direttore,</em></div><div><i><div><br><div class="imTAJustify"><span style="font-style: normal;" class="fs11lh1-5">con un tantino di sconforto, ma con una tenacia che non è mai venuta meno, devo ammettere che sulla mia battaglia per la corretta applicazione delle norme sui Servizi e le Dirigenze di area non si sono fatti passi in avanti. Pare che la cosa non interessi praticamente a nessuno, dai sindacati di comparto, alle aree non infermieristiche, tanto che mi chiedo se stiano dormendo tutti, anche se resto dell'idea che quanto sta capitando in Lombardia altro non sia che un abuso di potere su aree no attribuite per legge al dirigente degli infermieri.</span></div></div></i> <br><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">Ecco, allora, che annuncio con una certa sorpresa quanto ha fatto un sindacato di categoria che è riuscito a portare la problematica al minstero della Salute e trovo strano che le corazzate della triplice si lascino sorpassare dallo Sif-Ar un sindacato di area riabilitativa.</span><span class="fs11lh1-5"> </span></div></div><div><br><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">Fatto sta che una delegazione dello Spif-ar composta dal Vice Segr. Dott </span><strong class="fs11lh1-5">Ferrara</strong><span class="fs11lh1-5"> e dai dottori </span><strong class="fs11lh1-5">Bisesi</strong><span class="fs11lh1-5">, </span><strong class="fs11lh1-5">Ricucci</strong><span class="fs11lh1-5">, </span><strong class="fs11lh1-5">Locicero</strong><span class="fs11lh1-5">, e </span><strong class="fs11lh1-5">Bufalino</strong><span class="fs11lh1-5">, è stata ricevuta al Ministro della Salute ha fatto presente come in Italia la </span><span class="imTALeft fs11lh1-5 cf2 ff2"> L.251/00 non è applicata correttamente</span></div></div><div><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2"> </span><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">Dalle rassicurazioni ricevute pare che sia in arrivo un atto d’Indirizzo, da trasmettere agli Assessorati alla Salute delle Regioni, per dare seguito al DPR 1681 del 4 novembre 2016 , che ha accolto il Parere del Consiglio di Stato n. 52/2015 , che ha sancito che il Dirigente di un Servizio di area deve, obbligatoriamente ed in via esclusiva, appartenere alla stessa Area Professionale, affermando così che un unico dirigente, appartenente ad una delle 4 Aree, possa dirigere Servizi di Aree diverse dalla sua.</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2"> Se così fosse verrebbe finalmente alla luce la corretta applicazione della norma sconfessando le bizzarre trovate sulla 251 attuate di alcune Regioni, vedasi SITRA in Lombardia, SITRO in Umbria, Piemonte, Lazio Calabria ed altre, sfatando, in questo modo, la possibilità di istituire dei Dipartimenti delle Professioni Sanitarie, tra l’altro, non previsti da alcuna norma vigente, al fine di evitare fughe in avanti da parte dell’Area Infermieristica, cosa avvenuta fin ora.</span><br></div><div><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2"> </span><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">Non mi resta che attendere...a Genova si dice: “megui che ninte! Se sono rose fioriranno". Resta lo stupore di una triplice che non ha capito o non vuole capire. Perchè?</span><br></div><div><strong class="fs11lh1-5"><em><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">Gianni Melotti</span><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2"> </span></em></strong><br></div><div><em class="fs11lh1-5"><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">Fisioterapista </span></em><br></div><div><a href="http://www.quotidianosanita.it/lettere-al-direttore/articolo.php?articolo_id=66878&fbclid=IwAR1Kx2l1BQmZvN2YAKqL5z9DPGGnY1x5X7HxxymNH_rQgAynKzgmhKsLpkA" target="_blank" class="imCssLink">leggi l'articolo su Quotidiano Sanità</a></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 19 Oct 2018 07:18:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[LO SPIF-AR AL MINISTERO DELLA SALUTE]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=Ministero_della_Salute"><![CDATA[Ministero della Salute]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000009"><div class="imTACenter"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">LO SPIF-AR AL MINISTERO DELLA SALUTE</span></div> &nbsp;<div><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1"> </span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">15 Ottobre 2018</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">All’indomani della celebrazione dell’Assemblea Nazionale con l’elezione della nuova Segreteria, una delegazione dello Spif-ar composta dal Vice Segr. Dott Ferrara e dai dottori Bisesi, Ricucci, Locicero, &nbsp;e Bufalino, è stata ricevuta dallo staff del Ministro della Salute con a capo il Dott Amato.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">L’incontro svoltosi nella massima cordialità e con la massima attenzione da parte dello staff ministeriale, ci ha dato modo di affrontare alcuni dei punti che stanno più a cuore alla nostra categoria.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">Si è iniziato portando all’attenzione della Istituzione rappresentativa il Ministero, la questione che &nbsp;riguarda l’utilizzo indiscriminato di professionisti Sanitari della Riabilitazione a regime di partita iva (false partite iva ), dimostrando, con documenti alla mano, denunce e varie note a firma Spif Ar, &nbsp;come tutto questo crea di fatto, non soltanto un’elusione contributiva (a danno dello Stato) ma soprattutto ad uno sfruttamento, incondizionato, dei professionisti (retribuzione irrisoria, assenza di diritti).</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">Lo staff del Ministero ha ascoltato con attenzione le nostre rimostranze e mostrato vivo interesse, alle proposte da noi presentate e consegnate.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">Abbiamo proposto di intensificare i controlli, da parte degli ispettori preposti alle verifiche sull’accreditamento, sull’applicazione dei contratti di lavoro nei centri convenzionati e, nelle cooperative che effettuano ADI ed abbiamo avuto da parte dello Staff del Ministero la piena disponibilità, fin da subito nel procedere a controlli random in alcune Regioni dal Nord al Sud Italia. Lo stesso dott. Amato si è complimentato con i dirigenti Spif Ar nell’avere proceduto e nel continuare a procedere con le corrette procedure di denuncia di detti illeciti anche, nel sollecitare le varie Procure.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">Abbiamo presentato delle proposte di legge ed alcuni emendamenti proposte nelle varie legislature, sull’accreditamento diretto del professionista sanitario dell’area riabilitativa dimostrando come in questo modo ci sarebbe un forte risparmio economico per lo Stato, maggiore qualità di prestazione per l’utenza ed adeguato trattamento economico per il professionista oltre l’abbattimento delle lunghe liste di attesa.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">Abbiamo altresì allertato il Ministro sulla problematica dell’abusivismo nella nostra professione, grave problema che incide negativamente sui cittadini vittime di prestazioni non adeguate e sui professionisti che si vedono togliere possibili utenti; al riguardo lo staff Ministeriale ha evidenziato come la nascita dell’albo e degli ordini, potrà contribuire a porre un margine a questa problematica, garantendo di allertare le autorità preposte ai dovuti controlli.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">Il capo di gabinetto del Ministro Grillo, il dott. Amato, a seguito del nostro incipit riguardante la sempre più crescente presenza di Università straniere in Italia che aggirano la regolare programmazione garantita dal numero chiuso delle Uni Italiane, ci ha comunicato che, in sinergia con l’ufficio legale del Ministero dell’Istruzione, stanno lavorando per superare questo problema comunicandoci che il Ministero si è già adoperato per l’abolizione del numero chiuso, in atto solo per medicina e chirurgia e che avrebbero, con i loro tecnici, studiato meglio la situazione da Spif Ar denunciata.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">Altresì , abbiamo &nbsp;fatto presente come in Italia &nbsp;la L.251/00 non è applicata correttamente &nbsp;e &nbsp;&nbsp;nella sua piena &nbsp;interezza. Ci è stato assicurato, anche attraverso apposito Atto d’Indirizzo da trasmettere agli Assessorati alla Salute delle Regioni, di dare seguito al DPR 1681 del 4 novembre 2016 , che ha accolto il Parere del Consiglio di Stato n. 52/2015 , il quale ha sancito che il Dirigente delle Professioni Sanitarie &nbsp;deve obbligatoriamente ed in via esclusiva &nbsp;appartenere alla relativa Area Professionale, affermando così il principio del divieto che un unico dirigente appartenente ad una delle 4 Aree , possa dirigere i Responsabili di Aree diverse, sfatando in questo modo le invenzioni applicative della 251 attuate in alcune Regioni, vedasi SITRA in Lombardia, SITRO in Umbria, Piemonte, Lazio Calabria ed altre, sfatando in questo modo la possibilità di istituzione dei Dipartimenti delle Professioni Sanitarie , tra l’altro , &nbsp;non previsti da alcuna norma vigente, al fine di evitare fughe in avanti da parte dell’Area Infermieristica. &nbsp;</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">In ultimo, non per importanza, abbiamo richiesto l’Istituzione , anche alla luce della L. 3/18 , dell’esercizio della &nbsp;libera –professione intramuraria &nbsp;per il Personale di Comparto , al fine di interrompere la disparità di trattamento tra i professionisti sanitari , maltrattati da lungo tempo sin &nbsp;dall’entrata in vigore della L.42/99. Una Realtà ormai anacronistica con l’istituzione di Ordini ed Albi. &nbsp;</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">Abbiamo percepito, da parte dello staff Ministeriale, vivo interesse ed ascolto attivo alle problematiche che, i nostri delegati, hanno evidenziato nell’incontro del 15 ottobre. Il Ministero, si è impegnato, a fornire delle risposte concrete con la promessa di ulteriori incontri per addivenire alla risoluzione delle questioni esposte. Siamo fiduciosi che, nel prossimo futuro, si possano trovare delle collaborazioni e sinergie operative che possano servire al miglioramento dei servizi del S.S.N.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">La Redazione</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1"> </span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 17 Oct 2018 16:10:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[SPIF-AR: Quando il Sindacato, scende in campo]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=Attivit%C3%A0_Sindacale"><![CDATA[Attività Sindacale]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000007"><div><img class="image-0 fleft" src="http://www.spif.it/images/archiviato.jpg"  title="" alt=""/><div class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Un fine settimana all’insegna di tantissime novità, scelte oculate, perseveranza ma soprattutto tutela sindacale dei nostri colleghi.</span></div></div></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Dall’Assemblea Nazionale Straordinaria, con la modifica dello Statuto e l’elezione delle nuove cariche dirigenziali, all’incontro al Ministero della Salute.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Ma la soddisfazione più grande, di cui siamo venuti a conoscenza soltanto sabato 13 ottobre nella tarda serata è stata l’archiviazione di un procedimento di contestazione disciplinare, aperto nei confronti di una nostra collega con l’intento precipuo di addivenire al licenziamento.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Sembrava essere in un set cinematografico in un film di 007 con pedinamenti, investigatori, macchine fotografiche e riprese video. Eh si, oggi i centri privati o le aziende private hanno la possibilità di rivolgersi ad agenzie investigative per “controllare” i propri dipendenti ed è quello che è successo ad una collega che, in un giorno estivo pre festivo, si è vista recapitare una raccomandata con le contestazioni che, nel caso specifico, riguardavano, secondo gli investigatori e il centro, l’utilizzo anomalo della L. 104.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Mesi e mesi di riprese, di foto, in orari anche non lavorativi; pedinamenti e riprese video. Altro che privacy. Si voleva trovare il pretesto per dimostrare che la collega, stesse “approfittando” della L.104 ma in realtà, al di là del pieno rispetto dei permessi di cui usufruiva per assistere un familiare gravemente ammalato, al di là di ogni possibile sospetto e/o ragione che si voleva trovare per “punire” una onesta Fisioterapista, la vicenda si è conclusa a favore della nostra collega e, se ci è concesso, anche di questo piccolo sindacato che con tanta foga, onestà e dedizione si è dedicato anche a questa vicenda.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Procedimento archiviato. Il caso è chiuso! Grazie alla collega, che ha scelto di essere accompagnata all’audizione insieme ad un degno rappresentante di Spif Ar che ha saputo, nei tempi e modi, fornire dei riferimenti normativi essenziali alla chiarezza della L.104 e non a varie “interpretazioni”.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Si ringrazia anche l’ufficio legale dello Spif Ar che ha seguito la vicenda. Questo succede perché Spif Ar, scende in campo.</span></div> &nbsp;<div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">La Redazione</span></div> &nbsp;<div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"> </span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 16 Oct 2018 17:24:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[POLIZZA ASSICURATIVA CON MAGGIORI GARANZIE]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=Attivit%C3%A0_Sindacale"><![CDATA[Attività Sindacale]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000004"><div class="imTAJustify"><img class="image-1 fleft" src="http://www.spif.it/images/logo.PNG"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Gentili colleghi,</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf2 ff1">nell’ottica di migliorare sempre più, le convenzioni che offriamo ai nostri soci, ed al fine di dissipare qualsiasi dubbio, Vi informiamo che dal primo luglio c.a., insieme al nostro Broker di fiducia che ci ha seguito in tutti questi anni, abbiamo deciso di optare per una polizza assicurativa che, poteva dare maggiori garanzie ai nostri iscritti.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf2 ff1"><br></span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf2 ff1">Vediamo insieme i punti cardini con estrema chiarezza:</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf2 ff1"><br></span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><!--[if !supportLists]--><span class="fs12lh1-5 cf2 ff1">1)</span><span class="fs12lh1-5 cf2 ff1"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><!--[endif]--><span class="fs12lh1-5 cf2 ff1">Abbiamo scelto una compagnia Italiana, ben conosciuta per serietà e solidità, la REALE MUTUA.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><!--[if !supportLists]--><span class="fs12lh1-5 cf2 ff1">2)</span><span class="fs12lh1-5 cf2 ff1"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><!--[endif]--><span class="fs12lh1-5 cf2 ff1">La polizza RC è NOMINALE, senza franchigia e senza scoperto; </span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><!--[if !supportLists]--><span class="fs12lh1-5 cf2 ff1">3)</span><span class="fs12lh1-5 cf2 ff1"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span class="fs12lh1-5 cf2 ff1">La parte normativa della Reale Mutua è decisamente migliorativa rispetto a quella precedente, in particolare viene data una RETROATTIVITA’ di 10 anni, che si incrementerà di anno in anno e che si è agganciata ad una clausola di continuità con la polizza scaduta a fine giugno, il che significa che eventuali sinistri non dichiarati sulla polizza precedente, potranno essere presi in carico dalla polizza subentrante e poi ancora viene data una garanzia POSTUMA decennale prestata in automatico e senza alcun premio da pagare. </span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><!--[if !supportLists]--><span class="fs12lh1-5 cf2 ff1">4)</span><span class="fs12lh1-5 cf2 ff1"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><!--[endif]--><span class="fs12lh1-5 cf2 ff1">Quindi, retroattività di 10 anni e postuma di 10 anni!</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><!--[if !supportLists]--><span class="fs12lh1-5 cf2 ff1">5)</span><span class="fs12lh1-5 cf2 ff1"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><!--[endif]--><span class="fs12lh1-5 cf2 ff1">Inoltre la definizione di richiesta di risarcimento viene ampliata in modo da consentire di aprire un sinistro già dalla prima informativa che le aziende mandano ai professionisti come previsto dall’art. 13 della Gelli.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><!--[if !supportLists]--><span class="fs12lh1-5 cf2 ff1">6)</span><span class="fs12lh1-5 cf2 ff1"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><!--[endif]--><span class="fs12lh1-5 cf2 ff1">Il massimale è stato portato ad 1.000.000 di euro; questa “riduzione”, da 2 milioni ad 1 milione di euro non è ASSOLUTAMENTE penalizzante in quanto con la Gelli si introducono alcuni cambiamenti rispetto a passato, in particolare:</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf2 ff2"> </span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><!--[if !supportLists]--><span class="fs12lh1-5 cf2 ff3">ü</span><span class="fs12lh1-5 cf2 ff3"> &nbsp;</span><!--[endif]--><span class="fs12lh1-5 cf2 ff1">per la quantificazione dei danni fisici impone l’applicazione di tabelle meno “generose” rispetto a quelle utilizzate in passato, la prassi era di utilizzare quelle elaborate dal Tribunale &nbsp;di Milano e ora quelle applicate in caso di incidente stradale;</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><!--[if !supportLists]--><span class="fs12lh1-5 cf2 ff3">ü</span><span class="fs12lh1-5 cf2 ff3"> &nbsp;</span><!--[endif]--><span class="fs7lh1-5 cf2 ff1"> </span><span class="fs12lh1-5 cf2 ff1">L’aggressione diretta del professionista è di fatto disincentivata in quanto il danneggiato se procede per questa via ha a proprio carico l’intero onere della prova il quale viene invertito nel caso in cui si proceda in prima battuta nei confronti della struttura;</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><!--[if !supportLists]--><span class="fs12lh1-5 cf2 ff3">ü</span><span class="fs12lh1-5 cf2 ff3"> &nbsp;</span><!--[endif]--><span class="fs7lh1-5 cf2 ff1"> </span><span class="fs12lh1-5 cf2 ff1">La Gelli, in termini di ripartizione della &nbsp;responsabilità, &nbsp;parifica ogni tipo di rapporto subordinato per cui di fatto tutte le persone che operano all’interno di una struttura organizzata e che a questa fatturano le proprie prestazioni sono coperte dall’ombrello della responsabilità contrattuale assunta dalla struttura stessa e quindi, in ultima analisi, il rischio è quello dell’azione di rivalsa esperita dalla struttura stessa (3 anni di stipendio/compensi).</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf2 ff1"> </span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><!--[if !supportLists]--><span class="fs12lh1-5 cf2 ff1">7)</span><span class="fs12lh1-5 cf2 ff1"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><!--[endif]--><span class="fs12lh1-5 cf2 ff1">La Polizza in uso (REALE MUTUA) non copre soltanto per colpa grave, ma anche per colpa lieve;</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><!--[if !supportLists]--><span class="fs12lh1-5 cf2 ff1">8)</span><span class="fs12lh1-5 cf2 ff1"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><!--[endif]--><span class="fs12lh1-5 cf2 ff1">E’ assolutamente valida ed attiva per eventuali azioni di rivalsa esperite dalla struttura, clinica o istituto;</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><!--[if !supportLists]--><span class="fs12lh1-5 cf2 ff1">9)</span><span class="fs12lh1-5 cf2 ff1"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><!--[endif]--><span class="fs12lh1-5 cf2 ff1">La polizza copre anche per eventuali azioni di rivalsa esperite DALL'INPS;</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><!--[if !supportLists]--><span class="fs12lh1-5 cf2 ff1">10)</span><span class="fs12lh1-5 cf2 ff1"> &nbsp;</span><!--[endif]--><span class="fs12lh1-5 cf2 ff1">Una grande novità, in virtù delle nuove norme sulla tutela della privacy (GDPR) la polizza in uso (REALE MUTUA) copre i soci Spif Ar anche per la violazione dell'obbligo del segreto professionale ( privacy );</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><!--[if !supportLists]--><span class="fs12lh1-5 cf2 ff1">11)</span><span class="fs12lh1-5 cf2 ff1"> &nbsp;</span><!--[endif]--><span class="fs12lh1-5 cf2 ff1">E’ valida altresì se si dovesse verificare o il deterioramento, distruzione o sottrazione delle cose portate da terzi nei locali nei quali l'assicurato svolge la sua attività.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><!--[if !supportLists]--><span class="fs12lh1-5 cf2 ff1">12)</span><span class="fs12lh1-5 cf2 ff1"> &nbsp;</span><!--[endif]--><span class="fs12lh1-5 cf2 ff1">La polizza REALE MUTUA comprende anche la TUTELA LEGALE e gestione delle vertenze tanto in sede stragiudiziale che giudiziale, sia civile che penale ivi comprese le spese legali per assistere e difendere l'assicurato.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf2 ff1"> </span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf2 ff1"> </span><span class="fs12lh1-5 cf2 ff1">Quindi CONFERMIAMO il notevole sforzo di questo Sindacato di categoria di adoperarsi, non soltanto per migliorare tutte le convenzioni con i nostri Partners, ma anche di TUTELARE la nostra professione.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf2 ff1"> </span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf2 ff1">Grazie per la fiducia riposta.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf2 ff1"> </span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 06 Oct 2018 09:49:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[QUOTA D'ISCRIZIONE ALL'ALBO]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=ALBO_PROFESSIONALE"><![CDATA[ALBO PROFESSIONALE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000003"><div><img class="image-0 fleft" src="http://www.spif.it/images/logo-SPIF-AR-ULTIMO_pa0281re.PNG"  title="" alt=""/><div class="imTAJustify">In data odierna, i Dirigenti dello SPIF AR, hanno avuto il piacere e l'onore di aver sostenuto un colloquio telefonico con il Presidente della Federazione Nazionale Ordini dei TSRM e delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione, dott. A. BEUX, al fine di meglio comprendere alcune problematiche di cui lo SPIF AR si è fatto carico, dopo aver ricevuto vari solleciti pervenuti dai colleghi in merito alle quote annuali d'iscrizione all'Albo.</div><div><br></div><div class="imTAJustify">Lo SPIF AR ribadisce che la quota d'iscrizione, così come il TSRM, deve essere intesa come investimento del singolo professionista per la professione, quindi, comprendendo le difficoltà di ciascuno, la tassa d'iscrizione VA PAGATA anche per il 2018.</div></div><div><br></div><div><div class="imTAJustify">Cari colleghi e colleghe, NON consideriamola una tassa ma un IMPEGNO che ognuno di noi si prende per la propria professione, affinchè dopo tanti anni di tribolazioni, si possa avere un riconoscimento DOVUTO!</div><div><br></div><div>RIUNIAMO I PROFESSIONISTI E LA PROFESSIONE</div></div><div><br></div><div><a href="https://drive.google.com/file/d/1iGxwvKEQUAIuWvXcDLzaa4EPNlO6fZ50/view" target="_blank" class="imCssLink">LEGGI LA NOTA</a></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 27 Sep 2018 10:01:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Richiesta riformulazione bando - Master Medicina manuale e osteopatica in ambito muscolo-scheletrico, Decreto n. 1068 Anno 2018 Prot. n. 132408]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=FORMAZIONE"><![CDATA[FORMAZIONE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000002"><div><span class="fs12lh1-5 ff1"> </span><img class="image-0 fleft" src="http://www.spif.it/images/logo-SPIF-AR-ULTIMO_p50zd5vp.PNG"  title="" alt=""/></div> &nbsp;<div class="imTARight"><span class="fs12lh1-5">Al Magnifico Rettore</span></div> &nbsp;<div class="imTARight"><span class="fs12lh1-5">Università degli studi di Firenze</span></div> &nbsp;<div class="imTARight"><u><span class="fs12lh1-5">Professore Luigi Dei</span></u></div> &nbsp;<div class="imTARight"><span class="fs12lh1-5"> </span></div> &nbsp;<div class="imTARight"><span class="fs12lh1-5">Al Coordinatore del Master</span></div> &nbsp;<div class="imTARight"><span class="fs12lh1-5">Medicina manuale e osteopatica</span></div> &nbsp;<div class="imTARight"><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">in ambito muscolo-scheletrico</span></div> &nbsp;<div class="imTARight"><u><span class="fs12lh1-5">Professore Roberto Civinini</span></u></div> &nbsp;<div class="imTARight"><br></div> &nbsp;<div class="imTARight"><span class="fs12lh1-5">Al Ministro</span></div> &nbsp;<div class="imTARight"><span class="fs12lh1-5">Dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca</span></div> &nbsp;<div class="imTARight"><u><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">Dott. Marco Bussetti</span></u></div> &nbsp;<div class="imTARight"><span class="fs12lh1-5 cf1"> </span></div> &nbsp;<div class="imTARight"><span class="fs12lh1-5">Al Presidente AiFi</span></div> &nbsp;<div class="imTARight"><u><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">Dott. Mauro Tavarnelli</span></u></div> &nbsp;<div class="imTARight"><u><span style="text-decoration-line: none;" class="fs12lh1-5"> </span></u></div> &nbsp;<div class="imTARight"><b><u><span style="text-decoration-line: none;" class="fs12lh1-5"> </span></u></b></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Oggetto: Richiesta riformulazione bando - Master </span><b><span class="fs12lh1-5">Medicina manuale e osteopatica in ambito muscolo-scheletrico, </span></b><span class="fs12lh1-5">Decreto n. 1068 Anno 2018 Prot. n. 132408</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"> </span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"> </span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">La scrivente Organizzazione Sindacale,</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">avendo preso visione del bando relativo al Master </span><b><span class="fs12lh1-5">Medicina manuale e osteopatica in ambito muscolo-scheletrico, </span></b><span class="fs12lh1-5">Decreto n. 1068 Anno 2018 Prot. n. 132408 (</span><u><span class="fs12lh1-5"><span class="cf2"><a href="https://www.unifi.it/upload/sub/master/1819/m_dr1068_osteopatica.pdf" target="_blank" class="imCssLink">https://www.unifi.it/upload/sub/master/1819/m_dr1068_osteopatica.pdf</a></span></span></u><span class="fs12lh1-5">), </span><span class="fs12lh1-5">organizzato dal </span><b><span class="fs12lh1-5">Dipartimento di Chirurgia e Medicina Traslazionale (DCMT) anno 2018 | 2019 dell’Università degli studi di Firenze, </span></b><span class="fs12lh1-5">e pubblicato sul portale online dell’Ateneo stesso, al seguente indirizzo:</span><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span><u><span class="fs12lh1-5"><span class="cf2"><a href="https://www.unifi.it/vp-11404-dipartimento-di-chirurgia-e-medicina-traslazionale.html" target="_blank" class="imCssLink">https://www.unifi.it/vp-11404-dipartimento-di-chirurgia-e-medicina-traslazionale.html</a></span></span></u><span class="fs12lh1-5">, esprime manifesta disapprovazione all’Atto </span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"> </span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">in oggetto, riscontrando evidenti criticità, soprattutto nel consentire l’accesso, in riferimento all’Art. 8.1 alle classi dei:</span></div> &nbsp;<div><!--[if !supportLists]--><span class="fs12lh1-5">1.</span><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><!--[endif]--><span class="fs12lh1-5">Servizi per lo Sport e le Attività Motorie; </span></div> &nbsp;<div><!--[if !supportLists]--><span class="fs12lh1-5">2.</span><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><!--[endif]--><span class="fs12lh1-5">Scienze e Tecniche delle Attività Motorie Preventive e Adattate; </span></div> &nbsp;<div><!--[if !supportLists]--><span class="fs12lh1-5">3.</span><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><!--[endif]--><span class="fs12lh1-5">Scienze e Tecniche dello Sport; </span></div> &nbsp;<div><!--[if !supportLists]--><span class="fs12lh1-5">4.</span><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><!--[endif]--><span class="fs12lh1-5">Scienze infermieristiche e Ostetriche; </span></div> &nbsp;<div><!--[if !supportLists]--><span class="fs12lh1-5">5.</span><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><!--[endif]--><span class="fs12lh1-5">Scienze delle Professioni Sanitarie Tecniche; </span></div> &nbsp;<div><!--[if !supportLists]--><span class="fs12lh1-5">6.</span><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><!--[endif]--><span class="fs12lh1-5">Scienze delle Professioni Sanitarie della Prevenzione; </span></div> &nbsp;<div><!--[if !supportLists]--><span class="fs12lh1-5">7.</span><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><!--[endif]--><span class="fs12lh1-5">Diploma ISEF (ex Legge n. 136/2002);</span></div> &nbsp;<div> </div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Come evidenziato, </span><span class="fs12lh1-5">Il bando, prevede la possibilità di ammissione anche di soggetti con Laurea </span><b><span class="fs12lh1-5">NON Sanitaria,</span></b><span class="fs12lh1-5"> motivo per cui riteniamo </span><b><u><span class="fs12lh1-5">IMPROPONIBILE</span></u></b><span class="fs12lh1-5">, consentire l’accesso a suddetto Master a professioni che non rispettino quei criteri normativi propri delle classi </span><span class="fs12lh1-5">L/SNT2 Classe delle lauree in professioni sanitarie della riabilitazione e/o LM-41 Medicina e Chirurgia;</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Nello specifico ricordiamo che i Laureati in scienze motorie, e/o attività motorie preventive ed adattate e/o scienze e tecniche dello sport risultano essere </span><span class="fs12lh1-5">sprovviste delle caratteristiche della </span><b><u><span class="fs12lh1-5">professione sanitaria</span></u></b><span class="fs12lh1-5"> in senso proprio, e che le stesse si connotano per le relative autonomie professionali nei settori della prevenzione, del recupero, del mantenimento e del miglioramento del benessere psico-fisico sul soggetto </span><b><i><u><span class="fs12lh1-5">sano e non sulle disfunzioni muscolo/scheletriche</span></u></i></b><span class="fs12lh1-5"> che implicano un trattamento di tipo </span><b><span class="fs12lh1-5">SANITARIO</span></b><span class="fs12lh1-5"> di </span><b><span class="fs12lh1-5">MEDICINA MANUALE/OSTEOPATICO</span></b><span class="fs12lh1-5"> in ambito muscolo – scheletrico.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"> </span></div> &nbsp;<div class="imTACenter"><b><span class="fs12lh1-5"> </span></b></div> &nbsp;<div class="imTACenter"><b><span class="fs12lh1-5">PER QUANTO PREMESSO</span></b></div> &nbsp;<div class="imTACenter"><span class="fs12lh1-5"> </span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">restiamo in attesa di una riformulazione del bando che permetta la partecipazione esclusiva a professionisti Sanitari Laureati dell’Area Riabilitativa riconosciuti dal Ministero della Salute, escludendo, tutte le altre professioni che </span><b><span class="fs12lh1-5">NON</span></b><span class="fs12lh1-5"> rientrano nelle professioni de quo.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"> </span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Certi che la realizzazione di una così importante iniziativa accademica non possa essere messa in discussione da palesi illegittimità, fermamente convinti che risulti essere interesse prioritario di Tutti i soggetti interessati sia il rispetto delle Leggi che delle Norme, al fine di garantire e rispettare professionalità e competenze.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Si resta in attesa di Vs riscontro </span><span class="fs12lh1-5">entro i tempi previsti dalla normativa vigente.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"> </span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Distinti saluti,</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf2"> </span></div> &nbsp;<div><span class="fs12lh1-5 cf2 ff2">Il Presidente Nazionale SPIF AR</span></div> &nbsp;<div><span class="fs12lh1-5 cf2 ff2">Dott. Antonio G. Cartisano</span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 05 Sep 2018 18:24:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Responsabilità medica. Cassazione distingue sulle conseguenze dell'omesso consenso informato]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=Cassazione_Penale"><![CDATA[Cassazione Penale]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000001"><div><img class="image-0 fleft" src="http://www.spif.it/images/corte_cassazione_deciba_sentenza_usura_mutuo_350_perizia.jpg"  title="" alt=""/><em>Per la Corte (sentenza 20885/2018) vanno tenute distinte le ipotesi in cui il paziente lamenti un danno alla salute da quelle in cui lamenti la lesione del diritto all'autodeterminazione. <span class="imUl"><a href="http://www.quotidianosanita.it/allegati/create_pdf.php?all=5490440.pdf" target="_blank" class="imCssLink">LA SENTENZA</a>.</span></em></div><div></div><div><b><span class="fs8lh1-5 cf1 ff1">30 AGO</span></b> - Danno alla salute e lesioni al diritto di consenso informato devono essere tenute separate nelle sentenze. A chiarirlo è la Cassazione che con la sentenza 20885/2018 si è occupata del diritto al consenso informato, indicnado che le conseguenze che una sua lesione possono derivare variano in base alle diverse ipotesi che si possono verificare.<br> <br><strong>Il fatto.</strong><br> <br>Un paziente ha citato in giudizio un medico oculista al quale si era rivolto per ottenere una riduzione dell'ipermetropia. Il primo intervento di chirurgia laser, effettuato all'interno di un camper al di fuori della struttura ospedaliera in condizioni di precarietà aveva come effetto addirittura un peggioramento della vista e per questo successivamente il medico sottoponeva il paziente a un nuovo intervento con la stessa tecnica e ugualmente senza effetto.<br><br>In seguito ai due interventi il paziente rischiava di dover subire un trapianto della cornea, ormai gravemente danneggiata e si è dovuto sottoporre a un terzo intervento, eseguito da altro chirurgo, per rimediare ai &nbsp;danni subiti alla vista a causa degli imperiti interventi del primo medico.</div><div><br></div><div><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">La richiesta del paziente era di accertare la responsabilità del medico anche per violazione dell'obbligo di consenso informato e condannarlo al risarcimento dei danni.</span></div><div><br></div><div><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2"> </span><strong class="fs11lh1-5"><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">La sentenza.</span></strong></div><div><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">Secondo la Cassazione le ipotesi vanno tenute distinte:</span><br></div><div><br></div><div><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">- quella in cui la lesione del diritto al consenso informato abbia determinato, anche in maniera incolpevole, delle conseguenze lesive per la salute del paziente, per le quali quest'ultimo chieda quindi il risarcimento del danno alla salute;</span></div><div><br></div><div><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">- quella in cui il paziente, a seguito dell'omesso consenso, faccia valere solo la lesione al suo diritto all'autodeterminazione, che comunque discende dalla violazione del relativo obbligo da parte del medico e della struttura sanitaria.</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">Nel primo caso il paziente può essere risarcito solo dimostrando che se fosse stato informato avrebbe rifiutato di sottoporsi alla terapia.</span><br></div><div><br></div><div><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2"> </span><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">Nel secondo, se il paziente dichiara la lesione del proprio diritto a una consapevole autodeterminazione, non è necessaria la prova del rifiuto del trattamento in caso di informazione adeguata, ma questo non vuol dire, per i giudici, che il danno sia per forza risarcibile.</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2"><br></span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">Per esserlo secondo i giudici deve essere superata la “soglia della gravità dell'offesa” che si determina secondo il parametro della coscienza sociale in un determinato momento storico.</span><br></div><div><br></div><div><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">E deve essere provata l'esistenza di pregiudizi riconducibili al trattamento che possono consistere anche nei disagi e nelle sofferenze legate alle modalità e ai tempi di esecuzione del trattamento.</span></div><div><br></div><div><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2"> </span><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">Spiega la Cassazione nella sentenza: “Vanno tenuti distinti i casi in cui dalla lesione del diritto al consenso informato si siano verificate delle, pur incolpevoli, conseguenze lesive per la salute del paziente asseritamente discendenti dal trattamento sanitario e di esse chieda il risarcimento l'attore (danno alla salute), dai casi in cui il paziente faccia valere esclusivamente la diversa lesione del proprio diritto all'autodeterminazione in sé e per sé considerato, comunque discendente dalla violazione del relativo obbligo da pane del medico e della struttura sanitaria”.</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">“Solo - precisa la Corte - nella prima delle ipotesi citate, (risarcibilità del consenso informato in quanto ne è derivato danno alla salute) il danno sarà risarcibile nella misura in cui il danneggiato alleghi e provi, anche presuntivamente, che se compiutamente informato avrebbe rifiutato di sottoporsi alla terapia, perché in questo modi viene fornita la prova del nesso causale tra la mancanza di un consapevole consenso e il danno alla salute verificatosi a seguito della sottoposizione all'operazione”.</span><br></div><div><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">E’ possibile, secondo la Cassazione, “che il danneggiato chieda di essere risarcito del danno derivante puramente e semplicemente dalla violazione del proprio diritto ad una consapevole autodeterminazione. In questo caso, la prova del rifiuto del trattamento, ove la persona fosse stata compiutamente informata, non è necessaria, perché non si assume il verificarsi di un danno diverso dalla stessa mancanza del proprio diritto alla autodeterminazione. E tuttavia, tale danno non è incondizionatamente risarcibile”.</span><br></div><div><br></div><div><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2"> </span><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">La condizione di risarcibilità “in via strettamente equitativa” di questo tipo di danno non patrimoniale “è &nbsp;- spiega la Cassazione - che esso varchi la soglia della gravità dell'offesa secondo i canoni delineati dalle sentenze delle Sezioni unite 26972-26975 del 2008, con le quali è stato condivisibilmente affermato che il diritto deve essere inciso oltre un certo livello minimo di tollerabilità, da determinarsi dal giudice nel bilanciamento tra principio di solidarietà e di tolleranza secondo il parametro costituito dalla coscienza sociale in un determinato momento storico (v. ex aliis Cass. n. 2369 del 2018; n. 26827 del 2017; n. 24220 del 2015)”.</span></div><div><br></div><div><b><span class="fs8lh1-5 cf1 ff1">30 agosto 2018</span></b></div><div><b><span class="fs8lh1-5 cf1 ff1"><a href="http://www.quotidianosanita.it/lavoro-e-professioni/articolo.php?articolo_id=65055&fr=n" target="_blank" class="imCssLink">quotidiano sanità</a></span></b></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 05 Sep 2018 18:18:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Obbligo ECM, dal 2019 scattano controlli serrati. Intanto verificati 220 provider]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=FORMAZIONE"><![CDATA[FORMAZIONE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000000"><div><img class="image-1 fleft" src="http://www.spif.it/images/Crediti-ECM-per-il-triennio-2017-2019.jpg"  title="" alt=""/><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">Obbligo formativo in medicina. Siamo a metà del triennio formativo ECM 2017-2019 eppure sono ancora moltissimi i professionisti sanitari inadempienti su questo fronte.</span></div></div><div class="imTAJustify">Il monito ad assolvere all’obbligo formativo arriva direttamente da <strong><b>Filippo Anelli</b></strong>, Presidente Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (FNOMCeO) che ha ribadito come “l’aggiornamento costituisce un requisito indispensabile per svolgere attività professionale in qualità di dipendente o libero professionista e il medico, nel corso di tutta la sua vita professionale, deve perseguire l’aggiornamento costante e la formazione continua assolvendo agli obblighi formativi mentre l’Ordine ha il compito di certificare agli iscritti i crediti acquisiti e valutare eventuali inadempienze”.</div><div class="imTAJustify">Inoltre dal 2019 partiranno controlli serrati nell’ambito della formazione medica. Lo annuncia lo stesso Filippo Anelli che dichiara “la verifica per il triennio 2014-2016 non potrà avvenire prima del 31.12.2018, termine entro il quale i professionisti avranno la possibilità – tramite il COGEAPS – di spostare a recupero del detto triennio i crediti maturati nell’anno solare 2017”.</div><div class="imTAJustify">Il Presidente della FNOMCeO affida ai microfoni del quotidiano <em>Sanità Informazione</em> le sue dichiarazione sottolineando che “L’invito a puntare sull’ECM è rivolto a tutti i soggetti, ma soprattutto alle aziende sanitarie. Ritengo che le aziende debbano attivare i meccanismi di formazione obbligatori previsti per legge dai contratti di lavoro in modo tale da offrire a tutti i professionisti strumenti per la formazione e l’aggiornamento continuo”.</div><div class="imTAJustify">Di attenta verifica e controlli serrati ha parlato anche <strong><b>Luca Coletto</b></strong>, Presidente dell’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali (AGENAS). Queste le sue parole: “La formazione è importantissima e proprio per questo è fondamentale monitorare sempre, soprattutto alla luce di eventuali situazioni in cui ‘infiltrati’, magari con percorsi formativi non del tutto regolari o con una laurea non conforme alle normative, possano esercitare la professione”.</div><div class="imTAJustify">La supervisione e il monitoraggio non riguardano solo i discenti ma anche i provider responsabili dell’erogazione di servizi destinati alla formazione medica.</div><div class="imTAJustify">Infatti, come spiega <strong><b>Marco Maccari</b></strong>, Segretario della Commissione Nazionale Formazione Continua (CNFC) &nbsp;“solo ultimo anno, le visite di verifica della Commissione nazionale per la formazione continua e dei suoi organismi ausiliari, con il costante supporto gestionale-amministrativo di Agenas, hanno riguardato le sedi o gli eventi organizzati da circa 200 provider, senza considerare le verifiche documentali e sugli eventi di formazione a distanza, costantemente effettuati dai relativi organismi oltre che dalla Segreteria della Commissione nazionale medesima.”</div><div class="imTAJustify">La Commissione nazionale per la Formazione Continua ha il compito di verificare che vi siano i requisiti minimi ai fini dell’accreditamento e che i contenuti formativi proposti durante gli eventi siano completamente scevri da interessi di tipo commerciale. Le attività formative devono essere coerenti con gli obiettivi formativi proposti dai corsi. &nbsp;Al fine di perseguire tali obiettivi la Commissione si avvale di un l'<strong><b>Osservatorio Nazionale per la qualità della formazione continua in Sanità</b><b> </b></strong>che monitora la qualità dei contenuti e di un <strong><b>Comitato di Garanzia</b></strong> che verifica l’indipendenza della formazione proposta con obiettivi di tipo commerciale.</div><div class="imTAJustify">“Allo stato attuale” spiega Marco Maccari “i provider accreditati dalla CNFC sono circa 1.000, di cui più della metà accreditati standard, ovvero provider che esercitano l'attività da più di due anni e che hanno superato positivamente la visita di verifica in loco da parte della Commissione nazionale. In adempimento al mandato ricevuto all'atto dell'insediamento, la nuova Commissione, al fine di garantire standard elevati di qualità dell'offerta formativa e monitorare il corretto svolgimento degli eventi accreditati, ha poi incrementato le visite di verifica sul territorio, dirette in particolare ad accertare il rispetto degli obblighi previsti dalla normativa, anche a tutela di chi rispetta le regole”.</div><div><a href="http://aiponet.it/news/104-ufficio-stampa/1964-obbligo-ecm-dal-2019-scattano-controlli-serrati-intanto-verificati-220-provider.html" target="_blank" class="imCssLink">Ufficio Stampa AIPO</a></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 05 Sep 2018 18:12:00 GMT</pubDate>
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			<link>http://www.spif.it/blog/?obbligo-ecm,-dal-2019-scattano-controlli-serrati--intanto-verificati-220-provider</link>
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			<title><![CDATA[Congratulazioni dal Presidente Spif Ar Antonio Cartisano al Presidente A. Beux]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=ALBO_PROFESSIONALE"><![CDATA[ALBO PROFESSIONALE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_irk2g09b"><img class="image-0 fleft" src="http://www.spif.it/images/Cartisano_Antonio.jpg"  title="" alt=""/>Genova , 25 luglio 2018<div><br><div>All’attenzione del Presidente della Federazione Nazionale <span class="fs11">Ordine dei TSRM Dott. Alessandro Beux,</span></div><div>e.p.c. Il Presidente del Conaps Dott. Antonio Bortone,</div><div><br></div><div>Gentile Signor Presidente della Federazione Nazionale Ordine dei TSRM e delle</div><div class="imTAJustify">Professioni Sanitarie Tecniche, della Riabilitazione e della Prevenzione,</div><div class="imTAJustify">desidero ringraziarla per la cortese quanto puntuale e <a href="http://www.spif.it/files/lettera-SPIF-23-7-18.pdf" target="_blank" class="imCssLink">chiara nota</a> ci ha inviato e per la <span class="fs11">quale siamo certi porterà ulteriore chiarezza nei Professionisti di questa Area e altre </span><span class="fs11">ancora che leggeranno nella pubblicazione di questa relazione.</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Il percorso impegnativo per pervenire alla “soluzione finale”, intendendo con ciò la <span class="fs11">costituzione del proprio Ordine Professionale, ha oggi una soluzione attesa da decenni e </span><span class="fs11">che non può essere ne sottovalutata e tanto meno confusa con raccolte improprie di </span><span class="fs11">denaro anche se sappiamo che tali operazioni hanno un onere da sostenere e più che mai </span><span class="fs11">in questa occasione attesa decenni da molte delle professioni sanitarie senza Ordine e/o </span><span class="fs11">Collegio Professionale.</span></div><div><br></div><div class="imTAJustify">L’iter configurato e ben descritto sia da Lei, Signor Presidente, quanto ben sostenuto e <span class="fs11">portato in più sedi dal Conaps diretto dal Presidente Dott. Antonio Bortone, ci </span><span class="fs11">garantisce il percorso e l’approdo nei tempi necessari alla fase definitiva della </span><span class="fs11">costituzione dei diversi Ordini Professionali.</span></div><div><br></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs11">Non mancheranno certamente i detrattori del caso tra i quali anche colleghi e colleghe </span><span class="fs11">non bene informati e marginali rispetto agli impegni politico/professionali che vengono </span><span class="fs11">portati avanti in merito nelle more della politica italiana.</span></div><div class="imTAJustify">É letteralmente chiaro il fatto che l’obbligo dell’iscrizione non è procrastinabile ad altri <span class="fs11">anni se non quelli attuali e che solo in questo modo gli esercenti le professioni sanitarie </span><span class="fs11">riconosciute dal Ministero della Salute potranno differenziarsi rispetto al popolo degli </span><span class="fs11">abusivi sparsi in quantità enormi sul territorio italiano.</span></div><div class="imTAJustify">Con ciò colgo l’occasione per offrire in merito tutto lo spazio necessario per le <span class="fs11">comunicazioni ai nostri iscritti e ai nostri lettori, per dare seguito alle informazioni che </span><span class="fs11">riterrà opportune e favorire in tutte le nostre categorie professionali una migliore </span><span class="fs11">partecipazione e collaborazione affinché il progetto in generale possa essere noto a tutti </span><span class="fs11">e acquisire una partecipate chiara e fattiva in ogni parte del Paese.</span></div><div><br></div><div class="imTAJustify">In attesa di incontrarla al più presto, porgo a nome della nostra Organizzazione <span class="fs11">Sindacale Professionale il nostro ringraziamento e la nostra collaborazione e La prego </span><span class="fs11">di accettare i più cordiali saluti e un “buon lavoro”,</span></div></div><div><br></div><div>Il Presidente Spif Ar</div><div>Dott. Antonio G. Cartisano</div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 25 Jul 2018 16:40:00 GMT</pubDate>
			<link>http://www.spif.it/blog/?congratulazioni-dal-presidente-spif-ar-antonio-cartisano-al-presidente-a--beux</link>
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		</item>
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			<title><![CDATA[Quota 30.000 in appena 20 giorni]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=ALBO_PROFESSIONALE"><![CDATA[ALBO PROFESSIONALE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_ev09g632"><img class="image-0 fleft" src="http://www.spif.it/images/Cartisano_Antonio_c91d5t7m.jpg"  title="" alt=""/>Oltre 30.000 (trentamila) Professionisti della salute e Laureati dalle Università Italiane e straniere pare si siano già iscritti negli ordini delle Professioni dei Tecnici di Radiologia come previsto dalle norme emanate recentemente e che sia costante l’arrivo di altri numerosi “non iscritti” a tale Ordine.<div><br></div><div>	Una svolta veramente importante che muoverà nuove norme a favore dei “titolati dall’Università” e che porta le giuste preoccupazioni negli abusivi preparati ambiguamente in altre sedi formative, scuole che promettono pari eguaglianza dei titoli, ma pur sapendo che non passeranno mai nell’eventuale tentativo di iscrizione agli Ordini &nbsp;&nbsp;&nbsp;e quindi non potranno operare a scapito sia dei nostri professionisti e neppure a scapito degli ignari cittadini e, quindi, “contra legem” sotto ogni aspetto.</div><div><br></div><div>	Ma non sarà l’unica soddisfazione poiché prevediamo di superare abbondantemente il numero “utile” di iscritti per avere successivamente un “Ordine Professionale Specifico”, per cui grati della collaborazione dell’Ordine dei Tecnici di Radiologia si aprirà successivamente la pratica istituzionale per un Ordine di Area della Fisioterapia, e quindi con un proprio peso specifico nello stesso ambito operativo.</div><div><br></div><div> E non è poco.</div><div><br></div><div>	Intanto nascerà una classe dirigenziale dell’Ordine che potrà operare con vigore sulle successive fasi di sviluppo professionale e delle nuove ed internazionali prospettive operative nel contesto degli ambiti lavorativi, sia &nbsp;del SSN Pubblico che &nbsp;nell’ambito Privato Accreditato, ma sappiamo anche che le nuove generazioni sono già allo studio di queste prospettive, come nei Paesi più evoluti e sempre nel rispetto delle necessità dei cittadini.</div><div><br></div><div>	Ora quello che conta è seguire questa fase con la massima unità d’intenti e i dati lo dimostrano tenuto conto che lo Stato farà sicuramente la sua parte, come indicato nelle norme emanate.</div><div><br></div><div>	Ad maiora.</div><div>Antonio G.Cartisano</div><div>Presidente Nazionale SPIF Ar</div><div>	</div><div>	</div><div>	</div><div>	</div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 20 Jul 2018 15:58:00 GMT</pubDate>
			<link>http://www.spif.it/blog/?quota-30-000-in-appena-20-giorni</link>
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			<title><![CDATA[Lotta e Contrasto all’Abusivismo]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=ABUSIVISMO"><![CDATA[ABUSIVISMO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_gcaxlz6a"><div class="imTAJustify"><img class="image-1 fleft" src="http://www.spif.it/images/logo-SPIF-AR-ULTIMO.PNG"  title="" alt=""/><span class="fs11">Con l’entrata in vigore del Ddl Lorenzin, non tutti sanno che vi è stata una modifica al Codice Penale. Ovvero questa modifica cita esattamente che agli abusivi vengono confiscati i beni utilizzati per commettere il reato, la reclusione fino a tre anni e una multa fino a 50.000 euro. Inoltre la Legge anche ad altre nuove professioni sanitarie, dopo quelle riconosciute di Osteopatia e Chiropratico.</span></div><div class="imTAJustify">Il Ddl Lorenzin, dopo ben 70 anni affronta la riforma degli ordini professionali, riconoscendo come professioni sanitarie quelle di Osteopatia e Chiropratica. In questo provvedimento, vengono istituiti dei nuovi ordini professionali come quelli degli Infermieri, Ostetriche, Tecnici sanitari di Radiologia medica e professioni sanitarie tecniche, della Riabilitazione e della Prevenzione.</div><div class="imTAJustify">Oltre a tutto ciò, la novità maggiore di questo Ddl, quello che interessa molto il campo della Riabilitazione e Fisioterapia, sono le norme che contrastano l’esercizio abusivo della professione nel campo riabilitativo. Il reato di esercizio abusivo della professione sanitaria, prevede un’aggravante e in tale ipotesi vi sarà la confisca obbligatoria dei beni utilizzati per commettere il reato. Se dovesse trattarsi di beni immobili, si disporrà il loro trasferimento al patrimonio del comune ove sono siti, per essere destinati a finalità sociali e assistenziali.</div><div class="imTAJustify">Il nuovo articolo 348 del Codice Penale, modificato dal Ddl Lorenzin, per quanto concerne il reato di esercizio abusivo della professione sanitaria, cita : “ Chiunque eserciti abusivamente una professione per la quale è richiesta una speciale abilitazione dello Stato, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da € 10.000 a € 50.000”.</div><div class="imTAJustify">L’eventuale condanna di un’abusivo, che esercita all’interno di uno studio, ambulatorio o altra struttura sanitaria autorizzata, comporta una multa da € 15.000 a € 75.000 nei confronti del professionista/responsabile che ha determinato/autorizzato altri a commettere il reato di cui al primo comma, ovvero ha diretto l’attività delle persone che sono concorse nel reato medesimo. Ovvero, se un medico-fisioterapista-o altra professione sanitaria, permette ad un abusivo di effettuare la professione è responsabile.</div><div class="imTAJustify">L’ufficio Lotta e Contrasto all’Abusivismo dello SPIF, è attento alle segnalazioni che vengono effettuate da colleghi ed altre persone. La mission dell’Ufficio e dello SPIF è quello di contrastare l’abusivismo con le segnalazioni alle autorità competenti. Molti colleghi ci chiedono il motivo per cui non hanno più notizie in merito alle segnalazione effettuate. Ebbene, vogliamo comunicare che dal momento della segnalazione, tutti gli atti vengono secretati e non è dato sapere, né a noi né a nessun altro notizie in merito, fino al termine delle indagini. Queste indagini possono durano da un minimo di 6 mesi ad un massimo di 1-2 anni.</div><div class="imTAJustify">Pur non di meno, il nostro impegno è quotidiano e ribadiamo che TUTTE le segnalazioni pervenute al nostro ufficio, giungono al mittente preposto alle verifiche del caso.</div><div><br></div><div>Ufficio contrasto Abusivismo Spif Ar</div><div>Dott. G. Lorenzo Ricucci</div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 17 Jul 2018 08:53:00 GMT</pubDate>
			<link>http://www.spif.it/blog/?lotta-e-contrasto-all-abusivismo</link>
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		</item>
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			<title><![CDATA[L’ANTITRUST E LA LEGGE LORENZIN]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=ALBO_PROFESSIONALE"><![CDATA[ALBO PROFESSIONALE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_fr4xpezs">[image:image-0]L’ANTITRUST E LA LEGGE LORENZIN<div><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11">La legge Lorenzin (3/2018) è stata fortemente voluta dalle Professioni Sanitarie, non ancora ordinate, per dare piena dignità e pari opportunità alle stesse, oltreché, per riparare ai danni commessi dai Governi precedenti, a partire dal Governo D’Alema, che nel 1999, stralciò dall’art. 1 nella L. 42/99, l’istituzione degli Ordini per le Professioni Sanitarie, per non parlare dell’affossamento di tale obiettivo (istituzione Ordini scritto chiaramente nel testo originale e poi tolto all'ultimo momento prima dell'approvazione) della L. 43/06, dove alcuni politici, con sottile linguaggio “politichese”, ebbero modo, illustrando l’inutilità dell’Istituzione di ulteriori Ordini Professionali, avevano l’auspicio che venissero aboliti Tutti gli altri Ordini insistenti.</span><br></div><div class="imTAJustify">Ad oggi i vecchi ordini non sono stati aboliti, anche e soprattutto per il fatto che, a mio modesto avviso, risulta difficile per la politica, scardinare poteri consolidati, a cui invece, ne riconosco, nel nostro sistema, l’utilità di esistenza, non solo per contrastare l’abusivismo professionale, ma anche per determinare percorsi deontologicamente corretti ed essenzialmente rispettosi dell’essenza della professione che si esercita.</div><div class="imTAJustify">Oggi assistiamo, ma non inermi, ad una espressione di opinione dell’ANTITRUST che ritiene, NON OPPORTUNO, creare nuovi ordini ed albi per le professioni sanitarie “non mediche”.</div><div class="imTAJustify">Ricordiamo ai nostri iscritti e simpatizzanti che <a href="http://www.quotidianosanita.it/studi-e-analisi/articolo.php?articolo_id=63866&fr=n" target="_blank" class="imCssLink">l’opinione dell’ Agcm (Antitrust)</a>, non può essere considerata come una riforma di una legge dello Stato ma come un mero parere, che risulta essere non vincolante per quella politica (buona) che tutela il professionista ed il cittadino.</div><div class="imTAJustify">Per cui, riallacciandomi alla mia <a href="http://www.spif.it/blog/index.php?id=dtwzh9xs" target="_blank" class="imCssLink">lettera aperta</a>, rimaniamo fiduciosi che le procedure già avviate per la pre iscrizione, continuino ad andare avanti nel migliore dei modi ricordando che, una legge approvata e promulgata (L.3/2018) può essere solo abrogata o dichiarata incostituzionale e ciò, non compete sicuramente all’ Antitrust.</div><div>Questo il mio augurio.</div><div><br></div><div>Dott. Antonio G. Cartisano</div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 14 Jul 2018 17:00:00 GMT</pubDate>
			<link>http://www.spif.it/blog/?l-antitrust-e-la-legge-lorenzin</link>
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		</item>
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			<title><![CDATA[“Ma chi se ne frega degli abusivi, io non voglio pagare 300 euro….”]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=ALBO_PROFESSIONALE"><![CDATA[ALBO PROFESSIONALE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_9un4r8z9">[image:image-0]<b>“Ma chi se ne frega degli abusivi, io non voglio pagare 300 euro….” (di Romualdo Carini, Fisioterapista e Giornalista Pubblicista – Responsabile Blog)</b><div><br><div class="imTAJustify"><span class="fs11">Sono trascorsi pochi giorni dal 1° luglio, “fatidica” data d’INIZIO iscrizione, per le 17 Professioni Sanitarie regolamentate ma non ancora ordinate (come la nostra di Fisioterapisti), ai loro Albi, contenuti tutti, come stabilito dalla Legge 3/2018, all’interno del preesistente Ordine dei Tecnici Sanitari di Radiologia Medica (TSRM).</span><br></div><div><br></div><div class="imTAJustify">Una data storica, un traguardo assolutamente importante per tutte queste Professioni, e in particolare per la nostra, per tagliare il quale si sono impegnati, per anni, Colleghi iscritti prima all’AITR e poi all’AIFI e Colleghi non iscritti, accomunati dal desiderio di vedere finalmente “chiudersi il cerchio”, apertosi con la definizione per legge del nostro Profilo Professionale nel lontano 1994 (D.M. 14 settembre 1994, n. 741).</div><div><br></div><div class="imTAJustify">Eppure, nonostante l’enorme importanza, per la Professione, dell’evento, sui social, in particolare su facebook, ecco un fiorire di mugugni, di critiche e contestazioni, sospetti, di insinuazioni anche pesanti, di valutazioni negative fatte in malafede, riguardo questo momento di crescita che ci apprestiamo a vivere.</div><div><br></div><div class="imTAJustify">“…Ma chi se ne frega degli abusivi, io non voglio pagare 300 euro…”, “…Tanto gli abusivi continueranno ad esserci ancora, soldi sprecati….”, “…Così ci toccherà anche fare gli ECM…”, “…E tutti quei bei soldi delle iscrizioni che fine faranno? Chi li gestirà?…”, “…Tanto ci sarà la solita cricca a gestire tutto e a spartirsi tutto. Il solito magna-magna…”, “…Ecco, lo Stato ha trovato un altro modo per fare cassa e a noi non verrà in tasca niente…”, “….Non avremo alcun beneficio, non cambierà nulla….”.….e altro.</div><div><br></div><div class="imTAJustify">Affermazioni e opinioni basate, nella maggioranza dei casi sulla disinformazione, sull’”ignoranza della legge” (la 3/2018 probabilmente mai letta), sul pregiudizio, sul disfattismo.</div><div><br></div><div class="imTAJustify">Molti di questi “scettici-negazionisti” (come amabilmente li etichetta un “vecchio” Collega di mia conoscenza ), probabilmente fino a ieri comodamente sommersi nella “palude” (purtroppo) della Fisioterapia a farsi gli affari propri, senza aver mai “partecipato” (nel senso attivo) alla vita della Professione, ora, quasi folgorati, sconvolti, vengono “a galla” (e perchè non lo hanno fatto prima?).</div><div><br></div><div class="imTAJustify">Sembra fortunatamente non siano tanti, ma la cosa dà comunque fastidio e a qualcuno viene da chiedersi se sia valsa la pena sacrificare, per anni, tempo ed energie anche per loro, al fine di arrivare a dove siamo arrivati. E prima ancora per ottenere le leggi 251, la 42, la 43, l’abrogazione del famigerato art. 1-septies, l’esenzione IVA per le nostre prestazioni. Sembra quasi che stiano sputando nel piatto dove hanno e stanno mangiando anche loro (a scrocco).</div><div><br></div><div class="imTAJustify">Sappiano comunque che devono mettersi il cuore in pace: dal 1° luglio “volenti o nolenti”, “obtorto collo”, facendo “buon viso a cattivo gioco” (scelgano loro) l’iscrizione all’Ordine è obbligatoria per poter esercitare la Professione….e senza cincischiare.</div><div><br></div><div class="imTAJustify">E se a loro non importa niente se l’Ordine potrà domani, finalmente, col suo potere, combattere l’abusivismo professionale nel nostro settore, promuovere la Professione in numerosi ambiti, rappresentarci al Consiglio Superiore di Sanità, intervenire là dove i Fisioterapisti sono sfruttati e sottopagati, alzare la voce perché, finalmente, ci sia una corretta applicazione della normativa sulle Dirigenze d’Area, attivare una Assicurazione specifica per la Professione, avere forse una Cassa Previdenziale propria e altro, a loro potrà invece forse importare sapere che il non essere iscritti all’Ordine potrebbe creare loro problemi con le Assicurazioni in caso di contenziosi, il non essere iscritti all’Ordine può creare loro problemi con le Strutture pubbliche o private in cui lavorano (vedasi, ormai fra le tante in circolazione, lettera A.I.O.P. più sotto), il non essere iscritti all’Ordine potrebbe forse loro creare problemi con l’Agenzia delle Entrate (se le prestazioni del massofisioterapista, come da recente Circolare del Ministero delle Finanze, sono detraibili solo se nel documento di spesa (fattura), è attestato che il diploma di quell’operatore è stato conseguito entro il 17 marzo 1999, così le prestazioni del fisioterapista potrebbero essere detraibili solo se il documento di spesa riporta il suo numero di iscrizione all’Ordine)….tanto per citare alcune rischiose evenienze.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Comunque, al fine di dare a costoro informazioni precise, che facciano loro cambiare opinione, per tranquillizzarli, per tentare di convincerli, o farli rassegnare, si propone, in calce a queste considerazioni, una esauriente NOTA INFORMATIVA dell’AIFI, peraltro già da tempo circolata su facebook, che dà risposte a molti quesiti e chiarisce numerosi dubbi.<br></div><div><a href="http://www.riabilitazioneinfo.it/ma-chi-se-ne-frega-degli-abusivi-io-non-voglio-pagare-300-euro-di-romualdo-carini-fisioterapista-e-giornalista-pubblicista-responsabile-blog/" class="imCssLink"><br></a></div><div><i><a href="http://www.riabilitazioneinfo.it/ma-chi-se-ne-frega-degli-abusivi-io-non-voglio-pagare-300-euro-di-romualdo-carini-fisioterapista-e-giornalista-pubblicista-responsabile-blog/" class="imCssLink">leggi l'articolo completo su Riabilitazione info</a></i></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 10 Jul 2018 15:37:00 GMT</pubDate>
			<link>http://www.spif.it/blog/?-ma-chi-se-ne-frega-degli-abusivi,-io-non-voglio-pagare-300-euro---</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[LETTERA APERTA A TUTTI I NOSTRI COLLEGHE E COLLEGHI]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=Ordini_professionali"><![CDATA[Ordini professionali]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_dtwzh9xs">[image:image-0]<b>Alla cortese attenzione delle Colleghe e dei Colleghi iscritti allo SPIF Ar e lettori tutti delle nostre newsletter</b><div><br></div><div class="imTAJustify">	Come certamente saprete della eccezionale conquista politica relativa alla legge n. 3 dell’11 Gennaio 2018 che istituisce finalmente gli Ordini Professionali, per cui siamo a porgere i nostri ringraziamenti sia al Ministro della Salute quanto, in particolare per il lavoro svolto ai Presidenti dei Collegi esistenti e delle Associazioni riconosciute dal Ministero della Salute tra le quali l’Aifi e con piacere.</div><div class="imTAJustify">	Le battaglie precedentemente svolte avevano in seno alle due leggi, la 42 del 1999 e la 43 e3l 2006 questo passaggio normativo per l’istituzione degli Ordini per tutte le Professioni Sanitarie, progetto poi abbandonato un momento prima della loro approvazione, sempre per le resistenze note a tutti.</div><div class="imTAJustify">	Oggi la legge approvata l’11 gennaio 2018 n. 3, richiamando l’art 5 comma 2 della legge 43 del 2006, ha determinato l’uscita della disposizione del Ministero della Salute (qui allegata) al fine di dare corrette indicazioni ai soggetti istituzionali, quanto ai Professionisti della Salute che esercitano sul territorio nazionale.</div><div class="imTAJustify">	Proprio per questo e su invito di un Collega TSRM, ho partecipato ad un Convegno svoltosi a Genova dove sono state portate informazioni coerenti con quanto è necessario fare nei prossimi mesi per divenire “censiti” in elenchi ufficiali di Federazioni esistenti delle Professioni Sanitarie già riconosciute dallo Stato Italiano e in attività su tutto il territorio nazionale.</div><div class="imTAJustify">	Proprio la parola “censiti” è al centro di una operazione voluminosa di individuazione dei titoli veri e seri posseduti dagli esercenti una professione sanitaria sul territorio nazionale. É già questo traccia una netta separazione con il mondo degli abusivi, e non è poco.</div><div class="imTAJustify">	Contemporaneamente, questa operazione come descritto ai presenti dal Presidente del Conaps Dott. Antonio Bortone, ha reso chiaro che nelle more delle letture dei titoli da una parte e e dall’altra una le quantità di professionisti che segnano l’effettivo numero degli “esercitanti con titolo riconosciuto” colloca i soli Laureati effettivi in di quegli Ordini Professionali per le professioni sanitarie.</div><div class="imTAJustify">	Inoltre è emerso che le Professioni Sanitarie che superano numeri quali ad esempio i 50.000, &nbsp;tale contabilità anagrafica produrrà nuove sincronie per la successiva condizione di istituzione di Ordini e/o simili ma con gestione separata da quelli esistenti.</div><div>	Ovviamenti con tempi, controlli e pianificazione necessari.</div><div class="imTAJustify">Chi recentemente ha sollevato dubbi e sospetti d’ogni tipo avrà comunque modo di approfondire questa strategia, e ha la possibilità di leggersi il decreto del Ministero della Salute dove il Direttore del Dipartimento delle Professioni Sanitarie, la Dott.ssa Ugenti, ha inviato tale indicazioni al Presidente Nazionale degli Ordini (non più “Collegio”) dei Tecnici Sanitari di Radiologia Medica e delle Professioni Sanitarie Tecniche della Riabilitazione e della Prevenzione.</div><div class="imTAJustify">	É chiaro, ma forse non per tutti, che l’scrizione è legata ad un versamento economico oltre , e non da meno, quello documentale della propria titolarità, &nbsp;ma che esso sancisce, &nbsp;insieme ai titoli presentati, gli effetti necessari per tutelari i professionisti del caso e la popolazione tutta da quell’abusivismo ancora radicato nel territorio e non sconfitto del tutto.</div><div class="imTAJustify">	Il Presidente del CONAPS, presente al Convegno e data la sua lunga esperienza, ha dato risalto al cambiamento epocale di questa fase, forse non comprensibile da tutti, in particolare a coloro che scrivono inquietanti sospetti di “ruberie”, dimenticando che tali Organi sono sotto il controllo dello Stato e questo comporta corretti comportamenti nella gestione e presentazione corrente delle condizioni di bilancio e di ogni voce in esso contenute. Poi tutto può accadere, anzi, è già successo ma fanno poca strada e pessima figura restando sulla bocca di tutti.</div><div class="imTAJustify">	Con l’augurio che ciò porti come pensiamo maggiori e migliori partecipazioni dei Professioni della Salute in tali Ordini Professionali</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Il Presidente Spif Ar</div><div class="imTAJustify">Dott. Antonio G. Cartisano</div><div><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 28 Jun 2018 13:19:00 GMT</pubDate>
			<link>http://www.spif.it/blog/?lettera-aperta-a-tutti-i-nostri-colleghe-e-colleghi</link>
			<guid isPermaLink="false">http://www.spif.it/blog/rss/dtwzh9xs</guid>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Riconoscimento di osteopati e chiropratici. Valutazione politica o scientifica?]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=SANITA%27"><![CDATA[SANITA']]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_r95v17vx">[image:image-0]<div>Riconoscimento di osteopati e chiropratici. Valutazione politica o scientifica?<div><br></div><div>23 GIU - Gentile Direttore,</div><div class="imTAJustify">non ci si può che rallegrare per quanto detto dalla neo Ministro Giulia Grillo che ha affermato che: “Le valutazioni di tipo scientifico non competono alla politica. La politica non fa scienza, la scienza la fanno gli scienziati”. Condividiamo in pieno una dichiarazione che traccia un metodo di lavoro che andrebbe applicato a tutte le problematiche in campo sanitario, ma non è sempre stato così.</div><div> </div><div>Ricordiamo tutti la vicenda del riconoscimento della professione dell’osteopata che fa a pugni con quanto appena affermato.</div><div> </div><div>Infatti l’ex articolo 5 della legge 43/06 imponeva, per l’istituzione di nuove professioni sanitarie, un preliminare parere tecnico scientifico espresso da apposite commissioni.</div><div> </div><div class="imTAJustify">Ebbene la legge 3/18 che, pur prevede questo parere, ha permesso alla politica, nel momento del passaggio tra una norma e l’altra, di individuare “per via politica” le professione dell’osteopata e del chiropratico, alla faccia del rispetto delle doverose valutazioni scientifiche.</div><div> </div><div class="imTAJustify">Questo “vulnus” deve essere sanato. L’osteopata, ad oggi, è una professione individuata ma non ancora istituita e quindi “non viva”.</div><div><br></div><div><br></div><div> &nbsp;</div><div class="imTAJustify">A sostenere questa tesi è l'Avvocatura dello Stato che, in una controversia contro il Ministero, cita la sentenza 3410/13 del CdS dicendo che questa “ha fissato un principio valido per tutte le figure dell’area sanitaria: se non sono disciplinate le competenze professionali dell’operatore e i contenuti del connesso corso di studi, le figure sanitarie, anche se previste da norme dell’ordinamento, non sono da considerarsi “vive”. ”</div><div> </div><div class="imTAJustify">Il Ministro, se vuol finalmente essere coerente e dare piena dignità sia alla scienza che alla politica, dovrà pretendere una valutazione scientifica indipendente che chiarisca se ci sono i presupposti per istituire queste nuove professioni, benedette, per ora, solo dalla politica.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div> </div><div>Mauro Gugliucciello e Gianni Melotti</div><div>Fisioterapisti</div><div><br></div><div><a href="http://www.quotidianosanita.it/lettere-al-direttore/articolo.php?articolo_id=63188" target="_blank" class="imCssLink"><i>leggi l'articolo su Quotidiano Sanità</i></a></div><div><br></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 24 Jun 2018 07:01:00 GMT</pubDate>
			<link>http://www.spif.it/blog/?riconoscimento-di-osteopati-e-chiropratici--valutazione-politica-o-scientifica-</link>
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		</item>
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			<title><![CDATA[AUGURI AL NUOVO MINISTRO DELLA SALUTE ON. GIULIA GRILLO]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=SANITA%27"><![CDATA[SANITA']]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_xw20p6g6">[image:image-0]Roma, 19 giugno 2018<div><br></div><div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Alla cortese attenzione dellOn. Ministro della Salute</div><div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Prof.ssa Giulia Grillo</div><div><br></div><div>Oggetto: cordialità e benvenuta</div><div><br></div><div>Illustrissimo Signor Ministro della Salute,</div><div class="imTAJustify">siamo compiaciuti della Sua nomina alla gestione del Ministero della Salute e in</div><div class="imTAJustify">particolare delle Sue competenze certi che la S.V. porterà avanti nel migliori dei modi lo <span class="fs11">sviluppo dei vari settori e delle competenze dei professionisti laureati nell’ambito della </span><span class="fs11">sanità per una più avanzata interazione e qualità dei servizi resi ai cittadini.</span></div><div class="imTAJustify">Con il piacere di Augurare un “buon lavoro”, ci pregiamo di dare alla S.V. i migliori <span class="fs11">auguri dal “settore della Riabilitazione Italiana”, quindi dei Professionisti Laureati del </span><span class="fs11">settore riabilitativo e che operano quotidianamente al “fronte” (ci permetta il termine </span><span class="fs11">Signor Ministro) , per superare quella moltitudine di difficolta motorie, sensitive e </span><span class="fs11">cognitive cui i nostri pazienti sono affetti e che necessitano di costanti e avanzate cure</span></div><div>riabilitative.</div><div class="imTAJustify">Nel salutare la S.V. e porgerle ancora i migliori auguri di buon lavoro restiamo a Sua <span class="fs11">disposizione per un possibile incontro successivamente alla Sua presa in carico di questo </span><span class="fs11">impegnativo ruolo, certi che la Sua presenza porterà migliorie tecniche e gestionali in </span><span class="fs11">questo settore particolarmente delicato.</span></div><div><br></div><div>Con rispetto,</div><div><br></div><div>Il Presidente Nazionale SPIF Ar</div><div>Dott. Antonio G. Cartisano</div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 20 Jun 2018 14:54:00 GMT</pubDate>
			<link>http://www.spif.it/blog/?auguri-al-nuovo-ministro-della-salute-on--giulia-grillo</link>
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			<title><![CDATA[LO SPIF AR SI AFFIDA AL NUOVO GOVERNO]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=LAVORO"><![CDATA[LAVORO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_cjqanaic">[image:image-0]Caltanissetta, 18 giugno 2018,<div><br></div><div>Alla Ministra della Salute <span class="fs11">On.le Giulia Grillo</span></div><div><br></div><div>Al Ministro del Lavoro <span class="fs11">On.le Luigi Di Maio</span></div><div><br></div><div><span class="fs11">Egregio Signor Ministro,</span><br></div><div><br></div><div class="imTAJustify">Congratulandomi con Lei per l’incarico rivestito nel Governo degli Italiani, in qualità di Segretario Regionale dello Spif AR sindacato rappresentativo le professioni Sanitarie dell’area Riabilitativa, riconosciute dal Ministero della Salute, mi permetto di esporLe e segnalarLe una delle problematiche più gravose che riguardano il mondo del lavoro di suddette professioni:</div><div><br></div><div>L’utilizzo indiscriminato delle Partita IVA (FALSE PARTITA IVA)</div><div><br></div><div class="imTAJustify">Purtroppo molte aziende del privato convenzionato ed Enti Pubblici che svolgono attività Sanitaria in ambito Riabilitativo, continuano ad avvalersi di professionisti Sanitari (Fisioterapisti, Logopedisti, Tnpee ecc.) in regime di attività libero professionale eludendo, di fatto, il rapporto contrattuale a tempo indeterminato e contravvenendo a </div><div><br></div><div class="imTAJustify">quanto disposto dal comma 26 dell’art 1 della legge 92/2012 che introduce l’art. 69 bis al decreto legislativo 276/2003, indi , lo scatto automatico della presunzione di subordinazione e di fatto, l’obbligo per le aziende di assumere i dipendenti.</div><div><br></div><div class="imTAJustify">Molti dei nostri colleghi laureati nelle nostre università, sono “costretti” ad accettare determinati condizioni subdole, con pagamenti fittizi ed irrisori e soprattutto, con il silenzio delle stesse Istituzioni che dovrebbero verificare determinati requisiti, che non soltanto strutturali ma legati soprattutto all’organico.</div><div><br></div><div class="imTAJustify">In maniera più dettagliata, ogni struttura in regime di convenzione, “dovrebbe” avere dei requisiti strutturali, tecnologici ed organici adeguati a GARANTIRE all’utenza un servizio qualitativamente valido ed in riferimento alla tipologia di convenzione pattuito con le ASL di riferimento, l’obbligo di assumere a tempo indeterminato detto personale della Riabilitazione.</div><div><br></div><div class="imTAJustify">Orbene, nella realtà, il “contravvenire” ai capitolati di appalto, utilizzando i rapporti di lavoro in regime di partita IVA (FALSA PARTITA IVA), a discapito di migliaia di professionisti Sanitari della Riabilitazione che non possono usufruire delle proprie ferie e/o di eventuali malattie e dei contributi pensionistici, sta rendendo questo fenomeno sempre più dilagante, a discapito dei nostri colleghi ed a favore di certi “imprenditori”</div><div><br></div><div class="imTAJustify">Sono anni che denunciamo tali violazioni. Ci siamo rivolti anche alle varie Procure d’Italia, alle ASP di competenza, che dovrebbero vigilare, facendo riferimento a leggi e </div><div><br></div><div>norme, ma purtroppo nulla si è mosso e tutto continua imperterrito nel silenzio delle Istituzioni danneggiando i lavoratori.</div><div>Egregio Signor Ministro, non possiamo più permettere questo scempio.</div><div class="imTAJustify">Lei che rappresenta il Governo del Cambiamento è la nostra unica speranza affinché cambi realmente questa situazione.</div><div class="imTAJustify">Noi, cittadini Italiani e professionisti Sanitari dediti alla Salute delle persone, ci affidiamo al Suo buon senso, alla propensione del Governo degli Italiani, ed alla politica onesta.</div><div><br></div><div>Voglia gradire, Signor Ministro, cordiali saluti.</div><div><br></div><div><span class="fs11">Segretario Regionale Sicilia Spif Ar</span><br></div><div>Dott. Francesco Locicero</div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 18 Jun 2018 19:37:00 GMT</pubDate>
			<link>http://www.spif.it/blog/?lo-spif-ar-si-affida-al-nuovo-governo</link>
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		</item>
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			<title><![CDATA[COSA DEVE FARE UN FISIOTERAPISTA LIBERO PROFESSIONISTA CON LA NUOVA LEGGE SULLA PRIVACY  GDPR 2018]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=LAVORO"><![CDATA[LAVORO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_2xgi04g1">[image:image-1]<div class="imTACenter"><br></div><div class="imTACenter"><span class="fs11"><b>COSA DEVE FARE UN FISIOTERAPISTA LIBERO PROFESSIONISTA CON LA NUOVA LEGGE SULLA PRIVACY &nbsp;GDPR 2018</b></span></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTAJustify">Il nostro Studio di Fisioterapia &nbsp;è pronto ad accogliere la nuova legge sulla privacy GDPR 2018?</div><div class="imTAJustify">Vi aiutiamo a mettervi in regola con la nuova normativa.</div><div class="imTAJustify">Come prima cosa dobbiamo identificare quali dati sensibili trattiamo e dobbiamo conservare solo quelli necessari. &nbsp;Ad esempio capire quali dati personali usiamo nel nostro Studio (Anagrafici, Anamnestici, etc), perché li abbiamo raccolti, a cosa ci servono. Dobbiamo anche pensare che alcuni dati che prendiamo possano non servire per le nostre finalità e pertanto non vanno conservati.</div><div class="imTAJustify">Se il nostro Studio ha già dei Responsabili per il Trattamento dei dati sensibili, dobbiamo modificare il modello ed adeguarci al nuova normativa aggiungendo GDPR 2018.</div><div class="imTAJustify">Infatti con la nuova normativa, non cambia assolutamente nulla. Per gli Studi Associati, bisogna redigere una scrittura privata dove si nomina il Responsabile del Trattamento dei Dati.</div><div class="imTAJustify">Se poi vogliamo nominare un Responsabile per il trattamento dei dati esterno in questi &nbsp;casi la legge impone la nomina del Data Protection Officer (DPO): un professionista con conoscenze specialistiche sia della normativa che delle prassi in materia di protezione dei dati. </div><div class="imTAJustify">E’ una nuova figura introdotta dal GDPR privacy che deve informare e consigliare il titolare del trattamento dei dati, controllare che il regolamento sia applicato correttamente, fare da collegamento tra la struttura e l’Autorità di controllo, per chi non è in grado di gestire i trattamenti.</div><div class="imTAJustify">I dati sensibili che richiediamo ai pazienti devono essere riportare, oltre che ai dati anagrafici, anamnestici, di trattamento Riabilitativo/Fisioterapico anche il nominativo del responsabile del Trattamento dei Dati Sensibili e devono essere conservati in uno schedario chiuso a chiave. Se utilizziamo mezzi informatici, dobbiamo avere una password per accedere a questi dati. Infatti, appena abbiamo acquisito i dati del paziente, essi vanno immediatamente messi in sicurezza, onde evitare che persone terze si infomino su codesti dati.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div>In allegato, si può scaricare il file di un consenso dei dati.</div><div><br></div><div><b> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Il Responsabile Libera Professione Spif Ar</b>,</div><div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Dott. Giampiero L. Ricucci</div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 25 May 2018 07:04:00 GMT</pubDate>
			<link>http://www.spif.it/blog/?cosa-deve-fare-un-fisioterapista-libero-professionista-con-la-nuova-legge-sulla-privacy--gdpr-2018</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Lettera aperta]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=Attivit%C3%A0_Sindacale"><![CDATA[Attività Sindacale]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_ito6zo2q">[image:image-1]<br><div><div class="imTAJustify"><span class="fs11">Da qualche giorno sento il bisogno di scrivere una nota Sindacale, ma sinceramente ho avuto grande difficoltà a trovare le parole ed il senso da dare a questo scritto.</span></div><div class="imTAJustify">Premetto un antefatto: &nbsp;una collega con tanti anni di esperienza lascia un posto di lavoro stabile perché viene chiamata ad operare in altra struttura.</div><div class="imTAJustify">Struttura importante, Struttura diffusa sul Territorio Lombardo, Struttura che anche nel suo nome(ma solo in quello) fa riferimento diretto ai principi della Cristianità.</div><div class="imTAJustify">La collega alla fine del periodo di prova non viene confermata nel lavoro, non gli viene confermato il contratto, senza che nel periodo di prova avesse mai avuto una contestazione ufficiale.</div><div class="imTAJustify">Anzi, ad onor del vero, alla collega era stato “consigliato” di non dedicare eccessivo tempo ai pazienti, di non essere troppo disponibile, di non essere “umana”………………………………</div><div class="imTAJustify">La collega non ha in alcun modo considerato i pazienti come merci, non li ha considerati come numeri e non li ha visti come profitto per l’azienda, ma li ha considerati come essere umani che necessitavano cure ed assistenza, e questa viene considerata <b>Colpa Grave in grado di determinare il licenziamento!!!!!!!!</b></div><div>Proprio per quanto detto ho grandi difficoltà ad elaborare una nota articolata, in questo momento la disillusione e la rabbia la fanno da padroni.</div><div class="imTAJustify">Siamo disorganizzati, siamo alla mercè di chiunque ci usi e ci sfrutti per fare profitto sui bisogni dei pazienti usando la nostra professione, usando le nostre competenze, usando e sfruttando il nostro colpevole egoismo professionale.</div><div class="imTAJustify">Riservandomi di elaborare una nota più articolata nei giorni seguenti, voglio chiudere questa breve riflessione ringraziando &nbsp;la collega in questione.</div><div><b>Grazie collega Elena Puma. </b></div><div><b>Grazie per ricordarci l’orgoglio e lo scopo della nostra professione. </b></div><div class="imTAJustify"><b>Grazie per ricordarci che non operiamo in nome delle leggi del profitto ma nel rispetto dei bisogni dei pazienti.</b></div><div><b>Grazie per essere una Fisioterapista</b></div><div><b>Grazie per essere una Dirigente SPIF AR</b></div><div><br></div><div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Dott. Sebastiano Reale</div><div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Responsabile Nazionale Sanità &nbsp;SPIF AR</div><div><br></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 28 Apr 2018 11:11:00 GMT</pubDate>
			<link>http://www.spif.it/blog/?lettera-aperta</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[IL CANNIZZARO DI CATANIA OTTEMPERA SECONDO LE NORME VIGENTI]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=Attivit%C3%A0_Sindacale"><![CDATA[Attività Sindacale]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_lu0l4ut6">[image:image-0]<div class="imTAJustify"><span class="fs11">A seguito della nota inoltrata all'A.O Cannizzaro di Catania ( leggi) , la stessa ha dovuto ottemperare secondo le norme vigenti.</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Infatti , per il Concorso Interno del passaggio dalla Ctg D al profilo economico Ds, Profilo fisipoterapista, &nbsp;è stata costituita apposita Commissione , &nbsp;prevista, invece , &nbsp;da altri soggetti non rientranti nel medesimo profilo, &nbsp;individuando &nbsp;i due componenti, &nbsp;quali Esperti dello stesso Profilo Profilo Professionale appartenenti alla Ctg. DS &nbsp;di altre Aziende, perchè non presenti in Azienda. Un piccolo risultato del Sindacato per il &nbsp;rispetto delle Regole e delle norme vigenti. </div><div class="imTAJustify"><br></div><div>La Redazione.</div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 22 Mar 2018 07:10:00 GMT</pubDate>
			<link>http://www.spif.it/blog/?il-cannizzaro-di-catania-ottempera-secondo-le-norme-vigenti</link>
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		</item>
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			<title><![CDATA[Oggi si è spento Antonio Saldarini]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=Sindacato_Spif_Ar"><![CDATA[Sindacato Spif Ar]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_yd52zbq4"><div><br></div>[image:image-1]<span class="fs12">Oggi, si è spento, il grande Amico, Presidente dei Probiviri, Antonio Saldarini.</span><div><span class="fs12">Tutti i dirigenti Spif Ar si stringono al dolore della famiglia per la perdità del collega Antonio.</span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 17 Mar 2018 16:04:00 GMT</pubDate>
			<link>http://www.spif.it/blog/?oggi-si-e-spento-antonio-saldarini</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[ECM: Informazioni sul recupero dei crediti relativi all’obbligo formativo del triennio 2014-2016]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=FORMAZIONE"><![CDATA[FORMAZIONE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_3a7mwatr">[image:image-0]<div class="imTAJustify"><span class="fs11">Si comunica che la Commissione nazionale per la formazione continua, nel corso della riunione del 25 gennaio 2018, ha confermato la possibilità per tutti i professionisti sanitari di effettuare le operazioni di spostamento dei crediti acquisiti nel 2017 a recupero del debito formativo del triennio 2014-2016, entro e non oltre il 31 dicembre 2018, purché i crediti siano stati conseguiti entro il 31 dicembre 2017. È possibile effettuare l’operazione autonomamente all’interno dell’area riservata ai singoli professionisti nel portale del Co.Ge.A.P.S.</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">A tal proposito si ricorda che, come riportato nel comunicato del "22/12/2016 - Completamento dell’obbligo formativo del triennio 2014-2016", i professionisti sanitari possono completare il conseguimento dei crediti formativi relativi al triennio 2014–2016, nella misura massima del cinquanta per cento del proprio obbligo formativo, al netto di esoneri, esenzioni ed eventuali altre riduzioni.</div><div><br></div><div>I crediti acquisiti nel 2017, quale recupero del debito formativo del triennio 2014-2016, non saranno computati ai fini del soddisfacimento dell' obbligo formativo relativo al triennio 2017-2019.</div><div><br></div><div><br></div><div>Per informazioni e supporto potete contattarmi ai riferimenti di cui sotto.</div><div>Saluti</div><div><br></div><div>Dr.ssa Imma Mazzotta</div><div><br></div><div>GM Consulenza e Formazione</div><div><span class="fs11">Gestione processi formativi &amp; HR</span><br></div><div><span class="fs11">Cell. 320/7172464</span><br></div><div><span class="fs11">Mail imma.mazzotta@gmail.com</span><br></div><div><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 09 Mar 2018 09:24:00 GMT</pubDate>
			<link>http://www.spif.it/blog/?ecm--informazioni-sul-recupero-dei-crediti-relativi-all-obbligo-formativo-del-triennio-2014-2016</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[NUOVO CONTRATTO SANITÀ ]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=LAVORO"><![CDATA[LAVORO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_iwwpwuwp">[image:image-0]NUOVO CONTRATTO &nbsp;SANITÀ <br><div><br></div><div>Con grande clamore mediatico è &nbsp;stata annunciata la firma del nuovo Contratto della Sanità.<div class="imTAJustify"> A pochi giorni dalle elezioni e con la colpevole complicità delle Organizzazioni Sindacali partitiche, dopo anni di immobilità si chiudono tutti i contratti.</div><div class="imTAJustify"> Nel merito il Contratto della Sanità elargisce una mancia misera ai lavoratori del settore, ricordando che la retribuzione media dei lavoratori del comparto sanitario è la più bassa tra i paesi industrializzati, evitando accuratamente di entrare nel merito di una vera e seria riforma dell’agonizzante sistema sanitario nazionale.</div><div> Ancora una volta si continua a scegliere il sistema “medico-centrico”, rifiutandosi di riformare in funzione del riconoscimento delle professionalità, così come avviene nel resto d’Europa, con conseguente risparmio di risorse e miglioramento dei servizi.</div><div class="imTAJustify">Profondamente deluso e contrario a quanto sottoscritto ieri all’Aran, invito tutti i e colleghi e tutto il mondo della Sanità Privata a vigilare attentamente per evitare che i vari contratti &nbsp;(sic!) della Sanità Privata siano ancora più deludenti e repressivi del Contratto Nazionale Pubblico…………..</div><div class="imTAJustify"><br></div><div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Dott. Sebastiano Reale</div><div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Responsabile Nazionale Sanità Pubblica e Privata <span class="fs11">SPIF AR</span></div><div><br></div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 24 Feb 2018 16:37:00 GMT</pubDate>
			<link>http://www.spif.it/blog/?nuovo-contratto-sanita-</link>
			<guid isPermaLink="false">http://www.spif.it/blog/rss/iwwpwuwp</guid>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[INCONTRO PROVINCIALE SPIF AR - CATANIA]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=Attivit%C3%A0_Sindacale"><![CDATA[Attività Sindacale]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_6y011101">[image:image-0]<div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11">Su Convocazione del Segretario Provinciale Dott. Antonello Quattrocchi, &nbsp;<b>Mercoledì 14 Febbraio</b> alle ore 20.30, si riunirà la Segreteria Provinciale di Catania &nbsp;SPIF &nbsp;&nbsp;&nbsp;AR, &nbsp;presso lo studio fisioterapico del Dott. Sebastiano Reale (componente Direttivo Nazionale SPIF AR), <b>Via Etnea 504, Gravina di Catania</b>, che relazionerà sullo Stato attuale dello SPIF AR Nazionale.</span></div><div class="imTAJustify"><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 10 Feb 2018 09:56:00 GMT</pubDate>
			<link>http://www.spif.it/blog/?incontro-provinciale-spif-ar---catania</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Spif Ar condivide l'analisi fatta dall'ex collega sindacalista Dott.ssa Daniela Volpato]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=DDL_Lorenzin"><![CDATA[DDL Lorenzin]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_2nw0hzg4"><div class="imTARight"><div class="fs11"><div class="imTAJustify">[image:image-0]<span class="fs11">Spif Ar condivide l'analisi fatta dall'ex collega sindacalista Dott.ssa Daniela Volpato. Sicuramente la nostra O.S. metterà in atto azioni concrete al fine di ridefinire l'attività Libero Professionale dei Professionisti Sanitari, come tra l'altro già fatto con proposizione di Emendamenti a svariati DDL, in ultimo quello emanato sulla Concorrenza, &nbsp;permettendo in questo modo che, all'attuale "disparità di trattamento " tra personale di Comparto e Personale dell'Area Dirigenziale, si ponga fine. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11">L'Azione è supportata dalla riforma sugli Ordini Professionali. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11">Non insiste più alcuna scusa per il futuro Governo di negare tale diritto. O tutti in &nbsp;LP o Nessuno. Le professioni Sanitarie, alla luce della B. Lorenzin , non possono &nbsp;più essere annoverate &nbsp;tra il Personale di Supporto all'Area Medica.</span></div></div></div><div>Il Segretario Nazionale</div><div class="imTAJustify">Roberto Ferrara</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><i><a href="http://www.quotidianosanita.it/lettere-al-direttore/articolo.php?articolo_id=57576" target="_blank" class="imCssLink">leggi l'articolo su quotidiano sanità </a></i></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 05 Jan 2018 17:48:00 GMT</pubDate>
			<link>http://www.spif.it/blog/?spif-ar-condivide-l-analisi-fatta-dall-ex-collega-sindacalista-dott-ssa-daniela-volpato</link>
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			<title><![CDATA[Spif Ar: Viva approvazione per il Ddl Lorenzin ma monitoreremmo i vari passaggi]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=DDL_Lorenzin"><![CDATA[DDL Lorenzin]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_jqglugwq">[image:image-0]<div class="imTAJustify"><span class="fs11">“La Direzione Nazionale dello Spif Ar, nel ribadire ancora una volta la piena soddisfazione per la definitiva approvazione del Disegno di Legge Lorenzin che ci consente il raggiungimento di un traguardo che attendevamo oramai da troppo tempo e che, dopo 25 anni, la fiducia ed il senso di responsabilità hanno prevalso, garantendo ai professionisti sanitari un loro diritto ed ai cittadini la tutela della salute”. Lo afferma in una nota la Direzione Nazionale Spif Ar, Sindacato Professionale Italiano Fisioterapisti e Area Riabilitativa.</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div>“<b><i>Abbiamo raggiunto – prosegue la nota - una tappa ma la linea del traguardo non è stata ancora superata</i></b>, il Governo dovrà ancora emanare i Decreti Attuativi, necessari per mettere in pratica quanto previsto dalla nuova Legge. Pertanto ribadiamo l’ invito forte a tutti i Colleghi &nbsp;di non abbassare il livello di attenzione e tensione, ‘vogliamo’ subito quello che per troppo tempo ci è stato negato, e continueremo a monitorare tutti i vari passaggi”.</div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 27 Dec 2017 12:31:00 GMT</pubDate>
			<link>http://www.spif.it/blog/?spif-ar--viva-approvazione-per-il-ddl-lorenzin-ma-monitoreremmo-i-vari-passaggi</link>
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		</item>
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			<title><![CDATA[Una  Ulteriore Beffa dei Nostri Governanti?]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=DDL_Lorenzin"><![CDATA[DDL Lorenzin]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_wg55yfsk">[image:image-0]Gentile Direttore,<div><br></div><div class="imTAJustify">Facendo seguito a tutti gli Appelli rivolti dalle Associazioni &nbsp;&nbsp;Professionali Sanitarie e Ordini Professionali, sia &nbsp;&nbsp;al Presidente del Senato, sia &nbsp;alla Ministra Lorenzin, tra l’altro avanzate anche dalla scrivente O.S. &nbsp;&nbsp;affinchè &nbsp;sia approvato il &nbsp;DDL Lorenzin in questa legislatura, non ripetendomi sulle motivazioni già ben &nbsp;esplicitate da oltre 700.000 Professionisti che attendono , non da 10 anni, bensì da oltre &nbsp;18 anni ( si ricordi lo stralcio degli Ordini, Governo D’Alema, &nbsp;&nbsp;all’art. 1 della Legge 42/99) &nbsp;e soprattutto &nbsp;con un’esternazione rassicurante da parte dell’On. Gelli (PD): “Impegno per far approvare la riforma rapidamente” ( appresa dalla sua Rivista), sono a rivolgere un Ulteriore Appello , attraverso la sua Rivista, &nbsp;pur &nbsp;rappresentando un piccolo contenitore di Professionisti dell’Area Riabilitativa . </div><div class="imTAJustify">Infatti, &nbsp;insiste &nbsp;la possibilità prospettata ,non del tutto remota, di &nbsp;inserire il provvedimento &nbsp;in data 20 dicembre 2017 , ovvero &nbsp;discussione &nbsp;e la &nbsp;possibile approvazione in Aula al Senato. Se ciò non sarà effettuato, sarebbe l’Ennesima Beffa perpetrata &nbsp;dai nostri Governati.</div><div class="imTAJustify">Sicuramente ne risponderanno , sia nei confronti dei professionisti, sia nei confronti di tutti i cittadini, già pazienti e possibili futuri tali , nella prossima tornata elettorale.</div><div class="imTAJustify">Mi scuso per la crudezza dell’ultima frase, ma purtroppo è questa la realtà, senza fare tanti eufemismi e soprattutto non utilizzando alcun sofismo.</div><div><br></div><div><span class="fs11">Il Segretario Nazionale </span><span class="fs11">Spif Ar</span></div><div>Roberto Ferrara &nbsp;</div><div><br></div><div><i><a href="http://www.quotidianosanita.it/lettere-al-direttore/articolo.php?articolo_id=57174" target="_blank" class="imCssLink">publiccato su Q.S.</a></i></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 20 Dec 2017 13:08:00 GMT</pubDate>
			<link>http://www.spif.it/blog/?una--ulteriore-beffa-dei-nostri-governanti-</link>
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		</item>
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			<title><![CDATA[ATS BRIANZA E FISIOTERAPISTI PER LA COLLABORAZIONE NELL’AREA CRONICI]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=Attivit%C3%A0_Sindacale"><![CDATA[Attività Sindacale]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_ytkyakr2">[image:image-0]<div class="imTAJustify"><span class="fs11">Una mattinata intensa di formazione e confronto ha sancito di fatto la volontà reciproca di collaborare tra ATS BRIANZA e SPIF AR allo sviluppo del progetto che vorrà fornire nuove opportunità lavorative ai fisioterapisti del territorio. La sessione di confronto è stata aperta dal Dott. Mauro Piazza, consigliere regionale delegato al Welfare, che ha illustrato i principali aspetti della Riforma della Sanità Lombarda introdotta con la legge regionale 23/2015. Ha inoltre mostrato che la Sanità Lombarda, sulla base di alcuni indicatori di risultato, si è mostrata in questi anni tra le migliori d’Italia e d’Europa. Inoltre il consigliere si è mostrato disponibile alla comunicazione tra categorie professionali sanitarie e istituzioni regionali.</span></div><div>L’esemplificazione della riforma è poi entrata nel concreto con l’intervento del Dott.Turani, dirigente di ATS Brianza per il distretto di Lecco, che ha portato tutta la sua esperienza diretta e le innovazioni introdotte dalla riforma in ambito territoriale con particolare riferimento alla Brianza. A seguire non poteva mancare l’intervento di Virginio Colombo, &nbsp;che, inquadrato il piano normativo in cui si introduce la Riforma Sanitaria sul paziente cronico, ha chiesto l’impegno formale a livello istituzionale per la presentazione del progetto.</div><div><br></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs11">Un progetto che può essere capito anche grazie alla fiscalità e ad alcuni parametri di sostenibilità economica della riforma, che parte da una corretta fiscalità sviluppata pure dai fisioterapisti privati, come ben illustrato dai dottori commercialisti Giovanni e Annalisa Cantisani .</span></div><div class="imTAJustify">Lo sviluppo di un Sistema Sanitario deve andare di pari passo nel Pubblico e Privato impiego. E’ questo il fulcro dell’intervento successivo tenuto dal dott. Antonio Cartisano, Presidente Nazionale SPIF AR, che ha analizzato la riforma in atto in Lombardia, rispetto alla Regione Liguria e al territorio nazionale.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11">La giornata si è poi conclusa grazie all’intervento del dott. Gilberto Colombo, segretario regionale SPIF AR Lombardia, che, dopo una breve introduzione sull’analisi comparata costo-efficacia di alcuni RCT su tematiche riabilitative e pubblicati nelle banche dati medico-scientifiche, &nbsp;ha poi concluso i lavori.</span></div><div class="imTAJustify">In definitiva un corso di formazione che ha mostrato ai discenti la possibilità di aggiornarsi sul contesto in cui si opera, a partire dalla Riforma Sanitaria Lombarda sino al Paziente Cronico, oltre ad aver fornito un interessante tavolo di confronto tra SPIF AR e istituzioni regionali.</div><div> </div><div class="imTACenter">[image:image-1]<br></div><div> </div><div><br></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 05 Dec 2017 18:28:00 GMT</pubDate>
			<link>http://www.spif.it/blog/?ats-brianza-e-fisioterapisti-per-la-collaborazione-nell-area-cronici</link>
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		</item>
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			<title><![CDATA[Dry Needling. Arriva il parere del CSS]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=Attivit%C3%A0_Sindacale"><![CDATA[Attività Sindacale]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_xq4u8akw">[image:image-0]Il Consiglio Superiore di Sanità, in data 21 novembre 2017 ha espresso il proprio<span class="cb1"> </span><a href="https://drive.google.com/file/d/1Th4MUYq1F2q8tSozo8-M7S8wSVJMGMk-/view" class="imCssLink"><span class="cb1">parere</span> </a>sull'utilizzo del DRY NEEDLING da parte del Fisioterapista.</div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 23 Nov 2017 09:37:00 GMT</pubDate>
			<link>http://www.spif.it/blog/?dry-needling--arriva-il-parere-del-css</link>
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		</item>
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			<title><![CDATA[Master Universitari. Regna la confusione.]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=Attivit%C3%A0_Sindacale"><![CDATA[Attività Sindacale]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_h2xksi8g">[image:image-0]Ci ritroviamo in un momento storico, vuoi anche per le "storture" giurisprudenziali, in coi anche le UNIVERSITA' non si attengono, almeno a prima istanza, alle norme.<div><br><div>Ed ecco che spuntano Master....dei più disperati.</div><div><br></div><div>Anche in questo caso, interviene lo Spif Ar, denunciando detti illeciti.</div><div><br></div><div>In allegato potete leggere la nota inviata il 20 novembre 2017 </div><div><br></div><div>Al Magnifico Rettore Università degli Studi di Catania</div><div><br></div><div>Al Coordinatore del Master Universitario di I Livello in “Posturologia Clinica e Scienza dell’Esercizio Fisico” Università degli Studi di Catania</div><div><br></div><div>Al Senato Accademico UNICT</div><div><br></div><div>All’Osservatorio Nazionale delle Professioni Sanitarie presso il <span class="fs11">MIUR</span></div><div><br></div><div>Alla Ministra dell’Istruzione, Università e Ricerca</div><div>On.Valeria Fedeli</div><div><br></div><div>Alla Ministra della Salute On. Beatrice Lorenzin</div></div><div><br></div><div><span class="cb1"><a href="https://drive.google.com/file/d/17KNdCwZ8zdEog7ky2wl7yUxxc0KgJREG/view" class="imCssLink">Leggi la nota</a></span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 23 Nov 2017 09:31:00 GMT</pubDate>
			<link>http://www.spif.it/blog/?master-universitari--regna-la-confusione-</link>
			<guid isPermaLink="false">http://www.spif.it/blog/rss/h2xksi8g</guid>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Arnas Garibaldi - 2 Osteopati (in assenza dei requisiti sanitari) effettuano prestazioni sanitarie. Spif Ar, denuncia ai vertici aziendali]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=Attivit%C3%A0_Sindacale"><![CDATA[Attività Sindacale]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_z806b2h5">[image:image-0]<div class="imTAJustify"><span class="fs11">La scrivente O.S. è venuta a conoscenza che all’interno dell’Azienda Ospedaliera </span><span class="fs11">“Garibaldi” prestano attività di tipo sanitario degli osteopati, nello specifico i Sigg. </span><span class="fs11">XXXXXXXXXX XXXXXXX, come da comunicazione data dagli stessi ai mezzi</span></div><div class="imTAJustify">di informazione.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"> A tal fine ci sembra doverosamente opportuno ricordare che: sono professioni <span class="fs11">sanitarie riconosciute dallo Stato italiano con abilitazione a svolgere attività di </span><span class="fs11">prevenzione, cura e riabilitazione…. quelle previste ai sensi della legge 10 agosto 2000, </span><span class="fs11">n. 251, e del Decreto del Ministro della Sanità 29 marzo 2001, pubblicato nella </span><span class="fs11">Gazzetta Ufficiale n. 118 del 23 maggio 2001, i cui operatori svolgono in forza di un </span><span class="fs11">titolo abilitante rilasciato dallo Stato, attività di prevenzione, assistenza, cura o </span><span class="fs11">riabilitazione.</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"> Se i soggetti in essere non si trovano in possesso del Titolo Abilitante <span class="fs11">RILASCIATO DALLO STATO, a svolgere l’attività sanitaria di Riabilitatori, </span><span class="fs11">apparirebbero gravi le dichiarazioni rilasciate dal Direttore della U.O.C. con UTIN </span><span class="fs11">Dott.ssa Angela Motta, che afferma che l'opera degli osteopati: “ci permetterà di </span><span class="fs11">introdurre il trattamento manuale osteopatico in reparto alla luce della sua riconosciuta </span><span class="fs11">utilità e da numerosi studi scientifici pubblicati sulle riviste di settore. L'obiettivo </span><span class="fs11">principale è di migliorare il percorso terapeutico in ambito neonatologico”.</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Inoltre attraverso i canali di informazione è stato veicolato il messaggio che presso il <span class="fs11">Reparto di Neonatologia del “Garibaldi”: “Sinora sono stati trattati numerosi bambini, </span><span class="fs11">principalmente piccoli pazienti con esiti di parto traumatico, o non fisiologico, e </span><span class="fs11">chirurgici, oppure provenienti dalla Chirurgia Pediatrica con interventi di malformazioni </span><span class="fs11">congenite.”</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"> Tutto ciò premesso, restiamo in attesa di Vostre delucidazioni urgenti a <span class="fs11">chiarimento su quanto esposto ed a tal fine è opportuno ricordarVi quanto espresso dal </span><span class="fs11">Ministero della Salute in una nota, in risposta ad una Interrogazione Parlamentare, del 18 </span><span class="fs11">Marzo 2014, che testualmente recita: </span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">“L’OSTEOPATIA È ATTIVITÀ SANITARIA PRATICABILE SOLO DA <span class="fs11">PROFESSIONISTI SANITARI”</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"> Da ultimo, per quanto concerne l’intervento «per evitare i possibili abusi della <span class="fs11">professione medica» si assicura che questo Dicastero è quanto mai vigile rispetto a tale </span><span class="fs11">problematica e si propone sempre, per quanto possibile, come parte attiva nel contrasto </span><span class="fs11">agli illeciti dei soggetti non autorizzati all’esercizio delle professioni sanitarie, attivando </span><span class="fs11">il Comando Carabinieri per la Tutela della Salute per lo svolgimento dei controlli ad esso</span></div><div class="imTAJustify">deputati.</div><div class="imTAJustify"> In caso di accertato esercizio abusivo, viene immediatamente investita della <span class="fs11">questione l’Autorità Giudiziaria.”</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"> Certi che le indicazioni Ministeriali siano la guida del Vostro operato, ed al fine di <span class="fs11">non dover ricorrere all’Autorità Giudiziaria, Vi chiediamo di essere informati di quanto </span><span class="fs11">posto in essere per le Vostre competenze specifiche.</span></div><div><br></div><div><span class="fs11"><b><i>Responsabile Nazionale Spif Ar</i></b></span><div><span class="fs11"><b><i>Sanità pubblica e privato convenzionato</i></b></span></div><div><span class="fs11"><b><i>Dott. Sebastiano Reale</i></b></span></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 31 Oct 2017 16:22:00 GMT</pubDate>
			<link>http://www.spif.it/blog/?arnas-garibaldi---2-osteopati--in-assenza-dei-requisiti-sanitari--effettuano-prestazioni-sanitarie--spif-ar,-denuncia-ai-vertici-aziendali</link>
			<guid isPermaLink="false">http://www.spif.it/blog/rss/z806b2h5</guid>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Accesso Cartella Clinica - Spif Ar esige il rispetto delle competenze]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=Attivit%C3%A0_Sindacale"><![CDATA[Attività Sindacale]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_ezcvzqrw">[image:image-0]<div class="imTAJustify"><span class="fs11">Molto spesso, si dimentica delle responsabilità civili e penali del Riabilitatore che ha l'obbligo, prima di effettuare qualsiasi manovra, di prendere atto delle condizioni del paziente "anche" attraverso la visione della cartella clinica.</span></div><div>Ebbeno lo Spif Ar, con nota del 31 ottobre 2017, ricorda ai vertici della Direzione Sanitaria del <span class="fs11">I.M.P.P. “LUCIA MANGANO”</span></div><div>S. AGATA LI BATTIATI, che esistono delle procedure ben definite dalle norme e dai Profili professionali.</div><div><br></div><div>Di seguito la nota:</div><div><br></div><div><span class="fs11">Oggetto: Competenze Area Riabilitativa</span></div><div><br></div><div class="imTAJustify">La scrivente O.S. si pone a tutela delle competenze e delle prerogative professionali dei <span class="fs11">Fisioterapisti, a tal fine ci facciamo carico di ricordarLe che la figura del Fisioterapista così come </span><span class="fs11">le altre figure dell’area Riabilitativa sono parte integrante della Equipe pluridisciplinare, equipe </span><span class="fs11">in cui il medico specialista assume (a termini di legge) il ruolo di coordinatore.</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"> Pertanto è doverosamente opportuno, necessario e obbligatorio sottolineare che: </div><div class="imTAJustify"><span class="fs11">- L’equipe Pluridisciplinare agisce ed opera in maniera collegiale.</span></div><div class="imTAJustify"> - le cosiddette “sostituzioni”, debbono rispondere ad un criterio sancito da una sentenza <span class="fs11">della Cassazione del 1994, che obbliga i Riabilitatori a prendere visione della storia clinica del </span><span class="fs11">paziente prima di esercitare ogni trattamento riabilitativo, questo a tutela sia dell’operatore che </span><span class="fs11">della struttura. Senza le opportune informazioni cliniche ci si trova nell’obbligo di rifiutare </span><span class="fs11">l’esecuzione del trattamento.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11">- L’ Accesso alla Cartella Clinica del paziente è un dovere/ obbligo che il Fisioterapista ed il </span><span class="fs11">personale dell’Area Riabilitativa deve poter esercitare in ogni momento, inoltre è un suo dovere </span><span class="fs11">professionale aggiornare la cartella clinica del paziente con tutte le novità o criticità emerse </span><span class="fs11">durante la fase riabilitativa.</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Sembra superfluo dover ricordare che il titolare del trattamento riabilitativo è il Fisioterapista a <span class="fs11">cui viene fatto il carico e l’onere di stabilire il percorso riabilitativo più idoneo per il </span><span class="fs11">raggiungimento degli obiettivi previsti dal progetto riabilitativo.</span></div><div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Progetto riabilitativo, che vale ancora la pena di ricordare, viene stabilito dall’Equipe <span class="fs11">Pluridisciplinare nella sua interezza, con la doverosa, obbligatoria e fondamentale </span><span class="fs11">partecipazione del Fisioterapista e delle altre figure dell’Area riabilitativa.</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Su questi e su altri temi specifici del settore Riabilitativo Vi esprimiamo la Nostra disponibilità <span class="fs11">affinchè si possa stabilire un costruttivo dialogo. </span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div><span class="fs11">Cogliamo l’occasione per porgere Distinti Saluti"</span></div><div><br></div><div><b><i>Il Segretario Provinciale SPIF AR</i></b></div><div><b><i>Dott. Antonino Quattrocchi </i></b><br></div><div><br></div><div><b><i><span class="fs11"> La R.S.A</span><br></i></b></div><div><b><i> &nbsp;&nbsp;Dott.ssa Claudia Calascibetta</i></b></div></div><div><b><i><br></i></b></div><div><span class="cb1"><a href="https://drive.google.com/file/d/0B32rB0N1cku0ZTJMemZ5ZUtKZUE/view?usp=sharing" class="imCssLink">La nota ufficiale</a></span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 31 Oct 2017 16:07:00 GMT</pubDate>
			<link>http://www.spif.it/blog/?accesso-cartella-clinica---spif-ar-esige-il-rispetto-delle-competenze</link>
			<guid isPermaLink="false">http://www.spif.it/blog/rss/ezcvzqrw</guid>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Spif Ar: viva soddisfazione per l'Ordine Professionale]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=Attivit%C3%A0_Sindacale"><![CDATA[Attività Sindacale]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_n8ulicyt">[image:image-0]<div class="imTAJustify"><span class="fs11">La Direzione Nazionale dello SPIF AR, esprime piena soddisfazione per l'approvazione della norma che prevede la possibilità di poter creare &nbsp;un Ordine proprio &nbsp;degli operatori sanitari &nbsp;&nbsp;, nel quale Albo siano iscritti 50.000 Professionisti.</span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs11"> </span></div><div class="imTAJustify">Rivolge un plauso ed un ringraziamento all'<b><i>Onorevole Carnevali</i></b>, nostra esimia collega Fisioterapista, per l'impegno profuso a difesa della professionalità. </div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Si Ricorda a Tutti e &nbsp;soprattutto a qualche Onorevole che, &nbsp;in modo del tutto "disonorevole", &nbsp;ha proditoriamente attaccato la collega Carnevali</div><div> </div><div class="imTAJustify">Tale atteggiamento, sotto un profilo di Alta Politica, &nbsp;risulta &nbsp;&nbsp;privo di dignità e deferenza . &nbsp;&nbsp;Al contrario, la norma approvata &nbsp;&nbsp;garantisce &nbsp;elevata &nbsp;&nbsp;&nbsp;professionalità, &nbsp;&nbsp;traducendosi &nbsp;in un maggior rispetto per gli utenti che nel nostro caso sono soggetti deboli e fragili, cioè Pazienti.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div>La Redazione</div><div><br></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 31 Oct 2017 08:15:00 GMT</pubDate>
			<link>http://www.spif.it/blog/?spif-ar--viva-soddisfazione-per-l-ordine-professionale</link>
			<guid isPermaLink="false">http://www.spif.it/blog/rss/n8ulicyt</guid>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Ddl Lorenzin. “Facciamo squadra contro chi vuole usurpare il nostro ruolo”. L’appello dei fisioterapisti]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=Attivit%C3%A0_Sindacale"><![CDATA[Attività Sindacale]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_jjbya6ke">[image:image-0]<div class="imTAJustify"><span class="fs11">Lo Spif Ar lancia l’appello ad Anep (educatori professionali), Aip (psicologi), Fli (logopedisti), Aifi (fisioterapisti), Aiorao (ortottisti), Anupi (psicomotricisti), Aiterp (tecnici riabilitazione psichiatrica) e Aito (terapisti occupazionali) e Conaps (Coordinamento Nazionale Associazioni Professioni Sanitarie) per “intraprendere un percorso collaborativo” mirato a “far rispettare le Leggi dello Stato”. </span><span class="fs11 cb1"><a href="http://www.quotidianosanita.it/allegati/allegato1725327.pdf" class="imCssLink">LA LETTERA.</a></span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><br></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs11">24 OTT - “Esprimiamo viva preoccupazione per una serie di problematiche e progetti che sono o in fase di discussione o in fase di realizzazione in questo periodo (Ddl Lorenzin) e che hanno delicati ed importantissimi riflessi sugli assetti organizzativi delle nostre Professioni, sulla tenuta e sull’efficienza del sistema Universitario, nonché per una serie di profili che hanno ricadute dirette ed indirette sui professionisti sanitari dell’area riabilitativa, riconosciuti dal Ministero della Salute. Si tratta di tematiche che, anche se apparentemente disomogenee, in realtà sono tutte legate da un unico filo conduttore e che richiedono necessariamente un rapido ed urgente confronto per conoscere al fine di valutare la possibilità di strategie ed impegni comuni”. Ad affermarlo è il Sindacato Professionale Italiano Fisioterapisti Area Riabilitativa (Spif Ar)</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11">.</span></div><div> </div><div class="imTAJustify">Per arginare questi pericoli, lo Spif Ar ha scritto a tutte le Associazioni rappresentative delle professioni sanitarie dell’Area Riabilitativa riconosciute dal Ministero della Salute (Anep, Aip, Fli, Aifi, Aiorao, Anupi, Aiterp e Aito) e, contestualmente, al Conaps (Coordinamento Nazionale Associazioni Professioni Sanitarie) chiedendo un incontro urgente al fine di “intraprendere un percorso collaborativo” e “far rispettare le Leggi dello Stato”.</div></div><div class="imTAJustify"><br></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs11">Per lo Spif Ar il “preoccupante” scenario appena descritto si inserisce, peraltro, “in un contesto più minaccioso per la nostra professionalità, con il tentativo di depotenziare il valore della Legge 251 e della Legge 42/99, subordinandole alla normativa sull’abuso della professione medica”.</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">“Crediamo necessario – conclude lo Spif Ar - fare partire una forte iniziativa che possa coinvolgere tutte le Professioni Sanitarie”.</div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 24 Oct 2017 11:51:00 GMT</pubDate>
			<link>http://www.spif.it/blog/?ddl-lorenzin---facciamo-squadra-contro-chi-vuole-usurpare-il-nostro-ruolo---l-appello-dei-fisioterapisti</link>
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		</item>
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			<title><![CDATA[Ddl Lorenzin. Ristabilire il valore delle norme vigenti]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=Attivit%C3%A0_Sindacale"><![CDATA[Attività Sindacale]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_hwcts8jk">[image:image-0]<div class="imTAJustify"><span class="fs11">mi preme esprimere delle considerazioni nel merito della discussione in Aula alla Camera del DDL Lorenzin, che continuerà il 17 pv. Dalla lettura degli emendamenti presentati e come pubblicati sul Sito Istituzionale, evinco che regni tra i politici, una grandissima confusione sulle modalità nella redazione e nel merito dei contenuti degli stessi.</span></div><div class="imTAJustify">Infatti nel primo testo pubblicato, insistevano molti errori di impaginatura, di cui, un cittadino qualunque, che vuol capire cosa fa il Parlamento, non avrebbe potuto comprendere tali criticità. Sicuramente, nella fretta della pubblicazione, sono risultati refusi di stampa, ma il documento ufficiale risulta consono e corretto.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Detto DDL nasce, ed è stato fortemente voluto dalle Professioni Sanitarie, per dare piena dignità e pari opportunità alle stesse, non ancora ordinate, oltreché, per riparare ai danni commessi dai Governi precedenti, a partire dal Governo D’Alema, che nel 1999, stralciò dall’art. 1 nella L. 42/99, l’istituzione degli Ordini per le Professioni Sanitarie, per non parlare dell’affossamento della L. 43/06, dove alcuni politici, con sottile linguaggio politichese, ebbero modo, illustrando l’inutilità dell’Istituzione di ulteriori Ordini Professionali, avevano l’auspicio che venissero aboliti Tutti gli altri Ordini insistenti.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs11">Ad oggi i vecchi ordini non sono stati aboliti, anche e soprattutto per il fatto che, a mio modesto avviso, risulta difficile per la politica, scardinare poteri consolidati, a cui invece, ne riconosco, nel nostro sistema, l’utilità di esistenza, non solo per contrastare l’abusivismo professionale, ma anche per determinare percorsi deontologicamente corretti ed essenzialmente rispettosi dell’essenza della professione che si esercita.</span></div><div> </div><div class="imTAJustify">Pertanto, ripetendomi per un articolo precedente, pubblicato nel suo web, il Parlamento è obbligato a dare pari trattamento alle 22 Professioni Sanitarie insistenti nel nostro ordinamento, confluendo le stesse in tre Ordini Professionali. Per questo risulta necessaria l’approvazione del DDL Lorenzin in questa Legislatura.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Se poi, com’è successo, alcune situazioni ne hanno rallentato l’iter, tale situazione non deve far demordere gli oltre 600 mila professionisti della sanità alla pretesa di non essere più vincolati in una disparità di trattamento rispetto alle Professioni Ordinate.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Non entro specificatamente nel merito scientifico delle neo professioni sanitarie individuate. Mi limito semplicemente ad esternare un pensiero nell’ ambito giuridico- sindacale. Ricordo, a chi legge, che la figura del terapista della riabilitazione (oggi fisioterapista) veniva definita con il relativo Ordinamento didattico sin dal 1974, con apposito DM. Al contrario, la figura dell’osteopata e del chiropratico con tutto il rispetto per le stesse, non sono, in atto, rientranti nel nostro ordinamento, ne hanno ancora avuto il riconoscimento legislativo/normativo.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Come premesso nell’occhiello, insiste l’obbligo della politica di rispettare le normative vigenti e non stravolgere ciò che è stato già legiferato, lasciando alle professioni riconosciute e al mondo scientifico per una corretta disamina delle esigenze di salute dei cittadini e quindi la necessità di nuove professioni.</div><div class="imTAJustify">Anche questa risulta essere prevenzione.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Esprimo un immenso rammarico nei confronti di innumerevoli colleghi che, nel rappresentarsi nel loro esercizio professionale, anche attraverso la pubblicità e le insegne dei propri studi professionali, che antepongano la dizione di Osteopata, rispetto a quella di Fisioterapista (riabilitatore per concezione storica).</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Mi permetto di aggiungere, oltre che essere un sindacalista, di svolgere la mia professione di riabilitatore, ribadendo, come affermato in precedenti articoli, che l’Osteopatia sia una pratica che rientra nell’ambito della cura della persona per un suo recupero funzionale, anche al fine di condurre una vita relazionale adeguata ed uno stato di salute ottimale (l’ICF insegna).</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Mi auguro che il DDL, che , nella seduta del 17 pv, siano approvati tutti gli emendamenti che ristabiliscono il valore delle norme vigenti, ossia quanto previsto dal comma 3 dell’art. 5 della L. 43/06, attraverso il parere vincolante del Css e l’istituzione di una Commissione ad hoc.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Semplicemente prevenzione, ma, nel tal caso, senza le influenze politiche, che possano aiutare molte persone a potersi collocare, in maniera legittima, nel mondo del lavoro, in assenza delle dovute verifiche del mondo scientifico ed accademico, nonché di quello sindacale. Tutti siamo in possesso di conoscenze, ma le competenze debbono essere acquisite e certificate costituzionalmente.</div><div> </div><div class="imTAJustify">Risulterebbe inopportuno concedere alle nuove professioni individuate e non istituite (un ulteriore elemento per aggirare la normativa vigente), l’opportunità, per via politica, a tale riconoscimento. Basta ad aiutare qualcuno invece di aiutare tutti i cittadini.</div><div> </div><div>Roberto Ferrara</div><div>SN Spif Ar</div><div><br></div><div><span class="cb1"><a href="http://www.quotidianosanita.it/lettere-al-direttore/articolo.php?articolo_id=54806" class="imCssLink">Leggi la news su Quotidiano Sanità </a></span> </div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 17 Oct 2017 18:21:00 GMT</pubDate>
			<link>http://www.spif.it/blog/?ddl-lorenzin--ristabilire-il-valore-delle-norme-vigenti</link>
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		</item>
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			<title><![CDATA[Università di Napoli ed accesso al CdL in Fisioterapia da parte dei massofisioterapisti]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=Attivit%C3%A0_Sindacale"><![CDATA[Attività Sindacale]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_381k2rp7">[image:image-0]<div class="imTAJustify"><span class="fs11">Con nota del 13 ottobre 2017, lo Spif Ar, scrive al MAgnifico Rettore di Napoli, al Ministro dell'Istruzione dell'Università e Ricerca per rappresentare il dissenso, da parte dell'O.S. all'immobilismo da parte della citata Università nel non avere impugnato la sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale che, autorizzava l'accesso ai massofisioterapisti post 99 al III anno del CdL in Fisioterapia.</span></div><div>Questo il testo della nota:</div><div><br></div><div class="imTAJustify"><i>La scrivente Organizzazione Sindacale porta alla Vostra conoscenza , ognuno per le <span class="fs11">specifiche competenze, la situazione creatasi all’Università di Napoli per l’accesso </span><span class="fs11">illegittimo dei Massofisioterapisti al Corso di Laurea in Fisioterapia. </span><span class="fs11">Infatti, a seguito di sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale, inopinatamente </span><span class="fs11">non impugnata dall’Università di Napoli, vengono ammessi al Corso di Laurea in </span><span class="fs11">Fisioterapia dei Massofisioterapisti.</span></i></div><div><i><br></i><div class="imTAJustify"><i>Tale Iter reso possibile solo dall’immobilismo dell’Università di Napoli, che non <span class="fs11">impugnando la sentenza del TAR, così come invece fatto da altre Università, ha reso </span><span class="fs11">possibile un atto non perfettamente legittimo ed a tal fine appare opportuno evidenziare </span><span class="fs11">quanto segue:</span></i></div><div class="imTAJustify"><i>Il titolo di Massofisioterapista acquisito dopo l’entrata in vigore della legge 42/99 non <span class="fs11">risulta equivalente ma “operatori di interesse sanitario” .</span></i></div></div><div><span class="fs11"><i><br></i></span></div><div><i><span class="fs11">Del resto cosa siano gli “operatori di interesse sanitario” lo ha chiarito la sentenza n. 300 </span><span class="fs11">del 2007 della Corte Costituzionale, quando afferma che: «tali profili vanno riferiti </span><span class="fs11">esclusivamente ad attività aventi carattere “servente” ed “ausiliario” rispetto a quelle </span><span class="fs11">pertinenti alle professioni sanitarie.</span></i></div><div><i><br></i><div class="imTAJustify"><i><span class="fs11">Inoltre a far chiarezza in maniera definitiva sulla questione in oggetto risulta </span><span class="fs11">determinante la seguente nota: Ministero dell’Industria dell’Università e della Ricerca – </span><span class="fs11">Dipartimento per la Formazione e per la Ricerca con prot. 0008457 – V/2 del 24/03/2017 </span><span class="fs11">con oggetto : Diploma Regionale di Massofisioterapista – Ammissibilità Equipollenza, </span><span class="fs11">inviata al Magnifico Rettore dell’Università di Foggia, che testualmente recita:</span></i></div><div><span class="fs11"><i><br></i></span></div><div><i><span class="fs11">“……l’iscrizione al Corso di laurea in Fisioterapia per i possessori del Diploma Triennale </span><span class="fs11">di Massofisioterapista, si comunica che non appare percorribile ………in quanto diretto </span><span class="fs11">ad ammettere un numero illimitato di soggetti in possesso di titolo ritenuto equipollente, </span><span class="fs11">senza che ne ricorrano i presupposti di legge.”</span></i></div><div><span class="fs11"><i><br></i></span></div><div class="imTAJustify"><i><span class="fs11">Quindi appare del tutto evidente che l’atteggiamento di passiva accondiscendenza </span><span class="fs11">dell’Università di Napoli, non appellandosi ad una sentenza che poteva e doveva </span><span class="fs11">sicuramente essere appellata, non solo elude le normative vigenti ma produce come </span><span class="fs11">risultato, con l’accesso non programmato, un grave danno su scala nazionale nel non </span><span class="fs11">rispetto della programmazione degli accessi </span><span class="fs11">Per quanto sopra evidenziato si invitano i Soggetti sopra indicati a porre in essere quanto </span><span class="fs11">di Loro competenza e responsabilità al fine di non permettere delle situazioni di evidente </span><span class="fs11">illegittimità .</span></i></div><div><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11"><i>Si resta in attesa di Vostro Riscontro</i></span></div><div><br></div><div><span class="fs11"> DIREZIONE NAZIONALE SPIF AR, &nbsp;</span></div><div><br></div><div><span class="fs11">DOTT. SEBASTIANO REALE</span></div><div><span class="fs11"> DOTT. ELVIO MATASSA</span></div></div><div><br></div><div><span class="fs11 cb1"><a href="https://drive.google.com/file/d/0B32rB0N1cku0Zmp1aFVDbXBqVUk/view?usp=sharing" class="imCssLink">Leggi la nota</a></span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 13 Oct 2017 14:47:00 GMT</pubDate>
			<link>http://www.spif.it/blog/?universita-di-napoli-ed-accesso-al-cdl-in-fisioterapia-da-parte-dei-massofisioterapisti</link>
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		</item>
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			<title><![CDATA[Massofisioterapisti ed attestati Comunità Europea]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=Attivit%C3%A0_Sindacale"><![CDATA[Attività Sindacale]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_4efrwxhl">[image:image-0]<div class="imTAJustify"><span class="fs11">Il 19 luglio di quest' anno, il nostro ufficio contrasto abusivismo, inviava una </span><span class="fs11 cf1 cb1"><a href="http://www.spif.it/blog/index.php?id=4o5t9d0t" class="imCssLink">nota</a></span><span class="fs11"> al dott.ssa R. Ugenti della Direzione Generale delle Professioni Sanitarie e delle Risorse Umane del Servizio Sanitario Nazionale del Ministero della Salute e l'On. Beatrice Lorenzin (Ministra della Salute) chiedendo un chiarimento sul rilascio, da parte del Ministero, degli ATTESTATI, in riferimento all' Art.11 lettera B punto 10 della direttiva 2005/36/CE, ai MASSOFISIOTERAPISTI (Post 1999) per lavorare in uno Stato della Comunità Europea e non in ITALIA.</span></div><div><div>Attestati che, utilizzati in Italia e negli studi, violano le norme.</div><div><br></div><div>Ebbene, non si è fatta attendere &nbsp;la risposta da parte del Ministero della Salute</div></div><div><br></div><div><span class="cb1"><a href="https://drive.google.com/file/d/0B32rB0N1cku0dGtvSmN4UllZNXc/view?usp=sharing" class="imCssLink">Leggi</a></span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 13 Oct 2017 14:32:00 GMT</pubDate>
			<link>http://www.spif.it/blog/?massofisioterapisti-ed-attestati-comunita-europea</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Delegazione trattante Spif-Ar, a segno!]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=Attivit%C3%A0_Sindacale"><![CDATA[Attività Sindacale]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_5yb3g9fz">[image:image-1]<div class="imTAJustify"><span class="fs11">A seguito dell’insediamento della rsa spif ar presso il consorzio aretuseo di riabilitazione, il 4 ottobre si è ottenuto un incontro ufficiale con i vertici dell’azienda .</span></div><div><div>All ordine del giorno vi erano aspetti importanti quali : arretrati contrattuali, ferie residue, giorni di congedo per studio , premio di incentivazione.</div><div><br></div><div>Grazie alla tenacia della segretaria provinciale <b><i>dott.ssa Rita Bufalino</i></b> e del segretario aziendale <b><i>dott Paolo Bufalino</i></b> , un altro grande risultato è stato portato avanti dallo spif ar il quale ha ottenuto l’agibilità sindacale in azienda ed ha ottenuto tutto ciò che è stato richiesto.</div><div><br></div><div>Con paso adelante </div><div>Segreteria regionale spif ar sicilia</div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 07 Oct 2017 07:28:00 GMT</pubDate>
			<link>http://www.spif.it/blog/?delegazione-trattante-spif-ar,-a-segno-</link>
			<guid isPermaLink="false">http://www.spif.it/blog/rss/5yb3g9fz</guid>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Lettera aperta alla Ministra Lorenzin]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=Attivit%C3%A0_Sindacale"><![CDATA[Attività Sindacale]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_lv7e38i0">[image:image-0]<div class="imTAJustify"><span class="fs11">Oggi 2 ottobre 2017, il Segretario Nazionale Spif Ar </span><b class="fs11"><i>dott. Roberto Ferrara</i></b><span class="fs11">, ha inviato alla Ministra Lorenzin, una "lettera aperta" ove, alla luce del servizio della famosa trasmissione televisiva "LE IENE" del il 01 ottobre c.a. ( </span><span class="fs11 cb1"> <a href="https://www.iene.mediaset.it/video/quando-un-ospedale-fa-finta-di-curarti_12366.shtml" class="imCssLink">https://www.iene.mediaset.it/video/quando-un-ospedale-fa-finta-di-curarti_12366.shtml </a></span><span class="fs11">) , rappresenta dette illiceità che, al livello Nazionale, si pepetrano non soltanto a discapito dei fruitori dei servizi ma anche dei migliaia di professionisti sanitario dell'area riabilitativa, sia liberi professionisti che in regime di subordinazione presso cooperative, centri convenzionati.</span></div><div>Ecco il testo della lettera aperta:</div><div><br></div><div><br></div><div>" <span class="fs11"><b><i>Gentile Ministra Lorenzin,</i></b></span></div><div><span class="fs11"><i><br></i></span></div><div class="imTAJustify"><i>nonostante gli sforzi, profusi dal Ministero e dalle autorità competenti, continuiamo ad assistere all’espandersi di quel fenomeno, già di per se preoccupante, che riguarda l’ABUSIVISMO in Sanità ed in particolar guisa, in Riabilitazione.</i></div><div class="imTAJustify"><i><br></i></div><div class="imTAJustify"><i>Leggiamo dalle Sue parole che, nell'ambito dell'operazione "Estate tranquilla 2017", svolta dai carabinieri del Nas, sono state riscontrate delle illiceità, per quanto riguarda i “centri per anziani e di riabilitazione".</i></div><div class="imTAJustify"><i>E per ultimo, non come importanza, il servizio del famoso programma “ Le Iene” del 01 ottobre c.a. che, ancora una volta, mette in risalto come la “Buona Sanità”, venga messa all’angolo, da quegli esercenti poco accorti ed il tutto a discapito degli fruitori dei servizi Sanitari, di quei cittadini onesti che hanno fiducia nelle Istituzioni, dei pazienti.</i></div><div class="imTAJustify"><i><br></i></div><div class="imTAJustify"><i>Molte di queste illiceità, sono state segnalate, alle autorità competenti, dal nostro Sindacato di categoria che rappresenta le professioni dell’Area Riabilitativa, riconosciute dal Ministero della Salute.</i></div><div class="imTAJustify"><i><br></i></div><div class="imTAJustify"><b><i>Ed a tal proposito, Gentile Ministra Lorenzin,</i></b></div><div class="imTAJustify"><i><br></i></div><div class="imTAJustify"><i>desideriamo porre la Sua attenzione su tutte quelle strutture e/o centri privati convenzionati che continuano ad utilizzare, nonostante le leggi insistenti, le “False Partita Iva”, pretendendo dagli stessi professionisti la “quantità” piuttosto che la “qualità” dei trattamenti; Cooperative ed A.D.I. che utilizzano personale NON sanitario per la Fisioterapia; Gare di appalto per convenzioni vinte da una “cooperativa” piuttosto che da un’altra.</i></div><div class="imTAJustify"><i><br></i></div><div class="imTAJustify"><i>Per non parlare di molti studi (pseudo) professionali che, in maniera abile, riescono ad eludere i controlli delle autorità competenti e di cui il nostro ufficio preposto, ha inviato presso il Suo Ministero ampia documentazione.</i></div><div class="imTAJustify"><i><br></i></div><div class="imTAJustify"><b><i>In questi anni, Gentile Ministra Lorenzin,</i></b></div><div class="imTAJustify"><i><br></i></div><div class="imTAJustify"><i>abbiamo scritto ai Direttori Generali delle ASL/ASP, ai Presidenti delle varie Regioni d’Italia e ci siamo rivolti, in talune occasioni, anche alla Procura della Repubblica, non demordendo sulle decine di segnalazioni di sospetto esercizio abusivo di professione Sanitaria che, il nostro ufficio, inoltra ai NAS ed alla G.d.F.</i></div><div class="imTAJustify"><i><br></i></div><div class="imTAJustify"><i>Occorre, a nostro avviso, un’azione più decisa atta a “prevenire” e non “curare”. </i></div><div class="imTAJustify"><i><br></i></div><div class="imTAJustify"><i>Forti che, il 27 settembre c.a. sia stato approvato l’Art. 9 sull'esercizio abusivo della professione, con l’inasprimento delle pene, ed ancora fiduciosi che, nel continuum del Suo mandato Istituzionale, si possa creare una sinergia d’intenti e come obiettivo unico, la salvaguardia ed il rilancio del S.S.N., confidando in una Sua risposta,</i></div><div><i><br></i></div><div><i>Porgiamo distinti saluti "</i></div><div><br></div><div><b><i>Il Segretario Nazionale Spif Ar,</i></b></div><div><b><i>dott. Roberto Ferrara</i></b></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 02 Oct 2017 18:04:00 GMT</pubDate>
			<link>http://www.spif.it/blog/?lettera-aperta-alla-ministra-lorenzin</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Approvato il 27 settembre 2017 il nuovo articolo 9 sull'esercizio abusivo della professione]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=Attivit%C3%A0_Sindacale"><![CDATA[Attività Sindacale]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_470oyqcr">[image:image-0]<div class="imTAJustify"><span class="fs11">Chiunque abusivamente esercita una professione, per la quale è richiesta una speciale abilitazione dello Stato, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da 10.000 euro a 50.000 euro.</span></div><div class="imTAJustify">Infine, chiunque, non trovandosi in possesso della licenza o dell'attestato di abilitazione richiesto dalla normativa vigente, esercita un'arte ausiliaria delle professioni sanitarie viene punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 2.500 euro a 7.500 euro.</div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 28 Sep 2017 17:17:00 GMT</pubDate>
			<link>http://www.spif.it/blog/?approvato-il-27-settembre-2017-il-nuovo-articolo-9-sull-esercizio-abusivo-della-professione</link>
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			<title><![CDATA[Ddl Lorenzin. Fisioterapisti contro le “scorciatoie” per gli osteopati]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=Attivit%C3%A0_Sindacale"><![CDATA[Attività Sindacale]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_rc5zk4ra"><br><div>[image:image-1]Gentile Direttore,</div><div class="imTAJustify">leggiamo con estrema attenzione, le dichiarazioni della Presidente del ROI Paola Sciomachen e, con estrema ratio, ci permettiamo di commentare quello che viene definito “un importante risultato” in merito all’approvazione del nuovo art. 4 della Commissione Affari Sociali della Camera che individua l’osteopatia come professione Sanitaria.</div><div><br></div><div class="imTAJustify">Premesso che, il parere tecnico scientifico del Consiglio superiore di Sanità (CSS), la Conferenza Stato Regioni e successivamente il MIUR, non possono far altro che confermare quanto da noi espresso in svariate occasioni, molte delle quali con note pubbliche.</div><div><br></div><div class="imTAJustify">Considerato che la gestione della formazione, dovrebbe passare alle Università con conseguente e rilevante aumento dei costi e, memori del parere negativo da parte della Conferenza permanente delle classi di Laurea delle professioni Sanitarie, dubitiamo che oggi, possa trovare parere favorevole.</div><div><br></div><div>Appurato che, una grande maggioranza dei suddetti professionisti “Osteopati” ed esattamente coloro i quali hanno un titolo pregresso, hanno da sempre espresso il desiderio di rimanere “professione autonoma” anche per le difficoltà legate all’eventuale “riconoscimento” giuridico.</div><div><br></div><div><span class="fs11">Tutti fattori che, senza entrare nello specifico, ci forniscono quella “tranquillità” che l’iter, troverà a breve uno STOP.</span><br></div><div><br></div><div><span class="fs11">Vede, Paola Sciomachen, noi professionisti dell’Area Riabilitativa riconosciuti dal Ministero della Salute, non siamo contro l’Osteopatia. Ma ci opporremo, senza alcun appoggio di Senatori e/o Ministri, alle “scorciatoie”. A tutte quelle forme (vedi art. 3 bis) in cui, domani un operatore del benessere Reiki, un “riflessologo” e quant’altro possa trovare un’escamotage, sotto copertura di associazione, e divenire “Professione Sanitaria”.</span><br></div><div><br></div><div>Noi abbiamo scelto la legalità, magari provando e riprovando i test di ingresso, frequentando i corsi di Laurea istituiti dalle Università, frequentando ogni anno decine e decine di corsi di aggiornamento. Alcuni per “obbligo” altri per scelta professionale. Molti di noi hanno due e tre Lauree con specializzazioni in ogni campo della Riabilitazione, pure quella viscerale.</div><div><br></div><div>Tanto ci sembrava doveroso aggiungere ad un dibattito che slegato dalla realtà e dal rispetto di norme e leggi, sembra essere sempre di più influenzato dalla difesa di interessi non sempre legittimi.</div><div><br></div><div>Francesco M. Bisesi</div><div>Dottore in Fisioterapia, Dirigente Spif Ar</div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 22 Sep 2017 18:51:00 GMT</pubDate>
			<link>http://www.spif.it/blog/?ddl-lorenzin--fisioterapisti-contro-le--scorciatoie--per-gli-osteopati</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[FALSE PARTITA IVA - Spif Ar Regione Lombardia e Fondazione Don Gnocchi: Trasformazione del rapporto di lavoro]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=Attivit%C3%A0_Sindacale"><![CDATA[Attività Sindacale]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0021fnbc">[image:image-0]A partire dal <b>18 settembre 2017</b> e, a seguito dell'intervento di SPIF AR Lombardia nella figura del suo segretario, <i>dott. Gilberto Colombo</i>, e con la collaborazione dello Spif Ar Nazionale, <span class="fs11">si comunica che anche la Fondazione Don Gnocchi onlus con sede in Milano sta iniziando a regolarizzare i rapporti di lavoro in libera professione, laddove i professionisti </span><span class="fs11">abbiano i requisiti di legge per trasformare un rapporto di lavoro in LP in un rapportto di lavoro subordinato a tempo indeterminato.</span><div><br></div><div>Grande soddisfazione da parte dei colleghi che da anni chiedevano una regolarizzazione del proprio rapporto di lavoro senza aver mai ricevuto risposte.</div><div><br></div><div>SEGRETERIA SPIF AR LOMBARDIA</div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 05 Sep 2017 15:49:00 GMT</pubDate>
			<link>http://www.spif.it/blog/?false-partita-iva---spif-ar-regione-lombardia-e-fondazione-don-gnocchi--trasformazione-del-rapporto-di-lavoro</link>
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		</item>
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			<title><![CDATA[Obiettivo raggiunto: SPIF AR ed AIFI ottengono l'annullamento del bando dell'Università Tor Vergata]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=Attivit%C3%A0_Sindacale"><![CDATA[Attività Sindacale]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_xx40zfuf">[image:image-0]<div class="imTAJustify"><span class="fs11">Viste le istanze prodotte dall'Associazione Italiana Fisioterapisti (AIFI) e dal Sindacato Professionale Italiano Fisioterapisti ed Area Riabilitativa, il Rettore dell'Università Tor Vergata di Roma, decreta l'annullamento del bando.</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11 cb1"><b><i><a href="https://drive.google.com/file/d/0B32rB0N1cku0RmI1MlVHcnNQZXc/view?usp=sharing" class="imCssLink">Leggi la delibera</a></i></b></span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 12 Aug 2017 17:30:00 GMT</pubDate>
			<link>http://www.spif.it/blog/?obiettivo-raggiunto--spif-ar-ed-aifi-ottengono-l-annullamento-del-bando-dell-universita-tor-vergata</link>
			<guid isPermaLink="false">http://www.spif.it/blog/rss/xx40zfuf</guid>
		</item>
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			<title><![CDATA[Università di Pavia - Lo Spif Ar esprime manifesta disapprovazione e chiede la riformulazione dello stesso]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=Attivit%C3%A0_Sindacale"><![CDATA[Attività Sindacale]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_3zor1imt">[image:image-0]<div class="imTAJustify"><span class="fs11">Con nota del 04 luglio 2017, lo Spif ar, oltre a manifestare la disapprovazione per il<a href="http://www.unipv.eu/site/home/articolo11772.html" class="imCssLink"> <span class="cb1"><b>bando</b></span></a> emanato daal'Università di Pavia, chiede la riformulazione del bando, nel rispetto delle norme che regolano l'accesso Universitario per le professioni Sanitarie dell'Area Riabilitativa.</span></div><div><div>Di seguito la nota:</div></div><div><br></div><div>" <span class="fs11">Al Rettore dell’Università di Pavia</span></div><div><br></div><div>Oggetto: Ammissione anni successivi in Fisioterapia AA 2017/2018 – Facoltà di Medicina e</div><div>Chirurgia Università di Pavia</div><div><br></div><div class="imTAJustify">La scrivente Organizzazione Sindacale, avendo preso visione del bando relativo al <span class="fs11">regolamento per l’Ammissione agli anni successivi al primo Anno Accademico dell’Area </span><span class="fs11">Sanitaria, organizzato dalla Facoltà di Medicina dell’Università di Pavia per l’anno </span><span class="fs11">accademico 2017/18 e pubblicato sul portale online dell’Ateneo stesso, </span><span class="fs11">esprime manifesta disapprovazione all’Atto in oggetto.</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Pertanto, è richiesta alla S.V. e a tutti gli uffici preposti, la riformulazione di tale bando in <span class="fs11">quanto presenta evidenti criticità, soprattutto nell’affermare che:</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><b>“L’ AMMISSIONE AGLI ANNI SUCCESSIVI A FISIOTERAPIA PER COLORO CHE SONO IN POSSESSO</b></div><div class="imTAJustify"><b>DELLA QUALIFICA PROFESSIONALE DI MASSOFISIOTERAPISTA O DELLA LAUREA IN FISIOTERAPIA </b><b class="fs11">CONSEGUITA PRESSO ATENEI ESTERI LEGALMENTE RICONOSCIUTI” </b><span class="fs11">senza l’obbligo di sostenere il </span><span class="fs11">test d’ ammissione.</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Il bando, da una parte prevede la possibilità di ammissione anche di soggetti con laurea in <span class="fs11">fisioterapia rilasciata da atenei esteri riconosciuti e quindi con la possibilità diretta di essere </span><span class="fs11">resi Equipollenti dal Ministero della Salute senza la necessità di un percorso universitario </span><span class="fs11">Integrativo.</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Dall’altra parte permetterebbe ai possessori del titolo di Massofisioterapista acquisito dopo <span class="fs11">la legge 42/99 di accedere al percorso di laurea sanitaria senza il previsto test d’ammissione.</span></div><div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Nello specifico ricordiamo che tale figura professionale viene definita “operatore di <span class="fs11">interesse sanitario”, (come coerentemente riportato sul sito del Ministero) “nell’ambito </span><span class="fs11">della quale possono trovare posto attività di interesse sanitario sprovviste delle </span><span class="fs11">caratteristiche della professione sanitaria in senso proprio, che si connotano per la </span><span class="fs11">mancanza di autonomia professionale ed alle quali corrisponde una formazione di livello</span></div><div class="imTAJustify">inferiore”.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Il masso fisioterapista, che si ricorda essere un operatore di interesse sanitario, con <span class="fs11">funzioni accessorie e strumentali alle professioni sanitarie, rientra nell’alveo di ausilio al </span><span class="fs11">personale medico e delle Professioni Sanitarie e pertanto sprovvisto di autonomia </span><span class="fs11">professionale. Esso opera nei settori della prevenzione, del recupero, del mantenimento e </span><span class="fs11">del miglioramento del benessere psico-fisico «attraverso il massaggio terapeutico, igienico, </span><span class="fs11">connettivale, estetico applicato allo sport, con modalità differenti a seconda </span><span class="fs11">della patologia e dell’età dei pazienti». Il massofisioterapista svolge la sua attività, di </span><span class="fs11">carattere servente ed ausiliario, in regime di dipendenza (pur essendo dichiarata figura </span><span class="fs11">posta ad esaurimento dal CCNL) o in regime libero professionale, nei limiti del suo </span><span class="fs11">collocamento giuridico-giurisdizionale. Il massofisioterapista non può porre diagnosi né </span><span class="fs11">impostare in autonomia la terapia né effettuare valutazioni funzionali, altrimenti si </span><span class="fs11">troverebbe in condizione di abuso della professione medica nonché sanitaria: orbene, egli </span><span class="fs11">opera basandosi espressamente sulle indicazioni del medico supervisore. La </span><span class="fs11">somministrazione da parte del massofisioterapista di terapie prescritte dal medico avviene </span><span class="fs11">su soggetti con disagi della mobilità di origine ortopedica o post-traumatica per il</span></div><div class="imTAJustify">mantenimento delle loro attività funzionali; viceversa, tale operatore non può intervenire <span class="fs11">sulle alterazioni del sistema nervoso centrale.</span></div></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Fatti salvi i titoli conseguiti al pregresso ordinamento (nello specifico, entro il 17 marzo <span class="fs11">1999), la figura del massofisioterapista non è riconducibile a quella del fisioterapista, in virtù </span><span class="fs11">del differente percorso formativo, anche al seguito del canale universitario, il primo, di </span><span class="fs11">carattere regionale e professionale, il secondo, nel pieno rispetto del diverso </span><span class="fs11">inquadramento giuridico nonché dei diversi perimetri di intervento.</span></div><div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">PER QUANTO PREMESSO obbli risu</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Risulta l’obbligo della scrivente per tutelare tutte le Persone e in particolare i professionisti <span class="fs11">Sanitari Laureati dell’Area Riabilitativa, già riconosciuti dal Ministero della Salute, </span><span class="fs11">escludendo, categoricamente i massofisioterapisti, da tale possibilità di percorso </span><span class="fs11">universitario. Si ribadisce che gli stessi possessori di tale Tito, sono definiti “operatori di </span><span class="fs11">interesse sanitario” e non riconducibili alle professioni sanitarie (art. 1 c.2 L.43/06) e </span><span class="fs11">pertanto risulterebbe, in via manifesta, una particolare agevolazione concessa </span><span class="fs11">dall’Università per l’ammissione agli anni successivi al primo ed in assenza dei Test di </span><span class="fs11">ingresso.</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Rimaniamo in attesa della riformulazione del bando, al fine di non mettere in atto azioni <span class="fs11">legali, avendone tutto il diritto come O. S. di Categoria.</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Siamo certi che, quanto superiormente rappresentato, ottenga il parere positivo. Si resta in <span class="fs11">attesa di Suo riscontro entro i tempi previsti dalla normativa vigente.</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Al contrario, saremo costretti a mettere in campo tutte le azioni a tutela dei nostri soci.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Si coglie l’occasione per porgere distinti saluti.</div></div><div><br></div><div><span class="cb1"><b><a href="https://drive.google.com/file/d/0B32rB0N1cku0Z0V5YnZBUWdKMmc/view?usp=sharing" class="imCssLink">Leggi lka nota ufficiale</a></b></span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 04 Aug 2017 15:13:00 GMT</pubDate>
			<link>http://www.spif.it/blog/?universita-di-pavia---lo-spif-ar-esprime-manifesta-disapprovazione-e-chiede-la-riformulazione-dello-stesso</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Regione Sicilia pone le basi per l'Accreditamento Unico per tutte le Strutture che sono coinvolte a fornire Servizi Socio-Sanitari]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=Attivit%C3%A0_Sindacale"><![CDATA[Attività Sindacale]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_sxuh3j6s">[image:image-0]<div class="imTAJustify"><span class="fs11">" Da oggi la Regione Sicilia pone le basi per l'Accreditamento Unico per tutte le Strutture che sono coinvolte a fornire Servizi Socio-Sanitari".</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Con la pubblicazione sulla Gurs &nbsp;S.O. del 4 agosto 2017, ( leggi) , viene finalmente determinato che , tutti i soggetti eroganti prestazioni socio -sanitarie hanno l'obbligo dell'Accreditamento Istituzionale . Un passo avanti rispetto alle altre Regioni italiane . Infatti tale DA , pone le basi anche per il regime di assistenza in ADI. Infatti saranno emessi ulteriori Decreti attuativi , al fine di dare piena compiezza alle Regole. In breve , non insisteranno più le Gare di Appalto per fornire l'assistanza domiciliare &nbsp;e gli Enti, possibili erogatori dovranno essere in regola con i presupposti legislativi.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><b>Pertanto una Svolta finale &nbsp;alle " False P.IVA".</b></div><div class="imTAJustify"><b><br></b></div><div>La redazione.</div><div><br></div><div><a href="https://drive.google.com/file/d/0B32rB0N1cku0VmctV3AxbTJ4TTg/view?usp=sharing" target="_blank" class="imCssLink"><b class="cb1">Leggi la gazzetta Regione Sicilia</b></a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 04 Aug 2017 15:02:00 GMT</pubDate>
			<link>http://www.spif.it/blog/?regione-sicilia-pone-le-basi-per-l-accreditamento-unico-per-tutte-le-strutture-che-sono-coinvolte-a-fornire-servizi-socio-sanitari</link>
			<guid isPermaLink="false">http://www.spif.it/blog/rss/sxuh3j6s</guid>
		</item>
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			<title><![CDATA[Spif Ar segue la rotta del mandato assembleare]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=Attivit%C3%A0_Sindacale"><![CDATA[Attività Sindacale]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_a7rpexoi">[image:image-0]<b><i>Roma 31 luglio 2017</i></b><div><br></div><div><b class="imUl"> &nbsp;Lavori &nbsp;Direzione &nbsp;Nazionale Catania 29 Luglio 2017</b></div><div><br></div><div class="imTAJustify">In data 29 luglio 2017, &nbsp;si è tenuta a Catania una riunione della Direzione Nazionale SPIF AR.</div><div class="imTAJustify">A due mesi di distanza dall’Assemblea di Napoli si rendeva necessario fare il punto della situazione, &nbsp;i lavori della Direzione Nazionale sono serviti &nbsp;per ridare slancio organizzativo al nostro operato.</div><div class="imTAJustify">L’Assemblea di Napoli ha dato alla nuova Direzione Nazionale precisi e impegnativi mandati operativi, tra i più significativi ricordiamo:</div><div class="imTAJustify"><b>1)	Uscita dal CSE (Confederazione Sindacati Europei)</b></div><div class="imTAJustify"><b>2)	Riorganizzazione dell’Ufficio Legale</b></div><div class="imTAJustify"><b>3)	Organizzazione di specifici corsi di Formazione Sindacale per iscritti e Dirigenti</b></div><div class="imTAJustify"><b><br></b></div><div class="imTAJustify">Ovviamente la nuova DN si è trovata da subito calata in un contesto operativo complicato e ciò, probabilmente, ha determinato un rallentamento iniziale dell’operato, ma metabolizzati i nostri compiti siamo certi di riuscire a dare pieno e veloce riscontro al mandato Assembleare.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">In merito al primo punto, uscita dal CSE, l’Assemblea ha giustamente valutato che nonostante il tentativo posto in essere di aggregarsi con il CSE per garantirsi la piena rappresentatività, tale percorso si è dimostrato un vicolo cieco e non ci ha portato ha nessuna conclusione degna di nota.</div><div class="imTAJustify">La DN, su mandato dell’Assemblea, ha già individuato nuovi percorsi e nuove alleanze, che ci garantiranno la piena e totale rappresentatività. Proprio in questa logica è già ben avviata una trattativa che in poco tempo ci garantirà quanto c’è necessario.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Sul secondo punto, si è avviato il progetto di creare una rete di consulenti Legali diffusi sul territorio, al fine di garantire ai nostri iscritti una sempre maggior tutela.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Sul terzo punto, gli uffici Nazionali predisposti, stanno definendo un programma d’incontri su tutto il territorio nazionale al fine di favorire non solo una crescita formativa in ambito sindacale, ma anche per permettere l’incontro e il confronto tra tutte le realtà interne allo SPIF AR.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Proprio per la complessità e la gravosità dei compiti che ci spettano, e ricordando che nessuno dei componenti della DN è un “professionista sindacale”, ma svolgiamo tutti la nostra attività professionale, il Presidente per favorire e sveltire la nostra azione ha Delegato al Segretario Nazionale alcune prerogative proprie del mandato Presidenziale.</div><div class="imTAJustify">L’importante confronto di ieri, ha rideterminato fortemente tutti componenti della DN nell’obiettivo di far crescere sempre di più lo SPIF AR, nonostante il periodo anzi forse proprio il periodo di ferie lavorative ci permetterà di dedicare ancor più tempo per il raggiungimento dei Nostri obiettivi.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Pertanto, è questa nota rappresenta l’avvio, terremo un rapporto molto più costante con tutti gli iscritti al fine di far meglio veicolare l’informazione e con il preciso obiettivo di stimolare, sempre di più,</div><div class="imTAJustify"> la VOGLIA DI PARTECIPAZIONE.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><i class="cb1"><a href="https://drive.google.com/file/d/0B32rB0N1cku0NHAyZ2cxeFZZek0/view?usp=sharing" class="imCssLink">Leggi la nota</a></i></div><div><br></div><div><b><i>L’ufficio Redazionale Spif Ar</i></b></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 31 Jul 2017 19:10:00 GMT</pubDate>
			<link>http://www.spif.it/blog/?spif-ar-segue-la-rotta-del-mandato-assembleare</link>
			<guid isPermaLink="false">http://www.spif.it/blog/rss/a7rpexoi</guid>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Lo Spif Ar conduce la battaglia sulle false partite iva]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=Attivit%C3%A0_Sindacale"><![CDATA[Attività Sindacale]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_sylejssy">[image:image-1]25 luglio 2017 &nbsp;Ragusa. <span class="fs11">Lo spif-ar &nbsp;conduce la &nbsp;battaglia sulle false partite iva. </span><span class="imTAJustify fs11">In data odierna lo Spif Ar , nella persona del Dott. &nbsp;R.Ferrara ,Segretario Nazionale, e del Dott. F. &nbsp;Locicero, Segretario &nbsp;Regionale &nbsp;Sicilia, &nbsp;convocati dall’Ispettorato del Lavoro di Ragusa , &nbsp;hanno rappresentato le giuste &nbsp;ragioni &nbsp;e &nbsp;di &nbsp;alcuni iscritti della Provincia di Ragusa, &nbsp;avverso la soc. coop. Soc. &nbsp;Medicare.</span><div class="imTAJustify">La convocazione conseguenza &nbsp;delle &nbsp;&nbsp;diverse denunce dello Spif &nbsp;Ar , fa seguito anche &nbsp;&nbsp;ad un Accordo con la società Medicare , non rispettato dalla &nbsp;stessa. <span class="fs11">Tale situazione &nbsp;, &nbsp;ha portato &nbsp;alla procedura della &nbsp;Conciliazione Monocratica &nbsp;( art.11 Dlg. 124/04) . </span><span class="fs11">Gli Uffici dell’Ispettorato del Lavoro di Ragusa , &nbsp;a seguito della raccolta documentale, sono &nbsp;arrivati &nbsp;alla conclusione che la Medicare, risulta inadempiente alle norme vigenti &nbsp;per &nbsp;non aver &nbsp;proceduto all’assunzione dei lavoratori che operavano &nbsp;in regime di &nbsp;&nbsp;Libera Professione &nbsp;, invece che in regime di subordinazione.</span></div><div class="imTAJustify"> &nbsp;&nbsp;La Medicare si è opposta alla Conciliazione, nonostante l’invito del Responsabile dell’Ispettorato , &nbsp;&nbsp;preferendo e sperando negli infiniti tempi della giustizia italiana , in &nbsp;&nbsp;modo &nbsp;di poter dilatare i tempi del diritto dei Colleghi, ed ovviamente sfruttando le inadempienze ispettive delle ASP che non vigilano sui servizi dati in gestione esterna. <span class="imTALeft fs11">L’Ispettorato si è pronunciato &nbsp;di condurre la Vertenza , per quanto di competenza , cosi come prevede la legge , ossia :</span></div><div>1-	Avvio di ispezione generale nei confronti della Soc. Medicare</div><div>2- La trasmissione di tutti gli Atti all’INPS, INAIL e Guardia di Finanza per quanto di Loro competenza.</div><div class="imTAJustify">Ormai la strada è spianata. Il tentativo &nbsp;di dilatare i tempi per la corretta applicazione delle norme vigenti , che sicuramente otterrà il risultato finale , è frutto &nbsp;&nbsp;&nbsp;, non solo del Sindacato , ma &nbsp;soprattutto &nbsp;al coraggio dimostrato &nbsp;dai colleghi che, oltre a difendere &nbsp;il diritto &nbsp;e &nbsp;la propria dignità Professionale , sono di esempio &nbsp;per la Professione . </div><div class="imTAJustify">Siamo certi dell’esito positivo della vicenda . &nbsp;Esito che rappresenterà un punto fermo, non solo &nbsp;per la nostra categoria, ma anche per altre professioni che ancora subiscono &nbsp;il ricatto dei Datori di Lavoro..</div><div>Un primo passo, non indifferente , per dire STOP &nbsp;&nbsp;con le false partita iva.<span class="cb1"> <i><b>Leggi il verbale </b></i></span></div><div>La Redazione</div><div><br></div><br></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 29 Jul 2017 08:14:00 GMT</pubDate>
			<link>http://www.spif.it/blog/?lo-spif-ar-conduce-la-battaglia-sulle-false-partite-iva</link>
			<guid isPermaLink="false">http://www.spif.it/blog/rss/sylejssy</guid>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[MASTER DI I LIVELLO IN “TERAPISTA DELLO SPORT UNIVERSITÀ TOR VERGATA (RO)]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=Attivit%C3%A0_Sindacale"><![CDATA[Attività Sindacale]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_tw9prjn4">[image:image-0]<div class="imTAJustify"><span class="fs11">A seguito della <span class="cb1"><a href="https://drive.google.com/file/d/0B32rB0N1cku0UW9xaVRjOERjZmc/view?usp=sharing" class="imCssLink">nota SPIF AR</a></span> inviata il 24 luglio 2017, l'<b>Università TOR VERGATA</b> (Roma)</span><span class="imTALeft fs11"> si è impegnata nel rielaborare <span class="cb1"><a href="http://www.med.uniroma2.it/content/mini-sito-master/terapista-dello-sport-sports-therapist" class="imCssLink"> l'avviso</a></span> relativo al </span><span class="imTALeft fs11">MASTER DI I LIVELLO IN “TERAPISTA DELLO SPORT</span><span class="imTALeft fs11"> &nbsp;. Ciò grazie alle esposizioni prodotte, nonchè alla celerità della scrivente SPIF AR ed inoltre qualsiasi rimodulazione del bando, sarà a favore dei professionisti Sanitari Laureati dell’Area Riabilitativa riconosciuti dal Ministero della Salute e nello specifico, esclusivamente al Profilo di Fisioterapista.</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="imTALeft fs11">Ennesimo intervento Spif Ar, con esito positivo.</span><br></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 27 Jul 2017 18:06:00 GMT</pubDate>
			<link>http://www.spif.it/blog/?master-di-i-livello-in--terapista-dello-sport-universita-tor-vergata--ro-</link>
			<guid isPermaLink="false">http://www.spif.it/blog/rss/tw9prjn4</guid>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Regione Campania - Spif Ar scrive all'On. V. De Luca]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=Attivit%C3%A0_Sindacale"><![CDATA[Attività Sindacale]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_n638lvli">[image:image-0]<div class="imTAJustify"><span class="fs11">A seguito della nomina in qualità di Commissario della Sanità della Regione Campania, lo Spif Ar, nell'ottica di contribuire a migliorare i servizi in relazione ai tagli sulla Sanità Campana e in particolar modo sulla Riabilitazione, si rende disponibile, nell'immediato, ad offrire il proprio contributo per miglirare la situazione che, negli anni, ha penalizzato migliaia di utenti e familiari che usufruiscono dei servizi in ambito Sanitario.</span></div><div>Di seguito la nota:<br><div><br></div><div><br></div><div><b><i>Illustrissimo Onorevole V. De Luca,</i></b></div><div><b><i><br></i></b><div class="imTAJustify">avendo appreso dai mass media la sua recente nomina a Commissario della Sanità <span class="fs11">Campana, ruolo da lei fortemente richiesto al fine di non subire più scelte scellerate, </span><span class="fs11">ragionieristiche da chi non conosce il territorio, sviluppatesi solo in tagli lineari che </span><span class="fs11">di fatto non rispettano i LEA e producono enormi liste di attesa, con il risultato </span><span class="fs11">dell'acquisto di prestazioni da altre regioni che incidono enormemente sul bilancio </span><span class="fs11">della Regione, il Sindacato Professionale Italiano Fisioterapisti e Area </span><span class="fs11">Riabilitazione, le formula i migliori auguri per questo difficile compito. </span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11">Le comunica la massima disponibilità, se richiesta, per le proprie competenze </span><span class="fs11">relative a migliorare i LEA, a ridurre le liste di attesa, al rispetto dell'appropriatezza, </span><span class="fs11">al contenimento della spesa pubblica, confluendo molte delle attività riabilitative (es. </span><span class="fs11">ADI) in un assunzione diretta di responsabilità da parte del Fisioterapista e/o di altra </span><span class="fs11">figura dell’aerea riabilitativa, così come previsto dalle attuali norme nell’ambito dello </span><span class="fs11">specifico profilo professionale. </span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11">Porterebbe ad un notevole risparmio dei costi, ma la </span><span class="fs11">cosa ancor più importante e qualificante, garantirebbe un servizio libero da </span><span class="fs11">imposizioni sovrastutturali, tale da garantire al paziente la fruizione di prestazioni </span><span class="fs11">qualitativamente e quantitativamente soddisfacenti.</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div>Cordialità</div><div>Dott. Domenico Oliva </div><div>Dott. Vincenzo Cozzolino</div></div></div><div><br></div><div><span class="cf1"><a href="https://drive.google.com/file/d/0B32rB0N1cku0bUoza044dThNSDA/view?usp=sharing" class="imCssLink">Leggi la nota</a></span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 24 Jul 2017 17:00:00 GMT</pubDate>
			<link>http://www.spif.it/blog/?regione-campania---spif-ar-scrive-all-on--v--de-luca</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Master di terapista dello sport presso l'Università Tor Vergata di Roma - Lo Spif Ar scrive al Miur, alla Ministra Lorenzin ed al Rettore dell'Università Tor Vergata]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=Attivit%C3%A0_Sindacale"><![CDATA[Attività Sindacale]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_lsemlg69">[image:image-0]A seguito del<span class="cb1"><a href="http://www.med.uniroma2.it/content/mini-sito-master/terapista-dello-sport-sports-therapist" class="imCssLink"> bando emanato</a></span> dalla Facoltà di Medicina e chirurgia dell'Università Tor Vergata di Roma, avendo rilevato dei profili di illegittimità ivi compreso nell'assegnazione dei criteri delle procedure selettive di ammissione al Master, lo Spif Ar, in data 24 luglio 2017,scrive<span class="cb1"><a href="https://drive.google.com/file/d/0B32rB0N1cku0UW9xaVRjOERjZmc/view?usp=sharing" class="imCssLink"> una nota</a></span> al MIUR, alla MINISTRA Lorenzin, al Rettore dell'Università di Tor Vergata per chiedere la riformulazione del bando in pieno rispetto delle norme insistenti.<div>Di seguito quaqnto evidenziato:</div><div><br></div><div><br><div><br></div><div>Roma 24 luglio 2017</div><div><br></div><div><br></div><div class="imTARight"> &nbsp;Alla Ministra dell’Istruzione, Università e ricerca</div><div class="imTARight">Dott.ssa Valeria Fedeli</div><div class="imTARight"><br></div><div class="imTARight">Al Rettore Università Tor Vergata</div><div class="imTARight">Prof. Giuseppe Novelli</div><div class="imTARight"><br></div><div class="imTARight">Alla Ministra della Salute</div><div class="imTARight">On. Beatrice Lorenzin</div><div class="imTARight"><br></div><div class="imTARight">Al Presidente FMSI</div><div class="imTARight">Dott. Maurizio Casasco</div><div class="imTARight"><br></div><div class="imTARight">Al Rettore del Senato Accademico Tor Vergata</div><div class="imTARight">Prof. Giuseppe Novelli</div><div class="imTARight"><br></div><div><br></div><div><br></div><div><b>Oggetto: Master di terapista dello sport – Facoltà di Medicina e Chirurgia Università Tor Vergata (Roma)</b></div><div><br></div><div class="imTAJustify">La scrivente Organizzazione Sindacale, avendo preso visione del bando relativo al Master di I° Livello in Terapista dello sport, organizzato dalla Facoltà di Medicina dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” per l’anno accademico 2017/18, organizzato in collaborazione con l’FMSI (Federazione Medico Sportiva Italiana).</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Pur condividendo la lodevole iniziativa che sicuramente riscontrerà un notevole interesse della categoria, suo malgrado richiede agli uffici in indirizzo la riformulazione di tale bando in quanto presenta al suo interno evidenti criticità, valga per tutte, la violazione dell’ art. 8 (requisiti di ammissione) del regolamento dei corsi di Master <a href="http://www.med.uniroma2.it/sites/default/files/terapia_dello_sport_2017-2018.pdf" class="imCssLink">(Allegato A).</a></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Infatti, il bando &nbsp;prevede la possibilità di ammissione anche di soggetti con titoli resi equivalenti (art. 4 comma 2 L.42/99). In tal modo contravvenendo di fatto all’accordo Stato – Regioni, accordo che sancisce che l’equivalenza del titolo non permette la possibilità della formazione post-base.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Inoltre, &nbsp;il titolo di Massofisioterapista acquisito dopo la 42/99 non risulta equivalente ma definito “operatore di interesse sanitario” , &nbsp;(come coerentemente riportato sul sito del Ministero ) “nell’ambito della quale possono trovare posto attività di interesse sanitario sprovviste delle caratteristiche della professione sanitaria in senso proprio, che si connotano per la mancanza di autonomia professionale ed alle quali corrisponde una formazione di livello inferiore”.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTACenter"><b>PER QUANTO PREMESSO</b></div><div class="imTACenter"><b><br></b></div><div class="imTAJustify">restiamo in attesa di una riformulazione del bando che permetta la partecipazione esclusiva a professionisti Sanitari Laureati dell’Area Riabilitativa riconosciuti dal Ministero della Salute, escludendo gli “operatori di interesse sanitario” non riconducibili alle professioni sanitarie (art. 1 c.2 L.43/06).</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Certi che la realizzazione di una così importante iniziativa accademica non possa essere messa in discussione da palesi illegittimità, fermamente convinti che risulti essere interesse prioritario di Tutti i soggetti interessati sia il rispetto delle Leggi che delle Norme, al fine di garantire e rispettare professionalità e competenze.</div><div class="imTAJustify">Si resta in attesa di Vs riscontro. </div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Distinti saluti</div><div><br></div><div><b><i>Il Responsabile Nazionale </i></b></div><div><b><i>Ufficio Formazione Spif Ar </i></b></div><div><b><i>Dott. Elvino Matassa<br></i></b></div><div><b><i><br></i></b></div><div><b><i>Il Responsabile Nazionale<br></i></b></div><div><b><i> Ufficio Sanità Pubblica e privata Spif Ar</i></b></div><div><b><i> Dott. S. Reale</i></b></div><div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div><br></div><div><b><a href="https://drive.google.com/file/d/0B32rB0N1cku0UW9xaVRjOERjZmc/view?usp=sharing" class="imCssLink">Leggi la nota ufficiale</a></b></div><div> </div><div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div><br></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 24 Jul 2017 12:18:00 GMT</pubDate>
			<link>http://www.spif.it/blog/?master-di-terapista-dello-sport-presso-l-universita-tor-vergata-di-roma---lo-spif-ar-scrive-al-miur,-alla-ministra-lorenzin-ed-al-rettore-dell-universita-tor-vergata</link>
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		</item>
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			<title><![CDATA[Contrasto Abusivismo: Spif Ar chiede parere al Ministero della Salute]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=Attivit%C3%A0_Sindacale"><![CDATA[Attività Sindacale]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_4o5t9d0t">[image:image-0]<div class="imTAJustify"><span class="fs11">A seguito di segnalazioni, pervenute all'ufficio contrasto Abusivismo Spif Ar, il Responsabile Nazionale, con</span><span class="fs11 cb1"> <a href="https://drive.google.com/file/d/0B32rB0N1cku0empQZGNQTTBWWnM/view?usp=sharing" class="imCssLink">nota del 19 luglio 2017</a></span><span class="fs11">, oltre ad informare la</span><b class="fs11"><i> dott.ssa Rossana Ugenti </i></b><span class="fs11">della </span><span class="imUl fs11">Direzione Generale delle Professioni Sanitarie e </span><span class="fs11"><span class="imUl">delle Risorse Umane del Servizio Sanitario Nazionale del Ministero della Salute </span>e <b><i>l'On. Beatrice Lorenzin</i></b> (Ministra della Salute) chiede un <b><span class="cf1">chiarimento</span></b> sul rilascio, da parte del Ministero, degli<span class="cb2"> <b><a href="https://drive.google.com/file/d/0B32rB0N1cku0Y1VObWdfWTdjYjA/view?usp=sharing" class="imCssLink">ATTESTATI</a></b>,</span> in riferimento all' </span><span class="fs11">Art.11 lettera B punto 10 della direttiva 2005/36/CE, ai MASSOFISIOTERAPISTI (Post 1999) &nbsp;per lavorare in uno Stato della Comunità Europea e non in ITALIA.</span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs11">Attestati che, utilizzati in Italia e negli studi, violano le norme.</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Questo il testo della nota:</div><div class="imTAJustify"><br></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs11">" </span><b class="fs11">Oggetto : Richiesta parere riguardo al rilascio, da parte del Ministero della Salute, di ATTESTATO MASSOFISIOTERAPISTA &nbsp;secondo la Direttiva 2005/36/CE</b></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><b>	Gent.ma &nbsp;dott.ssa Rossana Ugenti,</b></div><div class="imTAJustify"><b>perviene allo scrivente Sindacato Professionale Italiano Fisioterapisti, segnalazione che la Direzione Generale delle Professioni Sanitarie e delle Risorse Umane del Servizio Sanitario Nazionale del Ministero della Salute, rilasci all’interessato MASSOFISIOTERAPISTA (post ’99) che ne faccia richiesta, l’Attestato di cui allegato 1, per il riconoscimento del titolo in uno degli Stati della CE, esclusa l’Italia.</b></div><div class="imTAJustify"><b><br></b></div><div class="imTAJustify"><b>	Ciò confermato anche dal modello d’istanza, da presentare a codesto Ministero, in cui è fatto obbligo, individuare uno degli Stati della Comunità Europea.</b></div><div class="imTAJustify"><b><br></b></div><div class="imTAJustify"><b>	Orbene, vorremmo rappresentarLe che, a seguito di verifiche da parte delle Autorità competenti (N.A.S. – G.d.F.) suddetti attestati ed in riferimento alla professione del massofisioterapista, individuati dallo stesso Ministero della Salute, e come lo riporta nel <a href="http://www.salute.gov.it/portale/temi/p2_6.jsp?id=91&area=professioni-sanitarie&menu=vuoto" class="imCssLink">proprio sito</a> <span class="fs11">vengono definiti come “OPERATORI DI INTERESSE SANITARIO” quindi privi dell’autonomia professionale del Fisioterapista, vengono ritrovati negli studi professionali, eludendo i controlli.</span></b></div><div class="imTAJustify"><b><br></b></div><div class="imTAJustify"><b>	Ciò premesso e con lo scopo precipuo di collaborare con questo Ministero e con le autorità giudiziarie preposte alla verifica dell’esercizio abusivo di professione sanitaria, desideriamo informarLa su quanto succede oggi su tutto il territorio Nazionale e, nel contempo, ricevere da parte dell’ufficio del Ministero della Salute che rappresenta egregiamente, chiarimenti in merito.</b></div><div class="imTAJustify"><b><br></b></div><div class="imTAJustify"><b>	Sicuro di un sollecito riscontro si porgono cordiali saluti "</b></div><div><br></div><div><br></div><div><i>Chieti, 19/07/2017 </i></div><div><i> Il Resp. Nazionale Ufficio Lotta e Contrasto all’Abusivismo SPIF &amp; A.R.</i></div><div>									</div><div><i>									Ricucci dott. Giampiero Lorenzo</i></div><div><br></div><div><br></div></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 19 Jul 2017 08:44:00 GMT</pubDate>
			<link>http://www.spif.it/blog/?contrasto-abusivismo--spif-ar-chiede-parere-al-ministero-della-salute</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Lo Spif Ar esige la corretta applicazione della L. 251/2000]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=Attivit%C3%A0_Sindacale"><![CDATA[Attività Sindacale]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_o29a8fbt">[image:image-0]<div class="imTAJustify"><span class="fs11">Avendo riscontrato delle "irregolarità", nel bando dell'ARNAS GARIBALDI (CT), lo Spif Ar, con <span class="cb1"><a href="https://drive.google.com/file/d/0B32rB0N1cku0Z2dUemFzNlFVdnc/view?usp=sharing" class="imCssLink">nota inviata</a></span> il 17 luglio 2017, chiede, nel rispetto della Legge 251 del 2000 e del D.A. del 10 agosto 2012, pubblicato sulla GURS n. 52 del 7, avente per oggetto: “Recepimento dei criteri per il funzionamento delle unità </span><span class="fs11">operative delle professioni sanitarie infermieristiche, ostetriche, riabilitative, tecnicosanitarie, tecniche della prevenzione e del servizio sociale ai sensi del comma 2 dell’articolo</span></div><div class="imTAJustify">2 della legge regionale 15 gennaio 2010, n. 1 <span class="fs11">dicembre 2012, </span><span class="fs11">richiede formalmente che detto Avviso venga</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11">necessariamente e doverosamente integrato con ulteriore Atto, cioè, prevedendo </span><span class="fs11">l’inserimento degli altri 3 posti di Dirigenti delle Professioni Sanitarie, ossia:</span></div><div><br></div><div><span class="fs11"><b>1-Dirigente delle Professioni di Riabilitazione;</b></span></div><div><span class="fs11"><b><br></b></span></div><div><span class="fs11"><b>2- Dirigente delle Professioni Tecnico-Sanitarie;</b></span></div><div><span class="fs11"><b><br></b></span></div><div><span class="fs11"><b>3- Dirigente delle Professioni del Servizio Sociale professionale.</b></span></div><div><span class="fs11"><b><br></b></span></div><div><span class="fs11">Si rispettino le norme!</span></div><div><br></div><div><span class="fs11">La Redazione</span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 17 Jul 2017 10:33:00 GMT</pubDate>
			<link>http://www.spif.it/blog/?lo-spif-ar-esige-la-corretta-applicazione-della-l--251-2000</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Spif Ar determina la lotta alle " False P.IVA"]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=Attivit%C3%A0_Sindacale"><![CDATA[Attività Sindacale]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_o872q330">[image:image-0]<div class="imTAJustify"><span class="fs11">Abbiamo cercato, nei mesi scorsi, ogni tentativo di mediazione, al fine di ricondurre i dirigenti di una nota Cooperativa, al rispetto delle norme insistenti per il riconoscimento del lavoro subordinato di molti nostri colleghi che da anni, alcuni da decenni, collaboravano in rapporto Libero Professionale.</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Si è arrivati anche nel firmare un accordo sindacale in cui la suddetta cooperativa si impegnava ad assumere, a tempo indeterminato, i nostri colleghi che, con costanza e dedizione, hanno sempre rispettato determinati vincoli imposti.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Orbene, i colleghi e le colleghe, con il supporto dei dirigenti e consulenti del S<b><i>indacato Professionale Italiano Fisioterapisti,</i></b> si sono rivolti all’Ispettorato del Lavoro, denunciando questo illecito ed, attraverso la “<b>CONCILIAZIONE MONOCRATICA</b>” esperiranno l’ultimo tentativo di conciliazione, attivando nel frattempo, le ispezioni del caso.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">In caso di mancato accordo, la pratica verrà inoltrata tempestivamente al giudice del Lavoro per le adempienze giuridiche del caso e che vedrà la cooperativa in oggetto, non soltanto sanzionata da un punto di vista fiscale ma, indurrà la stessa, agli adempimenti giuslavorativi, con la relativa <b>ASSUNZIONE</b> a tempo indeterminato dei nostri colleghi.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Un <b>PLAUSO</b> ai professionisti sanitari della Riabilitazione che, “mettendoci la faccia” e con coraggio, hanno aperto un viatico che permetterà a tantissimi altri colleghi e colleghe di intraprendere le giuste azioni al fine di “<b>SCARDINARE</b>” un sistema che continua a gestire soldi pubblici a scapito dei lavoratori.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Noi dello Spif Ar, abbiamo ricevuto un mandato dai nostri Soci e, per tramite queste azioni, manteniamo fede, con le nostre azioni.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><i class="cb1"><b><a href="https://drive.google.com/file/d/0B32rB0N1cku0RlFDMVFWMTZ0enM/view?usp=sharing" class="imCssLink">Convocazione Ispettorato del Lavoro</a></b></i></div><div class="imTAJustify"><br></div><div><i>La Redazione Spif Ar</i></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 09 Jul 2017 17:31:00 GMT</pubDate>
			<link>http://www.spif.it/blog/?spif-ar-determina-la-lotta-alle---false-p-iva-</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Regione Sicilia: Spif Ar Vs Ospedale Garibaldi di Catania - Chiesta l'immediata revoca, per l’avviso relativo all’utilizzo delle figure di Massaggiatore e/o Massofisioterapista..]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=Attivit%C3%A0_Sindacale"><![CDATA[Attività Sindacale]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_vqdrpq1r">[image:image-0]Con<span class="cb1"> <b><a href="https://drive.google.com/file/d/0B32rB0N1cku0STR4MnNjXzBocms/view?usp=sharing" class="imCssLink">nota del 06 luglio 2017</a></b></span>, il Sindacato Professionale Italiano Fisioterapisti Area Riabilitativa, chiede l’immediata revoca dell<span class="cb1">’<b><a href="https://drive.google.com/file/d/0B32rB0N1cku0S2tUdF9OMlR3Qjg/view?usp=sharing" class="imCssLink">avviso interno</a></b></span> rivolto a tutto il personale afferente ai profili professionali di Massaggiatore e Massofisioterapista, pubblicato dall’Azienda Ospedialiera di rilievo Nazionale <b><i>ARNAS GARIBALDI</i></b> per l’attivazione dei posti letto di ricovero ordinario di riabilitazione Cardilogica.<div><br><div> Contestualmente, si è chiesto un incontro per meglio chiarire RUOLI, COMPETENZE e, relative DIFFERENZE in ambito professionale ed in virtù dell’espressione dell’Assessorato Regionale alla Sanità.</div><div><br></div><div>Non conosciamo, quali siano gli interessi privati, ma non permetteremo che si violino le leggi dello Stato e le norme previgenti nel pieno rispetto del nostro profilo professionale.</div><div><br></div><div>La redazione</div><div><br></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 06 Jul 2017 18:07:00 GMT</pubDate>
			<link>http://www.spif.it/blog/?regione-sicilia--spif-ar-vs-ospedale-garibaldi-di-catania---chiesta-l-immediata-revoca,-per-l-avviso-relativo-all-utilizzo-delle-figure-di-massaggiatore-e-o-massofisioterapista--</link>
			<guid isPermaLink="false">http://www.spif.it/blog/rss/vqdrpq1r</guid>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Ddl Lorenzin. M5S: “Lacunoso il percorso di studi per osteopati e chiropratici”]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=DDL_Lorenzin"><![CDATA[DDL Lorenzin]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_461x1v7i">[image:image-0]<div class="imTAJustify"><span class="fs11"><b>Il Disegno di legge prevede l’istituzione delle due professioni. Necessario il titolo di studio ma sul percorso universitario permangono passaggi indefiniti rispetto ai quali il MoVimento richiede in primis l’intervento del Miur. </b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11"><b><br></b></span></div><div class="imTAJustify">Il Disegno di legge Lorenzin, attualmente al vaglio della commissione Affari Sociali della Camera, prevede tra l'altro l'istituzione della professione dell'osteopata e del chiropratico. Per l'esercizio di entrambe le professioni sanitarie diventerà necessario il possesso del titolo di studio universitario abilitante. Da parte nostra non vi è alcuna contrarietà rispetto all'istituzione di queste figure che, anzi, da tempo attendevano di essere regolamentate. Alcuni passaggi del disegno predisposto dal ministro della Salute però non sono chiari e convincenti. Per questa ragione abbiamo presentato due emendamenti sostanzialmente identici (uno in riferimento alla figura dell'osteopata e uno del chiropratico), al fine di definire in modo più stringente il percorso di studi per le due nuove professioni”.</div><div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11"> </span></div><div> &nbsp;</div><div class="imTAJustify">Così i deputati del MoVimento 5 Stelle in commissione Affari Sociali.</div><div> </div><div class="imTAJustify">“Attraverso i nostri due emendamenti chiediamo che entro 6 mesi dall'entrata in vigore della legge il Miur (di concerto con il Ministero della Salute, con il parere del CUN e del CSS e sentite le commissioni parlamentari), tramite decreto istituisca l'apposito corso di studi e definisca l'ordinamento didattico. Entro 3 mesi dall'emanazione del citato decreto, tramite apposito accordo in sede di Stato-Regioni, dovranno essere stabiliti i criteri di equipollenza. Infine, chiediamo che entro 6 mesi dal decreto, tramite altro decreto del Ministero della Salute (di concerto con il Miur, con il parere del CUN e del CSS e sentite le commissioni parlamentari), venga individuata la figura ed il relativo profilo professionale dell'osteopata e/o del chiropratico. In buona sostanza il MoVimento propone una soluzione che rispetti le istanze delle professioni e garantisca la bontà del relativo iter istitutivo”, concludono.</div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 27 Jun 2017 17:19:00 GMT</pubDate>
			<link>http://www.spif.it/blog/?ddl-lorenzin--m5s---lacunoso-il-percorso-di-studi-per-osteopati-e-chiropratici-</link>
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		<item>
			<title><![CDATA[Esercizio abusivo della professione sanitaria. In Emilia Romagna 14 denunce del Nas]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=Attivit%C3%A0_Sindacale"><![CDATA[Attività Sindacale]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_n359ifej">[image:image-0]<div class="imTAJustify"><span class="fs11"><b>Questo il risultato dei controlli fatti dai Carabinieri del Nas di Bologna nei primi quattro mesi dell'anno su 80 studi professionali e ambulatori. Tra i casi scoperti, un falso dietista che prescriveva diete e integratori alimentari, un naturopata che rilasciava ricette per un rapido dimagrimento, un falso veterinario che visitava senza averne titolo, due falsi fisioterapisti, e alcuni falsi odontoiatri.</b></span></div><div>Diete prescritte da pseudo specialisti senza titoli, un presunto veterinario che visitava i gatti a domicilio senza laurea, ma anche<b> falsi fisioterapisti </b><span class="fs11">oppure odontotecnici e semplici assistenti sorpresi a comportarsi come se fossero dentisti. È il risultato dei controlli fatti dai Carabinieri del Nas di Bologna nei primi quattro mesi dell'anno su 80 studi professionali e ambulatori dell'Emilia-Romagna: sono state 14 le persone denunciate per aver svolto o tollerato l'esercizio abusivo della professione medica.</span><div><br></div><div>Tra i casi scoperti, un falso dietista che a Bologna millantava di avere una laurea e prescriveva diete e integratori alimentari e un naturopata che a Ravenna diceva di avere riconoscimenti internazionali e rilasciava ricette per un rapido dimagrimento. Il falso veterinario sorpreso a Bologna, oltre alle visite senza titoli, non ha neppure saputo spiegare un importante quantitativo di farmaci trovato in casa e sequestrato. </div><div> </div><div><b>Due falsi fisioterapisti</b> sono stati invece individuati nelle province di Bologna e Forlì-Cesena, dopo verifiche sull'acquisto via web di 'coupon' di prestazioni sanitarie a prezzi vantaggiosi. Sono emerse due strutture non autorizzate e altrettanti pseudo professionisti privi dei titoli abilitativi.</div></div><div><br></div><div>Nel Ferrarese è stato trovato un odontoiatra che consentiva alla moglie, 'assistente alla poltrona', di fare la pulizia dei denti ai clienti. Nella stessa provincia è stato scoperto anche uno studio abusivamente aperto e gestito da odontotecnici che facevano diagnosi, radiografie, estrazioni e curavano le carie.<div> </div><div>Anche nel Ravennate un affermato odontoiatra aveva istruito una dipendente, con licenza media, a pulire i denti dei pazienti; ancora a Bologna, infine, sono stati indagati due odontotecnici che da anni si comportavano da odontoiatri, utilizzando per la prescrizione di farmaci ed esami un timbro di un professionista risultato estraneo ai fatti. In un altro caso, una donna asiatica assunta per pulire locali e attrezzature, si dedicava anche ai denti dei clienti. </div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 27 Jun 2017 17:08:00 GMT</pubDate>
			<link>http://www.spif.it/blog/?esercizio-abusivo-della-professione-sanitaria--in-emilia-romagna-14-denunce-del-nas</link>
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		</item>
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			<title><![CDATA[Assemblea dei Lavoratori]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=Attivit%C3%A0_Sindacale"><![CDATA[Attività Sindacale]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_qaoid45f">[image:image-0]Oggi, 19 Giugno 2017 ore 13 è convocata l'Assemblea dei Lavoratori, dalla R.S.A dello SPIF AR. Dott. Calascibetta Claudia, presso l' Istituto &nbsp;“Lucia Mangano” di S. Agata Li Battiati (CT), con il seguente<div>O.d.G. :</div><div><br></div><div>1) ORGANIZZAZIONE DEL SERVIZIO FISIOTERAPICO</div><div>2) RAPPORTI &nbsp;CON L’AMMINISTRAZIONE </div><div>3) &nbsp;VARIE ED EVENTUALI</div><div> &nbsp;</div><div>All’Assemblea parteciperanno il Dott. Sebastiano Reale (componente Direttivo Nazionale SPIF AR) ed il Dott. Antonello Quattrocchi ( Segretario Provinciale SPIF AR).</div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 19 Jun 2017 12:43:00 GMT</pubDate>
			<link>http://www.spif.it/blog/?assemblea-dei-lavoratori</link>
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			<title><![CDATA[Signora Chiara Arienti, (Osteopata Ricercatore) l'Osteopatia è una pratica sanitaria di carattere Riabilitativo!]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=Attivit%C3%A0_Sindacale"><![CDATA[Attività Sindacale]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_99161x3x">[image:image-0]<div class="imTAJustify"><span class="fs11">Pensare di rispondere alla</span><span class="fs11 cb1"><a href="http://www.quotidianosanita.it/lettere-al-direttore/articolo.php?articolo_id=51286" target="_blank" class="imCssLink"> <span class="cf1">lettera della sedicente osteopata Chiara Arienti</span></a><span class="cf1"> </span></span><span class="fs11">rischierebbe solo di darle una &nbsp;visibilità immeritata visto il puro delirio con il quale pretende di far passare l’idea che la categoria che noi rappresentiamo, come Organizzazione Sindacale, metta ai primi posti i propri interessi piuttosto che il bene pubblico.</span></div><div>Una casta, per usare le sue parole, &nbsp;che crede di pensare alla salute del cittadino, ma in realtà rappresenta una professione in profonda crisi professionale e formativa, con scarse evidenze scientifiche a supporto del proprio lavoro clinico.</div><div><br></div><div> Qui la chiudiamo pregando la cortese madre di famiglia, come si definisce, a fare un giro sulle evidenze scientifiche della riabilitazione polmonare. Giusto per citare.</div><div><br></div><div>Una cosa ci preme però sottolineare nel suo scritto e cioè che: “ il DDL Lorenzin ( che all’art 4 introduce l’osteopata) è di origine governativa e il Ministero della Salute si è esposto più volte sulla volontà di riconoscere l’osteopatia come professione sanitaria autonoma, a cui chiedo di prendere una posizione ufficiale nei confronti di questo provvedimento che mina la democrazia di questo Paese”. </div><div><br></div><div>Lo chiediamo anche noi stupiti del fatto che la Ministra abbia sempre taciuto quando la Presidente delle Commissione XII del Senato, abdicando al suo ruolo di arbitro super partes, è scesa, più volte ed anche di recente, &nbsp;in campo a fianco di una delle squadre in gioco. </div><div><br></div><div>Ci chiediamo come mai sia stata zitta quando, pur di ottenere il risultato, abbia avvallato, con il suo silenzio, l’aggiramento, fatto da tutta l’aula del Senato, dell’articolo 5 della legge 43/2006 che detta l’iter per istituire nuove professioni sanitarie. L’attuazione del quale non avrebbe sollevato le nostre motivate preoccupazioni.</div><div><br></div><div>Di questo vorremmo discutere, non di paturnie della “sciura Maria” convertitasi all’osteopatia, una professione che in Italia non esiste ancora, ma che dice di professare addirittura in un IRCCS.</div><div><br></div><div>Se poi la Camera aggiusterà il tiro, sulle storture introdotte dal Senato, &nbsp;non potrà che essere una cosa positiva. Purtroppo però, visti i rumors che danno per imminente la chiusura della legislatura, il tutto rischia di arenarsi su un binario morto.</div><div><br></div><div>Spif Ar</div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 31 May 2017 12:30:00 GMT</pubDate>
			<link>http://www.spif.it/blog/?signora-chiara-arienti,--osteopata-ricercatore--l-osteopatia-e-una-pratica-sanitaria-di-carattere-riabilitativo-</link>
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		</item>
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			<title><![CDATA[Assemblea Nazionale Elettiva Spif Ar - YES WE CAN]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=Attivit%C3%A0_Sindacale"><![CDATA[Attività Sindacale]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_o6fy25m5">[image:image-0]<br><div><div class="imTAJustify"><b class="fs11">YES WE CAN, </b><span class="fs11">così recitava un motto qualche tempo fa e, questo, ben riassume lo spirito con il quale si è vissuta la tre giorni dello SPIF AR nella bella cornice di Napoli.</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Infatti, dal 19 al 21 maggio, presso l’Hotel Principe, nella centralissima via Toledo, si è svolta l’Assemblea elettiva del Sindacato Professionale Italiano Fisioterapisti e dell’Area della Riabilitazione.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Assemblea che ha avuto come gradito ospite il <b>Segretario Generale del Consiglio dei Fisioterapisti spagnoli </b>che, dando un respiro internazionale all’evento, ha descritto, con dovizia di particolari, l’inquadramento della nostra professione nella Regione Iberica in un utile confronto con la nostra condizione.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"> Le relazioni del Presidente, del Segretario, del Tesoriere e dei responsabili degli uffici della Direzione Nazionale uscente hanno coinvolto la variegata platea.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Con l’intervento, in video conferenza, del <b>Presidente Nazionale Aifi, Mauro Tavarnelli</b> si è respirata aria nuova e, superando l’idea che le due realtà fossero tra loro concorrenti, si sono poste le basi per un’utile sinergia di intenti tra Sindacato e Associazione, che, pur lavorando su due tavoli ben distinti, possono contribuire ad una miglior visibilità della nostra professione.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Noi possiamo! &nbsp;Si tutti noi possiamo realizzare un sogno. </div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Un sogno comune che veda, anche in futuro, lo Spif Ar darsi da fare su quelle tematiche professionali che lo hanno contraddistinto in questi anni come l’Albo Professionale, l’accreditamento degli studi professionali, le false PIVA, l’intramoenia per i pubblici dipendenti, l’abusivismo, l’osteopatia e il Ddl Lorenzin, i Servizi e le Dirigenze di Area ecc.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Il tutto con l’obiettivo di un riconoscimento a tutto tondo dei professionisti della riabilitazione. </div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Presenti tanti colleghi, in rappresentanza di diverse Regioni Italiane, che, dopo un amichevole e fraterno dibattito e l’approvazione di alcune mozioni presentate in Assemblea, hanno proceduto alla nomina della nuova DN, che risulta così composta: </div><div class="imTAJustify"><br></div><div><b><i>Presidente: CARTISANO Antonio</i></b></div><div><b><i>Segretario: FERRARA Roberto</i></b></div><div><b><i>Tesoriere: BISESI Francesco</i></b></div><div><b><i>Ufficio Legale: DI FIORE Giovanna</i></b></div><div><b><i>Ufficio Formazione: MATASSA Elvio</i></b></div><div><b><i>Ufficio LP/ Abusivismo : RICUCCI Lorenzo</i></b></div><div><b><i>Ufficio Sanità Pubblica/Privata accreditata: REALE Sebastiano</i></b></div><div><b><i>Ufficio Coordinamento Regioni: CASTELLUCCIO Nicola</i></b></div><div><b><i><br></i></b></div><div>Ai componenti un grande in bocca al lupo per le responsabilità che derivano dagli incarichi e con l’obiettivo di poter coronare il sogno di noi tutti. </div><div><br></div><div><b><i>“Per chi conosce la meta , anche la più flebile brezza marina diventa un grande vento”. </i></b></div><div><b><i><br></i></b></div><div><b><i>N.C.</i></b></div><div><b><br></b></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 24 May 2017 17:25:00 GMT</pubDate>
			<link>http://www.spif.it/blog/?assemblea-nazionale-elettiva-spif-ar---yes-we-can</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Spif Ar Sicilia chiede un immediato incontro con il Direttore Generale di un'ASP Siciliana per denunciare le illiceità di un'ADI]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=Attivit%C3%A0_Sindacale"><![CDATA[Attività Sindacale]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_gul1j1m2"><div class="imTAJustify">[image:image-0]<span class="fs11">In data odierna, e poche ore dopo la conclusione dell'Assemblea Nazionale elettiva Spif Ar, il Segretario Regione Sicilia, ha inoltrato al Direttore Generale dell'ASP di...., una nota di richiesta di incontro urgente, per denunciare l' illiceità da parte di una cooperativa, non soltanto nel continuo utilizzo di false partita iva ma, anche nell'indurre suddetti professionisti, ad effettuare 50 ore di lavoro settimanali....</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Abbiamo omesso volontariamente il nome degli interessati, per questioni di riservatezza e poichè ci attendiamo un risvolto POSITIVO della questione.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Ricordiamo che, le norme insistenti, NON consentono l'utilizzo delle Partite iva e,il perdurare di tale situazione, potrebbe far revocare IMMEDIATAMENTE, da parte dell'ASP e/o ASL, la convenzione con il servizio.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Vi terremo aggiornati invitandovi ad unirvi allo Spif Ar.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">[image:image-1]<br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 24 May 2017 16:06:00 GMT</pubDate>
			<link>http://www.spif.it/blog/?spif-ar-sicilia-chiede-un-immediato-incontro-con-il-direttore-generale-di-un-asp-siciliana-per-denunciare-le-illiceita-di-un-adi</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Nell'assemblea di Noto (SR) la Dott.ssa Rita Bufalino è stata eletta segretaria prov.le Spif Siracusa.]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=Attivit%C3%A0_Sindacale"><![CDATA[Attività Sindacale]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_nh73l4du">[image:image-0]<div class="imTAJustify"><span class="fs11">Una numerosa presenza di colleghi e la bellezza del palazzo Trigona a Noto SR capitale del barocco siciliano, ha fatto da cornice all’assemblea provinciale dello Spif, naturalmente grazie alla disponibilità ed alla sensibilità nei nostri confronti mostrata dalla Amministrazione Comunale .</span></div><div><div class="imTAJustify">I lavori si sono aperti con i saluti del <i>dott. Francesco Locicero</i> Segretario Regione Sicilia, il quale dopo aver elencato le battaglie portate avanti dallo Spif Sicilia ( false partite iva, abusivismo , accreditamento diretto) ha posto l’attenzione su uno dei punti dolenti che contraddistingue la nostra professione e cioè l’individualismo e la poca partecipazione alla vita sindacale con conseguente disgregazione che poi fa perdere forza alla categoria. Per cui lo stesso ha sottolineato l’importanza di fare gruppo di unirsi attorno allo Spif ( unico sindacato di categoria) di farlo crescere di modo da acquisire maggiore credibilità ai tavoli istituzionali. La parola d’ordine è stata <b>“lottare” poiché “ chi lotta può perdere ma chi no lotta ha già perso”.</b></div><div><br></div><div class="imTAJustify">A seguire ha parlato il <i>Responsabile Nazionale Sanità Pubblica e Privata il dott Sebastiano Reale</i> il quale ha parlato delle leggi che regolamentano la vita sindacale quindi la costituzione delle rsa o rsu delle competenze del sindacato .</div><div class="imTAJustify">Dopo il coffe break servito in una splendida terrazza del Palazzo ha preso la parola il <i>Tesoriere Nazionale dott. Francesco Bisesi</i> il quale ha fatto un escursus normativo sulla professione riabilitativa, da arte ausiliaria a professione sanitaria con tutti gli oneri ed onori che comporta .</div><div><br></div><div class="imTAJustify">Ha chiuso i lavori seminariali il <i>Segretario Nazionale dott Roberto Ferrara </i>che, in maniera impeccabile, ha affrontato l’argomento della cartella riabilitativa e della sua importanza dal punto di vista medico legale oltre a fornire ai numerosi colleghi presenti, informazioni circa i lavori parlamentari del ddl concorrenza e degli emendamenti sul ddl istitutivi degli ordini professionali.</div><div><br></div><div class="imTAJustify">Concluso il seminario il Segretario Regionale, aprendo i lavori assembleari e presiedendo l’assemblea elettiva della provincia di Siracusa, ha invitato nuovamente i colleghi a lavorare attivamente sul territorio e portare lo Spif in tutti gli angoli della propria provincia.</div><div><br></div><div>A seguito del dibattito la votazione ha portato l’elezione della <i><b>dott.ssa Rita Bufalino</b></i> come segretaria prov.le Spif Siracusa.</div><div><br></div><div>Buon lavoro Rita con paso adelante</div></div><div><br></div><div class="imTACenter">[image:image-1]<br></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTACenter">[image:image-2]<br></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTACenter">[image:image-3]<br></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTACenter">[image:image-4]<br></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTACenter">[image:image-5]<br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 09 May 2017 16:34:00 GMT</pubDate>
			<link>http://www.spif.it/blog/?nell-assemblea-di-noto--sr--la-dott-ssa-rita-bufalino-e-stata-eletta-segretaria-prov-le-spif-siracusa-</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[MASSOFISIOTERAPISTI E CONSIGLIO DI STATO: NESSUN DIRITTO INDIVIDUALE ALL'AMMISSIONE AL III ANNO E NESSUNA PRETESA D'ISCRIZIONE IN SOVRANNUMERO]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=MASSOFISIOTERAPISTI"><![CDATA[MASSOFISIOTERAPISTI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_od973156">[image:image-0]<div class="imTAJustify"><span class="fs11">Con Sentenza del Consiglio di Stato del 27 aprile 2017, &nbsp;è stata respinta l'istanza da parte dei ricorrenti massofisioterapisti, volta ad ottenere la riconversione creditizia del titolo di massofisioterapista triennale, la valutazione e la conversione dei crediti formativi e la consequenziale iscrizione al terzo anno del corso di laurea in Fisioterapia dell’Ateneo Università degli Studi Milano Bicocca.</span></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 28 Apr 2017 19:09:00 GMT</pubDate>
			<link>http://www.spif.it/blog/?massofisioterapisti-e-consiglio-di-stato--nessun-diritto-individuale-all-ammissione-al-iii-anno-e-nessuna-pretesa-d-iscrizione-in-sovrannumero</link>
			<guid isPermaLink="false">http://www.spif.it/blog/rss/od973156</guid>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Welfare Aziendale alla SSR di Messina : Lo SPIF AR c’è]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=Attivit%C3%A0_Sindacale"><![CDATA[Attività Sindacale]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_p48cp4bk">[image:image-1]<div class="imTAJustify"><span class="fs11">Il 19 Aprile a Messina una delegazione dello Spif ar , formata dal &nbsp;Segretario Nazionale &nbsp;<b><i>Dott Ferrara &nbsp;Roberto</i></b> dal responsabile nazionale Sanità <b><i>Dott Reale Sebastiano</i></b> dal Segtretario Regione Sicilia <b><i>Dott. Locicero Francesco</i></b> e dalla responsabile aziendale <b><i>Dott.ssa Zappalà Patrizia</i></b>, è stata convocata dalla SSR , Società Servizi Riabilitativi , per discutere e firmare l’accordo sul welfare aziendale.</span></div><div class="imTAJustify">Il welfare aziendale costituisce un insieme di benefit, di prestazioni finalizzato soprattutto a superare la componente meramente monetaria della retribuzione al fine di sostenere il reddito dei dipendenti.</div><div class="imTAJustify">Lo spif ar con questo accordo pone un altro importante tassello nell’azione che sta portando avanti a difesa e sostegno della categoria </div><div class="imTAJustify"><b><i>Un grosso plauso va senz’altro alla SSR</i></b> che si pone come <b><i>unica azienda in Sicilia</i></b> e tra poche nel sud Italia a portare avanti il welfare aziendale. Inoltre si sono poste le basi con l’amministrazione per un prossimo incontro per parlare di CIA ( contratto integrativo aziendale).</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><i class="cb1"><span class="cf1"><a href="https://drive.google.com/file/d/0B32rB0N1cku0c29ORDIzZ2FqaHM/view?usp=sharing" class="imCssLink">Leggi l'accordo</a></span></i></div><div><br></div><br></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 24 Apr 2017 09:48:00 GMT</pubDate>
			<link>http://www.spif.it/blog/?welfare-aziendale-alla-ssr-di-messina---lo-spif-ar-c-e</link>
			<guid isPermaLink="false">http://www.spif.it/blog/rss/p48cp4bk</guid>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[“Mala tempora currunt” e “Bruschi risvegli”, fiscali e di giustizia amministrativa, per i massofisioterapisti post ’99]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=Massofisioterapisti"><![CDATA[Massofisioterapisti]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_ppx51l12">[image:image-0]<div class="imTAJustify"><span class="fs11">Dopo il poderoso “montante”, sferrato dal MIUR sul ring dell’Università di Foggia, che ha messo al tappeto la <span class="cb1"><a href="http://www.riabilitazioneinfo.it/fatti-misfatti-riabilitazione-caso-delluniversita-foggia-romualdo-carini-fisioterapista-giornalista-pubblicista-responsabile/" class="imCssLink">vergognosa furbata</a></span> con cui si voleva far diventare Fisioterapisti circa 200 massofisioterapisti post ’99, facendoli benevolmente iscrivere al 3° anno del Corso di Laurea in Fisioterapia, “mala tempora currunt” ancora, per questi operatori di interesse sanitario con nessuna autonomia.</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Sono infatti, questi, tempora di Dichiarazione dei Redditi delle Persone Fisiche e l’Agenzia delle Entrate (Direzione Centrale Normativa – Direzione Centrale Gestione Tributi), con la <span class="cb1"><a href="http://www.agenziaentrate.gov.it/wps/file/nsilib/nsi/documentazione/provvedimenti+circolari+e+risoluzioni/circolari/archivio+circolari/circolari+2017/aprile+2017/circolare+7+04042017/CIRCOLARE+7_E+DEL+4+APRILE+2017.pdf" class="imCssLink">Circolare n.7/E</a></span> del 4 aprile scorso, ha messo a disposizione di contribuenti, commercialisti e Centri di Assistenza Fiscale (CAF), una “Guida alla dichiarazione dei redditi delle persone fisiche relativa all’anno d’imposta 2016: spese che danno diritto a deduzioni dal reddito, a detrazioni d’imposta, crediti d’imposta e altri elementi rilevanti per la compilazione della dichiarazione e per l’apposizione del visto di conformità”. Un papiro di ben 324 pagine.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Nella parte in cui si tratta della detraibilità ai fini fiscali delle Spese Sanitarie, ecco che, alle pagg. 27 e 28, è possibile leggere quanto segue:</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">“Le spese sostenute per le prestazioni sanitarie rese alla persona dalle figure professionali elencate nel DM 29 marzo 2001, sono detraibili anch’esse senza necessità di una specifica prescrizione medica (ad esempio fisioterapista, dietista). La prescrizione medica non viene richiesta nell’ottica di semplificare gli adempimenti fiscali per i contribuenti, ma ciò non implica, né sul piano normativo né sul piano del concreto esercizio delle professioni sanitarie, alcuna legittimazione allo svolgimento di attività sanitarie in difformità alle disposizioni legislative e regolamentari che le disciplinano. Ai fini della detrazione, il contribuente deve essere in possesso di un documento di certificazione del corrispettivo rilasciato dal professionista sanitario dal quale risulti la figura professionale che ha reso la prestazione e la descrizione della prestazione sanitaria resa. Le prestazioni del massofisioterapista sono detraibili solo se rese da soggetti che hanno conseguito entro il 17 marzo 1999 il diploma di formazione triennale. La detrazione spetta a condizione che nel documento di spesa, oltre alla descrizione della figura professionale e della prestazione resa, sia attestato il possesso del diploma a tale data (Circolare 24.04.2015 n. 17, risposta 1.1). Le prestazioni rese da massofisioterapisti che hanno conseguito il diploma successivamente a tale data non sono detraibili, neanche in presenza di una specifica prescrizione medica.”</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Per il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e per il Ministero della Salute (vedasi vicenda di Foggia) si tratta “…di soggetti in possesso di titolo ritenuto equipollente, senza che ne ricorrano i presupposti di legge……”</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Per il Ministero delle Finanze, cui fa capo l’Agenzia delle Entrate, è più che mai cogente, non può essere derogata, non ammette dubbi o perplessità, la data del 17 marzo 1999 come data limite, spartiacque, confine, oltre la quale non hanno alcun valore abilitante i diplomi di massofisioterapista conseguiti successivamente…….</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Ed infine, è fresca di pubblicazione (mercoledì 12 aprile), una Sentenza del TAR Lazio (riportata in calce), che manda ancora a tappeto le loro illusorie aspirazioni e potrebbe creare non pochi problemi anche all’Istituto Enrico Fermi di Perugia, che era intervenuto, nel ricorso presentato, “ad opponendum”. Un controsenso, visto che poi il Tribunale gli ha dato poi ragione.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">La sentenza, in buona sostanza, rigetta il ricorso, presentato da un sedicente Comitato Europeo Massofisioterapisti (C.E.M.), contro il Ministero della Salute, colpevole, a loro dire, di non provvedere alla determinazione della “figura professionale del massofisioterapista” in ottemperanza al d.m. 10 luglio 1998 e del relativo corso di formazione. Provvedimento, questo, meglio conosciuto come “Decreto Bindi” che, a due anni esatti dalla chiusura dei corsi per Massofisioterapisti, che da norma dovevano terminare il primo gennaio 1996, aveva riaperto i corsi, ma solo per i ciechi.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Il TAR,nel dichiarare inammissibile il ricorso (e si leggano le motivazioni), ha voluto fare anche alcune precisazioni e, entrando nel merito, ha affermato che:</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">– la riforma del Titolo V della Costituzione, del 2001, ha portato ad un mutamento copernicano delle competenze legislative e regolamentari;</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">– è mutata la stessa natura del massofisioterapista, che da “professione sanitaria (ausiliaria ndr) è scalato ad “operatore di interesse sanitario”;</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">– l’abrogazione del d.m. 7 settembre 1976, considerato da sempre il profilo professionale del massofisioterapista, abrogazione avvenuta nel 2010 e quella del d.m. 17 febbraio 1997 n. 105, decreto della Pubblica Istruzione, che in qualche maniera lo aveva sostituito, abrogato anch’esso, come citato nella sentenza del TAR Lazio, hanno di fatto “svuotato” il d.m. 10 luglio 1998 e reso inesigibili i “desiderata” del sopracitato Comitato Europeo Massofisioterapisti. Di notevole rilevanza l’abrogazione del d.m. 17 febbraio 1997 n. 105, perché potrebbe togliere l’unico appiglio alla prosecuzione della formazione di un operatore che, all’improvviso, scopre di non avere una sua identità, nonostante questo decreto sia presente sui “diplomi” rilasciati da chi non ha voluto sospendere la formazione nel 1996.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Molti di coloro che, in buona fede, hanno acquisito questo titolo, pensando di comprare una Ferrari, si potrebbero trovare ora tra le mani una Trabant e siccome tra di loro c’è anche gente con una solida cultura universitaria (SM), non mi meraviglierei se ne uscisse una azione collettiva contro chi non ha mantenuto le promesse.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Nel “Notiziario Professionale” del settembre 2000 di “Riabilitazione Oggi”, periodico di settore di cui ero a quel tempo Direttore Responsabile, venne pubblicato un pezzo, a firma del Collega Gianni Melotti, che, dopo 17 anni, sembrerebbe ora più che mai tornato d’attualità, dal titolo suggestivo ed emblematico: “Equipollenze e bruschi risvegli”, che così iniziava: “Il decreto sull’equipollenza dei titoli pregressi ai Diplomi Universitari vede, non del tutto condivisa, per i fisioterapisti, l’equipollenza automatica di circa 500 massofisioterapisti che si sono diplomati in corsi triennali dopo la scuola media superiore in base alla legge 403 del 1971. Purtroppo però non tutte le Regioni si sono adeguate a quanto disposto in materia dalla legge 502/92, che prevedeva la soppressione di tali scuole dal primo gennaio 1996, e hanno continuato a formare massofisioterapisti, mantenendo in essere un pericoloso doppio canale formativo che ora, per legge, poteva essere riconosciuto equipollente al D. U. di fisioterapista.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">A fare chiarezza e a dare un brusco risveglio dai sogni, è venuta una risposta del Governo ad una interrogazione parlamentare firmata dai Senatori Rebol, Lavagnini, Zilio, Monticone, Montanino e Rescaglio. In sostanza il Governo si dice al corrente che le Regioni Umbria, Marche e Puglia (gli interroganti aggiungevano anche la Lombardia, per casi nel bresciano e nel bergamasco, e il Piemonte, per una scuola della Croce Rossa), hanno attivato corsi “contra legem” e, di conseguenza, i titoli che saranno rilasciati sono da considerarsi irrilevanti ai fini della prescritta abilitazione professionale.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">In conclusione tali titoli, recita la risposta del Governo, sia quelli eventualmente conseguiti al presente, sia gli altri in via di conseguimento, NON SONO TITOLI ABILITANTI E VALIDI quindi nemmeno equipollenti; ma, aggiungo io, se il Governo sapeva, perché ha permesso e continua a permettere che vengano conseguiti inutili pezzi di carta illudendo gli studenti e le loro famiglie…….”</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><b><i>“Mala tempora currunt”. - </i></b><b class="imTALeft fs11"><i>di Romualdo Carini, Fisioterapista e Giornalista Pubblicista</i></b></div><div><br></div><div>REPUBBLICA ITALIANA</div><div><br></div><div>IN NOME DEL POPOLO ITALIANO</div><div><br></div><div>Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio</div><div><br></div><div>(Sezione Terza Quater)</div><div><br></div><div>ha pronunciato la presente</div><div><br></div><div>SENTENZA</div><div><br></div><div>sul ricorso numero di registro generale 12579 del 2016, proposto da:</div><div>Comitato Europeo Massofisioterapisti, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentato e difeso dagli avvocati Nadia Corà C.F. CRONDA66C42C406K e Guido Paratico C.F. PRTGDU73D21C312H, con domicilio eletto presso l’avvocato Giulio Bellini in Roma, via Archimede, 138 </div><div><br></div><div>contro</div><div><br></div><div>Ministero della salute, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentato e difeso dall’Avvocatura generale dello Stato, domiciliataria ope legis in Roma, via dei Portoghesi, 12</div><div><br></div><div>nei confronti di</div><div><br></div><div>AIFI – Associazione Italiana Fisioterapisti, non costituita in giudizio</div><div><br></div><div>e con l’intervento di</div><div><br></div><div>ad opponendum </div><div>Istituto Enrico Fermi, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentato e difeso dagli avvocati Nicola Adragna C.F. DRGNCL60H27H501J e Milena Pescerelli C.F. PSCMLN70H58A944R, con domicilio eletto presso l’avvocato Nicola Adragna in Roma, lungotevere dei Mellini, 44 </div><div><br></div><div>per l’annullamento</div><div><br></div><div>del silenzio inadempimento serbato dal Ministero della salute sulla richiesta di adozione del decreto ministeriale previsto dal d.m. 10 luglio 1998, con determinazione della figura professionale di massofisioterapista e disciplina del relativo corso di formazione, ed eventuale nomina di un commissario ad acta.</div><div><br></div><div> </div><div><br></div><div>Visti il ricorso e i relativi allegati;</div><div><br></div><div>Visto l’atto di costituzione in giudizio del Ministero della salute;</div><div><br></div><div>Visto altresì l’atto di intervento ad opponendum dell’Istituto Enrico Fermi;</div><div><br></div><div>Viste le memorie difensive;</div><div><br></div><div>Visti tutti gli atti della causa;</div><div><br></div><div>Relatore nella camera di consiglio del giorno 4 aprile 2017 il dott. Alfredo Storto e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;</div><div><br></div><div>Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.</div><div><br></div><div> </div><div><br></div><div>FATTO e DIRITTO</div><div><br></div><div>Col ricorso ex art. 117 c.p.a. in epigrafe il Comitato Europeo Massofisioterapisti chiede che venga dichiarata l’illegittimità del silenzio serbato dal Ministero della salute sulla diffida del Comitato ad adottare il decreto ministeriale, previsto dal d.m. 10 luglio 1998, per la determinazione della figura professionale di massofisioterapista e la disciplina del relativo corso di formazione.</div><div><br></div><div>Il Ministero della salute, che in un primo tempo non si era costituito in giudizio, a seguito dell’ordinanza istruttoria di questa Sezione n. 2742 del 23 febbraio 2017, si è difeso articolando difese in rito e in merito precedute da un ampio excursus normativo sulla materia e ha concluso per l’inammissibilità ovvero per l’infondatezza della domanda.</div><div><br></div><div>E’ intervenuto ad opponendum l’Istituto Enrico Fermi il quale ha preso conclusioni sovrapponibili a quelle della difesa erariale.</div><div><br></div><div>Osserva il Collegio come, in linea generale, sia esclusa l’ammissibilità dello speciale rimedio processuale avverso il silenzio inadempimento della pubblica amministrazione con riguardo all’adozione di atti amministrativi generali-regolamentari come quello del quale si discute, poiché strettamente circoscritto alla sola attività amministrativa di natura provvedimentale, ossia finalizzata all’adozione di atti destinati a produrre effetti nei confronti di specifici destinatari, il che non avviene per gli atti generali, i quali sono indirizzati ad una pluralità indifferenziata di destinatari, ancorché identificabili con una intera categoria professionale da riordinare, e non sono destinati a produrre effetti nella sfera giuridica di singoli soggetti specificamente individuati (cfr, ex multis, Cons. Stato, sez. IV, 3 novembre 2015, n. 5015, 26 marzo 2014, n. 1460 e 22 giugno 2011, n. 3798; TAR Campania Napoli, sez. VIII, 19 maggio 2015 n. 2797).</div><div><br></div><div>Tanto basta a dichiarare l’inammissibilità del ricorso in esame.</div><div><br></div><div>Tuttavia, non è inutile considerare ulteriormente come, nella specie e per quanto correttamente messo in luce dalla difesa erariale, si debba registrare, rispetto al quadro giuridico nel quale era collocato il d.m. sanità 10 luglio 1998 (il quale disponeva, all’art. 1, comma 2, primo periodo: «con decreto del Ministro della sanità, ai sensi dell’art. 124 della legge 31 marzo 1998, n. 112, sarà rideterminata la figura e il relativo profilo del massofisioterapista»), da un lato, un mutamento copernicano delle competenze legislative e regolamentari sopravvenuto nel 2001 con la riforma del Titolo V della Costituzione e, dall’altro, il mutamento della stessa natura del massofisioterapista, da professione sanitaria ad operatore di interesse sanitario, assieme all’abrogazione di una parte significativa del quadro normativo evocato dal ricorrente (d.m. 7 settembre 1976 e d.m. 17 febbraio 1997, n, 105), con la complessiva conseguenza del superamento della stessa previsione del d.m. 10 luglio 1998 per i fini invocati dal Comitato che oggi agisce in giudizio.</div><div><br></div><div>In definitiva, con riguardo a tale ultimo profilo, deve anche ritenersi insussistente – a prescindere da ogni ulteriore considerazione – una norma di legge che costituisca un obbligo di provvedere in capo all’Amministrazione evocata in giudizio.</div><div><br></div><div>Le spese seguono la soccombenza e sono liquidate in dispositivo in favore del Ministero intimato, mentre possono essere compensate con l’interveniente.</div><div><br></div><div>P.Q.M.</div><div><br></div><div>Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Terza Quater), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo dichiara inammissibile e condanna il Comitato Europeo Massofisioterapisti a rifondere al Ministero della salute le spese di giudizio che liquida in complessivi € 2.000,00 (duemila), compensandole invece con l’interventore.</div><div><br></div><div>Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.</div><div><br></div><div>Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 4 aprile 2017 con l’intervento dei magistrati:</div><div><br></div><div>Giuseppe Sapone, Presidente</div><div><br></div><div>Pierina Biancofiore, Consigliere</div><div><br></div><div>Alfredo Storto, Consigliere, Estensore</div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 18 Apr 2017 17:18:00 GMT</pubDate>
			<link>http://www.spif.it/blog/?-mala-tempora-currunt--e--bruschi-risvegli-,-fiscali-e-di-giustizia-amministrativa,-per-i-massofisioterapisti-post--99</link>
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			<title><![CDATA[Da qui al 2035 serviranno 100mila sanitari in più, oltre al turn over]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=LAVORO"><![CDATA[LAVORO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_n47z4ej1">[image:image-0]Nei prossimi venti anni (fino al 2030-2035) al Servizio sanitario, pubblico e privato che sia, serviranno almeno 100mila professionisti in più secondo i calcoli delle Federazioni e delle associazioni che li rappresentano. Quasi tutti concentrati nelle professioni sanitarie dei cosiddetti “profili”: infermieri, tecnici sanitari, della riabilitazione ecc. Ma le Regioni frenano e secondo le loro stime il numero attuale, al massimo con circa 5mila unità in più in media, va bene così.<div> </div><div>La situazione però non è uguale per tutti. La richiesta più alta è quella degli infermieri, che rappresentano anche la professione più numerosa e che arriva a chiedere oltre la metà dei 100mila nuovi professionisti per far fronte alle necessità emergenti del territorio. I medici frenano le nuove richieste e, semmai, spingono per avere più posti nelle specialità e lo sblocco del turn over senza il quale, essendo la professione più “anziana”, di qui a pochi anni rischiano un’emorragia di oltre 30mila professionisti senza sostituzioni. I farmacisti d'altro canto vorrebbero una marcia indietro: troppi laureati che fanno prevedere una disoccupazione tra venti anni di oltre 60mila unità: al massimo tra venti anni ne servirebbero 2-3000 in più mentre ora se ne laureano circa 4000 ogni anno.</div><div><br></div><div><b class="cb1"><a href="http://www.quotidianosanita.it/lavoro-e-professioni/articolo.php?articolo_id=49164" class="imCssLink">Continua..</a></b></div><div><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 30 Mar 2017 17:37:00 GMT</pubDate>
			<link>http://www.spif.it/blog/?da-qui-al-2035-serviranno-100mila-sanitari-in-piu,-oltre-al-turn-over</link>
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			<title><![CDATA[LA REGIONE LOMBARDIA RICEVE SPIF AR]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=Attivit%C3%A0_Sindacale"><![CDATA[Attività Sindacale]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_50s6m167">[image:image-1]<div class="imTAJustify"><span class="fs11">Si è appena svolto questo giovedì a Milano presso la sede della Regione Lombardia un importante incontro tra l’Assessorato alla Salute e Spif Ar Lombardia. L’incontro riguardante alcune problematiche inerenti il mondo del lavoro e la riabilitazione hanno visto il colloquio tra il <b><i>segretario regionale SPIF AR Dott. Gilberto Colombo</i></b> e il delegato ufficiale dell’<b><i>Assessore alla Salute il Dott. Antonino Bonaffini.</i></b></span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Riscontro positivo per quanto riguarda le <b>“False Partite Iva”</b> dato che il delegato regionale ha confermato che, nonostante i controlli di natura contrattualistica spettino primariamente all’ispettorato al lavoro, la Regione ha pur sempre potere di controllo sulla congruità operativa. E’ stata quindi mostrata disponibilità a volere approfondire l’argomento ed aggiornare la nostra OS su ulteriori sviluppi. </div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Invece appare ancora lontana un’univocità interpretativa della corretta attivazione dei <b>SITRA</b>, che appare demandata ad una pura diatriba dialettica sull’interpretazione delle leggi. Secondo la regione infatti la legge 23/2015 darebbe spazio alle libere decisioni del direttore se attivare o meno un dirigente per ogni area o un dirigente unico per tutte le aree. La Regione in questo argomento può solo fornire le linee d’indirizzo &nbsp;lasciando alle aziende la potestà organizzativa dei POAS sulla base della capacità organizzativa interna. </div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Sempre di spettanza territoriale e non regionale risulta pure la problematica dell’apertura di studi privati da parte degli MCB. A scopo di una corretta tutela sanitaria sarà necessario informare le relative ATS provinciali (laddove non lo siano già) che questi profili di massaggiatori devono trovare spazi operativi già strutturati, senza poter fare richieste autonome d’apertura dell’attività. Questo a differenza della pubblicità ingannevole fatta da alcuni docenti di queste scuole.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Infine appare molto remota la possibilità d’accreditamento diretto &nbsp;dello studio del fisioterapista in regione Lombardia. Oltre a essere bloccati i fondi per l’accreditamento di nuove strutture, è sempre stata “tastabile perfino nell’aria” la presenza di figure mediche e dirigenziali che devono avere un ruolo predominante sull’argomento.</div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 30 Mar 2017 17:32:00 GMT</pubDate>
			<link>http://www.spif.it/blog/?la-regione-lombardia-riceve-spif-ar</link>
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			<title><![CDATA[Competenze professionali. Una nuova guerra dopo il comma 566? Allarme per un nuovo Accordo Stato Regioni.]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=LAVORO"><![CDATA[LAVORO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_26815v0k">[image:image-0]<div class="imTAJustify"><span class="fs11">Il ministero della Salute ha inviato alla Conferenza Stato-Regioni una bozza di accordo &nbsp;sulla definizione delle attività delle professioni sanitarie che rischia di accendere nuove polemiche per la definizione delle "competenze mediche" come "criteri limite".<span class="cb1"> </span></span><span class="cb1"><b class="fs11"><a href="http://www.quotidianosanita.it/allegati/allegato5483493.pdf" class="imCssLink">IL DOCUMENTO</a></b><span class="fs11">.</span></span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs11">Nuovo rischio di tensioni tra professioni sanitarie e medici dopo quelle ormai quasi dimenticate del comma 566. La scintilla, secondo le prime indiscrezioni e i primi rumors che stanno circolando tra le professioni sanitarie in queste ore, è infatti ancora il tema delle competenze professionali e stavolta la causa scatenate è una bozza di Accordo Stato-Regioni per </span><span class="fs11 cb1"><a href="http://www.quotidianosanita.it/allegati/allegato5483493.pdf" class="imCssLink">la Definizione delle attività delle professioni sanitarie nel Servizio sanitario nazionale</a></span><span class="fs11"><span class="cb1">,</span> appena inviata (il 14 marzo) alla Conferenza dal ministero della Salute perché sia messa quanto prima all’ordine del giorno per l’approvazione. In quella bozza, secondo le professioni, si riaffaccierebbe lo spettro del temuto e mai condiviso "atto medico".</span></div><div> </div><div class="imTAJustify">Il testo dell'Accordo è estremamente asciutto e nasce come conseguenza del precedente <a href="http://www.quotidianosanita.it/allegati/allegato1986079.pdf" class="imCssLink">Accordo del 2013</a> sempre incentrato sulle attività delle professioni sanitarie, con cui si è dato mandato al Consiglio superiore di Sanità (il quale, dicono ancora le professioni, "non ha ascoltato le parti coinvolte come invece sarebbe stato il caso di fare") - di eseguire “la ricognizione delle attività di diagnosi, cura, assistenza, riabilitazione e prevenzione riservate alle professioni sanitarie, regolamentate ai sensi della normativa vigente, anche al fine di garantire la corretta informazione dell’utenza a tutela della salute”, per sancirle poi in un nuovo accordo, quello di cui è stata inviata quest'ultima bozza.</div></div><div class="imTAJustify"><br></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs11">Il nuovo Accordo in sostanza prevede la definizione delle attività riservate alle professioni sanitarie e per farlo richiama la legge 43/2006 ribadendo i requisiti che questa prevede: titolo universitario con valore abilitante all'esercizio della professione, ordinamenti didattici dei corsi di laurea definiti da decreti dei ministeri dell'Università e della Salute, iscrizione obbligatoria all’albo &nbsp;professionale (per chi ce l’ha) subordinata al conseguimento del titolo universitario abilitante, aggiornamento professionale secondo le stesse regole di quello della professione medica.</span></div><div> </div><div class="imTAJustify">Fissa poi – secondo le professioni in modo improprio rispetto al mandato - criteri guida e criteri limite.</div><div class="imTAJustify">I primi sono il contenuto del profilo professionale, quello degli ordinamenti didattici e quello dei codici deontologici.</div><div class="imTAJustify">I secondi, I “limiti” cioè, sono le competenze previste per le professioni mediche e quelle delle altre figure professionali sanitarie, salvaguardando per queste ultime “l'apporto e l’integrazione che ogni figura può fornire nell'attività in team”.</div><div> </div><div class="imTAJustify">Il tutto concentrato in un solo articolo (il secondo stabilisce, come vuole la prassi, l’invarianza finanziaria) che, se per gran parte del suo testo ha semplicemente ribadito i principi già espressi nella legge 43/2006, innesca la bomba della polemica nel momento in cui per definire ulteriormente il “campo proprio di attività e responsabilità” delle professioni, indica tre criteri guida e, pietra dello scandalo, due criteri limite, tra cui quello delle competenze mediche richiamando, appunto, il vecchio spauracchio di quell’atto medico su cui si sono alzate le barricate, in realtà mai ancora del tutto abbassate.</div><div> </div><div class="imTAJustify">Il concetto di “criteri limite” – criticato, secondo quanto appreso, già per questo genere di definizione - è la goccia che rischia di far traboccare il vaso se non interverranno correzioni in corso d’opera che le professioni stanno già sollecitando. E per di più il fatto che uno dei criteri limite sia quello delle “competenze previste per le professioni mediche”, infuoca gli animi. Anche perché è giudicato un di più, visto che solo qualche riga prima, per le attività svolte dalle professioni sanitarie sono indicate quelle di prevenzione, assistenza, cura e riabilitazione e non già diagnosi e terapia, implicitamente proprie della professione medica.</div><div> </div><div class="imTAJustify">Una pesante critica che, a quanto si apprende, le professioni sanitarie stanno formalizzando in vario modo alle istituzioni coinvolte – ministero e Stato Regioni – e che parte dal presupposto che l’Accordo avrebbe dovuto coordinare "l'esercizio delle rispettive competenze e svolgere attività di interesse comune delle professioni" e "non - si dice - alzare ulteriori steccati e fissare paletti invalicabili con indicazioni che di per sé nessuno ha mai pensato nei fatti di bypassare".</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">La bozza di Accordo, sempre secondo le indiscrezioni raccolte tra le professioni coinvolte, presenta però anche un rovescio della medaglia positivo. E’ l’interpretazione definitiva di un aspetto su cui finora ci sono state numerose contestazioni: quello dell’obbligatorietà dell’iscrizione agli albi per le professioni che li hanno. La bozza di accordo infatti stabilisce che, tra gli altri requisiti, le attività sanitarie sono riservate alle professionalità in possesso dell’“iscrizione obbligatoria all’albo professionale, laddove costituito, subordinata al conseguimento del titolo universitario abilitante”.</div><div> </div><div class="imTAJustify">Più nessun dubbio quindi: per svolgere l’attività di infermiere, ostetrica, tecnico radiologia medica è d’obbligo l’iscrizione ai collegi. Per le rimanenti valgono tutti gli altri requisiti, finché, almeno, non sarà approvato il Ddl Lorenzin che con la trasformazione dei collegi in ordini prevede albi per tutti.</div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 20 Mar 2017 19:24:00 GMT</pubDate>
			<link>http://www.spif.it/blog/?competenze-professionali--una-nuova-guerra-dopo-il-comma-566--allarme-per-un-nuovo-accordo-stato-regioni-</link>
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			<title><![CDATA[Responsabilità professionale e sicurezza delle cure. Ecco cosa cambia per operatori, Asl e pazienti.]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=LAVORO"><![CDATA[LAVORO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_2ydzc63h">[image:image-0]<div class="imTAJustify"><span class="fs11">La legge 24/2017 “Disposizioni in materia di &nbsp;sicurezza &nbsp;delle &nbsp;cure &nbsp;e &nbsp;della &nbsp;persona assistita, nonché in materia di responsabilità professionale &nbsp;degli esercenti le professioni sanitarie” è una realtà. Maggiore prevenzione degli eventi avversi, maggiore aderenza a linee guida e buone pratiche, diverso riparto della responsabilità tra strutture e professionisti e assicurazione obbligatoria.Giuristi ed esperti analizzano e commentano le singole norme di questa legge complessa e innovativa. </span><b class="fs11"><span class="cb1"><a href="http://www.quotidianosanita.it/allegati/allegato4321806.pdf" class="imCssLink">SCARICA IL LIBRO</a></span></b><span class="fs11">.</span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs11">Quando ero capo ufficio stampa del ministro della Salute Livia Turco (2006-2008) ricordo che, dopo l’ennesimo articolo sulla malasanità, chiamai una mia carissima amica e collega, Daniela Minerva, all’epoca capo redattore de l’Espresso e responsabile delle pagine di salute del settimanale, e le chiesi come mai i giornali e le Tv parlassero di sanità solo quando qualcosa andava storto, non dando mai conto delle migliaia di prestazioni giornaliere con esito felice che ogni giorno venivano portate a termine negli ospedali italiani.</span></div><div> </div><div class="imTAJustify">La sua risposta mi illuminò definitivamente sull’annosa questione del rapporto tra media e sanità. “Caro Cesare - mi disse - pensi che il fatto che un paziente entri in ospedale malato ed esca sano possa mai essere una notizia? Questa è la norma. La notizia è quando entra con un problema alla gamba destra e gli operano la sinistra!”.</div><div> </div><div class="imTAJustify">L’errore medico e la connessa azione di risk management necessaria a prevenire e scongiurare errori, malpractice, disfunzioni organizzative e quant’altro possa compromettere la sicurezza delle cure, diventa fenomeno controverso e di massa e in tempi tutto sommato recenti.</div></div><div class="imTAJustify"><br></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs11">Anche se il primo a parlarne risulta essere nel 1768 il giurista inglese Sir William Blackstone, che nei suoi Commentaries on the Laws of England (1768) coniò il termine mala praxis (poi diventato malpractice) riferendosi all'attività medica, è solo a partire dagli anni ’80 (e quasi esclusivamente negli Usa) che l’errore medico e le sue conseguenze legali diventano un “problema” per la medicina e per gli ospedali.</span></div><div> </div><div class="imTAJustify">Non perché prima non ci fossero errori (probabilmente ne accadevano molti, ma molti di più, di oggi) ma perché, sia nel medico che nel paziente, quella possibilità (qualcosa è andato storto, mi dispiace) era nell’ordine delle probabilità e come tale in qualche modo accettata.</div><div> </div><div class="imTAJustify">Poi cambia tutto. La possibilità di ottenere un giusto risarcimento da parte del medico o della struttura sanitaria che si riteneva avessero compiuto un errore o che non avessero in ogni caso eseguito la procedura nel modo corretto, si è fatta avanti (poco importa stabilire se sia nato prima l’avvocato smaliziato o il paziente arrabbiato) e via via ha assunto caratteristiche di massa, con un numero sempre crescente di procedimenti, sia in sede civile che penale.</div><div> </div><div class="imTAJustify">La cosiddetta “medicina difensiva” nasce come contromisura “negativa” a questa deriva medico legale e sostanzialmente si pone come forma di “passivo non agire” o “moltiplicatore esponenziale del momento diagnostico” per far sì che, un domani, il medico o la struttura possano presentare copiose documentazioni a loro tutela.</div><div> </div><div class="imTAJustify">Sorvolo sulla stima (che ho sempre trovato inverosimile) dei costi che tali prassi comporterebbero per il sistema ma resta il fatto che il “contrasto alla medicina difensiva e ai suoi costi” sia diventato in questi ultimi anni una delle armi più usate per convincere il legislatore a fare qualcosa sul piano normativo e per consegnare al sistema sanitario e a quello giudiziario una cornice di norme capace di governare il fenomeno apparentemente inarrestabile del contenzioso medico legale.</div><div> </div><div class="imTAJustify">In parallelo, con meno enfasi, ma senz’altro con più costrutto, si è lavorato a rafforzare il contesto organizzativo e professionale degli operatori studiando protocolli di sicurezza e di riferimento diagnostico, clinico e terapeutico tali da creare le condizioni più ottimali possibili per svolgere al meglio il proprio lavoro “evitando” il più possibile gli eventi avversi.</div><div> </div><div class="imTAJustify">E anche in questo caso si è ravvisata ben presto la necessità di normare e regolare al meglio linee guida e standard di sicurezza così da avere un sistema omogeneo di sicurezza delle cure operante e attivo in tutto il Paese.</div><div> </div><div class="imTAJustify">Ma certamente la spinta più forte a far sì che si arrivasse a una legge interamente dedicata alla sicurezza delle cure e al problema del contenzioso medico legale l’hanno data i medici.</div><div> </div><div class="imTAJustify">E il perché è chiaramente desumibile dalla “paura” che essi hanno di entrare nella spirale del contenzioso medico legale. Secondo un’indagine del 2010 condotta dall’Ordine dei medici di Roma (un po’ vecchiotta, ma mai corretta da rilevazioni più recenti), il 78,2% dei medici ritiene di correre un maggiore rischio di procedimenti giudiziari rispetto al passato, il 68,9% pensa di avere tre probabilità su dieci di subirne e complessivamente il 65,4 % ritiene di subire una pressione indebita nella pratica clinica quotidiana a causa della possibilità di tale evenienza.</div><div> </div><div class="imTAJustify">Ebbene dai medici la richiesta ai Palazzi della politica di fare qualcosa si è fatta via sempre più forte ottenendo una prima risposta organica sul finire del 2007 con un disegno di legge collegato alla legge finanziaria del ministro Turco per “La qualità e la sicurezza del Ssn”.</div><div> </div><div class="imTAJustify">Il progetto prevede l’istituzione di specifiche unità per la gestione del rischio clinico e di servizi di ingegneria clinica nelle Asl e negli ospedali per ottimizzare le attività e gli interventi di prevenzione degli errori e per il controllo costante della sicurezza delle apparecchiature e nuove misure atte a favorire la soluzione extragiudiziale delle controversie conseguenti ad errori medici che consentano un rapido accesso agli indennizzi per i pazienti danneggiati.</div><div> </div><div>Quel progetto di legge non vedrà mai la luce, complice anche la fine anticipata della legislatura pochi mesi dopo. Ma in qualche modo il seme è lanciato.</div><div> </div><div>Il tema della sicurezza delle cure e quello della necessità di affrontare il nodo della responsabilità professionale si afferma anche in Parlamento e un primo provvedimento riesce ad essere varato nel 2012, il cosiddetto “Decreto Balduzzi” che introduce il concetto delle linee guida quale riferimento per la valutazione dell’eventuale colpa del medico prevedendo che, attenendocisi, si risponderà dei danni solo in caso di dolo o colpa grave.</div><div>Viene poi istituito un fondo ad hoc per la copertura assicurativa del rischio professionale e previste altre norme sui contratti assicurativi.</div><div> </div><div>Ma non basta. Per molti quelle norme sono insufficienti, se non “inutili” (come le definì l’allora presidente della Corte di Appello di Roma Giorgio Santacroce).</div><div> </div><div>Da allora il Parlamento non si è più fermato e con l’avvio della legislatura iniziata nel 2013 vengono presentati diversi disegni di legge in materia da quasi tutte le forze politiche che confluiranno poi in un testo unificato dal titolo “Disposizioni in materia di sicurezza delle cure e della persona assistita, nonché in materia di responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie” che finalmente viene approvato in via definitiva il 28 febbraio 2017.</div><div> </div><div>Vale la pena ricordare infine che un anno e mezzo fa, una parte originaria di questa legge, quella dedicata più strettamente al risk management, fu stralciata e inserita nella legge di stabilità 2016 prevedendo che tutte le strutture sanitarie attivino un’adeguata funzione di monitoraggio, prevenzione e gestione del rischio clinico e inserendo norme innovative sugli audit clinici connessi ad episodi di eventi avversi con il fine di favorire l’emersione di problematicità legate alla sicurezza delle cure.</div><div> </div><div>Questo libro, per il quale ringrazio per la generosità progettuale e realizzativa, tutti gli autori*, a partire da Luca Benci che ha lanciato l’idea, ha l’obiettivo di fornire una prima chiave di lettura ragionata sulle singole norme di questa legge complessa, le cui ricadute applicative penso daranno comunque “molto lavoro” a giudici e avvocati che si troveranno a dover operare sulla materia del contenzioso medico legale in un quadro completamente innovato rispetto al presente.</div><div> </div><div>I desiderata del legislatore che l’ha votata e della stragrande maggioranza degli operatori sanitari che l’hanno accolta con favore, sono segnati dall’auspicio di un effettivo cambiamento che dia luogo a una maggiore serenità professionale per chi ha il compito di assistere e curare e a una maggiore certezza per il cittadino di essere curato e assistito in sicurezza, fermo restando il diritto al giusto risarcimento qualora si dovesse restare vittima di un effettivo episodio di malasanità.</div><div> </div><div>Auspici che non posso che condividere.</div><div> </div><div><b><i>Cesare Fassari</i></b></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 20 Mar 2017 19:06:00 GMT</pubDate>
			<link>http://www.spif.it/blog/?responsabilita-professionale-e-sicurezza-delle-cure--ecco-cosa-cambia-per-operatori,-asl-e-pazienti-</link>
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			<title><![CDATA[False Partite IVA: la presunzione di subordinazione]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=Attivit%C3%A0_Sindacale"><![CDATA[Attività Sindacale]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_93h4mczi">[image:image-0]False Partite IVA: la presunzione di subordinazione<div>Cosa sta mettendo in campo lo Spif Ar:</div><div><br></div><div class="imTAJustify"> La scorciatoia scelta da tanti datori di lavoro (Centri privati, Cooperative, ecc..) per sottrarsi ai costi dei contratti stabili, continuando a fare ricorso ai rapporti di lavoro con Partita Iva, ha suscitato nell’ultimo semestre, nei dirigenti Spif Ar, un particolare interesse che, attraverso una mappatura del territorio, ha messo in evidenza che, nonostante le norme insistenti, si continua a fare ricorso alle così dette “ FALSE PARTITA IVA”.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Orbene, nei mesi antecedenti a tale mappatura ed a seguito di segnalazioni pervenute alla nostra segreteria, quando eravamo sul punto di “agire”, vuoi per “terrorismo psicologico” (da parte del datore di lavoro), vuoi per la paura di perdere il posto di lavoro, eravamo indotti, dagli stessi lavoratori (giustamente impauriti) di abbandonare ogni idea e relativa azione di rivalsa dei diritti.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Comprendendo meglio suddetti meccanismi e, nell’ottica di evitare qualsiasi compromissione personale/professionale degli “addetti ai lavori” cioè dei nostri colleghi, in virtù della Legge 92/2012, della Circolare del Ministero delle Politiche Sociali, n° 32/2012, del D.L. 34/2014 e di numerose sentenze nel merito che confermano un “orientamento giurisprudenziale consolidato” abbiamo richiesto a tutti gli Assessorati Regionali alla Salute un incontro URGENTE al fine di ricordare e rappresentare che, disattendere l’applicazione di tali norme determina, oltre che un comportamento illecito, grave danno per tutti i lavoratori costretti ad operare sotto l’imposizione di un ricatto, rappresentando altresì che il mancato e/o superficiale controllo da parte delle ASL/ASP di tali comportamenti, posti in essere da svariate strutture che operano in regime di accreditamento, può determinare da parte della Magistratura Contabile, &nbsp;contestazione di addebito per i funzionari pubblici inadempienti, nonché la possibile risoluzione contrattuale con le strutture che operano in maniera difforme alla corretta applicazione della norma , risultante dall’accertamento della violazione.</div><div class="imTAJustify">Siamo certi che quest’azione, porterà dei risultati positivi a, migliaia di professionisti Sanitari che, per anni, non hanno mai avuto la possibilità di usufruire delle ferie o del congedo di maternità ed avere riconosciuti quei DIRITTI sanciti dalla stessa Costituzione.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div><b><i>Il Segretario Nazionale Spif Ar</i></b></div><div><b><i>Dott. Roberto Ferrara</i></b></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 03 Mar 2017 19:53:00 GMT</pubDate>
			<link>http://www.spif.it/blog/?false-partite-iva--la-presunzione-di-subordinazione</link>
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			<title><![CDATA[Lo Spif ar Sicilia in azione]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=Attivit%C3%A0_Sindacale"><![CDATA[Attività Sindacale]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_yr85680c">[image:image-0]<div class="imTAJustify"><span class="fs11">Il segretario Regionale, </span><i class="fs11"><b>dott. Francesco Locicero</b></i><span class="fs11">, ha incontrato il deputato Regionale </span><i class="fs11"><b><span class="cf1">onorevole Giancarlo Cancelleri</span></b></i><span class="fs11"> per esporre le problematiche che affliggono la nostra professione: dalle false partite iva, alla lotta all’ abusivismo e per ultimo, non come importanza, l’accreditamento diretto dei laureati nelle professioni Sanitarie dell’Area Riabilitativa. A tal proposito, ha presentato all’Onorevole, l’emendamento da inserire sul Ddl concorrenza in discussione al senato della Repubblica.</span></div><div class="imTAJustify">Inoltre è stato chiesto, così come ribadito al Ministro della Salute B. Lorenzin ed ai Parlamentari della Camera, dì far stralciare l’emendamento o meglio, gli emendamenti presentati dalla Senatrice De Biasi, (Osteopatia e Chiropratica) e, portare avanti il ddl sul riordino delle professioni sanitarie.</div><div><br></div><div><i>Il Segretario Regionale Spif Ar</i></div><div><i>Dott. Francesco Locicero</i></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 03 Mar 2017 18:53:00 GMT</pubDate>
			<link>http://www.spif.it/blog/?lo-spif-ar-sicilia-in-azione</link>
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			<title><![CDATA[Ecco cosa succede quando il sindacato è, e resta al tuo fianco:]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=Attivit%C3%A0_Sindacale"><![CDATA[Attività Sindacale]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_j04uzz18">[image:image-1]Ecco cosa succede quando il sindacato è, e resta al tuo fianco:<div class="imTAJustify">non dimenticando che il sindacato nasce con i lavoratori e vive per i &nbsp;lavoratori, oggi 27/02/2017 in Sicilia, è stato sottoscritto un accordo riguardante l'inquadramento in regime di lavoro subordinato a tempo indeterminato tra un'ente ed un gruppo di fisioterapisti iscritti al sindacato SPIF AR e tutelati dallo stesso.</div><div class="imTAJustify">Nel rispetto delle leggi e normative vigenti in materia di lavoro tutto ciò è stato possibile grazie ai colleghi fisioterapisti che in prima persona sono scesi in campo "a volto scoperto" per far valere i propri diritti e la dignità di lavoratori, e all'impegno che lo SPIF ha profuso nel tempo seguendo da vicino questa vicenda, nella persona dei colleghi dott. Roberto Ferrara (segretario nazionale), dott. Francesco Bisesi ( tesoriere nazionale) e dott. Salvatore Longo (segretario provinciale Caltanissetta) che ci hanno affiancato con competenza ed esperienza.</div><div><br></div><div>GRAZIE DI CUORE, i colleghi fkt.</div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 27 Feb 2017 19:30:00 GMT</pubDate>
			<link>http://www.spif.it/blog/?ecco-cosa-succede-quando-il-sindacato-e,-e-resta-al-tuo-fianco-</link>
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			<title><![CDATA[Partite Iva: La resa dei conti]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=Attivit%C3%A0_Sindacale"><![CDATA[Attività Sindacale]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_4bu3cx3h">[image:image-1]<br><div class="imTAJustify"><span class="fs11">Oggi, 27 febbraio 2017, un tassello fondamentale, è stato inserito nel mosaico del GRANDE CAPITOLO che riguarda i nostri colleghi che, lavorano con </span><b class="fs11">Partita Iva</b><span class="fs11">: In Sicilia, alcuni dei nostri colleghi e colleghe, aderenti allo Spif Ar, hanno sottoscritto il verbale di accordo sindacale che sancisce, in virtù delle norme insistennti e grazie alla caparbietà degli stessi iscritti, la strutturazione del rapporto di lavoro da </span><b class="fs11"><i>PARTITA IVA a lavoro SUBORDINATO </i></b><span class="fs11">!!!!</span></div><div class="imTAJustify">Tra commozione ed incredulità, i nostri colleghi, potranno usufruire, dopo anni ed anni di lavoro con Partita Iva, di quei diritti sanciti dalla nostra Costituzione e dal diritto del lavoro.</div><div><br></div><div class="imTAJustify">I colleghi, sono stati supportati dai dirigenti Spif Ar che, con la tenacia e relativa trasparenza, hanno ottenuto un successo meritato.</div><div><br></div><div class="imTAJustify">" <i><b>La prima forma di ABUSIVISMO da abbattere, è il continuo utilizzo delle PARTITA IVA ( FALSE) nei rapporti di lavoro! Questa è stata la prima, di una delle azioni, che stiamo mettendo in campo, tutelando la dignità dei nostri colleghi in ogni Regione d'Italia; &nbsp;Anticipo che, ogni Assessorato alla Salute Regionale, riceverà entro questa settimana, una richiesta di convocazione urgente poichè, alla luce delle norme insistenti ed ultime sentenze, siamo disposti a rivolgerci alle Procure della Repubblica, per denunciare il NON controllo degli enti preposti a ta li verifiche</b> </i>" Queste le anticipazioni del Segretario Nazionale Spif Ar, <i>dott. Roberto Ferrara</i>.</div><div><br></div><div class="imTAJustify">La Direzione Nazionale, ringrazia i colleghi che, oltre a mettere la propria "faccia" hanno attivato un meccanismo che, ci auspichiamo, coinvolga gli altri colleghi e colleghe che ad oggi, continuano a lavorare con Partita Iva.</div><div><br></div><div>Sappiate che lo Spif Ar c'è e gode di ottima salute.</div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 27 Feb 2017 18:43:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Fisioterapisti, Tsrm, Logopedisti, Tecnici di laboratorio e Assistenti sanitari chiedono revoca della delibera per la programmazione del fabbisogno sanitario 2016-18]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=Legge_251"><![CDATA[Legge 251]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_nz381dld">[image:image-0]<div><span class="fs11"><span class="cb1"><a href="http://www.quotidianosanita.it/allegati/allegato8169893.pdf" target="_blank" class="imCssLink">La richiesta in una lettera</a></span> dei rappresentanti di categoria che si rivolgono al Governatore della Puglia e ai vertici del Policlinico di Bari chiedendo chiarezza su una questione che appare in contrasto con le attività che lo stesso Ospedale porta avanti. Ad esempio, scrivono, si "tengono corsi di Laurea Magistrale che formano i futuri dirigenti che poi non ritengono utile inserire nella propria dotazione organica”.</span><br></div><div><br></div><div><span class="fs11">Una lettera a tutti i rappresentanti istituzionali, a cominciare dal presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, e da Vitangelo Dattoli, direttore generale dell’Azienda ospedaliero universitaria Policlinico di Bari, per chiedere l’immediata revoca della delibera sulla Programmazione del fabbisogno sanitario 2016-18.</span><div><br></div><div><span class="fs11">A firmarla l’Associazione Italiana Fisioterapisti Regione Puglia (Eugenio D'Amato), il Coordinamento Regionale Puglia TRSM (Oscar Brasso), la Federazione Logopedisti Italiani Regione Puglia (Chiara Caiulo), la Federazione Italiana Tecnici di Laboratorio Biomedico Regione Puglia (Angela Pati) e l’Associazione Nazionale Assistenti Sanitari di Puglia Basilicata e Molise (Nadia Dahbaoui).</span></div><div><br></div><div><span class="fs11">La lettera mette nero su bianco il dissenso per la pubblicazione della delibera 1865 del 28/12/12, e “ancor più – si legge nella comunicazione congiunta - per la violazione dell’art.7 della Legge 251/2000 Disciplina delle professioni sanitarie infermieristiche, tecniche, della riabilitazione, della prevenzione nonché della professione ostetrica, della Legge 43/06 Disposizioni in materia di professioni sanitarie infermieristica, ostetrica, riabilitative, tecnico-sanitarie e della prevenzione e delega al governo per l’istituzione dei relativi ordini professionali e dell’art.34 della Legge Regionale 26/2006 ‘interventi in materia sanitaria’”.</span></div></div><div><br></div><div><br><div><span class="fs11">“Il percorso legislativo - continua la lettera- su esplicitato impone ai Direttori Generali delle Aziende Sanitarie pugliesi l’istituzione dei Servizi delle Professioni Sanitarie ed il loro inserimento nell’Atto Aziendale come servizi indispensabili per il miglioramento continuo della qualità dei servizi offerti ai cittadini nell’ambito dell’applicazione dei LEA”.</span></div><div><span class="fs11"> </span></div><div><span class="fs11">Oltre a queste violazioni evidenziano anche comportamenti e atti discordanti da parte di Vitangelo Dattoli: “ la delibera in oggetto - che prevede la decurtazione di 5 posti di Dirigente delle Professioni Sanitarie- è in assoluto contrasto con quanto già deliberato dalla stessa Azienda (delibera 362/2011), con l’inserimento di 6 posti di Dirigente delle Professioni Sanitarie nella propria dotazione organica”.</span></div><div><br></div><div><span class="fs11">Ancora, si legge nella lettera “risulta in stridente contraddizione il fatto che, proprio l’Azienda Ospedaliera che ha attivi da anni nel suo polo universitario sia i Corsi di Laurea triennali delle Professioni Sanitarie sia i Corsi di Laurea Magistrale che formano i ‘futuri’ dirigenti, non ritenga né utile né necessario inserirli nella propria dotazione organica”.</span></div><div><span class="fs11"> </span></div><div><span class="fs11">Alla luce di tutte le questioni evidenziate chiedono, in modo unanime, “la revoca per autotutela della delibera 1865/16 dell’Azienda Ospedaliero Universitaria Consorziale Policlinico di Bari e l’istituzione immediata ed attivazione dei Servizi delle Professioni Sanitarie Infermieristica ed Ostetrica, Tecnico-sanitaria, della Riabilitazione, della Prevenzione e dell’area Sociale”.</span></div></div><div><span class="fs11"><b><a href="http://www.quotidianosanita.it/puglia/articolo.php?articolo_id=48002" class="imCssLink">Da Quotidiano Sanità</a></b></span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 17 Feb 2017 17:07:00 GMT</pubDate>
			<link>http://www.spif.it/blog/?fisioterapisti,-tsrm,-logopedisti,-tecnici-di-laboratorio-e-assistenti-sanitari-chiedono-revoca-della-delibera-per-la-programmazione-del-fabbisogno-sanitario-2016-18</link>
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		</item>
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			<title><![CDATA[Osteopati. La soluzione? Si laureino in medicina]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=DDL_Lorenzin"><![CDATA[DDL Lorenzin]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_36u47tca">[image:image-0]Gentile direttore,<div>ho letto gli articoli di Barbero e di Pompili, già pubblicati sul suo giornale a proposito di osteopatia e fisioterapia, vorrei esprimere il mio punto di vista da medico specialista. “Nella vita bisogna fare delle scelte, e quando queste riguardano la salute delle persone occorre essere seri, onesti e preparati”, dice Pompili, io sono d’accordo con lui ed aggiungerei che però sulla salute del cittadino serietà, onestà e preparazione non bastano, servono anche i titoli.</div><div> </div><div>Gli osteopati, tramite il manifesto del ROI si autoproclamano “Professionisti Sanitari Indipendenti di primo contatto”, cioè in pratica si occupano di medicina, ed è stato recentemente affermato dalla Presidente del ROI, con una certa imprudenza, che la osteopatia “non si sovrappone a nessuna professione sanitaria esistente”, e aggiunge che l’osteopata “si occupa di disfunzione somatica, che è di competenza esclusivamente osteopatica”.</div><div><br></div><div>Da Fisiatra, Medico Specialista in Medicina Fisica e Riabilitativa, mi occupo di disfunzione, recupero funzionale e riabilitazione e mi ha formato lo Stato. Lo Stato mi ha fatto andare all’università tutti i giorni per 10 anni, sei per la laurea e quattro per la specializzazione. Lo Stato mi ha fatto studiare giorno e notte, per i concorsi di accesso all’università, per gli esami, per i tirocini, per gli esami di stato, per il concorso di specializzazione, intanto che ero costretto ad alternare lo studio a tirocini, guardie, reperibilità, attività di ambulatorio, attività di reparto.</div><div><br><div> </div><div>La frequenza di un weekend al mese non mi è stata possibile, c’erano troppe cose da fare e da studiare. Non mi è stato neanche possibile fermarmi al terzo anno di università, ne sarebbero mancati altri sette e non era possibile. Lo Stato è spietato, se vuoi fare il “professionista sanitario indipendente di primo contatto”, queste sono le regole.</div><div> </div><div>Oggi assisto ad un aspro dibattito su chi debba avere l’esclusività della osteopatia, se l’Osteopata, privo di titoli di professione sanitaria, o se il Fisioterapista laureato triennale, “specializzato in osteopatia” e non abilitato alla professione medica. Ognuno porta acqua al suo mulino, in gioco c’è l’esercizio della medicina (seppure non convenzionale) che, come abbiamo visto, è una professione alla quale è molto difficile essere abilitati.</div><div> </div><div>Non passa giorno della mia attività professionale che un mio paziente non mi dica “sono stato già visitato dall’osteopata”, “l’osteopata mi ha detto”, “l’osteopata mi ha fatto”. Frequentemente mi dicono anche: “un suo collega mi ha mandato da Lei perché ho bisogno di un buon osteopata” e quando rispondo “veramente io sono fisiatra” la risposta è sempre la stessa: “perché, non è la stessa cosa?”. Questo la dice lunga su quando oggi si sia capito, sia dai medici che dai pazienti, sul termine “osteopata”.</div><div><br></div><div> </div><div>Manipolare una sutura cranica per una cefalea, normalizzare un rene per un disturbo digestivo, utilizzare il respiro cranio sacrale come risorsa diagnostica, sono cose da medioevo della medicina. E la presa in carico diretta, di 10 milioni di italiani, fonte ROI, da parte di personale non titolato e con strumenti non convenzionali, è una situazione inaccettabile, incivile nonché contraddittoria di un SSN che si spende nell’assicurarsi che al tempo stesso i suoi medici siano in regola con gli ECM!</div><div><br></div><div> </div><div> </div><div>Nel 2017 il primo che non approverebbe l’esercizio di questa osteopatia, sarebbe proprio il suo fondatore, A.T. Still medico, che duro e rigido come era si rivolterebbe nella tomba nel sapere che suoi seguaci non sono laureati in medicina. Proprio lui che è stato un innovatore, che per primo ha descritto la disfunzione somatica come conseguenza di malattie che non capiva, proprio lui che si disperava di non sapere cosa c’era nel sangue, come funzionassero i reni, da cosa fosse dipesa la meningite che causò la morte dei suoi figli. Proprio lui sarebbe il primo a dire che la Osteopatia era e deve rimanere medicina, esattamente come hanno detto i suoi diretti successori osteopati americani, oggi medici al pari di tutti i medici del mondo.</div><div> </div><div>L’osteopata Italiano guarda il dito perché non ha occhi per vedere la luna, pensa alla disfunzione ma non ne approfondisce la causa, perché non valorizza gli aspetti fisiopatologici alla base della medicina clinica. Ma non se ne preoccupa perché vede risultati ogni giorno nel suo studio, gli stessi risultati clinici che vedeva ogni giorno, nella America del 1800, il medico fondatore della osteopatia.</div><div><br></div><div> </div><div>Se si “manipola il cranio” per una cefalea, è molto probabile che la cefalea migliori, così come se si “manipola un sacro” è molto probabile che la lombalgia migliori, ma certamente il motivo non sono le suture craniche in disfunzione o il movimento non armonico delle meningi. Il paziente sarà anche contento, ma non sa che molte di quelle manipolazioni sono inutili, o fatte nel momento sbagliato, o insufficienti per il reale problema lamentato.</div><div><br></div><div> </div><div>La medicina moderna è andata troppo avanti per avere ancora bisogno di alternative pensate nei secoli passati e dispiace che una proposta normativa in tal senso venga proposta da istituzioni poste a garanzia dell’appropriatezza degli interventi sanitari nel paese. Dare la patente dell’esercizio della medicina osteopatica a chi non ha la patente dell’esercizio della medicina allopatica, equivarrebbe affidare il servizio di taxi a chi non conosce il vigente codice della strada.</div><div><br></div><div> </div><div>Che poi sia la Organizzazione Mondiale della Sanità a volere tutto questo, come sostiene qualcuno, mi sembra vero quanto è vero che i vaccini sono una mera copertura degli interessi delle multinazionali.</div><div>La osteopatia funziona perché la terapia manuale funziona, è dimostrato, e pertanto non abbiamo bisogno di ricorrere ad un sistema diagnostico-terapeutico del 1800 per avere il bene del nostro paziente . Non ci sono ragioni valide per una cosa del genere, tantomeno per i fisioterapisti che già sono professionisti della terapia manuale.</div><div> </div><div>No, non c’è niente da fare, non posso essere d’accordo con Barbero che l’osteopatia sia una specializzazione del fisioterapista e del medico, ringrazio Barbero per la concessione fatta a noi medici, ma per quanto mi riguarda la osteopatia, professione medica di medicina non convenzionale, non rientra tra le mansioni del fisioterapista, che inoltre, al pari degli altri osteopati, non è legittimato da nessuna evidenza scientifica a riposizionare reni, suture craniche e riarmonizzare movimenti meningei e quindi passibile delle stesse critiche che egli stesso muove contro osteopatia ed osteopati.</div><div><br></div><div>Quindi, suggerirei che se, come mi auguro, il riconoscimento della osteopatia fosse stralciata da questo DDL, gli osteopati che volessero continuare ad essere “professionisti sanitari indipendenti di primo contatto, con un interesse primario per la disfunzione”, avranno sempre la possibilità, come dice Pompili, di aumentare le loro conoscenze ed il proprio sapere e quindi, in emulazione del fondatore della Osteopatia, di laurearsi in Medicina.</div><div> </div><div>E magari, perché no, di specializzarsi in Fisiatria, che se si è interessati alla “disfunzione” è una gran bella specialità medica, pensata, voluta e disciplinata dallo Stato. Sono sicuro che questo percorso, lungo e faticoso ma non impossibile, li porterebbe lontani da dogmi che trovano origine nei secoli passati, per arricchirli di illuminanti conoscenze su materie mediche delle quali, ad oggi, gli osteopati si professano, con una certa arroganza e senza i titoli per farlo, “gli esclusivi competenti in Italia”.</div><div> </div><div>Giampaolo de Sena</div><div>Medico Fisiatra</div></div><div><b><a href="http://www.quotidianosanita.it/lettere-al-direttore/articolo.php?articolo_id=47968" target="_blank" class="imCssLink">Da Quotidiano Sanità</a></b></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 17 Feb 2017 16:49:00 GMT</pubDate>
			<link>http://www.spif.it/blog/?osteopati--la-soluzione--si-laureino-in-medicina</link>
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			<title><![CDATA[L’osteopata non esiste]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=DDL_Lorenzin"><![CDATA[DDL Lorenzin]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_1yo5t918">[image:image-0]08 FEB - Gentile Direttore,<div>la provocazione del titolo di questa lettera ha l’intento di dare uno scossone a chi riveste un ruolo istituzionale e si occupa della Salute dei nostri concittadini. Da poco meno di due anni le istituzioni si sono risvegliate dal torpore atarassico in merito alla regolamentazione della pratica osteopatica che perdurava ormai da troppo tempo.</div><div> </div><div>I politici non sono stati probabilmente consci dei rischi a cui sottoponevano ignari pazienti e sono rimasti indifferenti nei riguardi delle false speranze che contribuivano ad accendere in centinaia di futuri “professionisti” che, privi di un titolo sanitario, si affacciavano al mondo dell’osteopatia.</div><div> </div><div>L’osteopatia è sbarcata in Italia a metà degli anni ’80 attraverso società private che hanno intrapreso l’attività formativa e che successivamente si sono diffuse a macchia d’olio in tutto il territorio nazionale. Non mi trovo nelle condizioni e anche se lo fossi non mi permetterei, di giudicare la qualità di tali percorsi formativi e la bontà/buona fede di chi insegna(va) ed apprende(va).</div><div>Mi permetto, però, di sollevare numerose perplessità e parecchi dubbi sulla legittimità che aziende di diritto privato, senza nessuna autorizzazione e vigilanza da parte di enti terzi pubblici e super-partes (ad esempio il Ministero dell’Università e della Ricerca e il Ministero della Salute), si eroghino il diritto di formare soggetti, privi di qualsiasi titolo sanitario accademico, nell’erogare prestazioni terapeutiche e sanitarie (che ricordo essere limitate alle professioni sanitarie riconosciute e regolamentate).<div> </div><div>La posizione dell’Associazione che mi onoro di rappresentare (il ROFI, Registro dei fisioterapisti diplomati in osteopatia d’Italia) è chiara ed è già stata esposta pubblicamente in diversi contesti: l’osteopatia è una specializzazione del fisioterapista e del medico.</div><div> </div><div>E non siamo i soli a sostenere questo punto di vista: infatti anche in Spagna, il decreto reale 1001/2002 stabilisce che l’attività di osteopatia sia funzione e competenza del fisioterapista e la proposta di norma europea EN 16866 (rev. luglio 2015), tanto citata dal ROI, contiene una serie di A-deviation che limitano fortemente il campo di applicazione del sedicente “osteopata”, poiché tante delle sue peculiarità sono già di pertinenza esclusiva delle professioni sanitarie.</div><div> </div><div>L’art. 4 del DDL Lorenzin, attualmente in discussione in commissione Affari Sociali della Camera, rischia di rendere legali, tutta una serie di pratiche professionali, svolte in modo non corretto e spregiudicato e inoltre rischia di rappresentare un precedente per altri sedicenti operatori. All’indomani della sua entrata in vigore, anche operatori shiatsu, reiki, riflessologi, personal trainer e compagnia cantando, potrebbero richiedere di essere regolamentati come professionisti sanitari.</div><div> </div><div>Inoltre l’eventuale riconoscimento della figura dell’osteopata porterebbe ad una serie di criticità difficilmente risolvibili: in primis la gestione della formazione che dovrebbe passare alle università con conseguente aumento dei costi e su questo aspetto c’è già stato un netto parere negativo da parte della Conferenza Permanente delle classi di laurea delle professioni sanitarie, in secondo luogo si creerebbe il problema di come gestire i professionisti formatisi prima del riconoscimento.</div><div> </div><div> </div><div>Rivolgo quindi un appello agli onorevoli deputati, che sono ancora in tempo per:</div><div>1) stracciare l’articolo 4,</div><div>2) portare a compimento il percorso del DDL,</div><div>3) favorire la costituzione di tutti quegli Ordini delle professioni sanitarie, che a tutt’oggi mancano e sono fondamentali per salvaguardare il diritto di Salute e tutelare migliaia di professionisti sanitari, che quotidianamente devono lottare contro abusivi e stregoni.</div><div> </div><div>Finito questo iter gli ordini delle professioni sanitarie e le società scientifiche si siederanno attorno al tavolo con le istituzioni preposte, per regolamentare la pratica dell’osteopatia.</div><div> </div><div>Dott. Giulio Barbero</div><div>Presidente ROFI</div></div><div>Da <a href="http://www.quotidianosanita.it/lettere-al-direttore/articolo.php?articolo_id=47688" target="_blank" class="imCssLink">Quotidiano Sanità</a></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 08 Feb 2017 13:38:00 GMT</pubDate>
			<link>http://www.spif.it/blog/?l-osteopata-non-esiste</link>
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			<title><![CDATA[La Sicilia sempre in prima fila]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=Professione"><![CDATA[Professione]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_c06mtjrp"><div class="imTAJustify">[image:image-0]<span class="fs11">Finalmente è stato pubblicato il DA <span class="cb1"><a href="https://drive.google.com/file/d/0B32rB0N1cku0QVNjVnlPb1lLNDg/view?usp=sharing" target="_blank" class="imCssLink">( leggi)</a></span> di Costituzione del Tavolo Tecnico permanente delle Professioni Sanitarie con propri compiti e responsabilità.</span></div><div class="imTAJustify">Una norma attesa da anni. Un &nbsp;continuo lavoro da parte di tutti i colleghi delle Professioni Sanitarie , con la corretta divisione per Area anche nell'ambito della programmazione &nbsp;e di Atti di Indirizzo . Gli stessi &nbsp;hanno saputo agire &nbsp;con competenza e lungimiranza per raggiungere &nbsp;il risultato . Ci corre l'obbligo di informare tutti i lettori che la <b>Sicilia</b> <span class="imUl">sia &nbsp;la prima Regione</span> a legiferare nel merito. Le altre , purtroppo rimangono in attesa. &nbsp;Rimane comunque l'impegno dello Spif Ar affinchè, &nbsp;per quanto previsto dalle norme vigenti, detta norma sia &nbsp;estesa a tutte le Regioni.</div><div class="imTAJustify">La Redazione &nbsp;&nbsp;&nbsp;</div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 05 Feb 2017 18:11:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Affosseranno gli attesi Ordini per le Professioni Sanitarie? ]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=DDL_Lorenzin"><![CDATA[DDL Lorenzin]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_l3369x9n">[image:image-0]<div class="imTAJustify"><span class="fs11">Gli Ordini, per TUTTE le Professioni Sanitarie che li attendono da anni, andranno a sbattere? Questa la prevedibile, e probabilmente inevitabile, conseguenza del vergognoso inciucio clientelare, grazie al quale sono stati introdotti al Senato, nel DDL Lorenzin , gli artt. 4 e 5 con i quali sono state “inventate”, “per grazia ricevuta” e di sana pianta, le professioni sanitarie di osteopata e chiropratico. Il tutto con una procedura in palese violazione di quanto stabilito, per l’individuazione di nuove professioni sanitarie, dall’art. 5 della legge 43/2006. Inciucio che sembrerebbe orchestrato proprio da quell’ineffabile sen.ce De Biasi (Partito Democratico), che, anche ora, pare volerci confermare nelle nostre convinzioni, visto che non perde occasione, in barba al suo ruolo di Relatrice del DDL, che dovrebbe vederla arbitro “super partes”, cioè neutrale, per ergersi a paladina degli aspiranti alla “grazia ricevuta” (…..a buon rendere, comunque, fra qualche mese).</span></div><div class="imTAJustify">Ma la “porcata”, (1) (per usare un termine colorito, ma probabilmente appropriato e per altro già sdoganato, dall’on. Calderoli, per descrivere la legge elettorale da lui stesso messa a punto, termine ormai anche accettato nel gergo comune per definire certe scelte politiche, alle quali la Casta ci ha abituato), quando il DDL è passato all’esame della Camera, presso la Commissione Affari Sociali, la “porcata”, dicevamo, si è evidenziata in tutta la sua incongruenza, lacunosità e pericolosità (per i pazienti), determinando, di fatto, una situazione di stallo in Commissione, col più che probabile rischio di una sua decadenza, causa possibili elezioni anticipate, come riportato dall’edizione di quotidianosanità di giovedì 26 gennaio, a firma di Giovanni Rodriguez, che riportiamo:</div><div><br></div><div class="imTAJustify">“Il ‘nodo’ ddl Lorenzin. In ordine di tempo, il ddl Lorenzin sulla riforma degli Ordini e le sperimentazioni cliniche verrà per ultimo. Una scelta dettata anche dalle difficoltà registrate in Commissione Affari sociali sul testo approvato dal Senato. Il percorso si preannuncia tutt’altro che semplice e, al momento, come riferito da fonti parlamentari Pd, una sola cosa sembra certa, il testo subirà delle modifiche: verrà eliminato il riferimento all’aggiornamento dei Lea, ormai superato dall’approvazione del Dpcm, e ci saranno cambiamenti sulle questioni riguardanti gli Ordini e le professioni. I problemi principali, infatti, verterebbero proprio sul riconoscimento di nuove professioni. La questione è stata già affrontata la scorsa settimana in un incontro tra i due presidenti delle commissioni Sanità di Camera e Senato, rispettivamente Mario Marazziti ed Emilia Grazia De Biasi.</div><div class="imTAJustify">Il testo, dunque, difficilmente approderà in Aula prima del prossimo aprile. L’approvazione definitiva del provvedimento dipenderà poi anche dall’odierna sentenza della Consulta sulla legge elettorale, e quindi dalla tempistica del prossimo ritorno alle urne. In caso di elezioni prima dell’estate, infatti, considerando che mancherebbe un ulteriore passaggio parlamentare al Senato dopo le modifiche che verranno apportate a Montecitorio, diventerebbe molto difficile riuscire ad approvare per tempo la riforma.</div><div><br></div><div class="imTAJustify">Ad aumentare le già evidenti perplessità sul testo, da parte di alcuni membri della Commissione Affari Sociali, hanno contribuito anche le Audizioni, che trascriviamo di seguito, tenutesi lo scorso mercoledì 11 gennaio. Audizioni decise in occasione della seduta della Commissione svoltasi il 19 dicembre (vedasi “Ma ci sono o ci fanno?”), nel corso delle quali gli auditi hanno ulteriormente rimarcato tutti gli aspetti negativi dell’intrallazzo.</div><div><br></div><div class="imTAJustify">Nell’occasione sono stati ascoltati, su questi argomenti specifici, il Prof. Giuseppe Novelli, Vicepresidente della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (CRUI) e Presidente dell’Osservatorio delle Professioni Sanitarie, l’on. Paola Binetti (Gruppo Misto – UDC), membro della Commissione citata e l’on. Teresa Piccione (Partito Democratico) anch’essa membro della stessa Commissione.</div><div><br></div><div>Ecco alcuni interessanti stralci delle loro dichiarazioni.</div><div><br></div><div class="imTAJustify">Riguardo osteopata e chiropratico, il Prof. Novelli sostiene, fra le altre cose, che, COME PRIMA COSA, “…il Ministero della Salute dovrebbe dire CHI E’ il professionista chiropratico e osteopata e COSA DEVE FARE……” e che occorre “lavorare per definire il processo didattico, il profilo per questi laureati”, cosa che “richiede tempo di valutare e analisi” e, di conseguenza, “…auspichiamo che ciò non comporti in alcun modo ritardo per l’istituzione di Ordini e Albi per le 22 professioni sanitarie già esistenti….”. Afferma successivamente, rispondendo a domanda, che “…ci sono 5.000 operatori osteopati; 2.000 con titolo di studio, laurea in medicina o fisioterapia che poi hanno conseguito un Master professionalizzante in varie Università e su questi tutto sommato siamo abbastanza sicuri. Il problema che ci preoccupa riguarda gli altri 3.000, di cui non sappiamo assolutamente niente, cosa sono, cosa fanno, che titolo di studio hanno conseguito. Ecco perché riteniamo importante mettere un po’ d’ordine….ma riteniamo che sia un argomento che non debba in alcun modo adesso rallentare l’operazione delle Professioni che sono già state studiate dal ’94 al ’98, che hanno ricevuto già i rispettivi profili sanitari, cioè le 22 Professioni Sanitarie…” e conseguentemente ecco “…l’idea di riflettere successivamente con questi (osteopati, chiropratici, ecc.) in maniera tale da dare al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR), al Consiglio Universitario Nazionale (CUN), alla Conferenza dei Rettori delle Università Italiana (CRUI) la possibilità di preparare i curricula formativi e didattici, perché ancora non ci sono; qui si rimanda, ma dobbiamo farli e quindi siamo pronti a farli, ma in una fase successiva…”.</div><div><br></div><div class="imTAJustify">Considerazioni più che legittime e assolutamente condivisibili: come si può creare una nuova professione sanitaria e immetterla nel settore, senza che PRIMA siano stati definiti il suo profilo e il suo iter formativo DALLE ISTITUZIONI PREPOSTE DALLA NORMATIVA A FARLO?</div><div><br></div><div class="imTAJustify">L’on. Paola Binetti, che, nel 2014, presentò l’ormai famosa Interrogazione al Ministero della Salute, in cui si richiedeva di chiarire chi avesse titolo ad esercitare osteopatia e chiropratica, Interrogazione alla quale, fuor di metafora, il Ministero rispose “che le attività svolte dall’osteopata e dal chiropratico rientrano nel campo delle attività riservate alle professioni sanitarie”, ratificando quindi, di conseguenza, che chi pratica osteopatia o chiropratica senza essere in possesso di una laurea sanitaria o di un titolo ad essa equipollente, commette reato di “esercizio abusivo di professione sanitaria”; l’on. Binetti che, il 7 luglio 2014, presentò addirittura una Proposta di Legge per l’istituzione della professione di osteopata, pare si sia ora resa conto che la faccenda è più complessa di quanto credeva in un primo momento, visto che, in Audizione, ha avuto modo di dire: “Mi chiedo fino a che punto noi possiamo inserire, in un Disegno di Legge che fa riferimento a professioni che sono vecchie, antiche, strutturate anche legittimamente, professioni che non dico stiano nascendo, però in ogni caso devono fare un percorso che è il percorso principale per quello che riguarda gli osteopati, per esempio, e cioè la definizione del curriculum……tra l’altro loro non sono nemmeno consapevoli del fatto che nel momento in cui vogliono essere inseriti in questo contesto e vogliono contestualmente far parte dei Corsi di Laurea, dovrebbero rinunciare a due terzi delle loro autonomie sul corso, perché nessuno di loro possiede i titoli necessari per garantire questa cosa, con una complessità per altro anche economica, perché questi (i corsi) sono tutti privati…..credo onestamente che ci sia tutta una serie di problemi che è giusto affrontare, che è giusto porsi, ma che in questo momento fanno da freno assoluto a tutta quella che è la chiarificazione che riguarda le altre professioni sanitarie…..è certo che questa è da un lato una delle parti più pasticciate della legge e dall’altro è una delle cose che maggiormente accentua le conflittualità tra le professioni e io credo che è uno dei freni più forti di fatto da portare avanti. E’ un problema che mi dispiace, perché ci troviamo all’ultimo anno della legislatura…..”</div><div><br></div><div class="imTAJustify">Infine, merita una citazione anche l’on. Teresa Piccione, membro della Commissione Affari Sociali e appartenente al Partito Democratico, che, perplessa, arriva a dire: “Sono stata preceduta nella domanda che ha rivolto al Prof. Novelli l’on. Binetti, perchè in effetti nella sua Relazione (quella del Prof. Novelli) parlando delle professioni sanitarie diceva che va bene l’articolo 7, va bene l’articolo 8, però avevo carpito che dimostrava una parte di sue perplessità proprio relativamente alle professioni di osteopata e chiropratico, che lui ravvisava troppo vaghe e che avrebbero bisogno poi di essere ridefinite presso il MIUR e quindi mi chiedevo anche io se, proprio dentro questo Disegno di Legge, noi siamo in condizione di individuare parametri chiari che possano ordinare e ordinamentare queste professioni o no…”.</div><div><br></div><div>I nodi sono dunque venuti al pettine?</div><div><br></div><div class="imTAJustify">“…il Ministero della Salute dovrebbe dire CHI E’ il professionista chiropratico e osteopata e COSA DEVE FARE……”</div><div><br></div><div class="imTAJustify">“Ecco perché riteniamo importante mettere un po’ d’ordine….ma riteniamo che sia un argomento che non debba in alcun modo adesso rallentare l’operazione delle Professioni che sono già state studiate dal ’94 al ’98…”</div><div><br></div><div class="imTAJustify">“…l’idea di riflettere successivamente con questi (osteopati, chiropratici, ecc.) in maniera tale da dare al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR), al Consiglio Universitario Nazionale (CUN), alla Conferenza dei Rettori delle Università Italiana (CRUI) la possibilità di preparare i curricula formativi e didattici…”</div><div><br></div><div class="imTAJustify">“Mi chiedo fino a che punto noi possiamo inserire, in un Disegno di Legge che fa riferimento a professioni che sono vecchie, antiche, strutturate anche legittimamente, professioni che non dico stiano nascendo, però in ogni caso devono fare un percorso che è il percorso principale per quello che riguarda gli osteopati, per esempio, e la definizione del curriculum…..”</div><div><br></div><div class="imTAJustify">“…credo onestamente che ci siano tutta una serie di problemi che è giusto affrontare, che è giusto porsi, ma che in questo momento fanno da freno assoluto a tutta quella che è la chiarificazione che riguarda le altre professioni sanitarie…..è certo che questa è da un lato una delle parti più pasticciate della legge e dall’altro è una delle cose che maggiormente accentua le conflittualità tra le professioni….”</div><div><br></div><div class="imTAJustify">“…dimostrava una parte di sue perplessità proprio relativamente alle professioni di osteopata e chiropratico, che lui ravvisava troppo vaghe e che avrebbero bisogno poi di essere ridefinite presso il MIUR e quindi mi chiedevo anche io se, proprio dentro questo Disegno di Legge, noi siamo in condizione di individuare parametri chiari che possano ordinare e ordinamentare queste professioni o no…”</div><div><br></div><div>E poi ci sono gli “inciucisti”, gli aspiranti a diventare professione sanitaria “per grazia ricevuta”, che tremano al solo pensiero che il DDL Lorenzin decada con la fine prematura della legislatura o, ancora peggio, recuperi la legalità, escludendoli.</div><div><br></div><div class="imTAJustify">Eccoli allora agitarsi, fare le vittime agli occhi dell’opinione pubblica, accusare i Fisioterapisti per il ritardo nell’approvazione del provvedimento, pubblicare sondaggi da fantascienza (“Osteopatia: 10 milioni di italiani vi ricorrono”), autoreferenziarsi, lamentarsi perché il DDL “…..è fermo alla Camera, dove, invece della valutazione di quanto stabilito dal Senato, sono riprese le audizioni e le verifiche prima di passare al voto…..” (e ci credo che si lamentino, visto come sono andate le Audizioni di cui sopra e cerchino di allontanarne altre!)…..e tentare così di intimidire e condizionare i membri della Commissione Affari Sociali.</div><div><br></div><div class="imTAJustify">Resta da sapere (e da vigilare su) quanto si sono detti, riguardo la situazione di stallo verificatasi sulla questione e sul come uscirne, l’on. Marazziti (Democrazia Solidale – Centro Democratico), Presidente della Commissione Affari Sociali della Camera e la sen. De Biasi, ormai contestatissima Presidente della Commissione Sanità del Senato…perchè le “porcate” potrebbero ancora essere dietro l’angolo.</div><div><br></div><div class="imTAJustify">Se prevalessero il buon senso e la legalità, una soluzione forse ci sarebbe: stralciare dal DDL Lorenzin, come richiesto a gran voce in un Documento non solo dai Fisioterapisti, ma da tutte le Professioni Sanitarie attualmente riconosciute, l’inciucio rappresentato dagli artt. 4 e 5 riguardanti osteopata e chiropratico, rinviando la loro presa in considerazione a tempi e modalità futuri, apportare al DDL le altre (forse poche) modifiche considerate necessarie (vedi ad esempio questione LEA) e rispedirlo poi, blindato (come spesso viene fatto per tanti altri provvedimenti) al Senato per un ultimo veloce passaggio, prima in Commissione Igiene e Sanità e successivamente in Aula, augurandoci (ed augurando alla Casta) che ci sia il tempo necessario per farlo.</div><div><br></div><div class="imTAJustify">Nota (1) – “Porcata”, dalla Treccani: “azione indegna, sleale o poco onesta, spec. a danno d’altri, mascalzonata”.</div><div><span class="cb1"><a href="http://www.riabilitazioneinfo.it/osteopata-chiropratico-professioni-sanitarie-grazia-ricevuta-affosserano-gli-attesi-ordini-le-professioni-sanitarie-romualdo-carini-fisioterapista-giornalista-pub/" target="_blank" class="imCssLink">Leggi l'articolo</a></span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 05 Feb 2017 18:00:00 GMT</pubDate>
			<link>http://www.spif.it/blog/?affosseranno-gli-attesi-ordini-per-le-professioni-sanitarie--</link>
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			<title><![CDATA[Dichiarazione IVA annuale]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=ADEMPIMENTI_FISCALI"><![CDATA[ADEMPIMENTI FISCALI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_81h4n28e"><div class="imTAJustify">[image:image-0]<span class="fs11">La Legge di Stabilità 2015 ha disposto che a partire dal periodo di imposta 2016 tutti </span><span class="fs11">i contribuenti dovranno presentare la Dichiarazione Annuale I.V.A. in forma </span><span class="fs11">autonoma, entro il 28.02.2017 con contestuale cancellazione dell’obbligo di </span><span class="imTAJustify fs11">trasmissione della Comunicazione Annuale Dati I.V.A.</span></div><div class="imTAJustify">Pertanto, a partire da quest’anno, la Dichiarazione I.V.A. non potrà più essere <span class="fs11">presentata in forma unificata, in occasione della trasmissione della Dichiarazione dei </span><span class="fs11">Redditi Modello Unico, ma esclusivamente in forma autonoma.</span></div><div class="imTAJustify">Restano invariati i termini di versamento del saldo I.V.A, fissati al 16 marzo, ovvero <span class="fs11">entro il termine di versamento delle imposte scaturenti dalla Dichiarazione dei </span><span class="fs11">Redditi, con la maggiorazione dello 0,40% a titolo di interesse.</span></div><div class="imTAJustify">Per gli anni di imposta 2017 e seguenti, la Dichiarazione Annuale I.V.A. dovrà essere <span class="fs11">presentata in forma autonoma entro il 30 aprile.</span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 05 Feb 2017 16:25:00 GMT</pubDate>
			<link>http://www.spif.it/blog/?dichiarazione-iva-annuale</link>
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			<title><![CDATA[Ddl Lorenzin. I fisioterapisti chiedono di stralciare le norme per l’istituzione di nuove professioni]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=DDL_Lorenzin"><![CDATA[DDL Lorenzin]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_3y9bk0a6">[image:image-0]<div class="imTAJustify"><span class="fs11">Ddl Lorenzin. I fisioterapisti chiedono di stralciare le norme per l’istituzione di nuove professioni</span></div><div class="imTAJustify">Il riferimento è in particolare a quella di osteopata. Per il presidente dell’Associazione italiana fisioterapisti Mauro Tavarnelli, “l'osteopatia esiste ma non è una professione. È una terapia complementare non convenzionale, già applicata da veri professionisti sanitari”.</div><div><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11">“L'osteopatia esiste, non è una professione ma una terapia complementare non convenzionale che è già applicata da veri professionisti sanitari. Diversa è la definizione dell'osteopata come figura professionale, un errore - a questo punto voluto - che continua a commettere il Roi”.</span><br></div><div> </div><div class="imTAJustify">Così il presidente dell'Associazione italiana fisioterapisti, Mauro Tavarnelli, per il quale serve “maggiore chiarezza sul tema e sull'efficacia dell'osteopatia”.</div><div class="imTAJustify">Tavarnelli auspica quindi il rispetto della legge 43/2006, sottolineando come tale provvedimento prevade che “l'individuazione di una nuova professione sanitaria, e non l'istituzione come invece si vorrebbe fare direttamente ora con il ddl Lorenzin, è subordinata a un parere tecnico scientifico espresso da apposite commissioni che operano nell'ambito del Consiglio superiore di sanità, di volta in volta nominate dal ministero della Salute”.</div><div> </div><div class="imTAJustify">“Oltretutto - aggiunge il presidente Aifi - la definizione delle funzioni che caratterizzano una nuova professione deve evitare parcellizzazioni o sovrapposizioni con le professioni già riconosciute o con le loro specializzazioni”.</div><div><br></div><div><span class="imTAJustify fs11">Per Tavarnelli “nulla di tutto ciò è stato rispettato, da quanto accaduto finora nei lavori parlamentari e dichiarato in ogni articolo del Roi, e le sovrapposizioni con le altre professioni sanitarie, in particolare il medico e il fisioterapista, sono palesi”.</span><br></div><div> </div><div class="imTAJustify">“Siamo fermamente convinti che serva una urgente regolamentazione delle professioni sanitarie esistenti - conclude il presidente Aifi - che attendono da troppi anni un loro pieno riconoscimento per la tutela della salute dei cittadini. Per questo chiediamo uno stralcio del concetto di nuove professioni sanitarie in un altro disegno di legge, in modo tale che si possa esaminare a parte la questione e nel contempo far proseguire l'iter del ddl Lorenzin e la conseguente istituzione degli ordini professionali”.</div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 02 Feb 2017 16:44:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Linee Guida apertura e conduzione studio professionale fisioterapico ]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=LIBERA_PROFESSIONE"><![CDATA[LIBERA PROFESSIONE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_18fo6u8s"><div class="imTAJustify">[image:image-1]<span class="fs11">Linee guida sull’apertura e conduzione dello studio professionale fisioterapico, al fine di produrre sia </span><span class="fs11">uno strumento di aiuto che di crescita professionale per la nostra categoria. Queste linee guida sono </span><span class="fs11">il frutto del lavoro svolto dall’Ufficio Nazionale Libera Professione SPIF, con la fattiva collaborazione </span><span class="imTALeft fs11">di altri membri dello SPIF AR.</span></div><div class="imTAJustify">Le indicazioni riguardano tutte le Regioni Italiane, ad eccezione della Regione Marche e della <span class="fs11">Regione Lazio. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="cb1"><a href="https://drive.google.com/file/d/0B32rB0N1cku0T2dGZlhuT1RhQ2M/view" target="_blank" class="imCssLink">Leggi le linee guida</a></span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 01 Feb 2017 16:17:00 GMT</pubDate>
			<link>http://www.spif.it/blog/?linee-guida-apertura-e-conduzione-studio-professionale-fisioterapico-</link>
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			<title><![CDATA[Sanità Campania al collasso,perché il ruvido De Luca ha ragione]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=SANITA%27"><![CDATA[SANITA']]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_wh369gh2">[image:image-0]di Ettore Mautone<div><br></div><div>Sanità Campania al collasso, <span class="fs11">perché il ruvido De Luca ha ragione</span></div><div><br></div><div class="imTAJustify">In principio fu il modello campano di salute di bassoliniana memoria: universalistico e solidale ma dai <span class="fs11">bilanci colabrodo. Poi giunse il commissariamento di Asl e ospedali a cavallo con la successiva </span><span class="fs11">giunta guidata, nel 2010, da Stefano Caldoro che intraprese la tortuosa via del pareggio dei conti in </span><span class="imTALeft fs11">rosso della Sanità. Per finire ora tocca ai Lea, Livelli essenziali di assistenza, calati a picco negli </span><span class="imTALeft fs11">anni e da riportare a galla mentre il ruolo di commissario è aspramente conteso tra Regione e </span><span class="imTALeft fs11">governo nell’incrocio tra le logiche e le opportunità della politica e le necessità contingenti che </span><span class="imTALeft fs11">chiedono di voltare pagina in un settore delicato come quello della tutela della salute.</span></div><div><div class="imTAJustify">In questa difficile partita il presidente della Regione Vincenzo De Luca, ha giocato tutte le sue carte <span class="imTALeft fs11">negli ultimi mesi commettendo anche molti e gravi errori. Come quando è scivolato in basso nei toni </span><span class="imTALeft fs11">della campagna pre­referendaria che gli sono costati un’indagine giudiziaria per presunto voto di </span><span class="imTALeft fs11">scambio, che ne ha poi di fatto intralciato il passo verso l’incarico di commissario al quale aspirava, </span><span class="imTALeft fs11">prestando il fianco anche ad aspre critiche politiche nel suo stesso partito e consegnando preziose </span><span class="imTALeft fs11">carte da giocare a chi, sui tavoli romani, spinge per lasciare al loro posto gli attuali delegati di </span><span class="imTALeft fs11">governo nel ruolo di commissari. O come quando all’indomani dei fati di Nola, con un pronto </span><span class="imTALeft fs11">soccorso ridotto ad ospedale da campo, ha ceduto ad un giudizio forse affrettato su una vicenda </span><span class="imTALeft fs11">probabilmente ancora da chiarire. Però, la sua richiesta di porre fine al commissariamento del </span><span class="imTALeft fs11">governo per assumere personalmente la responsabilità della sanità campana è sacrosanta. E, per </span><span class="imTALeft fs11">capire pienamente la natura e la portata del duro scontro istituzionale in corso, che vede da mesi </span><span class="imTALeft fs11">contrapposti, sul Piano politico (e non solo), la Regione Campania da un lato e il ministero della </span><span class="imTALeft fs11">Salute dall’altro, bisogna spiegare bene.</span></div></div><div><br></div><div><div class="imTAJustify">Quello che tutti chiamano “commissariamento” della Sanità campana in pratica si traduce nella <span class="fs11">pressoché totale etero­direzione programmatica della vita delle Asl e degli ospedali campani: dal 28 </span><span class="imTALeft fs11">luglio del 2009 il pallino di questa delicata materia da cui dipende il diritto alla tutela della salute dei </span><span class="imTALeft fs11">cittadini è infatti affidata a manager di nomina governativa. Commissari, appunto, che emanano atti, </span><span class="imTALeft fs11">programmi, piani (in forma di decreti), la cui attuazione è stata demandata ai direttori generali delle </span><span class="imTALeft fs11">Asl e degli ospedali ma il cui ruolo gestionale è da anni molto limitato, sottoposto al continuo vaglio, </span><span class="imTALeft fs11">spesso lungo e burocratizzato, sia preventivo sia in itinere (ogni quattro mesi) da parte dei ministeri </span><span class="imTALeft fs11">cosiddetti affiancanti. O meglio vigilanti: Salute ed Economia. Sul Piano tecnico tutto ciò, in otto anni, </span><span class="imTALeft fs11">si è tradotto in null’altro che un Piano di risanamento contabile che ha agito con la scure, e senza </span><span class="imTALeft fs11">andare troppo per il sottile, indiscriminatamente, su tutte le voci di spesa della sanità regionale.</span></div><div><br></div><div class="imTAJustify">Spesso in maniera ragionieristica ­ e senza alcuna valutazione di merito riguardo ai servizi <span class="fs11">essenziali, ai reali sprechi, salvaguardando quello che funzionava per gettare alle ortiche ciò che era </span><span class="imTALeft fs11">inutile, ovvero ridondante e inappropriato ­ i tagli hanno colpito duro il personale, la spesa </span><span class="imTALeft fs11">farmaceutica, le forniture di beni, servizi, le tecnologie, gli investimenti di edilizia sanitaria, il budget </span><span class="imTALeft fs11">dei centri accreditati. Tutto è finito nel tritacarne che serviva per il pareggio di bilancio nel superiore </span><span class="imTALeft fs11">interesse della tenuta dei conti pubblici. Ciò in barba a un criterio molto più articolato che avrebbe, </span><span class="imTALeft fs11">nelle intenzioni originarie, dovuto recuperare risorse incidendo il bisturi sul piano delle diseconomie </span><span class="imTALeft fs11">strutturali di un sistema sbilanciato e ospedalocentrico e con spese costantemente superiori ai ricavi </span><span class="imTALeft fs11">in tutte le strutture ospedaliere pubbliche.</span></div></div><div><div><br></div><div class="imTAJustify">Tanto per ricordare: sin dal 2010 il Piano ospedaliero, contenuto nel decreto commissariale n. 49 di <span class="fs11">quell’anno, a lungo vagliato, condiviso e per anni rimaneggiato dai suddetti ministeri, avrebbe dovuto </span><span class="fs11">conseguire risparmi strutturali per la diseconomica sanità campana per circa 260 milioni di euro </span><span class="fs11">annui. Un Piano non solo mai attuato ma che non ha mai dato i frutti attesi. Tant’è che nel 2016 si è </span><span class="imTALeft fs11">azzerato tutto e ricominciato daccapo. La maggior parte dei risparmi con cui si è raggiunto l’agognato </span><span class="imTALeft fs11">pareggio dei conti lo si è dunque ottenuto grazie alle tasse locali (con le aliquote di Irpef e Irap ai </span><span class="imTALeft fs11">valori massimi), in virtù dei tagli al personale (con il blocco totale del turn­over che ha fatto perdere </span><span class="imTALeft fs11">circa 15 mila camici bianchi disarticolando servizi essenziali e presidi periferici senza alcuna scelta </span><span class="imTALeft fs11">politica su quale livello di assistenza garantire e salvaguardare) e in ragione dei ticket per la </span><span class="imTALeft fs11">farmaceutica. Tant’è che il motore sempre acceso del deficit – come ha sempre ripetuto in questi </span><span class="imTALeft fs11">anni chi di management sanitario se ne intende – sarebbe tornato a camminare e macinare debiti non </span><span class="imTALeft fs11">appena la stretta dei tagli si fosse allentata.</span></div></div><div><div class="imTAJustify">Sullo sfondo, uno dei nodi politici principali ­ su cui almeno una parte del debito della sanità campana <span class="fs11">si è aggrovigliato, ossia la sottostima del fondo sanitario regionale, non è mai stato sciolto. Qui </span><span class="imTALeft fs11">occorre fare un inciso: il riparto alle Regioni della torta nazionale dei finanziamenti per la Salute </span><span class="imTALeft fs11">risponde, sin dal 1992 (quando fu varata la riforma 502 che introdusse le Asl al posto delle Usl) ad </span><span class="imTALeft fs11">un unico criterio principe: l’entità della popolazione anziana che assorbe più risorse per le cure </span><span class="imTALeft fs11">trascurando ogni altro parametro (come povertà relativa, svantaggio sciale, incidenza di malattie </span><span class="imTALeft fs11">croniche ecc.) per valutare i fabbisogni di risorse con cui correggere il valore attribuito, per la salute, </span><span class="imTALeft fs11">ad ogni singolo cittadino. Pertanto la quota procapite assegnata a ogni cittadino campano è </span><span class="imTALeft fs11">storicamente la più bassa del paese. Se si adeguasse tale budget alla media nazionale si potrebbero </span><span class="imTALeft fs11">assumere medici e infermieri ed effettuare investimenti che in una situazione risanata dal punto di </span><span class="imTALeft fs11">vista contabile consentirebbero di intercettare almeno una parte dei campani che ogni anni decidono </span><span class="imTALeft fs11">di curarsi fuori regione evitando di attribuire così a monte, alla Lombardia, piuttosto che all’Emilia, alla </span><span class="imTALeft fs11">Toscana o al Piemonte, circa 300 milioni di euro che hanno il non trascurabile risvolto di evitare che </span><span class="imTALeft fs11">quelle stesse regioni vadano in rosso.</span></div></div><div><br></div><div><div class="imTAJustify">Un disequilibrio che trova radici in Conferenza Stato Regioni ma che trae linfa vitale nel sostanziale <span class="fs11">atteggiamento pilatesco del governo che non ha mai voluto risolvere la questione. Ecco, da questo </span><span class="imTALeft fs11">punto nevralgico si può iniziare per chiedersi se sia legittimo o meno che il governatore della </span><span class="imTALeft fs11">Regione Campania Vincenzo De Luca assuma la piena responsabilità politica del rilancio dei Livelli di </span><span class="imTALeft fs11">assistenza in Campania, assumendo, ora che la legge finanziaria lo consente di nuovo, anche il </span><span class="imTALeft fs11">ruolo di commissario per la Sanità regionale.</span></div><div><br></div><div class="imTAJustify">Proprio De Luca sin dal suo insediamento ha fatto propria la battaglia delle Regioni del Sud guidando <span class="fs11">il fronte dei Governatori per il riequilibrio del riparto del fondo sanitario nazionale. Una rivendicazione </span><span class="imTALeft fs11">da condurre in Conferenza Stato­Regioni ma che, al venir meno dell’unanimità delle decisioni in </span><span class="imTALeft fs11">quell’Assise, sposta l’asse politico delle decisioni in capo al Governo centrale. Cosa impedisce oggi, </span><span class="imTALeft fs11">dunque, al governo di Roma, di riconoscere De Luca come responsabile dei livelli di assistenza della </span><span class="imTALeft fs11">sanità campana visto che non è lui ad aver generato l’antico buco ora risanato? Cosa impedisce di </span><span class="imTALeft fs11">lasciare che sia lui a muovere i fili del governo della salute regionale, senza anelli burocratici </span><span class="imTALeft fs11">intermedi, salvo poi, come prevede del resto la legge, chiedergli conto dei risultati ottenuti da qui a </span><span class="imTALeft fs11">sei mesi e poi a un anno? Certo, in questi anni il commissariamento è stato inteso anche come </span><span class="imTALeft fs11">camera di compensazione politica dei mutevoli equilibri tra maggioranza e opposizione ora del </span><span class="imTALeft fs11">governo centrale ora di quello locale. Una graticola su cui spesso e volentieri sono stati sacrificati </span><span class="imTALeft fs11">provvedimenti, azioni e anche nomine intese per urgenti e invece lasciate a decantare per mesi se </span><span class="imTALeft fs11">non anni. Ora quel che è certo è che lo stato di deliquio che ha raggiunto il servizio sanitario </span><span class="imTALeft fs11">campano chiede un cambio di passo, decisioni rapide, unione di intenti e un lavoro serrato per </span><span class="imTALeft fs11">recuperare in breve tempo ritardi annosi e irrisolti che pesano come un macigno sui livelli di </span><span class="imTALeft fs11">assistenza in Campania e da qui sulle sorti dei cittadini a cui sono negati diritti fondamentali e che </span><span class="imTALeft fs11">scontano la più bassa vita media del Paese e la più alta mortalità evitabile. Non è detto che De Luca </span><span class="imTALeft fs11">riesca ma almeno dovrebbe poter provare e i cittadini e lo stesso ministero su questo giudicare, per </span><span class="imTALeft fs11">promuovere o magari bocciare.</span></div></div><div><br></div><div>Il Mattino.it</div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 31 Jan 2017 16:28:00 GMT</pubDate>
			<link>http://www.spif.it/blog/?sanita-campania-al-collasso,perche-il-ruvido-de-luca-ha-ragione</link>
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			<title><![CDATA[Aifi (Fisioterapisti): «Dal Registro Osteopati Italiani affermazioni false, intervenga il Ministero»]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=Osteopatia"><![CDATA[Osteopatia]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00it1k48"><div class="imTAJustify">[image:image-0]<span class="fs11">«Sorpresi e dispiaciuti». Così i fisioterapisti dell'Aifi nel constatare come il Registro degli Osteopati d'Italia (Roi) attribuisca la colpa del ritardo dell'approvazione del Ddl Lorenzin proprio ai fisioterapisti, «invece sempre stati in prima linea per chiederne l'accelerazione accanto alle professioni sanitarie». Infatti, spiega il presidente Aifi, Mauro Tavarnelli, «contrariamente a quanto sostenuto dal Roi, i fisioterapisti sono molto preoccupati della salute degli italiani e proprio per questo motivo siamo intervenuti nel dibattito sul riconoscimento dell'osteopatia, ovvero per correggere le affermazioni false o tendenziose dei vari osteopati».</span></div><div class="imTAJustify">In particolare, «ricordo alla presidente Paola Sciomachen che l'esistenza di linee guida del trattamento osteopatico non documenta affatto l'efficacia di una terapia, ma elenca delle raccomandazioni che potrebbero anche non essere supportate da letteratura scientifica. Quindi- rincara Tavarnelli- si continua a parlare di grande efficacia dell'osteopatia ma non si presentano mai prove sufficienti a supporto di tali affermazioni». Riguardo alla continua citazione di dati Istat ed Eurispes sul presunto aumento dell'utilizzo delle medicine non convenzionali in Italia, in cui oggi viene classificata l'osteopatia, «faccio notare che puntualmente non viene fatto alcun riferimento ai dati Istat del 2013 che documentano invece un crollo del ricorso a queste tipologie di trattamento, attestandosi all'8,2% rispetto al 15,8% del 2000».</div><div class="imTAJustify">Per l'Aifi, inoltre, è «quantomeno discutibile l'affermazione di Sciomachen secondo la quale milioni di italiani stanno chiedendo il riconoscimento della figura dell'osteopata”. Infatti «una buona parte di osteopati italiani non concordano nemmeno con questa scelta di regolamentare questa professione come sanitaria e ci sono moltissimi fisioterapisti e medici con formazione in osteopatia che possono già utilizzare tale approccio senza avere bisogno di alcun riconoscimento e, soprattutto, senza esercitare abusivamente una professione sanitaria».</div><div><br></div><div>A questo proposito, aggiunge Tavarnelli, «sarebbe interessante chiedere alle rappresentanze dei medici e dei cittadini se condividono realmente le affermazioni del Roi».</div><div class="imTAJustify">Sarebbe quindi ininfluente, secondo l’Aifi, il riferimento ai Paesi dell'Unione europea dove l'osteopatia è già regolamentata (a maggio 2016 sono Finlandia, Francia, Islanda, Malta, Portogallo, Svizzera e Regno Unito - a Malta parliamo in tutto di due osteopati): si tratta di 7 su 28. Per Tavarnelli è «inaccettabile da parte del Roi porre l'osteopata alla stregua delle altre professioni sanitarie senza averne lo status giuridico. Situazione ben diversa è quella invece dei professionisti sanitari, come fisioterapisti e medici, che integrano questo approccio con la medicina convenzionale in scienza e coscienza, così come si dovrebbe fare con tutte le medicine non convenzionali».</div><div class="imTAJustify">A questo punto Aifi ritiene necessario un intervento dei preposti organismi istituzionali deputati al controllo e alla tutela della salute pubblica. «Devono agire con urgenza- sostiene con forza Tavarnelli- per impedire che in Italia persone senza un'abilitazione all'esercizio di professione sanitaria continuino a occuparsi della salute dei cittadini, definendo impropriamente l'osteopatia una professione 'integrata con le altre, in un sistema di cura che vede la salute del paziente al centro di un lavoro interdisciplinare».</div><div class="imTAJustify">Infine, Tavarnelli puntualizza: «L'osteopatia è una medicina non convenzionale, non una professione, e ai cittadini che si rivolgono a questa tipologia di trattamento consiglio quindi di farlo, se lo ritengono opportuno, recandosi da coloro che professionisti sanitari lo sono davvero e che successivamente si sono formati nella materia, e non da persone che frequentano scuole private con programmi senza alcuna autorizzazione ministeriale».</div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 30 Jan 2017 16:23:00 GMT</pubDate>
			<link>http://www.spif.it/blog/?aifi--fisioterapisti----dal-registro-osteopati-italiani-affermazioni-false,-intervenga-il-ministero-</link>
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			<title><![CDATA[In stallo il ddl Lorenzin :]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=DDL_Lorenzin"><![CDATA[DDL Lorenzin]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_m7ytvt2f"><div class="imTAJustify"><span class="fs11"> </span>[image:image-0]<span class="fs11">in ordine di tempo, il ddl Lorenzin sulla riforma degli Ordini e le sperimentazioni cliniche verrà per ultimo. Una scelta dettata anche dalle difficoltà registrate in commissione Affari sociali sul testo approvato dal Senato. Il percorso si preannuncia tutt'altro che semplice e, al momento, come riferito da fonti parlamentari Pd, una sola cosa sembra certa, il testo subirà delle modifiche: verrà eliminato il riferimento all'aggioramento dei Lea, ormai superato</span></div><div><span class="cb1"><a href="http://www.quotidianosanita.it/governo-e-parlamento/articolo.php?articolo_id=47239" target="_blank" class="imCssLink">Leggi la notizia</a></span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 25 Jan 2017 16:00:00 GMT</pubDate>
			<link>http://www.spif.it/blog/?in-stallo-il-ddl-lorenzin--</link>
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			<title><![CDATA[Lavoro dipendente: il tempo di spostamento in busta paga:]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=LAVORO"><![CDATA[LAVORO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_9us0hep1">[image:image-0]Lavoro dipendente: il tempo di spostamento in busta paga: Va retribuito il tempo del lavoratore che impiega per recarsi dal luogo ove termina il lavoro a quello in cui invece era iniziato.<div>I lavoratori che terminano il lavoro in un luogo diverso rispetto a quello in cui è iniziato hanno diritto ad una retribuzione che compensi il tempo impiegato per spostarvisi. È quanto chiarito dalla Cassazione con una sentenza</div><div><br></div><div><span class="cb1"><a href="http://www.laleggepertutti.it/146999_lavoro-dipendente-il-tempo-di-spostamento-in-busta-paga" target="_blank" class="imCssLink">Leggi la notizia</a></span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 17 Jan 2017 15:56:00 GMT</pubDate>
			<link>http://www.spif.it/blog/?lavoro-dipendente--il-tempo-di-spostamento-in-busta-paga-</link>
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			<title><![CDATA[L'importanza della contrattazione sindacale]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=Attivit%C3%A0_Sindacale"><![CDATA[Attività Sindacale]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_tx3q4y3c"> [image:image-0]- A seguito di un incontro sindacale svolto a metà gennaio, dopo lunghe trattative, comprendendo la parte datoriale le motivazioni giuri/lavorative esposte dai nostri dirigenti, si è giunti alla conclusione che, con una buona percentuale, i nostri colleghi, dopo anni ed anni di lavoro con rapporto Libero Professionale, verranno assunti dalla Cooperativa.<div><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 15 Jan 2017 15:59:00 GMT</pubDate>
			<link>http://www.spif.it/blog/?l-importanza-della-contrattazione-sindacale</link>
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			<title><![CDATA[Sorpresa nell’assegnazione degli incarichi di sottosegretario nel Governo Gentiloni]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=Ministero_della_Salute"><![CDATA[Ministero della Salute]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_x3cy1j31">[image:image-0]Sorpresa nell’assegnazione degli incarichi di sottosegretario nel Governo Gentiloni. Alla Salute arriva l’ex sottosegretario al Miur Faraone e al suo posto va De Filippo che lascia il ministero di Lungotevere a Ripa dopo circa tre anni. Ecco tutta la squadra dei sottosegretari. &nbsp;Nel corso della riunione del 29 dicembre 2016, il Consiglio dei Ministri ha nominato 41 Sottosegretari di Stato che presteranno giuramento oggi alle 19.30 a Palazzo Chigi. Ecco la lista completa..<div><a href="http://www.quotidianosanita.it/governo-e-parlamento/articolo.php?articolo_id=46494" target="_blank" class="imCssLink"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<span class="cb1">Leggi l'articolo </span></a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 29 Dec 2016 16:07:00 GMT</pubDate>
			<link>http://www.spif.it/blog/?sorpresa-nell-assegnazione-degli-incarichi-di-sottosegretario-nel-governo-gentiloni</link>
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			<title><![CDATA[L'AIFI interviene con proprie memorie, nel merito delle criticità ravvisate nelle determinazione dei nuovi LEA]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=LEA"><![CDATA[LEA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_b85g77gb"><div class="imTAJustify">[image:image-0]Memoria di Audizione presso la XII Commissione Igiene e Sanità del Senato della Repubblica sull’esame dello schema di decreto del Presidente del Consiglio dei ministri recante la definizione e l’aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza (LEA) di cui all’articolo 1, comma 7, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 (Atto n. 358).</div><div><span class="cb1"><a href="http://www.spif.it/files/Memoria-AIFI-audizione-LEA-06-12-2016.pdf" target="_blank" class="imCssLink">leggi il documento</a></span></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 07 Dec 2016 15:51:00 GMT</pubDate>
			<link>http://www.spif.it/blog/?l-aifi-interviene-con-proprie-memorie,-nel-merito-delle-criticita-ravvisate-nelle-determinazione-dei-nuovi-lea</link>
			<guid isPermaLink="false">http://www.spif.it/blog/rss/b85g77gb</guid>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Lo Spif Ar, inizia a diffidare i Direttori Generali delle Asl - Legge 251/2000]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=Attivit%C3%A0_Sindacale"><![CDATA[Attività Sindacale]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_yfk06pa8"><div class="imTAJustify">[image:image-0]<span class="fs11"> A seguito dell’Avviso Pubblico di mobilità volontaria regionale ed interregionale per la copertura di n. 2 posti di Dirigente delle Professioni Sanitarie Infermieristiche , Tecniche, della Riabilitazione, della Prevenzione e della Professione Ostetrica (LEGGE 251/2000) lo Spif Ar, diffida la AOU Città della Salute, di Torino, per avere escluso, dal bando, le altre professioni di area riabilitativa.</span></div><div><span class="cb1"><a href="http://www.webspif.it/wordpress/?p=439" target="_blank" class="imCssLink">Di seguito la richiesta di revoca:</a></span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 07 Dec 2016 15:49:00 GMT</pubDate>
			<link>http://www.spif.it/blog/?lo-spif-ar,-inizia-a-diffidare-i-direttori-generali-delle-asl---legge-251-2000</link>
			<guid isPermaLink="false">http://www.spif.it/blog/rss/yfk06pa8</guid>
		</item>
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			<title><![CDATA[Quel “baccano” sui fisioterapisti ]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=XII_COMMISSSIONE"><![CDATA[XII COMMISSSIONE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_z9o399h4">[image:image-0]Gentile Direttore,<div class="imTAJustify">nell’esprimere la nostra assoluta contrarietà alle offese rivolte alla Senatrice Emilia De Biasi di cui ci auspichiamo trovino conforto nella legge, non vorremmo che tutto il polverone che si è alzato sulle “diatribe”, finisse per confondere una parte con il tutto di una categoria, quella dei Fisioterapisti, che, comunque nella stragrande maggioranza e sempre nel rispetto dei ruoli istituzionali, è libera di esprimere il proprio pensiero come detta la nostra Costituzione......</div><div><span class="cb1"><a href="http://www.quotidianosanita.it/lettere-al-direttore/articolo.php?articolo_id=45846" target="_blank" class="imCssLink">Leggi l'articolo</a></span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 05 Dec 2016 15:48:00 GMT</pubDate>
			<link>http://www.spif.it/blog/?quel--baccano--sui-fisioterapisti-</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[NOVITÀ PER IL NUOVO TRIENNIO FORMATIVO 2017-2019]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=FORMAZIONE"><![CDATA[FORMAZIONE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_06r15ljj"><div class="imTAJustify">[image:image-0]<span class="fs11">Novità per il nuovo triennio formativo 2017-2019, esenzioni e bonus per i virtuosi, ma cosa succede a chi non ha rispettato la formazione obbligatoria per legge? I professionisti che non hanno portato a termine l’aggiornamento rischiano complicazioni e non da poco. Blocco degli scatti contrattuali, difficoltà di ammissione alle selezioni per Direzione di Struttura Complessa, problemi per iscriversi all’Albo dei Medici Competenti, impedimenti per lavorare nel privato accreditato e anche in enti pubblici.</span><br></div><div><a href="http://www.webspif.it/wordpress/?p=432" target="_blank" class="imCssLink"><br></a></div><div><span class="cb1"><a href="http://www.webspif.it/wordpress/?p=432" target="_blank" class="imCssLink">Leggi la notizia</a></span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 03 Dec 2016 15:54:00 GMT</pubDate>
			<link>http://www.spif.it/blog/?novita-per-il-nuovo-triennio-formativo-2017-2019</link>
			<guid isPermaLink="false">http://www.spif.it/blog/rss/06r15ljj</guid>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[ORDINANZA sul ricorso numero di registro generale 1107 del 2016]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=Massofisioterapisti"><![CDATA[Massofisioterapisti]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_br6gasv1"><div class="imTAJustify">[image:image-0]<span class="fs11">Respinto il ricorso per il riconoscimento della conversione creditizia per Diplomati Massaggiatore-Massofisioterapista presso l'Istituto E. Fermi di Perugia e per Laureati in Scienze delle Attività Motorie e Sportive che, desideravano accedere al corso di Laurea in Fisioterapia.</span></div><div class="imTAJustify">" Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Piemonte (Sezione Prima) respinge la domanda cautelare....."</div><div><span class="cb1"><a href="https://www.giustizia-amministrativa.it/cdsintra/wcm/idc/groups/public/documents/document/mday/mjk3/~edisp/srqob6yig5tz57qbx4o6nt5d3q.html" target="_blank" class="imCssLink">Leggi l'Ordinanza</a></span></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 01 Dec 2016 15:45:00 GMT</pubDate>
			<link>http://www.spif.it/blog/?ordinanza-sul-ricorso-numero-di-registro-generale-1107-del-2016</link>
			<guid isPermaLink="false">http://www.spif.it/blog/rss/br6gasv1</guid>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Se la medicina alternativa diventa “alternativa” alle leggi dello Stato ]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=MEDICINA_ALTERNATIVA"><![CDATA[MEDICINA ALTERNATIVA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_wemlue42"><div class="imTAJustify">[image:image-0]<span class="fs11">Il problema è che in un servizio sanitario non precisamente perfetto, con liste di attesa, mancanza di fondi per patologie minori, affollamento dei servizi, farraginosità burocratica, molte volte il cittadino è spinto a rivolgersi a cure private, basate sul passaparola in un ambiente, come detto, scarsamente controllato. D’altronde, le statistiche parlano di milioni di Italiani che si rivolgono alle medicine alternative per curarsi e pertanto il fenomeno di cui stiamo parlando non è di poco conto. Forti di questa palese tolleranza, una notevole quantità di operatori hanno cominciato a frequentare corsi di formazione in medicina alternativa, a seguito dei quali hanno aperto il loro studio “professionale” ed hanno cominciato a lavorare con l’accesso diretto sul paziente.</span></div><div><span class="cb1"><a href="http://www.quotidianosanita.it/lettere-al-direttore/articolo.php?articolo_id=45711" target="_blank" class="imCssLink">Leggi l'articolo</a></span></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 01 Dec 2016 15:43:00 GMT</pubDate>
			<link>http://www.spif.it/blog/?se-la-medicina-alternativa-diventa--alternativa--alle-leggi-dello-stato-</link>
			<guid isPermaLink="false">http://www.spif.it/blog/rss/wemlue42</guid>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[I dipendenti pubblici, non sono in vendita! ]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=CSE"><![CDATA[CSE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_21690gon">[image:image-0] Altro che contratto degli statali!!!<div class="imTAJustify">A pochi giorni dalla consultazione referendaria CGIL CISL e UIL firmano una dichiarazione di intenti preelettorale assolutamente generica che non produrrà alcun effetto immediato. Un’iniziativa che vuole far credere ai lavoratori che si sia rinnovato il contratto, quando non è così. L’intesa sottoscritta con il Governo non è il contratto di lavoro ma semplicemente un impegno di carattere politico e la strada per arrivare al rinnovo risulta ancora lunga e piena di ostacoli. Assecondando la propaganda elettorale del Premier Renzi, CGIL CISL e UIL non solo non hanno portato a casa nulla per i lavoratori del pubblico impiego, ma hanno anche pregiudicato il futuro della contrattazione che, necessariamente, dovrà aprirsi all’Aran con tutti i soggetti rappresentativi.</div><div><span class="cb1"><a href="http://www.webspif.it/wordpress/?p=429" target="_blank" class="imCssLink">Leggi l'articolo</a></span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 01 Dec 2016 15:38:00 GMT</pubDate>
			<link>http://www.spif.it/blog/?i-dipendenti-pubblici,-non-sono-in-vendita--</link>
			<guid isPermaLink="false">http://www.spif.it/blog/rss/21690gon</guid>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[E' estorsione, far firmare il lavoratore]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=SENTENZE"><![CDATA[SENTENZE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0vg82873">[image:image-0]<div class="imTAJustify"><span class="fs11">Integra il reato di estorsione anche la condotta del datore di lavoro che, anteriormente alla conclusione del contratto, impone al lavoratore, ovvero induce il lavoratore, ad accettare condizioni contrarie a legge ponendolo nell’alternativa di accettare quanto richiesto ovvero di subire il male minacciato.</span></div><div class="imTAJustify">Lo ha ribadito la Corte di Cassazione, seconda sezione penale, nella sentenza n. 18727/2016.</div><div><span class="cb1"><a href="http://www.webspif.it/wordpress/?p=426" target="_blank" class="imCssLink">Leggi l'articolo</a></span></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 01 Dec 2016 15:36:00 GMT</pubDate>
			<link>http://www.spif.it/blog/?e--estorsione,-far-firmare-il-lavoratore</link>
			<guid isPermaLink="false">http://www.spif.it/blog/rss/0vg82873</guid>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Ddl Lorenzin. I fisioterapisti Spif-Ar scrivono a Marazziti: “Superfluo inventarsi nuove professioni”]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=Attivit%C3%A0_Sindacale"><![CDATA[Attività Sindacale]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_9344fo8m">[image:image-0]<div class="imTAJustify"><span class="fs11">“Inventarsi nuove Professioni, appare a nostro avviso, superfluo e comunque, qualora il Parlamento ritenesse necessario individuare Nuove Professioni Sanitarie, operi secondo criteri già stabiliti per legge. Anticipiamo che risulterebbe un imbrigliamento, oltreché una perdita di tempo, la relativa discussione in Commissione dei superiori DDL”. Così si legge in un passaggio della lettera indirizzata al presidente della commissione Affari sociali Mario Marazziti nell’ambito del Ddl Lorenzin in discussione, firmata dal Presidente Nazionale Spif Ar Antonio G. Cartisano e dal Segretario Nazionale Spif Ar Roberto V. Ferrara.</span></div><div><span class="cb1"><a href="http://www.quotidianosanita.it/governo-e-parlamento/articolo.php?articolo_id=45176" target="_blank" class="imCssLink">Leggi l'articolo</a></span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 17 Nov 2016 15:33:00 GMT</pubDate>
			<link>http://www.spif.it/blog/?ddl-lorenzin--i-fisioterapisti-spif-ar-scrivono-a-marazziti---superfluo-inventarsi-nuove-professioni-</link>
			<guid isPermaLink="false">http://www.spif.it/blog/rss/9344fo8m</guid>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Ddl Lorenzin: Illogicità manifesta? ]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=Attivit%C3%A0_Sindacale"><![CDATA[Attività Sindacale]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_do098757">[image:image-0]<div class="imTAJustify"><span class="fs11">Inviata, in data odierna, la nota Spif Ar, al Presidente della XII commissione permanente Affari Sociali della Camera dei Deputati, in merito al DDL LORENZIN, in attesa della convocazione. Entrando nel merito del DDL approvato al Senato, ci preme rappresentare soprattutto l’illogicità manifesta del testo che assume , a nostro parere, anche profili di incostituzionalità.</span></div><div class="imTAJustify">Infatti l’art. 3, capo III, art.8, comma 14 recita “ Restano ferme le disposizioni di cui agli articoli 5 e 7, comma 2, della legge 1 febbraio 2006, n. 43, in materia di istituzione, trasformazione e integrazioni delle professioni sanitarie”.</div><div><span class="cb1">Leggi la nota</span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 15 Nov 2016 15:32:00 GMT</pubDate>
			<link>http://www.spif.it/blog/?ddl-lorenzin--illogicita-manifesta--</link>
			<guid isPermaLink="false">http://www.spif.it/blog/rss/do098757</guid>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Gestione separata INPS: scende l’aliquota nel 2017]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=ADEMPIMENTI_FISCALI"><![CDATA[ADEMPIMENTI FISCALI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_bt683134">[image:image-0]<div class="imTAJustify"><span class="fs11">In base al disegno di legge d bilancio 2017 l’aliquota dei professionisti senza cassa non solo non si alzerà come era previsto già da qualche anno, ma scenderà di due punti percentuali, dal 27 al 25%. La discesa dell’aliquota per i professionisti è una buona notizia – non del tutto inattesa, stante le battaglie di questa che è ormai divenuta una categoria di lavoratori, anche se non ancora organizzata attraverso forme di rappresentanza sindacale sufficientemente rappresentative – perchè porta il livello di tassazione quasi a quello previsto per gli artigiani.</span></div><div>Ma non sono tutte le categorie di iscritti a beneficiare di questo vantaggio. Ecco i dettagli.</div><div><span class="cb1"><a href="http://business.laleggepertutti.it/14523_gestione-separata-inps-scende-laliquota-nel-2017" target="_blank" class="imCssLink">Leggi la notizia</a></span></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 05 Nov 2016 15:29:00 GMT</pubDate>
			<link>http://www.spif.it/blog/?gestione-separata-inps--scende-l-aliquota-nel-2017</link>
			<guid isPermaLink="false">http://www.spif.it/blog/rss/bt683134</guid>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[“Ma ci sono…..o ci fanno”? (di Romualdo Carini – Fisioterapista e Giornalista Pubblicista: ]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=DDL_Lorenzin"><![CDATA[DDL Lorenzin]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_6ap4270a">[image:image-0]<div class="imTAJustify"><span class="fs11">Alé, avanti, c’è posto! Tutti sul carro delle professioni sanitarie: “esperto in medicina manuale vertebrale” (ma non è già di competenza del fisioterapista in possesso di specifica preparazione?); “odontotecnico”; “osteopata professione sanitaria primaria” (variante di quella presente, per grazia ricevuta, nel DDL Lorenzin?); “operatore sanitario naturopata”; “professione sanitaria di erborista”; “figura professionale di tecnico di ecocardiografia”; “figura professionale di operatore socio-sanitario”; “figura professionale di fisioterapista” (ma non lo sanno che esistiamo già da un pezzo?)</span></div><div><span class="cb1"><a href="http://www.quotidianosanita.it/studi-e-analisi/articolo.php?articolo_id=44640" target="_blank" class="imCssLink">Leggi la notizia</a></span></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 05 Nov 2016 15:27:00 GMT</pubDate>
			<link>http://www.spif.it/blog/?-ma-ci-sono---o-ci-fanno----di-romualdo-carini---fisioterapista-e-giornalista-pubblicista--</link>
			<guid isPermaLink="false">http://www.spif.it/blog/rss/6ap4270a</guid>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Responsabilità professionale. Ecco il testo pronto per l’esame dell’Aula]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=Ministero_della_Salute"><![CDATA[Ministero della Salute]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_auq5dx04">[image:image-0]<div class="imTAJustify"><span class="fs11">Pronto il nuovo testo del disegno di legge sulla responsabilità professionale approvato in settimana dalla commissione Sanità sul quale è stato conferito il mandato al relatore Amedeo Bianco (Pd) di conferire favorevolmente all'Aula. Come abbiamo già anticipato ieri, molte le modifiche apportate rispetto al testo approvato lo scorso 28 gennaio alla Camera:</span></div><div><span class="cb1"><a href="http://www.quotidianosanita.it/governo-e-parlamento/articolo.php?articolo_id=44742" target="_blank" class="imCssLink">Leggi la notizia</a></span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 04 Nov 2016 15:25:00 GMT</pubDate>
			<link>http://www.spif.it/blog/?responsabilita-professionale--ecco-il-testo-pronto-per-l-esame-dell-aula</link>
			<guid isPermaLink="false">http://www.spif.it/blog/rss/auq5dx04</guid>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Prosegue il taglio a ospedali, letti e personale. Ma cresce l’assistenza territoriale e domiciliare:]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=Ministero_della_Salute"><![CDATA[Ministero della Salute]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_j618b3gu">[image:image-0]<div class="imTAJustify"><span class="fs11">Prosegue inesorabile la diminuzione di ospedali (-21 strutture), posti letto (-6.265), e personale del nostro Ssn (-3.363 unità) me cresce pure l’assistenza territoriale con un boom (+15%) dell’assistenza domiciliare e l’aumento delle strutture sul territorio. A dirlo sono i numeri per l’anno 2013 forniti dal Ministero della Salute e contenuti nell’Annuario Statistico del Servizio Sanitario Nazionale Assetto organizzativo, attività e fattori produttivi del SSN per l’anno 2013.</span></div><div><span class="cb1"><a href="http://www.quotidianosanita.it/studi-e-analisi/articolo.php?articolo_id=44640" target="_blank" class="imCssLink">Leggi la notizia</a></span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 02 Nov 2016 15:23:00 GMT</pubDate>
			<link>http://www.spif.it/blog/?prosegue-il-taglio-a-ospedali,-letti-e-personale--ma-cresce-l-assistenza-territoriale-e-domiciliare-</link>
			<guid isPermaLink="false">http://www.spif.it/blog/rss/j618b3gu</guid>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Nuovo obbligo di comunicare fatture emesse, ricevute e registrate:]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=ADEMPIMENTI_FISCALI"><![CDATA[ADEMPIMENTI FISCALI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_in9q0y3y">[image:image-0]<div class="imTAJustify"><span class="fs11">Dal 2017 tutti i titolari di partita Iva dovranno comunicare le fatture emesse, ricevute e registrate, insieme ai dati contabili riepilogativi delle liquidazioni periodiche Iva. Alla faccia della prospettata semplificazione fiscale. È questa la novità introdotta dal a </span><span class="fs11"><span class="cb1"><a href="http://www.laleggepertutti.it/137276_decreto-legge-22-ottobre-2016-n-193-misure-urgenti-in-materia-fiscale" target="_blank" class="imCssLink">decreto fiscale</a></span> approvato l’altro ieri dal Governo. In particolare il nuovo obbligo scatt</span><span class="fs11">a partire da &nbsp;maggio 2017 e vale per per le aziende e professionisti.</span></div><div><span class="cb1"><a href="http://www.laleggepertutti.it/137501_nuovo-obbligo-di-comunicare-fatture-emesse-ricevute-e-registrate" target="_blank" class="imCssLink">Leggi la notizia</a></span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 26 Oct 2016 14:20:00 GMT</pubDate>
			<link>http://www.spif.it/blog/?nuovo-obbligo-di-comunicare-fatture-emesse,-ricevute-e-registrate-</link>
			<guid isPermaLink="false">http://www.spif.it/blog/rss/in9q0y3y</guid>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Dipartimento Federale Spif Ar, presente alla Camera dei deputati: ]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=Attivit%C3%A0_Sindacale"><![CDATA[Attività Sindacale]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_xalo3r10">[image:image-0]<div class="imTAJustify"><span class="fs11">In data odierna, il Presidente &nbsp;della Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati, facendo seguito alla </span><span class="fs11 cb1">richiesta di convocazione</span><span class="fs11"> da parte del Dipartimento Federale Spif Ar, per affrontare le tematiche legate al disegno di legge n. 3868 , approvato dal Senato, recante “Deleghe al Governo in materia di sperimentazione clinica di medicinali, nonché disposizioni per l’aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza, per il riordino delle professioni sanitarie e per la dirigenza sanitaria del Ministero della salute”, attualmente all’esame della XII Commissione (Affari sociali) della Camera dei deputati, ha invitato la nostra O.S. nel predisporre un documento contenente elementi di valutazione da parte del CSE Sanità-Federazione professioni sanitarie, sociali, tecniche e amministrative – Dipartimento Federale SPIF. I nostri Legali, stanno predisponendo un elaborato che, a breve, verrà inviato al Presidente ed ai componenti la commissione</span></div><div><span class="cb1">Leggi la richiesta</span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 24 Oct 2016 14:16:00 GMT</pubDate>
			<link>http://www.spif.it/blog/?dipartimento-federale-spif-ar,-presente-alla-camera-dei-deputati--</link>
			<guid isPermaLink="false">http://www.spif.it/blog/rss/xalo3r10</guid>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Lea e riabilitazione respiratoria. C’è qualcosa che non va]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=LEA"><![CDATA[LEA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_9f4208uq">[image:image-0]Gentile Direttore,<div class="imTAJustify">le scriviamo in rappresentanza dell’Associazione Riabilitatori dell’Insufficienza Respiratoria (ARIR) che dal 1989 su base volontaristica si occupa della formazione dei fisioterapisti negli ambiti inerenti la fisioterapia riabilitazione respiratoria e concorre con numerose iniziative alla sensibilizzazione delle altre figure sanitarie e dei cittadini alla cultura della prevenzione, cura, riabilitazione e palliazione nelle patologie respiratorie.</div><div><span class="cb1"><a href="http://www.quotidianosanita.it/lettere-al-direttore/articolo.php?articolo_id=42642" target="_blank" class="imCssLink">Leggi l'Articolo</a></span></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 03 Sep 2016 14:13:00 GMT</pubDate>
			<link>http://www.spif.it/blog/?lea-e-riabilitazione-respiratoria--c-e-qualcosa-che-non-va</link>
			<guid isPermaLink="false">http://www.spif.it/blog/rss/9f4208uq</guid>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Nuovi Lea, contratti, Governance del farmaco, riforma Ordini e responsabilità professionale. E poi Referendum e legge di Bilancio. Tutti i ‘nodi’ da sciogliere nei prossimi mesi.]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=DDL_Lorenzin"><![CDATA[DDL Lorenzin]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_ll54yldr">[image:image-0]<div class="imTAJustify"><span class="fs11">Dai nuovi Lea, alla Legge di Bilancio, passando per la Riforma degli Ordini, il Ddl concorrenza e la Responsabilità professionale. Ma non solo, c’è in ballo l’atteso referendum costituzionale e tutto il tema che riguarda il rinnovo di contratti e convenzioni del personale sanitario, senza dimenticare la ‘questione farmaco’. Questi, ma non solo, alcuni dei temi principali che interesseranno la sanità alla ripresa dalla pausa estiva. Un elenco di questioni aperte di cui abbiamo ricostruito le principali tappe.</span></div><div><span class="cb1"><a href="http://www.quotidianosanita.it/studi-e-analisi/articolo.php?articolo_id=42531" target="_blank" class="imCssLink">Leggi l'Articolo</a></span></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 30 Aug 2016 14:11:00 GMT</pubDate>
			<link>http://www.spif.it/blog/?nuovi-lea,-contratti,-governance-del-farmaco,-riforma-ordini-e-responsabilita-professionale--e-poi-referendum-e-legge-di-bilancio--tutti-i--nodi--da-sciogliere-nei-prossimi-mesi-</link>
			<guid isPermaLink="false">http://www.spif.it/blog/rss/ll54yldr</guid>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Lombardia. Sempre più in stallo i Servizi e le Dirigenze di Area ]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=Attivit%C3%A0_Sindacale"><![CDATA[Attività Sindacale]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_8pi434ii">[image:image-0]<div class="imTAJustify"><span class="fs11">Ancor prima dell'articolo del collega Gianni Melotti, il Sindacato Professionale Italiano Fisioterapisti Area Riabilitativa, inviava al Direttore Generale ASST di Val Camonica, dott. Raffaello Stradoni, una nota "chiarificatrice" e di richiesta esplicita, nel pieno rispetto della Legge 251. ed in considerazione dello stallo sulla questione sui Servizi e le Dirigenze di Area in Lombardia</span></div><div><span class="cb1">Leggi la nota Spif Ar</span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 25 Aug 2016 14:09:00 GMT</pubDate>
			<link>http://www.spif.it/blog/?lombardia--sempre-piu-in-stallo-i-servizi-e-le-dirigenze-di-area-</link>
			<guid isPermaLink="false">http://www.spif.it/blog/rss/8pi434ii</guid>
		</item>
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			<title><![CDATA[SPIF AR CAMPANIA, DUE NUOVE R.S.A. PRESTO ATTIVATE ]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=Attivit%C3%A0_Sindacale"><![CDATA[Attività Sindacale]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_9wn09gys">[image:image-0]<div class="imTAJustify"><span class="fs11">Dato l'incremento degli iscritti Spif ar in Campania, grazie all'impegno del segretario regionale Dottor D. Oliva, grazie al lavoro della neo incaricata segretaria provinciale di Napoli, Dott.ssa G. Di Fiore, stanno per essere attivate 2 nuove rsa. Sono il Centro Horizon di San Giorgio a Cremano, accreditato per la riabilitazione ex art. 26 ed il Centro Salus Fisiokinesiterapia di San Giorgio a Cremano e Torre del Greco, accreditato per la medicina di base ex. art 44.</span></div><div><span class="cb1"><a href="http://www.webspif.it/wordpress/?p=412" target="_blank" class="imCssLink">Leggi l'articolo</a></span></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 14 Jul 2016 14:05:00 GMT</pubDate>
			<link>http://www.spif.it/blog/?spif-ar-campania,-due-nuove-r-s-a--presto-attivate-</link>
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			<title><![CDATA[Regione Campania Istituto Don Orione: grazie a Spif Ar, pagati gli stipendi arretrati ]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=Attivit%C3%A0_Sindacale"><![CDATA[Attività Sindacale]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_f8hnf0t2">[image:image-0]<div class="imTAJustify"><span class="fs11">Ennesimo risultato dello Spif Ar in Regione Campania. Grazie alla messa in mora, da parte della RSA dei nostri iscritti al sindacato, gli 80 dipendenti dell’Istituto Don Orione di Ercolano, accreditato con la ASL Na 3, da tre mesi senza stipendio, oggi hanno ottenuto le loro spettanze.</span></div><div>L’Istituto ha così dovuto, in un unica soluzione, erogare ben 240 mensilità.</div><div><span class="cb1"><a href="http://www.webspif.it/wordpress/?p=404" target="_blank" class="imCssLink">Leggi l'Articolo</a></span></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 27 Jun 2016 13:54:00 GMT</pubDate>
			<link>http://www.spif.it/blog/?regione-campania-istituto-don-orione--grazie-a-spif-ar,-pagati-gli-stipendi-arretrati-</link>
			<guid isPermaLink="false">http://www.spif.it/blog/rss/f8hnf0t2</guid>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Osteopatia. No alla malevole interpretazione dei dettami dell’OMS ]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=Osteopatia"><![CDATA[Osteopatia]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_4q7z8089">[image:image-0]<div class="imTAJustify"><span class="fs11">Gentile Direttore, dopo aver letto diversi articoli pubblicati nel merito dell’Osteopatia, mi corre l’obbligo di ringraziare il Collega Davide B. Albertoni, Presidente Nazionale del Gruppo di Terapia Manuale – AIFI e Consigliere Nazionale AIFI, nel merito della lettera pubblicata il 12 giugno 2016. Si evince che il collega abbia effettuato un’attenta analisi scientifica del Fenomeno Osteopatia, rappresentata con Documenti Ufficiali ed esposti con estrema chiarezza, ossia ( mia percezione) la malevole interpretazione dei dettami dell’OMS da parte di detti soggetti, ritenuti, in atto, dal nostro Ordinamento, Abusivi &nbsp;nell’Esercizio Professionale, nonché la denuncia della pretesa di riconoscimento di Professione Sanitaria.</span></div><div><span class="cb1"><a href="http://www.quotidianosanita.it/lettere-al-direttore/articolo.php?articolo_id=40832" target="_blank" class="imCssLink">Leggi l'Articolo</a></span></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 20 Jun 2016 13:52:00 GMT</pubDate>
			<link>http://www.spif.it/blog/?osteopatia--no-alla-malevole-interpretazione-dei-dettami-dell-oms-</link>
			<guid isPermaLink="false">http://www.spif.it/blog/rss/4q7z8089</guid>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Riforma degli Ordini. Vera riforma o solo restyling? ]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=DDL_Lorenzin"><![CDATA[DDL Lorenzin]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_c4o4v563"> [image:image-0]<div class="imTAJustify"><span class="fs11">Dopo molti anni di dibattito sugli ordini professionali e sul loro ruolo il Senato ha approvato, all’interno del ddl Lorenzin – “Delega al Governo in materia di sperimentazione clinica di medicinali, nonché disposizioni per l’aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza, per il riordino delle professioni sanitarie e per la dirigenza sanitaria del Ministero della salute” -, una riforma degli ordini delle professioni sanitarie (ora Atto Camera n. 3868).</span></div><div><span class="cb1"><a href="http://www.quotidianosanita.it/governo-e-parlamento/articolo.php?articolo_id=40595" target="_blank" class="imCssLink">Leggi l'Articolo</a></span></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 12 Jun 2016 13:46:00 GMT</pubDate>
			<link>http://www.spif.it/blog/?riforma-degli-ordini--vera-riforma-o-solo-restyling--</link>
			<guid isPermaLink="false">http://www.spif.it/blog/rss/c4o4v563</guid>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Ddl Lorenzin. Il rischio che finisca su un binario morto]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=DDL_Lorenzin"><![CDATA[DDL Lorenzin]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_7x70895f">[image:image-0]<div class="imTAJustify"><span class="fs11">Gentile Direttore, mentre si è ancora in attesa che il ddl Lorenzin, appena approvato al Senato, &nbsp;approdi alla Camera per la discussione in commissione, &nbsp;ho avuto modo di leggere, su Quotidiano Sanità, un articolo nel quale si esprimevano preoccupazioni per eventuali ritardi all’approvazione del provvedimento che potrebbero arrivare da alcune lobbies interessate a modificarne il testo.</span></div><div><span class="cb1"><a href="http://www.quotidianosanita.it/lettere-al-direttore/articolo.php?articolo_id=40586" target="_blank" class="imCssLink">Leggi l'Articolo</a></span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 12 Jun 2016 13:44:00 GMT</pubDate>
			<link>http://www.spif.it/blog/?ddl-lorenzin--il-rischio-che-finisca-su-un-binario-morto</link>
			<guid isPermaLink="false">http://www.spif.it/blog/rss/7x70895f</guid>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Osteopatia all’estero. Quanta ignoranza!]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=Osteopatia"><![CDATA[Osteopatia]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_fvpjqvke">[image:image-0]<div class="imTAJustify"><span class="fs11">Gentile direttore, mi sento in dovere di intervenire per correggere alcune affermazioni della sedicente osteopata Michela Podestà, che aveva la pretesa di informare i lettori su come stanno realmente le cose, ma ha travisato completamente il significato della classificazione dell’OMS.</span></div><div><span class="cb1"><a href="http://www.quotidianosanita.it/lettere-al-direttore/articolo.php?articolo_id=40590" target="_blank" class="imCssLink">Leggi l'Articolo</a></span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 12 Jun 2016 13:43:00 GMT</pubDate>
			<link>http://www.spif.it/blog/?osteopatia-all-estero--quanta-ignoranza-</link>
			<guid isPermaLink="false">http://www.spif.it/blog/rss/fvpjqvke</guid>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Pubblico impiego. Cassazione: “Su licenziamento vale art.18. Norme legge Fornero valgono solo per settore privato”]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=Cassazione_Penale"><![CDATA[Cassazione Penale]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0yg816z5">[image:image-0]<div class="imTAJustify"><span class="fs11">Il licenziamento del personale del pubblico impiego non e' disciplinato dalla 'legge Fornero', benì' dall'art. 18 dello Statuto dei lavoratori. E per invertire questo serve un “intervento normativo di armonizzazione” per applicare la riforma Fornero anche ai lavoratori del pubblico impiego. È quanto sottolinea la Corte di Cassazione in una sentenza (n.11868) depositata oggi.</span></div><div><span class="cb1"><a href="http://www.quotidianosanita.it/lavoro-e-professioni/articolo.php?articolo_id=40523" target="_blank" class="imCssLink">Leggi l'Articolo</a></span></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 09 Jun 2016 13:41:00 GMT</pubDate>
			<link>http://www.spif.it/blog/?pubblico-impiego--cassazione---su-licenziamento-vale-art-18--norme-legge-fornero-valgono-solo-per-settore-privato-</link>
			<guid isPermaLink="false">http://www.spif.it/blog/rss/0yg816z5</guid>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Ancora una volta Spif Ar, raggiunge il risultato!.]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=Congressi"><![CDATA[Congressi]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_1jb8k6gp">[image:image-0]<div class="imTAJustify"><span class="fs11">Magistrale intervento presso la Direzione Provinciale del Lavoro di Caltanissetta &nbsp;del nostro Segretario Regionale Sicilia , &nbsp;Dott. Francesco Locicero, &nbsp;nella qualità di Arbitro in Commissione di Conciliazione. La sanzione che era stata &nbsp;comminata &nbsp;dall’Ente Casa Famiglia Rosetta ai Colleghi del Servizio Domiciliare che &nbsp;prevedeva la sospensione di tre giorni senza retribuzione.</span></div><div>Invece il Lodo Arbitrale si è concluso con un &nbsp;&nbsp;&nbsp;semplice “ richiamo verbale”.</div><div><span class="cb1"><a href="http://www.webspif.it/wordpress/?p=391" target="_blank" class="imCssLink">Leggi l'Articolo</a></span></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 02 Jun 2016 13:39:00 GMT</pubDate>
			<link>http://www.spif.it/blog/?ancora-una-volta-spif-ar,-raggiunge-il-risultato--</link>
			<guid isPermaLink="false">http://www.spif.it/blog/rss/1jb8k6gp</guid>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Video - Intervento della relatrice del DDL Lorenzin (on. De Biasi) durante un convegno del ROI (dopo l'approvazione degli emendamenti sull'osteopatia e chiropratica)]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=XII_COMMISSSIONE"><![CDATA[XII COMMISSSIONE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_vaipz2c9">[image:image-0]<div class="fs11"><div class="imTAJustify"><span class="fs11">In un recente video, la Senatrice De Biasi, Presidente della (ex) XII Commisssione di Igiene e Sanità del Senato, illustra i presenti sull'iter appena approvato dal Senato della Repubblica. Nutriamo, non poche perplessità sul ruolo della politica che, dovrebbe assumere una posizione "super partes"; almeno, quella parte della politica "democratica"!</span></div></div><div><span class="cb1"><a href="https://drive.google.com/file/d/0B32rB0N1cku0OGJwYUNhOTkwa0U/view" target="_blank" class="imCssLink">Guarda il Video</a></span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 27 May 2016 13:36:00 GMT</pubDate>
			<link>http://www.spif.it/blog/?video---intervento-della-relatrice-del-ddl-lorenzin--on--de-biasi--durante-un-convegno-del-roi--dopo-l-approvazione-degli-emendamenti-sull-osteopatia-e-chiropratica-</link>
			<guid isPermaLink="false">http://www.spif.it/blog/rss/vaipz2c9</guid>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Il Ddl Lorenzin e quegli applausi ed esultanze immotivate ]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=DDL_Lorenzin"><![CDATA[DDL Lorenzin]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_ixf8gk5e">[image:image-0]<div class="imTAJustify"><span class="fs11">Gentile direttore, mi permetta, a bocce ferme, di fare alcune considerazioni &nbsp;sulla recente approvazione del Ddl Lorenzin in Senato. Infatti, faccio fatica a comprendere l’esultanza della sen. De Biasi se solo si pensa che resterà nelle cronache parlamentari come colei che, pur di arrivare all’obiettivo, si è sentita dire dal giurista Luca Benci che la norma, prevista dal comma 3 dell’art. 5 della legge 43/06 e che garantisce la scientificità di nuove professioni sanitarie, è vigente ma in questo caso non la applica.</span></div><div><span class="cb1"><a href="http://www.quotidianosanita.it/lettere-al-direttore/articolo.php?articolo_id=40178" target="_blank" class="imCssLink">Leggi l'Articolo</a></span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 27 May 2016 13:35:00 GMT</pubDate>
			<link>http://www.spif.it/blog/?il-ddl-lorenzin-e-quegli-applausi-ed-esultanze-immotivate-</link>
			<guid isPermaLink="false">http://www.spif.it/blog/rss/ixf8gk5e</guid>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Osteopati e chiropratici. De Biasi non usi argomenti pretestuosi per difendere una norma incostituzionale]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=DDL_Lorenzin"><![CDATA[DDL Lorenzin]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_ja2l9419">[image:image-0]<div class="imTAJustify"><span class="fs11">L’intero contesto appare assolutamente a difesa di una norma, politicamente protetta, utilizzando anche lo strumento mediatico per definire e generalizzare come “insulti e minacce” espresse, tra l’altro da pochissimi soggetti, al contrario di quanto espresso e comunicato dall’ Associazione Professionale rappresentativa AIFI e dall’ Organizzazione Sindacale SPIF AR.</span></div><div><span class="cb1"><a href="http://www.quotidianosanita.it/lettere-al-direttore/articolo.php?articolo_id=40003" target="_blank" class="imCssLink">Leggi l'Articolo</a></span></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 24 May 2016 13:29:00 GMT</pubDate>
			<link>http://www.spif.it/blog/?osteopati-e-chiropratici--de-biasi-non-usi-argomenti-pretestuosi-per-difendere-una-norma-incostituzionale</link>
			<guid isPermaLink="false">http://www.spif.it/blog/rss/ja2l9419</guid>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Osteopati e chiropratici professioni sanitarie? Sifir a Lorenzin e parlamentari: “Ci sono problemi giuridici, scientifici ed etici”]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=DDL_Lorenzin"><![CDATA[DDL Lorenzin]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_4z3s98kg">[image:image-0]<div class="imTAJustify"><span class="fs11">Per la Sifir “il legislatore sconfessa quanto disposto precedentemente dalla propria stessa legge, la n. 43/2006, stravolgendone il disegno previsto. In modo particolare, si scavalca la necessità del parere tecnico-scientifico del Consiglio Superiore di Sanità, degli esperti del Ministero della salute, delle regioni e delle associazioni di categoria, richiesto dalla legge al fine di evitare la frammentazione dei profili professionali già esistenti, determinando proprio ciò che si intendeva evitare”.</span></div><div><span class="cb1"><a href="http://www.quotidianosanita.it/lavoro-e-professioni/articolo.php?articolo_id=40041" target="_blank" class="imCssLink">Leggi l'Articolo</a></span></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 24 May 2016 13:27:00 GMT</pubDate>
			<link>http://www.spif.it/blog/?osteopati-e-chiropratici-professioni-sanitarie--sifir-a-lorenzin-e-parlamentari---ci-sono-problemi-giuridici,-scientifici-ed-etici-</link>
			<guid isPermaLink="false">http://www.spif.it/blog/rss/4z3s98kg</guid>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Le falsità sul riconoscimento dell’osteopatia e della chiropratica]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=XII_COMMISSSIONE"><![CDATA[XII COMMISSSIONE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_9l43x2b9">[image:image-0]<div class="imTAJustify"><span class="fs11">avendo letto molteplici affermazioni scorrette anche negli interventi dei senatori durante la discussione in aula del 19 maggio e durante i lavori della XII Commissione Sanità sul provvedimento che intende riconoscere le figure di osteopata e chiropratico, provo a fornire un piccolo vademecum con alcune domande e risposte affinché gli Onorevoli Senatori possano votare con maggiori informazioni sul tema.</span></div><div><span class="cb1"><a href="http://www.quotidianosanita.it/lettere-al-direttore/articolo.php?articolo_id=40023" target="_blank" class="imCssLink">Leggi l'Articolo</a></span></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 23 May 2016 13:20:00 GMT</pubDate>
			<link>http://www.spif.it/blog/?le-falsita-sul-riconoscimento-dell-osteopatia-e-della-chiropratica</link>
			<guid isPermaLink="false">http://www.spif.it/blog/rss/9l43x2b9</guid>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Spif Ar Catania: A pieno titolo, siamo presenti, nei "tavoli" di contrattazione aziendale.]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=Congressi"><![CDATA[Congressi]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_595q2tm5">[image:image-0]<div class="imTAJustify"><span class="fs11">Subito dopo il Congresso Regionale Siciliano, Novembre 2015, siamo riusciti a creare nella provincia di Catania un gruppo di colleghi che &nbsp;si sono impegnati concretamente nel lavoro di promozione dello SPIF AR, questo lavoro ci ha portato a raggiungere, ad oggi, il numero di oltre 100 iscritti ; inoltre sono già state costituite 2 RSA presso l’Istituto Villa Sandra e l’Istituto Lucia Mangano, e nella prossima settimana andremo a costituire una ulteriore &nbsp;RSA in un’altra importante struttura.</span></div><div><span class="cb1"><a href="http://www.webspif.it/wordpress/?p=382" target="_blank" class="imCssLink">Leggi l'Articolo</a></span></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 23 May 2016 13:15:00 GMT</pubDate>
			<link>http://www.spif.it/blog/?spif-ar-catania--a-pieno-titolo,-siamo-presenti,-nei--tavoli--di-contrattazione-aziendale-</link>
			<guid isPermaLink="false">http://www.spif.it/blog/rss/595q2tm5</guid>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Assemblea Nazionale Programmatica Spif Ar ]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=Congressi"><![CDATA[Congressi]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_hu213kgm">[image:image-0]<div><div class="imTAJustify"><span class="fs11">Si è svolta in terra siciliana l Assemblea Programmatica Nazionale &nbsp;presieduta dal Segretario Regionale Sicilia il &nbsp;Dott. Francesco Lo Cicero che apre i lavori presentando il nostro Presidente Nazionale SPIF AR Dott.Antonio Cartisano ,nella sua introduzione ai lavori il presidente ci tiene a specificare che lo Spif -ar sta facendo dei passi avanti ,il sindacato è nato per fare il sindacato da non confondere con il lavoro che svolgono le altre associazioni ,lo spif è entrato in gioco esclusivamente per rilevare i “diritti” lavorativi del singolo professionista , lasciando così la parola all' Onorevole Alessandro Pagano, specialista in politica sanitaria e relatore del disegno di legge 2231 sulla lotta all’abusivismo. Illustrando &nbsp;il nuovo progetto di assistenza sanitariacomunica...</span></div><div><span class="cb1"><a href="http://www.webspif.it/wordpress/?p=385" target="_blank" class="imCssLink">Leggi l'Articolo</a></span></div><div><br></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 23 May 2016 13:12:00 GMT</pubDate>
			<link>http://www.spif.it/blog/?assemblea-nazionale-programmatica-spif-ar-</link>
			<guid isPermaLink="false">http://www.spif.it/blog/rss/hu213kgm</guid>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[De Biasi (Pd) risponde ai fisioterapisti: "Sì al dissenso ma no ad insulti e minacce]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=XII_COMMISSSIONE"><![CDATA[XII COMMISSSIONE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_9449o30f">[image:image-0]<div class="imTAJustify"><span class="fs11">Capisco tutto e sono consapevole che ci sono contrarietà; sono consapevole che c'è una professione in particolare che è contraria all'istituzione di un albo composito di tecnici della riabilitazione, ma voglio dire a questa professione, che è una professione nobile ed è la professione del fisioterapista, che il dissenso sta nella democrazia e che, quindi, io accetto tutte le critiche mosse a me e al lavoro della Commissione e mi prendo le responsabilità che mi competono, come se le prenderà il Governo.</span></div><div><span class="cb1"><a href="http://www.quotidianosanita.it/governo-e-parlamento/articolo.php?approfondimento_id=7678" target="_blank" class="imCssLink">Leggi l'Articolo</a></span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 19 May 2016 13:09:00 GMT</pubDate>
			<link>http://www.spif.it/blog/?de-biasi--pd--risponde-ai-fisioterapisti---si-al-dissenso-ma-no-ad-insulti-e-minacce</link>
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		</item>
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			<title><![CDATA[Approvati gli articoli 1, 2 e 3. Il seguito della discussione rinviato al 24 maggio]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=DDL_Lorenzin"><![CDATA[DDL Lorenzin]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_2k970q1t">[image:image-0]<div class="imTAJustify"><span class="fs11">l'articolo 3, affronta il riordino della disciplina degli Ordini delle professioni sanitarie. Si prevede, tra l'altro, l'istituzione dei seguenti ordini professionali (comma 9): delle professioni infermieristiche; delle ostetriche e degli ostetrici; delle professioni sanitarie della riabilitazione; dei tecnici sanitari di radiologia medica e delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione (in quest'ultimo ordine confluisce anche la professione di osteopata).</span></div><div><span class="cb1"><a href="http://www.quotidianosanita.it/governo-e-parlamento/articolo.php?approfondimento_id=7682" target="_blank" class="imCssLink">Leggi l'Articolo</a></span></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 19 May 2016 13:01:00 GMT</pubDate>
			<link>http://www.spif.it/blog/?approvati-gli-articoli-1,-2-e-3--il-seguito-della-discussione-rinviato-al-24-maggio</link>
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		</item>
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			<title><![CDATA[I chiropratici contro il ddl Lorenzin: “Così ci declassano a professione tecnica. Vanno bene le norme già in vigore”]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=DDL_Lorenzin"><![CDATA[DDL Lorenzin]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_84a0g7jt">[image:image-0]<div class="imTAJustify"><span class="fs11">La bocciatura dell’emendamento approvato in commissione che riconosce il chiropratico come professione sanitaria giunge a sorpresa il giorno dell’avvio del dibattito in Aula al Senato. Per l’Associazione italiana chiropratici non serve alcuna modifica allo status attuale riconosciuto dalla legge finanziaria del 2008 che prevede un registro presso il ministero della Salute e sancisce il chiropratico come professionista sanitario di primo livello.</span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs11">“L'Associazione Italiana Chiropratici si oppone con forza al sostanziale declassamento a semplice professione tecnica. L'AIC guarda con preoccupazione agli emendamenti presentati al Disegno di Legge del Ministro Lorenzin in tema di riordino delle professioni sanitarie che mirano a trasformare la professione del chiropratico in professione meramente "tecnica", in netto contrasto con la disciplina normativa a livello internazionale”, la stroncatura della riforma del profilo professionale del chiropratico arriva il giorno stesso dell’avvio in Aula al senato dell’esame del ddl approvato nei giorni scorsi dalla Commissione Sanità.</span></div><div> </div><div class="imTAJustify">Il dibattito del resto è durato pochissimo, c’è stato solo il tempo della relazione della presidente De Biasi. Al termine dell’intervento della senatrice infatti la seduta è stata sospesa per mancanza del numero legale necessario a votare una richiesta della Lega che aveva chiesto una settimana di sospensione dei lavori.</div><div> </div><div class="imTAJustify">Il dibattito riprenderà domani e l’inaspettato altolà dei chiropratici alle norme che li riguardano chissà se sarà oggetto di nuove polemiche dopo quelle che in queste settimane hanno interessato soprattutto fisioterapisti e osteopati.</div></div><div class="imTAJustify"><br></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs11">Ma perché i chiropratici parlano di declassamento? Tutto sta nell’attuale normativa che li riguarda, (articolo 2, comma 355 della finanziaria del 2008) che li aveva in effetti già riconosciuti come professionisti sanitari, specificando che essi erano di “grado primario”, una dizione che non compare invece nel testo dell’articolo 12 dell ddl Lorenzin.</span></div><div> </div><div class="imTAJustify">“Il percorso universitario del Dottore in Chiropratica – ricorda l’Aic - prevede dai cinque ai sette anni anni di studio, per un totale di oltre 5.000 ore, al pari di altre professioni sanitarie primarie di natura non tecnica. Se questa legge venisse approvata, l’Italia diventerebbe l’unico paese al mondo ove il chiropratico verrà considerato un semplice “tecnico”.</div><div class="imTAJustify">Per l’associazione professionale, “il declassamento della chiropratica a professione tecnica avrà inoltre sensibili ripercussioni sulla salute pubblica”.</div><div> </div><div class="imTAJustify">“L'AIC auspica dunque che la Legge n° 244 del 24.12. 2007 (la finanziaria 2008, ndr) non venga in alcun modo intaccata e che, al contrario, venga finalmente istituito il Registro Italiano dei Chiropratici, così come stabilito dalla stessa legge in vigore. Considerando che– si legge ancora nella nota -l’articolo 2 della legge non ha ancora avuto attuazionedopo nove anni dalla sua emanazione”.</div><div> </div><div class="imTAJustify">“Ciò significa – si legge ancora - che i chiropratici hanno subìto e continuano a subire un danno enorme, e con loro gli stessi pazienti, che vedono negato il loro sacrosanto diritto di scelta in tema di trattamenti sanitari, garantito dalla Costituzione”.</div><div> </div><div class="imTAJustify">"Gli attacchi condotti in questi giorni da alcune categorie professionali tecniche – spiega il Presidente John Williams – sorprendono, sia nella forma, sia nella sostanza. La chiropratica infatti, non è una professione tecnica. Il nostro percorso universitario, che negli Stati Uniti è di addirittura sette anni, è molto distante da quello delle professioni tecniche. Il nostro è un percorso accademico paragonabile a quello dei medici come contenuti e durata del corso di studi, e la nostra disciplina opera attraverso il principio che pone il paziente al centro di un iter diagnostico basato sulle cause e non solo sui sintomi. La condotta dei chiropratici italiani, infine, è stata da sempre quella della massima collaborazione e sinergia tra diverse discipline, come testimoniato dalla larga presenza di professionisti tecnici negli studi ambulatoriali dei dottori chiropratici”. </div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 18 May 2016 12:39:00 GMT</pubDate>
			<link>http://www.spif.it/blog/?i-chiropratici-contro-il-ddl-lorenzin---cosi-ci-declassano-a-professione-tecnica--vanno-bene-le-norme-gia-in-vigore-</link>
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		</item>
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			<title><![CDATA[I fisioterapisti si appellano a Lorenzin: “In base a quali evidenze consentirebbe di affidare persone affette da patologie nelle mani di un osteopata o di un chiropratico?”]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=DDL_Lorenzin"><![CDATA[DDL Lorenzin]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_50k5a8sv">[image:image-0]<div class="imTAJustify"><span class="fs11">Dura presa di posizione dell’Associazione contro il Ddl Lorenzin che istituisce le professioni di osteopata e chiropratico. In una lettera al Ministro l’Aifi ricorda anche come sia necessaria “l’acquisizione preliminare di un parere tecnico-scientifico vincolante da parte di apposite commissioni nominate dal Ministero della salute comprendenti gli organismi professionali”. <span class="cb1"><a href="http://www.quotidianosanita.it/allegati/allegato7941809.pdf" target="_blank" class="imCssLink">LA LETTERA</a></span></span><br></div><div class="imTAJustify"><br></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs11">“Il disegno di legge in discussione al Senato rischia di abbassare il livello di attenzione sulle prove di efficacia delle pratiche sanitarie e di invadere il campo di attività di migliaia di professionisti sanitari che già esercitano in virtù di un lungo e faticoso percorso di studi universitari”. Così scrive l’Associazione italiana Fisioterapisti (Aifi) in una lettera indirizzata al Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin in cui chiede &nbsp;direttamente “in base a quali evidenze sciroentifiche consentirebbe di affidare persone affette da patologie, anche gravi, nelle mani di un osteopata o di un chiropratico privi dell'indispensabile patrimonio di conoscenze cliniche e funzionali che sono invece in possesso di medici e fisioterapisti?”.</span></div><div><span class="fs11"> </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11">Nella missiva l’Aifi sottolinea anche come “nel disegno di legge si riconosce a queste attività la dignità di professione sanitaria, senza rispettare la legge 43/2006, che all’articolo 5, comma 3, prevede l’acquisizione preliminare di un parere tecnico-scientifico vincolante da parte di apposite commissioni nominate dal Ministero della salute comprendenti gli organismi professionali”.</span></div><div class="imTAJustify"><br></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 18 May 2016 12:34:00 GMT</pubDate>
			<link>http://www.spif.it/blog/?i-fisioterapisti-si-appellano-a-lorenzin---in-base-a-quali-evidenze-consentirebbe-di-affidare-persone-affette-da-patologie-nelle-mani-di-un-osteopata-o-di-un-chiropratico--</link>
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		</item>
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			<title><![CDATA[Osteopatia. Prima di parlare di professione diamo uno sguardo a cosa accade negli Usa dove è nata]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=DDL_Lorenzin"><![CDATA[DDL Lorenzin]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_ue3sc8r8">[image:image-0]<div class="cf2"><div class="imTAJustify"><span class="fs11">18 MAG</span><span class="fs11 cf1"> - Gentile direttore,</span></div></div><div class="imTAJustify">non è difficile condividere la presa di posizione della SIMFER che si oppone alla istituzione della osteopatia e della chiropratica come professioni sanitarie, criticando il metodo e le conseguenze di questo ddl, e facendo riferimento a quei limiti culturali e scientifici che sono stati espressi appieno dal &nbsp;manifesto sulla osteopatia del ROI &nbsp;pubblicato su quotidiano sanità nel 29 aprile scorso.</div><div> </div><div class="imTAJustify">Alla lettura del manifesto del ROI, che possiamo definire come la prima uscita ufficiale degli osteopati italiani, quello che lascia immediatamente stupefatti è la candida ammissione che ci sono 6000 osteopati in Italia che hanno in cura 2 milioni di italiani, per patologie quali: “….., sciatalgie, artrosi, discopatie, cefalee, dolori articolari e muscolari da traumi, dolori muscolo scheletrici, &nbsp;alterazioni dell’equilibrio, nevralgie, stanchezza cronica, otiti, sinusiti, disturbi ginecologici e digestivi di persone di tutte le età, dal neonato all’anziano, dalla donna in gravidanza ai soggetti sportivi” ed al tempo stesso che la osteopatia si presenti come una professione sanitaria di primo soccorso al paziente.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div><div class="imTAJustify">In poche righe si afferma che l’osteopata si occupa, in prima persona, in maniera indipendente e trasversale, di patologie proprie del campo della medicina di base, della neurologia, della medicina interna, della ortopedia, della medicina fisica e riabilitativa, della ginecologia, della pediatria, della geriatria, della medicina dello sport, della neurochirurgia, della reumatologia!</div><div> </div><div class="imTAJustify">Sempre per ammissione del manifesto, però, questi disturbi vengono curati “solo in assenza di lesione del tessuto o dell’organo”, ovviamente in maniera indipendente e naturalmente nell’interesse della salute del cittadino.</div><div> </div><div class="imTAJustify">E’ evidente che l’osteopata descritto in questo manifesto dimostra competenze cliniche fuori dell’ordinario, visto che, unicamente tramite il sapiente utilizzo di mani e cervello, riuscirebbe a capire se l’otite, la cefalea, una sinusite o un disturbo digestivo o ginecologico, anche di un neonato, di un anziano, o di una donna in gravidanza, siano o meno in assenza di lesione di organo o di struttura.</div><div> </div><div class="imTAJustify">Non solo, ma una volta compresa causa e conseguenze del male del suo ammalato, l’osteopata imposterà il suo piano terapeutico che consisterà nel solo ed unico utilizzo delle sue mani, si legge nel documento. Al mio bambino fa male un orecchio, sarà un otite, allora lo porto dal mio osteopata nel quale ho tanta fiducia così non gli darà quegli odiosi antibiotici che usa il mio pediatra.</div><div> </div><div class="imTAJustify">Mio nonno non riesce a digerire, non va di corpo e gli fa male la pancia, per fortuna che ho un osteopata nel palazzo che con un trattamento osteopatico potrà rimettere le cose a posto, ma sì, il mio medico di famiglia ha quel brutto il vizio di prescrivere tutti quegli inutili esami. Ho una sciatica tremenda, ora &nbsp;vado dall’osteopata così non prenderò tutte quelle &nbsp;medicine che mi rovinano lo stomaco.</div><div> </div><div class="imTAJustify">E questi sarebbero gli scenari auspicati dal ROI e dal ddl Lorenzin per una migliore sanità italiana? Probabilmente queste taumaturgiche abilità cliniche osteopatiche verranno dall’avere individuato questa condizione fisiopatologica descritta nel manifesto: la “affezione congestizia” di otiti, sinusiti e dei disturbi ginecologici e digestivi, ancora sconosciuta a noi medici allopatici. Così come noto con sorpresa ed interesse che secondo la classificazione osteopatica ROI la “artrosi e la discopatia” non appartengono al capitolo delle lesioni di organo o di tessuto.</div><div> </div><div class="imTAJustify">Nel manifesto si legge che ai cittadini dovranno essere garantiti prestazioni uniformi, è probabile &nbsp;che &nbsp;il ROI, dall’alto della sua decennale esperienza, ci voglia &nbsp;fare intendere che per la formazione di questi superdoctors sarà &nbsp;esso stesso a porsi come riferimento didattico e culturale. Quindi meravigliato da tanta competenza e sicurezza, mi sono andato a leggere i programmi didattici, giusto per capire quale metodo abbiano sviluppato negli anni e per capire quando e come siano stati introdotti insegnamenti sulla “sindrome congestizia” e sulla classificazione di “artrosi e discopatie” nel capitolo della patologie non strutturali.</div><div> </div><div class="imTAJustify">Ad una prima lettura dei programmi la prima cosa che richiama l’attenzione è che l’Osteopata ha un percorso di studio di cinque o sei anni, in pratica come i medici, e questo è un dato che mi ha sorpreso. Mi ha anche sorpreso che gran parte dei docenti, avendo come unico titolo quello di “osteopata”, non abbiano una formazione accademica chiaramente individuabile ed a maggior ragione mi ha lasciato di stucco l’esorbitante costo della frequenza alle scuole del ROI.</div><div> </div><div class="imTAJustify">Quindi a parte il titolo di studio dei docenti che lascia legittimi dubbi, indagando sul programma didattico si capisce che questo percorso formativo in realtà è limitato, più o meno, a nove weekend di lezione per ogni anno di corso! Se la matematica non è un’opinione nove weekend di lezione all’anno fa circa 27 giorni di lezione per anno di corso. Facendo un calcolo spicciolo ed approssimativo, 27 giorni di lezione all’anno, sono sei mesi di lezione per tutto il corso ROI, però spalmati in sei lunghissimi anni.</div><div> </div><div class="imTAJustify">Non saranno un poco pochi per una professione di primo contatto? La diagnosi differenziale tra le infinite possibili cause di un sintomo è un processo estremamente complicato che contiene algoritmi di calcolo di infinite variabili. Se prendiamo come assunto che il funzionale è diagnosticabile unicamente dopo avere escluso lo strutturale e che ogni medico specialista di branca, professionista di primo contatto, per arrivare a fare una diagnosi differenziale tra strutturale e funzionale ha un durissimo e lunghissimo corso di studi universitario di sei anni di laurea e cinque o sei di specializzazione, non si capisce queste straordinarie abilità cliniche osteopatiche quando, come e dove siano maturate.</div><div> </div><div class="imTAJustify">Con tali premesse si potrebbe dedurre che l’accesso alle scuole di osteopatia ROI sia limitato ai soli medici, magari già specialisti. Neanche questo è vero, perché oltre a podologi, infermieri o psicomotricisti e ad altre professioni sanitarie di diversa estrazione, questi corsi sono aperti finanche, udite udite, ad i semplici diplomati di scuola media superiore che volessero frequentare le scuole a tempo pieno!!</div><div> </div><div class="imTAJustify">Quindi il ROI candidamente ammette che ci sono in Italia seimila operatori, garantiti dal Registro Osteopati Italiani, tra i quali psicomotricisti, infermieri, podologi e &nbsp;&nbsp;perfino diplomati in scuola media superiore che, con un percorso formativo come quello descritto, privato, extra-statale, extra-universitario ma garantito ROI, sono in piena indipendenza e di primo contatto nel fare diagnosi differenziale e nel fare trattamenti terapeutici in campo pediatrico, ginecologico-ostetrico, geriatrico, neurologico, ortopedico, riabilitativo, internistico, etc.. Ma le professioni sanitarie non erano state classificate come professioni protette? Ma protette da chi?</div><div> </div><div class="imTAJustify">Eppure negli Stati Uniti gli osteopati americani, che ho avuto la fortuna di conoscere e frequentare proprio nel college di Kirksville dove nacque e si sviluppò la osteopatia, e che sono di diritto gli ideatori e pertanto i principali rappresentanti della Osteopatia a livello mondiale, hanno una idea molto diversa sulla osteopatia da quella che hanno gli &nbsp;osteopati nostrani.</div><div> </div><div class="imTAJustify">Basti sapere che Brian Perri, il marito americano della famosa Elisabetta Canalis, è un ortopedico chirurgo vertebrale, laureato in medicina osteopatica, specializzato in ortopedia, con un fellowship in chirurgia vertebrale. Cioè gli osteopati americani a differenza di quelli Italiani , si occupano di medicina, fanno i medici, hanno fatto il percorso inverso di quello che oggi, per mera esigenza di consenso politico, si vorrebbe in Italia.</div><div> </div><div class="imTAJustify">Gli osteopati americani sono passati dall’essere medicina alternativa ad esercitare la medicina ufficiale per il semplice motivo che hanno riconosciuto che la medicina pensata da A.T. Still a fine 1800, era stata abbondantemente superata da tutte quelle scoperte ed invenzioni che hanno prodotto più di un secolo di premi Nobel per la medicina e che non giustificava più l’alterità della osteopatia come risorsa alternativa alla medicina ufficiale.</div><div> </div><div class="imTAJustify">Infatti è stato già detto che la osteopatia, ossia l’accesso ad una professione che vuole occuparsi, &nbsp;trasversalmente ed in maniera indipendente, delle patologie indicate nell’elenco del ROI, andrebbe limitato ai soli laureati in medicina a chirurgia, ma anche questa sarebbe una iniziativa inutile tenuto presente che dei 70.000 osteopati americani, la maggior parte sono ginecologi, otorinolaringoiatri, internisti, fisiatri, medici di base, etc, e solo in 2.000 &nbsp;&nbsp;praticano la terapia manuale di Still, ma con competenze aggiunte rispetto ad i nostri, sia diagnostico strumentali, che terapeutiche farmacologiche. 2000 osteopati per 360 milioni di cittadini americani, laddove in Italia ne abbiamo 6000 per 60 milioni di cittadini, cioè gli osteopati Italiani hanno raggiunto numeri tali da superare, per numero, molte specialistiche mediche alle quali lo Stato, tramite i numeri chiusi, ha impedito l’accesso persino agli stessi laureati in medicina.</div><div> </div><div class="imTAJustify">Due pesi e due misure. Comunque, in buona sostanza, se la storia ci racconta che sono stati gli stessi inventori della osteopatia ad averne individuato per primi i limiti, non si muovano accuse di casta se oggi in Italia vengono tratte, da qualcuno, le medesime conseguenze.</div><div> </div><div class="imTAJustify">Un’ultima osservazione, le professioni sanitarie sono già state, tutte, regolamentate con i numeri chiusi e mi viene immediatamente in mente un’altra domanda; ma se il fabbisogno terapeutico ed occupazionale in materia sanitaria è già stato rigidamente disciplinato e quantificato, a chi verranno tolti i posti di accesso al corso universitario a favore di osteopati e chiropratici? Ai medici, alle professioni sanitarie non mediche, o verrà introdotto nel mondo della sanità italiana un nuovo fabbisogno terapeutico inventato su misura per queste emergenti, raccomandatissime, professioni sanitarie?</div><div> </div><div class="imTAJustify">Dott. Giampaolo de Sena</div><div class="imTAJustify">Medico Fisiatra</div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 18 May 2016 12:31:00 GMT</pubDate>
			<link>http://www.spif.it/blog/?osteopatia--prima-di-parlare-di-professione-diamo-uno-sguardo-a-cosa-accade-negli-usa-dove-e-nata</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Osteopati e Chiropratici, tocca a Lorenzin correggere l’errore]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=DDL_Lorenzin"><![CDATA[DDL Lorenzin]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_u4112p5u">[image:image-1]<div class="cf2"><div class="imTAJustify"><span class="fs11">17 MAG</span><span class="fs11 cf1"> - Gentile direttore,</span></div></div><div class="imTAJustify">tocca al Ministro, da più parti indicata come lo sponsor di questo tentativo di promozione “ politica” di osteopati e chiropratici a professione sanitaria, correggere l’errore. Il Collega Mauro Gugliucciello ha avuto il merito, <span class="cb1"><a href="http://www.quotidianosanita.it/lettere-al-direttore/articolo.php?articolo_id=39393" target="_blank" class="imCssLink">nel suo articolo</a></span>, di squarciare il velo su una vicenda che, dopo il voto unanime in Commissione Sanità del Senato di tutti i Gruppi parlamentari e del Governo, rappresentato dal Sottosegretario alla Salute De Filippo, &nbsp;ha assunto risvolti preoccupanti.</div><div> </div><div class="imTAJustify">Dopo l’allarme lanciato anche dal giurista Luca Benci, diventa doverosa una immediata correzione del provvedimento perché, come mette in luce nel suo pezzo: ” il legislatore- al momento- agisce con un disegno non coerente e di dubbia legittimazione costituzionale”.</div><div class="imTAJustify">Problematica già evidenziata in altri termini anche dal Collega Gugliucciello quando scrive che: “ Il rispetto delle regole è una questione di serietà, di buon senso e di doverosa tutela dei Cittadini”, perché: “ Qualsiasi altra scelta mette in discussione la credibilità del nostro Paese e delle sue Istituzioni”.<br></div><div><div class="imTAJustify"><br></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs11">Ministro Lorenzin, Lei ha giurato sulla Costituzione e, in particolare, visto il suo ruolo, ha giurato di difendere e rispettare l’articolo 32 della Carta costituzionale che è posto a tutela della salute dei Cittadini.</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Tutela, che non deve essere mai messa a rischio da scelte superficiali e azzardate nonché dalla incomprensibile violazione di giuste ed equilibrate norme vigenti ( art.5 della L. 43/2006) che tracciano il percorso e i criteri da rispettare nel riconoscere una nuova professione sanitaria.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Gianni Melotti</div><div class="imTAJustify">Fisioterapista </div></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 17 May 2016 12:20:00 GMT</pubDate>
			<link>http://www.spif.it/blog/?osteopati-e-chiropratici,-tocca-a-lorenzin-correggere-l-errore</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Quella dell’Optometrista non può essere una figura sanitaria]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=DDL_Lorenzin"><![CDATA[DDL Lorenzin]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_kn9qf9d0"><div class="imTAJustify">[image:image-0]<span class="fs11"><span class="cf1">15 MAG</span> - Gentile Direttore,</span></div><div class="imTAJustify">a seguito della lettura dell’<span class="cb1"><a href="http://www.quotidianosanita.it/lettere-al-direttore/articolo.php?articolo_id=39568" target="_blank" class="imCssLink">articolo</a></span> apparso sul suo quotidiano l’11 maggio a firma del Dott. Andrea Afragoli Presidente Federottica, Rappresentante degli Ottici/Optometristi in risposta all’art. del <span class="cb1"><a href="http://www.quotidianosanita.it/governo-e-parlamento/articolo.php?articolo_id=39467" target="_blank" class="imCssLink">Dott. M. Piovella , Presidente del S.O.I.</a></span> , di cui condividiamo interamente il contenuto, mi corre l’obbligo di esternare alcune considerazioni, anche in rappresentanza del Profilo dell’Ortottista-Assistente di Oftalmologia, rientrante tra i profili afferenti alla nostra O.S.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">l’Emendamento presentato nel DDL 1324 nel merito dell’istituzione del Profilo di Optometrista è stato rigettato;</div><div class="imTAJustify">che in atto la Professione di Ottico risulta essere Arte Ausiliaria;</div><div class="imTAJustify">che il tentativo di inserire nel testo la figura commista di Ottico/Optometrista non ha potuto avere seguito nell’iter legislativo. Si esprime la piena condivisione del S.O.I. che rappresenta l’impossibilità per l’Ottico/Optometrista del riconoscimento di Professione Sanitaria. Riconosciamo l’attenta analisi del Dott. Piovella, quando afferma che, l’attività prevalente risulta essere di tipo commerciale.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div><div class="imTAJustify">L’istituzione della Figura dell’Optometrista, poteva semplicemente raffigurare un’escamotage, per indurre il Parlamento a commettere un altro Errore, ovvero la sovrapposizione di competenze professionali già determinate.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Pertanto, solidali al SOI ed in difesa e rappresentanza di tutti gli Ortottisti italiani, anche per quelli non iscritti alla nostra O.S. , appare evidente la difesa del Diritto.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Non è più ammissibile il tentativo di sostenere e poter superare le norme vigenti.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Le Leggi insistenti definiscono già tutto quanto deve essere applicato. Altro Esempio è il tentativo della Politica e dei Parlamentari “ di forzare il Motore”.</div><div> </div><div class="imTAJustify">Ritengo opportuno ricordare a Lei e a tutti i lettori che, la valenza induttiva, possa creare disequilibri nel Sistema Sanità.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Concludo dicendo che appare ai nostri occhi, l’eventuale tentativo, da parte della Politica e dei Parlamentari, di sostenere i Pochi e non i Molti.</div><div class="imTAJustify">Infatti, già ai sensi del DM 29 Marzo 2001, all’art. 2, insiste tra le Professioni Sanitarie Riabilitative l’Ortottista-Assistente di Oftalmologia. Se dobbiamo continuare a rappresentare quanto definito dalle norme e per il pieno rispetto delle stesse, SPIF AR non ha alcun problema ed in piena difesa delle Professioni rappresentate.</div><div> </div><div class="imTAJustify">Roberto Ferrara</div><div class="imTAJustify">S.N. SPIF AR &nbsp;</div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 15 May 2016 12:15:00 GMT</pubDate>
			<link>http://www.spif.it/blog/?quella-dell-optometrista-non-puo-essere-una-figura-sanitaria</link>
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			<title><![CDATA[Ddl Lorenzin. Boldrini (Simfer): “Su osteopati e chiropratici, prima del ‘chi’ pensiamo al ‘cosa’”]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=DDL_Lorenzin"><![CDATA[DDL Lorenzin]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_1uwf79hr">[image:image-0]<div class="imTAJustify"><span class="fs11">Non è accettabile istituire nuove professioni sanitarie prescindendo dai requisiti previsti dalle normative esistenti. Esse infatti prevedono tale possibilità in recepimento di direttive comunitarie, o in relazione ad obiettivi di salute che non possano essere soddisfatti dalle professionalità esistenti. E’ inoltre necessario un preventivo percorso istituzionale. Il percorso previsto dal ddl appare prescindere completamente tutto da questo.</span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs11">Il DDL 1324 di “riordino delle professioni sanitarie” rischia di smentire il suo stesso titolo, introducendo elementi di confusione in un settore particolarmente delicato in cui sono in gioco la salute dei cittadini e la tenuta dei servizi sanitari.</span></div><div> </div><div class="imTAJustify">Ci riferiamo ai due articoli del testo approvato dalla Commissione Igiene e Sanità del Senato, relativi alla istituzione delle professioni di osteopata e chiropratico nell’ambito delle professioni sanitarie. Sul questo tema sono già state espresse molte posizioni critiche, prevalentemente in ordine ai rischi di sovrapposizione di tali figure a quelle di altri profili professionali, ed al percorso del tutto anomalo con cui ne verrebbero definiti gli ambiti di competenze ed i curricula formativi.</div><div> </div><div class="imTAJustify">La Società Italiana di Medicina Riabilitativa (SIMFER) che riunisce i laureati in Medicina e Chirurgia che in Italia svolgono la loro attività nell’ambito della Medicina Riabilitativa, ed in particolare i medici specialisti Fisiatri, ritiene in realtà che la questione fondamentale sia di sostanza: se cioè le pratiche che rientrano nella definizione di “osteopatiche” o “chiropratiche” siano scientificamente fondate per potersi configurare come ambiti disciplinari autonomi, tali da poter esercitare in modo corretto, sicuro ed appropriato funzioni che riguardano la salute dei cittadini.</div></div><div class="imTAJustify"><br></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs11">Su questo punto, la SIMFER ritiene di dover esprimere una posizione fortemente critica, che viene illustrata in un documento approvato recentemente ed inviato a tutti i competenti organismi istituzionali e professionali.</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">In tale documento si ricorda che tali pratiche sono state riconosciute dalla Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (FNOMCeO) come rientranti nell’ambito delle “medicine e pratiche non convenzionali”, da ascriversi alla responsabilità del medico chirurgo.</div><div class="imTAJustify">La SIMFER ritiene che l’insieme dei presupposti teorici e delle modalità tecniche che rientrano nell’ambito delle pratiche definite come “osteopatiche” e “chiropratiche” non siano adeguate né sufficienti per poterle considerare come ambiti disciplinari autonomi.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Sul piano dei presupposti teorici, infatti, si rileva che tali pratiche si sono sviluppate in modo empirico, in base all’applicazione di tecniche manuali prive di un definito ed esplicito modello teorico. In seguito si è cercato di definire paradigmi di riferimento in cui far rientrare del tutto od in parte tali eterogenee tecniche. Tali paradigmi peraltro fanno riferimento a concetti e teorie che non trovano riscontro nel corpus di conoscenze accreditato dalla comunità scientifica, sia nell’ambito delle discipline biologiche che delle scienze umane e del comportamento, né tantomeno dalla medicina clinica ufficiale.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">A questa debolezza di impianto teorico consegue l’arbitrarietà delle metodiche valutative e “diagnostiche” con cui l’osteopatia e la chiropratica pretendono di individuare gli aspetti che possono essere oggetto di trattamento. Tali aspetti sono spesso descritti con termini scarsamente o per nulla definibili in termini operativi precisi. Si parla ad esempio “squilibri” o “disturbi” che possono comportare ripercussioni negative su vari organi ed apparati. Il nesso causale fra tali fattori e la presunta anomalia fa riferimento a meccanismi estranei ai modelli fisiopatologici propri del modello biomedico, ma anche a modelli di tipo biopsicosociale che vengono adottati in molti settori della Medicina Clinica (compresa la Medicina Fisica e Riabilitativa).</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">In questa situazione, le pretese “diagnostiche” delle pratiche osteopatiche e chiropratiche appaiono destituite di ogni fondamento. Si ritiene inammissibile, e potenzialmente pericoloso, proporre criteri, modelli e classificazioni definiti come “diagnostici”, che appaiono del tutto estranei ed alternativi ai principi della medicina clinica.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Per quanto riguarda gli interventi ed i trattamenti cui l’osteopatia e la chiropratica attribuiscono valenza terapeutica, va rilevato che si tratta per lo più di pratiche basate sull’applicazione di metodiche manuali, che in poco o nulla differiscono, sul piano del meccanismo d’azione, da metodiche che rientrano nell’armamentario terapeutico della Medicina Clinica, ed in particolare della Medicina Fisica e Riabilitativa. Si tratta, per l’appunto, di “pratiche”, che non possono giustificare una configurazione disciplinare autonoma, ma che rientrano nel novero degli interventi “fisici”, basati sull’applicazione di energia meccanica dall’esterno del corpo. Essi possono essere eventualmente impiegati solo in riferimento ad una diagnosi e prognosi precisate in termini clinici, ed in eventuale associazione ad altri interventi terapeutici, educativi ed informativi. Vanno quindi eventualmente inseriti in un corpus di conoscenze e competenze ben più ampio di quello delineato dalle due pratiche in questione, in modo da garantire una reale “presa in carico” unitaria dei problemi di salute della persona.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Altro elemento di forte criticità è la scarsità di studi sviluppati con sufficiente rigore scientifico in merito agli effetti di tali pratiche. Non è corretto addurre a giustificazione di tale carenza la pretesa “alterità” dell’osteopatia e chiropratica rispetto ai paradigmi della ricerca scientifica, e quindi la loro inaccessibilità all’indagine scientifica; un approccio può essere “alternativo” ma nondimeno essere perfettamente indagabile con metodo “scientifico.</div><div> </div><div class="imTAJustify">In relazione alle conseguenze sull’organizzazione ed erogazione dei servizi, si ritiene che, per le ragioni esposte più sopra, l’introduzione di tali figure nell’ambito delle professioni sanitarie porterebbe ad una estrema difficoltà nella definizione di ambiti di competenza e nella integrazione con le altre professionalità.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Questo non si verificherebbe solo nell’ambito dell’assistenza riabilitativa, ma verosimilmente in molti altri ambiti assistenziali, data la pretesa capacità di affrontare con l’approccio osteopatico o chiropratico una grande varietà di condizioni patologiche, ad esempio relative a patologie viscerali.</div><div class="imTAJustify">Per quanto riguarda l’area specifica dell’assistenza riabilitativa, si ritiene che il panorama delle professionalità esistenti sia ampiamente sufficiente a rispondere con adeguata competenza ai bisogni di salute dei cittadini, e soprattutto a garantire interventi di validità riconosciuta, condivisa e documentabile.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Il fatto che molti cittadini si rivolgano di propria iniziativa a pratiche alternative non è certamente una garanzia della loro efficacia o innocuità, né tantomeno del fatto che possano essere considerate attività sanitarie. Senza una verifica condotta con metodi scientifici dei risultati ottenuti, è evidente che il semplice numero dei fruitori di un determinato servizio non riveste alcun significato sul piano della sua accreditabilità.</div><div> </div><div class="imTAJustify">In relazione al metodo con cui si propone di istituire tali professioni e di inserirle nel contesto dell’organizzazione sanitaria, si ritiene non accettabile il fatto di istituire nuove professioni sanitarie prescindendo completamente dai requisiti previsti dalle normative esistenti.</div><div class="imTAJustify">Esse infatti prevedono tale possibilità in recepimento di direttive comunitarie, o in relazione ad obiettivi di salute precedentemente dichiarati, che non possano essere soddisfatti dalle professionalità esistenti. E’ inoltre necessario un preventivo percorso istituzionale che prevede l’intervento della Conferenza Stato-Regioni per gli aspetti di definizione del ruolo professionale nonché la valutazione di altri molteplici organismi istituzionali, in merito ai contenuti culturali, scientifici e alle ricadute organizzative.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Il percorso previsto in base al DDL citato appare prescindere completamente da questo percorso, definendo, con una curiosa inversione di rotta, prima l’istituzione delle professioni e solo successivamente i requisiti professionali ed i contenuti del curriculum formativo.</div><div> </div><div class="imTAJustify">Alla luce delle considerazioni di cui sopra, la SIMFER propone che non sia dato alcun seguito alla proposta di istituzione delle professioni sanitarie di osteopata e chiropratico così come prevista dal citato DDL 1324.</div><div> </div><div class="imTAJustify">Dott. Paolo Boldrini</div><div class="imTAJustify">Presidente SIMFER</div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 14 May 2016 12:07:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Osteopati. L'Associazione ATC contro il Manifesto del Roi: “E' fumo negli occhi”]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=DDL_Lorenzin"><![CDATA[DDL Lorenzin]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_3f9v8qfh">[image:image-0]<div class="cf2"><div class="imTAJustify"><span class="fs11">13 MAG </span><span class="fs11 cf1">- Gentile Direttore,</span></div></div><div class="imTAJustify"><span class="cb1"><a href="http://www.quotidianosanita.it/lavoro-e-professioni/articolo.php?articolo_id=39187" target="_blank" class="imCssLink">il recente articolo del 29 aprile</a></span>, che entra nel merito del manifesto del ROI (Registro degli Osteopati Italiani) con lo scopo di spiegarne i punti fondamentali, ha suscitato in noi una serie di perplessità. Nello specifico l’articolo in questione è incentrato su una nota inviata dal ROI e che abbiamo ritenuto necessario e doveroso commentare. Si fanno affermazioni approssimative, con il chiaro tentativo di arrampicarsi sugli specchi tipico di chi, non sapendo bene dove andare a parare, giusto per buttare fumo negli occhi, usa parole che hanno un chiaro richiamo al mondo scientifico sanitario. Si prova a dire tutto e il contrario di tutto e... incredibile, ci si riesce.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Il “Manifesto” individua quattro punti fondamentali (vedi manifesto). Facciamo dunque chiarezza.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs11">E' necessario chiarire che la Fisioterapia è una disciplina indipendente posta in essere da un Professionista Sanitario Laureato ed abilitato presso L'università degli Studi, Facoltà di Medicina, Corso di Laurea in Fisioterapia. A tutela dei cittadini, così come il ROI auspica, sarebbe corretto e trasparente che lo stesso dicesse chiaramente, che loro non sono Laureati in osteopatia (in quanto un ente privato, associazione o quant'altro, non può rilasciare Lauree), non hanno mai frequentato un corso di Laurea in ambito Sanitario presso nessuna Università, non hanno mai conseguito una abilitazione attraverso un esame presso Enti dello Stato Italiano.</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Si cerca di "distinguere " l'osteopatia da altre discipline indicandone chiaramente le differenze: "... ma senza una lesione del tessuto o dell'organo stesso". Chiediamo dunque: chi attesta la presenza o meno di una lesione tissutale o di un organo? L'osteopata prende in esame gli accertamenti diagnostici del paziente? Ha le competenze (e chi gliele ha fornite) per farsi nascere il dubbio che la lesione possa essere presente ed anche molto grave? Procede alla richiesta di accertamenti diagnostici che possano rilevare condizioni patologiche (con lesione del tessuto o rgano) che necessitano di particolare cautela? Se fa tutto questo commette abuso di professione sanitaria e non si distingue nemmeno in una sfumatura da tutto quello che altri professionisti sanitari fanno con legittimità e responsabilità civile e penale.</div><div class="imTAJustify">Questa presunta "distinzione" da altre discipline si rivela nel suo complesso falsa, grave (commettono abuso), faziosa e priva di qualsiasi significato.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Il ROI tenta di dimostrare che l'osteopatia sia una materia distinta, ma al tempo stesso complementare alle altre discipline sanitarie poiché non può essere inserita tra gli interventi riabilitativi! Ci piacerebbe che a questo punto che il ROI stilasse un elenco dettagliato di tutte quelle condizioni disfunzionali che per loro stessa ammissione non “riabilitano”. Devono dire chiaramente ai cittadini, &nbsp;per tutelare la loro salute, che loro non intervengono sugli esiti di un trauma cervicale, di un'alterazione dell'annulus fibroso, di un'osteocondrosi, di una capsulite, di una borsite, di una distorsione della caviglia, di una lesione ad un muscolo o un tendine, di un esito di frattura, di un'esostosi, di una instabilità articolare sia essa di natura neurologica , sia dovuta ad una alterazione delle strutture deputate a mantenere la stabilità, di un intervento chirurgico, di un'ernia discale ... di una caduta sul sedere ... etc.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Le conclusioni sono semplici: trauma, intervento chirurgico, disfunzione....non si va dall'osteopata. Distorsione di caviglia? Non si va dall'osteopata. Colpo di frusta? Non si va dall'osteopata. Instabilità di spalla? Non si va dall'osteopata. Esiti da protesi d'anca? Non si va dall'osteopata. Sindrome del tunnel carpale? Non si va dall'osteopata. Alterazioni ad un menisco o ai legamenti crociati? Non si va dall'osteopata. E potremmo andare avanti all'infinito. Potrebbero affiggere tale elenco, che di certo sarebbe lunghissimo, all'interno dei propri studi abusivi, cosi che i loro clienti possano conoscere esattamente gli ambiti di intervento -che restano - per i quali possono rivolgersi loro.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">In realtà, con queste affermazioni prendono in giro la gente facendo credere che facciano qualcosa di diverso dai riabilitatori, per non dover ammettere che in realtà, tentano di fare riabilitazione senza averne titolo. Ma sono proprio loro ad affermarlo nel Manifesto. Vorremmo inoltre ricordare a chi legge che i Fisioterapisti intervengono da sempre su pazienti che presentano disturbi funzionali in assenza di danni certi alla struttura . Ma allora in che cosa vogliono distinguersi? &nbsp;Per come stanno veramente le cose si può affermare che:</div><div class="imTAJustify">I fisioterapisti "intervengono in tutte quelle condizioni cliniche in cui c’è un’alterazione della funzionalità della struttura, senza una lesione del tessuto o dell’organo stesso (come gli osteopati), ma anche in tutte quelle condizioni cliniche in cui è presente una alterazione del tessuto, dell'organo, in seguito a traumi, patologie neurologiche ed ortopediche, esiti di interventi chirurgici...etc etc". Cosa che loro, così come dichiarano, non fanno.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Gli osteopati invece, per loro stessa ammissione, intervengono (senza averne titolo) solo per una parte del lavoro svolto dal fisioterapista.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Ma le perle non finiscono qui, infatti alla voce del suddetto manifesto "cosa cura l'osteopata" vengono specificati gli ambiti di intervento.</div><div class="imTAJustify">È necessario a questo punto che chiariscano (ai cittadini e al mondo professionale sanitario) quali sono le malattie di cui parlano, e sopratutto che siano tutte malattie "senza una lesione tissutale o dell'organo stesso", come affermato nel manifesto. Tale condizione deve essere inconfutabilmente accertata altrimenti si dice unac osa e se ne fa un'altra con inganno per i cittadini. Forse la nostra preparazione di fisioterapisti ci inganna (?) ma ci sembra di ricordare, giusto per fare un esempio, che l'artrosi, da loro nominata, sia una condizione nella quale di certo la struttura è compromessa e si parla di danno (lesione) al tessuto. Devono quindi chiarire: conoscono forse un'artrosi a noi sconosciuta che non presenta danno tissutale, o come detto all'inizio, ci si arrampica sugli specchi e si fanno affermazioni ingannevoli che possono fuorviare i cittadini ignari di queste argomentazioni?</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Ripetiamo: il testo dell'articolo è il tripudio dell'incoerenza. In poche righe riescono ad affermare una cosa per poi contraddirsi e smentirla nel rigo successivo. Se questa è una nota del ROI è di certo dai contenuti inaffidabili. Inoltre se una malattia causa una disfunzione ed a questa si associano dei disturbi, il paziente potrebbe presentare alterazioni della sua "abilità funzionale". Il Fisioterapista, dunque, pone in essere il trattamento con lo scopo di "riabilitare" il paziente, cioè effettua "interventi mirati a migliorare e conservare la salute". Non si capisce perché nel manifesto si cerca (disperatamente) di affermare che "l'osteopatia non può essere inserita tra gi interventi riabilitativi" cercando ancora una volta di ... distinguersi, di prendere le distanze, sperando che i cittadini o i politici poco competenti, abbocchino. Il ROI usa il nostro linguaggio per spiegare quello che (abusivamente) fa, pretendendo di dire che è cosa diversa. Ma allora cosa fanno curano i sani?</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">La verità è che tentano di fare riabilitazione nascondendosi dietro una inesistente differenza di obiettivi che non sta in piedi in nessun modo. Se ammettessero di fare riabilitazione ammetterebbero anche di fare il lavoro di altri professionisti, senza che ciò sia &nbsp;necessario e senza averne titolo. Cioè abusivamente.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Inoltre ciò che viene affermato due righe prima, viene sconfessato due righe dopo. &nbsp;"L'osteopatia non interviene nel recupero di mobilità persa in seguito a patologie neurologiche od ortopediche, traumi ..etc" e due righe sotto: " In particolare l’osteopata cura ..... dolori articolari e muscolari da traumi " &nbsp;Trauma si, trauma no, la terra dei cachi!</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Giusto per concludere vorremmo svelare un grande segreto: i fisioterapisti non trattano solo quarantenni! Trattiamo infatti... "persone di tutte le età, dal neonato all’anziano, dalla donna in gravidanza ai soggetti sportivi.", ma gli osteopati ne parlano come fosse uno loro prerogativa. Ciò che gli osteopati tentano di far passare come una novità o una loro esclusività in termini di obiettivi è una menzogna, in quanto quegli obiettivi sono quelli propri della professione del Fisioterapista . Quindi la smettano di indossare questo manto di candore fingendosi di essere la figura risolutiva di tutti i mali del cittadino.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Non si comprende l'esigenza di una nuova ..."fantomatica" professione. L'osteopatia è una tecnica e non una professione. Se sta tanto a cuore che i cittadini possano fruire delle cure osteopatiche basta integrare questi insegnamenti all'interno del corso di Laurea in Fisioterapia o attivando dei master ( per professionisti sanitari abilitati) presso le Università. non vorremmo mai che questa idea di una nuova professione, piu' che una reale esigenza per i cittadini italiani, sia solo il frutto di una grossa raccomandazione politica.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Giuseppe Cultrera</div><div class="imTAJustify">fisioterapista, presidente dell'Associazione &nbsp;ATC (Approccio Terapeutico Combinato)</div></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Il manifesto inizia col definire "indipendente" la disciplina osteopatica. Ci sembra che indipendente voglia dire, in maniera semplice, che non dipende da nessuno. Ecco allora la prima domanda: cosa rende una disciplina dipendente ed un'altra indipendente? Noi fisioterapisti sappiamo che nella nostra professione "sanitaria" ci sono quote di indipendenza e di dipendenza (se di dipendenza si può parlare) in quanto non possiamo non fare riferimento all'anatomia, la fisiologia e la malattia nell'accezione più vasta del termine. Ebbene da queste cose, e per fortuna, dipendiamo. Discorso a parte è l'essere indipendente nel processo di decisione clinica, indipendenza che equivale ad una assunzione di responsabilità nel momento in cui il Fisioterapista "prende decisioni" in base al proprio ragionamento clinico.</div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 13 May 2016 12:02:00 GMT</pubDate>
			<link>http://www.spif.it/blog/?osteopati--l-associazione-atc-contro-il-manifesto-del-roi---e--fumo-negli-occhi-</link>
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			<title><![CDATA[Osteopatia e Chiropratica. Le norme ad professionem del Senato]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=DDL_Lorenzin"><![CDATA[DDL Lorenzin]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_pg824qx5">[image:image-1]<div class="cf2"><div class="imTAJustify"><span class="fs11">10 MAG</span><span class="fs11 cf1"> Siamo di fronte a un caso di “economia legislativa” più che di volontà riformatrice e il legislatore agisce con un disegno non coerente e di dubbia legittimazione costituzionale. Si è voluto saltare il percorso “scientifico” sulla utilità e necessità del riconoscimento delle discipline con una valutazione tutta politica che prescinde da ogni altra considerazione.</span></div><div class="imTAJustify"><br></div></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs11">Nei convulsi anni novanta dello scorso secolo sono proliferate una serie numerosa di professioni sanitarie molte delle quali, del tutto verosimilmente, potevano essere ricondotte a processi unitari.</span></div><div> </div><div class="imTAJustify">Qualcuno, all’epoca, definì un ufficio del ministero della sanità &nbsp;una sorta di “profilificio”: in pochissimi anni furono definite, come è noto, ben 22 professioni sanitarie.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Dal 1994 in poi, in relazione alla previsione normativa che attribuiva al ministero il compito di individuare “con proprio decreto le figure da formare e i relativi profili”, furono approvate le relative professioni.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div> </div><div class="imTAJustify">Furono sostanzialmente “fotografate” le figure esistenti e strutturate con profilo e formazione universitaria e furono riconosciuti i percorsi precedenti. Si trattava – e si tratta – di professioni “storiche” dei servizi sanitari e presenti nei servizi. Il percorso è stato poi lineare: individuazione del profilo, omogeneizzazione del percorso attraverso la formazione universitaria e successivo loro inquadramento all’interno della &nbsp;“legge quadro” 42/99.</div></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs11">Le “professioni sanitarie” oggi sono decisamente ipernormate e hanno visto un quadro normativo complessivo ormai copioso: la già ricordata legge 42/99, la legge 251/00, la legge 43/06 e il comma 566 della legge di stabilità 2015.</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div> </div><div class="imTAJustify">Il sistema già prevedeva l’eventuale istituzionalizzazione di nuove figure professionali attraverso un meccanismo previsto dalla legge 43/2006 che possiamo così sintetizzare:</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">a) recepimento di direttive comunitarie ovvero per iniziativa di Stato e Regioni “in considerazione dei fabbisogni connessi agli obiettivi di salute previsti nel Piano sanitario nazionale o nei Piani sanitari regionali, che non trovano rispondenza in professioni già riconosciute”;</div><div class="imTAJustify">b) accordo della Conferenza Stato Regioni che definisce il “titolo professionale e l’ambito di attività”;</div><div class="imTAJustify">c) parere tecnico scientifico del Consiglio superiore di sanità allargato agi esperti del ministero della salute, delle regioni e degli ordini professionali;</div><div class="imTAJustify">d) funzioni che non devono essere parcellizzate e sovrapporsi alle funzioni delle professioni già esistenti.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div> </div><div class="imTAJustify">L’istituzionalizzazione della “professione dell’osteopata”</div><div class="imTAJustify">Dopo quanto abbiamo riassunto in premessa il legislatore, alla prima occasione di riconoscimento di nuove figure professionali, smentisce se stesso e opera una immediata frattura ad professionem per l’istituzione della professione dell’osteopata e del chiropratico con modalità addirittura diverse tra le due figure.</div><div> </div><div class="imTAJustify">Procediamo per gradi e riportiamo integralmente l’articolo 3 bis del ddl Lorenzin approvato in Commissione Sanità del Senato:</div><div class="imTAJustify"><br></div><div> </div><div class="imTAJustify">Art. 3-bis (Istituzione e definizione della professione dell'osteopata)</div><div class="imTAJustify">1. Nell'ambito delle professioni sanitarie è istituita la professione dell'osteopata. Per l'esercizio della professione sanitaria di cui al presente comma, è necessario il possesso della laurea abilitante o titolo equipollente. Sono fatte salve le disposizioni di cui all'articolo 5, commi 1, 2, 4 e 5 della legge 1 febbraio 2006, n.43, ai fini dell'individuazione delle competenze riconducibili alla professione dell'osteopata. </div><div class="imTAJustify">2. Con Accordo Stato-Regioni, da adottarsi entro 3 mesi dall'entrata in vigore della presente legge, sono stabiliti i criteri per il riconoscimento dei titoli equipollenti ai fini dell'esercizio della professione sanitaria di cui al comma 1. Con decreto del Ministro dell'Istruzione, università e ricerca, di concerto con il Ministro della Salute, sentite le competenti Commissioni parlamentari e acquisito il parere del Consiglio Universitario nazionale e del Consiglio superiore di sanità, da adottarsi entro 6 mesi dall'entrata in vigore della presente legge, è definito l'ordinamento didattico della formazione universitaria in osteopatia. </div><div class="imTAJustify">3. È istituito senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, presso l'Ordine dei Tecnici sanitari di radiologia medica e delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione, l'albo per la professione sanitaria di osteopata. Possono iscriversi all'albo, istituito ai sensi del presente comma, i soggetti che hanno conseguito la formazione universitaria in osteopatia, ai sensi del decreto di cui al comma 2, e i soggetti in possesso dei titoli di cui al medesimo comma 2.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div> </div><div class="imTAJustify">Con una forzatura di sistema il legislatore istituisce – al momento tenta di istituire – la professione dell’osteopata. Non opera secondo le regole che lui stesso si è dato nel 2006 e che abbiamo precedentemente ricordato. Dunque l’osteopata viene prima riconosciuto per legge ordinaria senza pareri tecnici, senza un precedente fabbisogno riconosciuto dai piani sanitari e senza neanche la necessità di dovere dare un abito giuridico a figure che operano nel Servizio sanitario nazionale in quanto totalmente assente dalle strutture. Lo fa a prescindere proprio dalle regole – “L’individuazione è subordinata a un parere tecnico scientifico…” – poste dalla legge 43/2006. &nbsp;Curiosamente la norma rimane in vigore ma non vale per questa occasione!</div><div class="imTAJustify"><br></div><div> </div><div class="imTAJustify">Le successive fasi sono un atto normativo della Conferenza Stato Regioni in cui stabilire i criteri del riconoscimento dei titoli e il solito decreto interministeriale per l’individuazione degli ordinamenti didattici. Infine viene disposta la costituzione dell’albo professionale all’interno dell’onnicomprensivo neonato ordine professionale dei “tecnici sanitari di radiologia medica e delle professioni tecniche, della riabilitazione della prevenzione”. Non si specifica se debba rientrare in qualcuna di queste categorie – della riabilitazione? – o costituisca, più verosimilmente, una figura a se stante non riconducibile alle professioni caratterizzanti quell’ordine professionale (tecnico sanitarie, della prevenzione e della riabilitazione).</div><div class="imTAJustify"><br></div><div> </div><div class="imTAJustify">Il pasticcio normativo a questo punto diventa evidente. La professione di osteopata viene riconosciuta con metodo derogatorio, viene costituito il relativo albo professionale tenuto dal un ordine professionale al cui interno sono presenti figure professionali &nbsp;il cui esercizio è basato sulla nota individuazione di competenze attraverso il profilo professionale, gli ordinamenti didattici e la formazione ricevuta con il limite delle competenze previste per la professione medica ex legge 42/99.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div> </div><div class="imTAJustify">Stante il richiamo, ancorché parziale, alla legge 43/2006, anche l’ambito di attività (profilo?) della professione anche se non precisato direttamente nella legge di istituzione verrà approvato dalla Conferenza Stato-Regioni. Infine non dovranno essere previste sovrapposizioni con le professioni esistenti.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div> </div><div class="imTAJustify">Bisogna inoltre tenere conto che è ancora in vigore, nonostante le ripetute richieste di abrogazione, il comma 566 della legge di stabilità 2015che prevederebbe l’ulteriore approvazione di altri atti della Conferenza Stato Regioni su “compiti, funzioni e obiettivi” delle professioni infermieristiche, ostetriche, tecniche e della riabilitazione. Il comma 566 è applicabile anche alla neo riconosciuta figura dell’osteopata? La legge 42/99 vera e propria norma quadro delle professioni riconosciute negli stessi albi dell’osteopata è applicabile anche alla neo figura?</div><div> </div><div class="imTAJustify">Non sono interrogativi leziosi in quanto l’inquadramento determina l’asse giuridico professionale e la stessa determinazione delle competenze. I profili professionali degli anni novanta dello scorso secolo erano e sono costruiti – quasi tutti – attraverso il duplice livello di intervento di autonomia e di collaborazione all’attività medica. Impostazione anacronistica ma è quella esistente.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div> </div><div class="imTAJustify">Se si applica la legge 42/99 anche agli osteopati – e al momento l’articolato approvato dalla Commissione Sanità del Senato non ce lo dice – anche per loro il neoprofilo (sarà il primo a essere approvato dalla Conferenza Stato-Regioni) dovrà seguire questo schema di impostazione. Inoltre dovrà dimostrare di non interferire con le professioni esistenti altrimenti presenterà immediati profili di illegittimità che saranno censurati dal giudice amministrativo. Preliminare a tutto è capire se è applicabile anche a loro la legge 42/99 altrimenti la figura dell’osteopata si presenterebbe del tutto anomala all’interno del novero delle professioni sanitarie pur appartenendo all’albo professionale tenuto da un Ordine comune a altre figure.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div> </div><div class="imTAJustify">Gli altri aspetti sono di conseguenza. Verranno introdotti anche nelle strutture del Servizio sanitario nazionale? Si modificheranno le normative concorsuali? Si stanzieranno le relative risorse per le assunzioni su scala nazionale? Le prestazioni osteopatiche verranno riconosciute nei livelli essenziali di assistenza? Verrà modificata la normativa sull’Educazione continua in medicina e permessi i corsi ECM anche per la figura dell’osteopata oggi vietati?</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Le troppe domande poste derivano proprio dall’inusualità del percorso scelto per la istituzionalizzazione, per la prima volta, di una figura che non appartiene al novero della medicina scientifica ma a quello delle terapie non convenzionali.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div> </div><div class="imTAJustify">L’istituzione della figura del chiropratico</div><div class="imTAJustify">Il DDL approvato dalla Commissione riconosce però anche la figura del chiropratico.</div><div> </div><div class="imTAJustify">Riportiamo per esteso l’articolo 8 bis:</div><div class="imTAJustify">Art. 8-bis (Figura e profilo della professione sanitaria del chiropratico) </div><div class="imTAJustify">1. Nell'ambito delle professioni sanitarie è istituita la professione del chiropratico. Per l'esercizio della professione sanitaria di cui al presente comma, è necessario il possesso della laurea abilitante o titolo equipollente e l'iscrizione al registro istituito presso il Ministero della salute. Sono fatte salve le disposizioni di cui all'articolo 5, commi 1, 2, 4 e 5 della legge 1 febbraio 2006, n.43, ai fini dell'individuazione delle competenze riconducibili alla professione del chiropratico. </div><div class="imTAJustify">2. Con Accordo Stato-Regioni, da adottarsi entro 3 mesi dall'entrata in vigore della presente legge, sono stabiliti i criteri per il riconoscimento dei titoli equipollenti ai fini dell'esercizio della professione sanitaria di cui al comma 4. Con decreto del Ministro dell'Istruzione, università e ricerca, di concerto con il Ministro della Salute, sentite le competenti Commissioni parlamentari e acquisito il parere del Consiglio Universitario nazionale e del Consiglio superiore di sanità, da adottarsi entro 6 mesi dall'entrata in vigore della presente legge, è definito l'ordinamento didattico della formazione universitaria in chiropratica. </div><div class="imTAJustify">3. All'articolo 2 della legge 24 dicembre 2007, n. 244, è abrogato il comma 355.</div><div> </div><div class="imTAJustify">Anche in questo caso il legislatore opta per una norma ad professionem svincolandola dalla metodologia imposta dalla legge 43/2006. Per il chiropratico intervenne in realtà la legge finanziaria 2008 del secondo governo Prodi dove si istituì – più precisamente si tentò di istituire – un fantomatico “registro” dei “dottori in chiropratica” presso il Ministero della salute. Avrebbe avuto titolo di esercitare “liberamente come professionista sanitario di grado primario nel campo del diritto alla salute”. Il legislatore del 2007 superò se stesso per cripticità, incomprensibilità e inapplicabilità della norma.</div><div> </div><div class="imTAJustify">Nessuno ha capito cosa intendesse per “professionista sanitario di grado primario”, cosa intendesse per “liberamente” e non ha stupito credo nessuno il fatto che tale norma sia rimasta completamente inattuata.</div><div> </div><div class="imTAJustify">Adesso il DDL Lorenzin abroga questa norma e ne fissa un’altra in cui richiama sempre, come per gli osteopati, &nbsp;la legge 43/2006 – anche questa volta per non applicarla nella parte della previsione della necessità della commissione scientifica – &nbsp;in modo esplicito però per “l’individuazione delle competenze riconducibili alla professione del chiropratico”. Richiama quindi la legge 43/2006, istituisce il chiropratico come “professione sanitaria” ma non lo inserisce nelle “professioni sanitarie profilate” e non istituisce il relativo albo.</div><div> </div><div class="imTAJustify">L’inquadramento del chiropratico è ancora più anomalo dell’inquadramento dell’osteopatae nel momento in cui si riconosce una figura professionale si abolisce anche il mai nato registro presso il Ministero della salute senza la sua sostituzione con l’albo professionale. Il chiropratico sarebbe quindi l’unica figura italiana a non avere l’albo e viene regolamentato &nbsp;con la legge che, però, riconosce a tutti il diritto all’albo.</div><div> </div><div class="imTAJustify">Le stesse domande che ci eravamo posti per l’osteopata relative all’inserimento nei Lea, all’inserimento della figura nelle strutture del Servizio sanitario nazionale e altro valgono ovviamente anche per la figura del chiropratico.</div><div> </div><div> </div><div class="imTAJustify">Conclusioni </div><div class="imTAJustify">Con la solita tecnica legata alle esigenze di “economia legislativa” più che di volontà riformatrice il legislatore – al momento – agisce con un disegno non coerente e di dubbia legittimazione costituzionale.</div><div> </div><div class="imTAJustify">Si è voluto saltare il percorso “scientifico” sulla utilità, necessità del riconoscimento delle discipline con una valutazione tutta politica che prescinde da ogni altra considerazione. Vi è da domandarsi se la decisione “politica” che prescinde dalle considerazioni di altra natura sia in linea con l’articolo 32 della Costituzione che deve sovraintendere a ogni riconoscimento di qualsivoglia figura professionale legata alla tutela della salute.</div><div> </div><div class="imTAJustify">Le problematiche sono di duplice natura: a) il riconoscimento della scientificità delle discipline dell’osteopatia e della chiropratica; b) &nbsp;il loro eventuale corretto inquadramento nel novero delle professioni sanitarie una volta riconosciuto il punto sub a).</div><div> </div><div class="imTAJustify">E’ proprio il primo punto che desta le maggiori preoccupazioni. Lo ripetiamo la decisione tutta politica di riconoscimento prescinde volutamente dalla scientificità saltando proprio il passaggio previsto dalla legge 43/06.</div><div> </div><div class="imTAJustify">Ricordiamo inoltre che il Consiglio nazionale della Fnomceo nel lontano 2002 (18 maggio, Terni) ne chiese il riconoscimento come “atto medico”e di conseguenza discipline esercitabili solo da medici. Di quel lungo elenco (agopuntura, fitoterapia, medicina ayurvedica, medicina antroposofica, medicina omeopatica, medicina tradizionale cinese, omotossicologia, osteopatia e chiropratica) il legislatore ne riconosce solo due e non in chiave medica ma come professioni autonome e classificandole nelle “professioni sanitarie profilate”. Non si è scelta la strada di una “legge quadro” per il riconoscimento e la valorizzazione delle medicine non convenzionali ma si è utilizzata un’altra legge quadro ancorché non richiamata che inquadra le professioni sanitarie diverse da quella medica per l’osteopata; mistero invece per il chiropratico.</div><div> </div><div class="imTAJustify">Dubbi di costituzionalità possono venire proprio per la violazione del combinato disposto dell’articolo 3 – principio di uguaglianza - &nbsp;e 32 Costituzione. Per costante giurisprudenza costituzionale il principio di uguaglianza impone di trattare in modo eguale fattispecie eguali ma lo si viola nel momento in cui si tratta in modo eguale fattispecie diverse.</div><div class="imTAJustify">Questo sta accadendo con il riconoscimento dell’osteopata in particolare.</div><div> </div><div class="imTAJustify">Problemi invece con l’articolo 32 Costituzione nel momento in cui il legislatore prescinde volutamente dall’accertamento della scientificità della disciplina nel momento in cui, fino a oggi, si è dubitato – ne è prova il divieto di corsi ECM sul punto – proprio della scientificità. Viene meno la certezza del diritto alla salute nel momento in cui si istituzionalizzano nuove professioni sanitarie senza i percorsi previsti.</div><div> </div><div class="imTAJustify">Si spera, vista la fortuna di avere ancora il “bicameralismo perfetto”, che l’altro ramo del Parlamento, qualora l’Aula del Senato dovesse ratificare il lavoro della Commissione, modifichi questa non bella pagina del DDL Lorenzin.</div><div> </div><div class="imTAJustify">Luca Benci</div><div class="imTAJustify">Giurista</div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 10 May 2016 11:56:00 GMT</pubDate>
			<link>http://www.spif.it/blog/?osteopatia-e-chiropratica--le-norme-ad-professionem-del-senato</link>
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			<title><![CDATA[I fisioterapisti si appellano ai senatori per evitare riconoscimento Osteopati e Chiropratici]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=DDL_Lorenzin"><![CDATA[DDL Lorenzin]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_h3x5oolf"><div class="imTAJustify">[image:image-0]<span class="fs11">L’Associazione italiana fisioterapisti (Aifi) scrive ai Senatori chiedendo di modificare i contenuti del <span class="cb1"><a href="http://www.quotidianosanita.it/governo-e-parlamento/articolo.php?articolo_id=39040" target="_blank" class="imCssLink">disegno di legge</a></span> che prevede la creazione di due nuove professioni sanitarie. “Mancano le necessarie garanzie per la salute dei cittadini”, afferma il presidente Mauro Tavarnelli, secondo il quale “non è stato rispettato il percorso previsto dalla legge”. </span><br></div><div class="imTAJustify"><br></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs11">Il testo del disegno di legge Lorenzin contiene “inopportuni articoli, che mirano all'istituzione di nuove professioni sanitarie” ma “in palese inosservanza delle giuste disposizioni previste dalla Legge 43 del 2006”. Un giudizio netto e negativo, già espresso più volte dai fisioterapisti italiani dell'Aifi e che oggi è stato ribadito in una lettera inviata ai senatori alla vigilia del passaggio in Aula del ddl approvato in Commissione Sanità nei giorni scorsi. Per il presidente nazionale dell’Aifi, Mauro Tavarnelli, ci sono infatti troppi “rischi per la salute dei cittadini derivanti dagli articoli 4 e 12 che istituiscono due nuove professioni sanitarie: l’osteopata e il chiropratico”.</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11">“Si tratta - spiega l’Aifi in una nota - di pratiche che sono state riconosciute come professioni sanitarie solo in una decina di paesi in tutto il mondo e che non hanno alcuna evidenza scientifica dei risultati: le tecniche di “terapia manuale” con cui osteopati e chiropratici sostengono di poter curare patologie anche molto gravi e complesse, (dall’asma, ai problemi articolari fino alle coliche o le otiti) non hanno mai avuto alcun riscontro comprovabile e rischiano di essere anche dannose quando effettuate senza alcuna diagnosi medica. Osteopati e chiropratici, formati senza alcuna certificazione, in scuole non regolamentate per la formazione sanitaria a livello ministeriale, sono promossi a professionisti della sanità ‘senza rispettare il percorso di validazione scientifica già previsto dalla legge, proprio a tutela della salute dei cittadini e a garanzia di quella affidabilità scientifica che giustifica l’istituzione &nbsp;di una professione sanitaria”.</span></div></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs11">Per l’Aifi, “una legge nata per evitare l’odioso fenomeno dell'abusivismo professionale nella sanità rischia invece di innescare una sorta di ‘sanatoria’ per quei soggetti che fino ad oggi hanno lavorato in assenza di controlli e di titolo abilitante all’esercizio di professione sanitaria, operando non in virtù di “titoli” relativi ad una formazione sanitaria pregressa, che non è mai esistita in Italia, ma utilizzando esperienze formative svolte in ambiti privi di alcuna regolamentazione o riconoscimento ministeriale. Osteopati e chiropratici diverrebbero quindi dei professionisti riconosciuti, ma senza aver mai in realtà conseguito alcun titolo abilitante e senza “poter vantare esperienze cliniche pregresse” perché, “trattandosi di attività sanitarie, sarebbero state condotte in evidente esercizio abusivo da soggetti privi di abilitazione”.</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11">Nella lettera l’AIFI chiede quindi ai senatori di “intervenire, evitando di creare un pericoloso precedente, e di trasformare una normativa attesa da più di 500.000 professionisti in un rischio per la salute dei cittadini e per la credibilità del sistema sanitario del paese”.</span></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 10 May 2016 11:51:00 GMT</pubDate>
			<link>http://www.spif.it/blog/?i-fisioterapisti-si-appellano-ai-senatori-per-evitare-riconoscimento-osteopati-e-chiropratici</link>
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			<title><![CDATA[Seminario "Professioni dell'area riabilitativa aspetti giuridici e deontologici"]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=Congressi"><![CDATA[Congressi]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_2p48428j">[image:image-0]<div class="imTAJustify"><span class="fs11">Sant’Agata li Battiati</span><span class="fs11 cf1"> 08 maggio 2016</span><span class="fs11">. Grande affluenza ed attiva partecipazione al Seminario “PROFESSIONI DELL’AREA RIABILITATIVA ASPETTI GIURIDICI E DEONTOLOGICI” che si è svolta a SANT’ AGATA LI BATTIATI (CATANIA) il 08 maggio 2016. Il seminario “itinerante”. organizzato dalla Segreteria Regionale e Provinciale Spif Ar, grazie al contributo dei colleghi impegnati nel territorio Regionale in nome e per conto di Spif Ar, ha raggiunto, in data odierna, la provincia di Catania, coinvolgendo centinaia di colleghi interessati, anche in virtù delle ultime novità circa gli emendamenti approvati dalla XII Commissione di Igiene e Sanità del Senato, a conoscere gli aspetti giuridici/deontologici delle nostre professioni.</span></div><div>Tanti giovani colleghi/e hanno apprezza gli interventi dei relatori presenti interagendo in maniera proficua e costruttiva; Tra i nostri responsabili, presenti il Segretario Nazionale, dott. Roberto Ferrara, il dott. Francesco Lo Cicero, il dott. Salvatore Longo, Il dott. Sebastiano Reale.</div><div><br></div><div>Il Segretario Regionale Spif Ar, F. Lo Cicero si sta adoperando per organizzare un altro seminario nella provincia di Messina, per affrontare i SERI problemi che i colleghi vivono nel territorio. Sarà fornita comunicazione preventiva.</div><div><br></div><div>Un ringraziamento a tutti i partecipanti da parte degli organizzatori.</div><div><br></div><div>Lo Spif Ar cresce acquisendo ancor di più approvazione, in tutto il territorio, perseguendo quegli obiettivi PRIMARI di fare INFORMAZIONE SINDACALE.</div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 08 May 2016 11:44:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Gli Osteopati e quel ‘manifesto’ autoreferenziale che non porta a nulla]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=DDL_Lorenzin"><![CDATA[DDL Lorenzin]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_rv9347a6">[image:image-0]<div class="cf2"><div class="imTAJustify"><span class="fs11">08 MAG </span><span class="fs11 cf1">- Gentile direttore,</span></div></div><div class="imTAJustify">avendo letto l’articolo del 29 aprile 2016, &nbsp;espressione del Roi, mi preme rappresentare alcune considerazioni: Il Manifesto, intriso da enorme Autoreferenzialità, detta già tutti i presupposti della &nbsp;Nuova Professione, superando addirittura, nella modalità rappresentata, quanto determinato nel testo esitato in XII Commissione Sanità, ovvero che sia subordinata a verifica di Commissioni Ministeriali e alla Conferenza Stato Regioni, non solo per l’istituzione del CdL in Osteopatia presso le Università, ma anche per la definizione delle Competenze.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Risulta chiaro e palese che, mi lasci passare l’espressione, ci sia in atto il gioco delle tre carte, dove tutto sia già stato predeterminato e mettendoci la mia &nbsp;faccia &nbsp;nella dichiarazione, con la piena e saccente connivenza di molti parlamentari.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Concludendo e ribadendo &nbsp;che, &nbsp;la nostra O.S. non nutre alcuna opposizione alla Pratica Osteopatica &nbsp;ma sicuramente rimane contraria all’istituzione del Profilo Professionale , che risulterebbe &nbsp;essere nascente per l’interesse di pochi e contro l’interesse di molti, &nbsp;ma &nbsp;soprattutto, &nbsp;per il pieno rispetto delle norme vigenti, che già sono state “infrante”. Ne è testimonianza il Magnifico Manifesto del ROI &nbsp;che detta già le Regole che dovrebbero invece &nbsp;essere definite ed adottate da &nbsp;tutte le Istituzioni Statali preposte.</div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs11">Roberto Ferrara</span></div><div class="imTAJustify">Segretario Nazionale SPIF AR </div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 08 May 2016 11:42:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Fisioterapisti (Spif Ar): “Viva soddisfazione per l'approvazione del provvedimento. Ma no a professione sanitaria per osteopati e chiropratici”]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=DDL_Lorenzin"><![CDATA[DDL Lorenzin]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_41h627f0"><div class="imTAJustify">[image:image-0]<span class="fs11 cf1">27 APR</span><span class="fs11"> - "La Spif Ar &nbsp;esprime viva soddisfazione per l’approvazione del DDL 1324 in XII Commissione del Senato per quanto auspicato nel ventennio da oltre 600.000 Professionisti della Salute. Mi corre comunque l’obbligo di rappresentare alcune riflessioni a seguito della lettura del Resoconto n. 341 del 26 aprile 2016 pubblicato sul sito del Senato. Durante la discussione, la Sen. De Biasi 'Esprime rammarico per l'atteggiamento oppositivo tenuto, con modalità discutibili, da alcuni rappresentanti della categoria dei fisioterapisti'. L’espressione generica risulta comprensibile, invece, non risulta comprensibile la frase 'con modalità discutibili'. Al contrario, tutte le Osservazioni da noi rappresentate, rientrano nell’Alveo Costituzionale. Se tali proposizioni possano aver suscitato fastidio, non è sicuramente una responsabilità da addossare a chi rappresenta Categorie già legittimate. D’altronde, in Italia si vive in uno stato di diritto e per questo sono state formulate tutte le Osservazioni/Contestazioni ritenute utili". Così il segretario nazionale Spif Ar, Roberto Ferrara, commenta l'approvazione del ddl Lorenzin da parte della commissione Sanità del Senato.</span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs11">"Aggiungo inoltre che, tutti i parlamentari dovrebbero limitarsi alla discussione di ciò che legiferano, elidendo affermazioni non consone al mandato ricevuto dal Popolo. Per essere più preciso il Sen. Aiello (Ap), dichiara in sede di discussione che 'dopo aver espresso solidarietà alla Presidente per le deplorevoli pressioni subite', voglio ricordare allo stesso, se avrà modo di leggere il presente articolo, che il termine utilizzato non corrisponde all’Etica di un Parlamentare, tranne che, lo stesso, sia in possesso di informazioni a me sconosciute. All’uopo cito il significato dell’aggettivo utilizzato: 1 Che merita disapprovazione, condanna morale; 2 Che suscita pietà ma anche sdegno. L’ affermazione, risulta invece, estremamente offensiva per le Professioni Sanitarie rappresentate. &nbsp;Infine - aggiunge Ferrara - un'ultima riflessione, ossia il manifestato tentativo di poter correggere in Aula i presupposti incostituzionali dei Testi degli Emendamenti Osteopatia e Chiropratica con un’escamotage di chiara matrice politica, riportando qui la frase del Resoconto 'con l'intesa che la Relatrice è autorizzata ad apportare al testo le ulteriori modifiche formali che dovessero rivelarsi necessarie e a richiedere di poter svolgere la relazione orale'. Non voglio assolutamente parlare di Albo Osteopati ed invece per i Chiropratici del Registro presso il Ministero della Salute. Un ulteriore danno al principio fondatore del DDL 1324".</span></div><div class="imTAJustify">"Concludo, esprimendo un grande stato di disagio per come vengono condotti i lavori Parlamentari, che nascondono sempre interessi di pochi e non di tutti i cittadini italiani. &nbsp;Nel merito della Grande Autorità e non sicuramente Autorevolezza dei nostri Legislatori, informo tutti i lettori con un esempio, per tutti. Il Decreto sul Canone Rai ha subito 'un Fermo' da parte del CdS, che, fino adesso risulta essere appunto solo un Consiglio, al fine di modificare il testo sotto profili formali e sostanziali. Comunque è in corso tutto l’iter, il passaggio in Aula ecc. e Spif Ar non mollerà mai, mettendo in campo tutte le azioni costituzionalmente previste, superando pure gli attacchi, questi sì, non solo dei Parlamentari, ma anche di tutti quelli che sperano in una Sanatoria. Un Piccolo aneddoto, il Presidente Andreotti non avrebbe mai permesso tutto questo &nbsp;Infatti le Pratiche Osteopatiche a cui si sottoponeva erano effettuate da un Fisioterapista con specializzazione in Osteopatia".</div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 27 Apr 2016 11:39:00 GMT</pubDate>
			<link>http://www.spif.it/blog/?fisioterapisti--spif-ar----viva-soddisfazione-per-l-approvazione-del-provvedimento--ma-no-a-professione-sanitaria-per-osteopati-e-chiropratici-</link>
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		</item>
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			<title><![CDATA[Fisioterapisti (Aifi): “Istituzione professioni di osteopata e chiropratico è un atto di grave irresponsabilità politica”]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=DDL_Lorenzin"><![CDATA[DDL Lorenzin]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_4n85rn5o"><div class="imTAJustify">[image:image-0]<span class="fs11 cf1">27 APR</span><span class="fs11"> - “Da oggi Aifi agirà in tutte le sedi, chiamando a raccolta tutte le forze professionali, politiche e sindacali, per il pieno rispetto della normativa vigente, condizione necessaria per la tenuta del sistema sanitario nel suo complesso”. È questa la reazione dell’Associazione italiana fisioterapisti (Aifi) all’approvazione, in commissione Igiene e Sanità del Senato, del ddl 1324, il cosiddetto Decreto Lorenzin, che prevede, tra le altre cose, l’istituzione di albi e ordini per le Professioni Sanitarie. Per l’Aifi, infatti, gli articoli del ddl che prevedono il riconoscimento dell’osteopatia e della chiropratica tra le professioni sanitarie sono “inopportuni” e “in palese inosservanza delle giuste disposizioni previste dalla L. 43/2006”. E “questo secondo aspetto non è accettabile né negoziabile” per l’Aifi.</span></div><div> </div><div class="imTAJustify">“Prendiamo atto – affermano i fisioterapisti in una nota - che si sono volute sovvertire le regole che il legislatore aveva posto a garanzia della sicurezza ed affidabilità di chi opera in ambito sanitario, e che invocarne il rispetto è stato definito dalla Presidente De Biasi ‘fare polemiche fuori dal tempo’. L’Associazione Italiana Fisioterapisti, unica rappresentanza professionale riconosciuta con decreto ministeriale, non ha mai fatto polemiche verso alcuno ma solo esercitato il proprio diritto di espressione in modo civile e propositivo”.</div><div class="imTAJustify">“E’ certamente facoltà di chi governa cambiare le leggi esistenti, ed è sicuramente azione giusta e dovuta ogni volta che serva a innovare per migliorare”, osserva l’Aifi. Secondo la quale, però, “quando, al contrario, nuove leggi sono proposte per aggirare norme precedenti poste a garanzia del sistema, determinando gravi ricadute sulla sicurezza e affidabilità dell’organizzazione della salute pubblica, si compie un atto certamente nei poteri di una commissione in sede referente, ma di grave irresponsabilità politica”.<br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 27 Apr 2016 11:31:00 GMT</pubDate>
			<link>http://www.spif.it/blog/?fisioterapisti--aifi----istituzione-professioni-di-osteopata-e-chiropratico-e-un-atto-di-grave-irresponsabilita-politica-</link>
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			<title><![CDATA[Fisioterapisti. In Lombardia trattati ancora come professionisti di serie B]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=Legge_251"><![CDATA[Legge 251]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_5tmyp84y">[image:image-0]<div class="cf2"><div class="imTAJustify"><span class="fs11">27 APR</span><span class="fs11 cf1"> - Gentile direttore,</span></div></div><div class="imTAJustify">Ci avevo sperato. Invece dopo aver letto cosa scrive regione Lombardia nelle<span class="cb1"> <a href="http://www.quotidianosanita.it/allegati/allegato6032174.pdf" target="_blank" class="imCssLink">linee giuda per la scrittura dei nuovi piani di organizzazione aziendale,</a></span> a proposito dell’attuazione dell’articolo sette, ottavo comma, della legge di riforma socio sanitaria dello scorso anno, non posso che esprimere tutta la mia delusione nel vedermi per l’ennesima volta trattato come un professionista di serie “B”. E, se non fosse per l’impegno preso con i pazienti e per la profonda considerazione per quello che può dare al malato un fisioterapista respiratorio, potrei anche mettermi in testa di rendere per “b” e non mi pare un bel segnale per una riforma che, almeno a parole, avrebbe dovuto contare anche sul coinvolgimento delle professioni sanitarie non mediche per funzionare.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">E così, mentre <span class="cb1"><a href="http://www.quotidianosanita.it/calabria/articolo.php?articolo_id=38905" target="_blank" class="imCssLink">dalla Calabria arriva una legge chiara sulle dirigenze</a></span> e sui servizi di area, per la valorizzazione delle professioni sanitarie di comparto, regione Lombardia cincischia e riconferma i Sitra, pur con una ipotetica possibilità di allargare il giro con l’ istituzione ulteriori unità operative.</div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs11">Ma dove proprio va a sbattere è quando afferma che il dirigente del Sitra è un professionista appartenente alle professioni sanitarie di cui alla legge 251/000 che, come noto non parla di professioni ma di aree professionali. Costui dovrà essere in possesso dei requisiti previsti dalla normativa vigente e cioè una Laurea Magistrale, ma quale delle quattro? E l’area sociale che non ce l’ha come si regola? Per la verità ce lo dice la normativa vigente agli articoli 8 e 9 dell’ultimo contratto Stpa, ma raccontano un’altra storia. Anche il dire che questo dirigente verrà nominato dal Direttore Generale a seguito di idonea procedura selettiva secondo la normativa vigente, penso si riferisca al DPCM 25-01-2008, sulla normativa concorsuale per l'assumere i Dirigenti di Area, ma anche qui è tutta un’altra storia.</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Come era tutta un’altra storia anche la mozione presentata nella passata legislatura dal dr. Giorgio Puricelli, la n. 142/11, votata all'unanimità dal Consiglio Regionale lombardo ed incardinata poi nella DGR n. 2633 del 6 dicembre 2011, perché rispettosa del dettato originale della norma primaria, la 251/2000, che ha istituito i Servizi e le Dirigenze di Area.</div><div> </div><div class="imTAJustify">Per chiarezza, visto che la si cita, mi ripeto e riporto quanto dice la normativa vigente. Non servirà probabilmente a niente ma almeno si saprà che non sono disposto a bermi tutto quello che ci propinano.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">DPCM 25-01-2008</div><div class="imTAJustify">Art. n. 1- prevede che per accedere alla Dirigenza di un’area si deve essere in “possesso di Laurea Specialistica/Magistrale della classe relativa alla specifica area”.</div><div class="imTAJustify">Questo sconfessa gli attuali “concorsi “omnibus”, per dirigente unico, nei quali si chiede una qualunque delle 4 Lauree Magistrali delle professioni sanitarie.</div><div class="imTAJustify">Art. n. 2- prevede la Commissione Esaminatrice con la partecipazione di “due Dirigenti dell’area delle professioni sanitarie di riferimento” per le quali si è bandito il posto.</div><div class="imTAJustify">Chi partecipa in caso di “concorsi omnibus”? Due Dirigenti infermieri, due Dir. tecnici, due Dir. fisioterapisti, o due Dir. vigili sanitari?</div><div class="imTAJustify">Art. n. 3- prevede una prova pratica. Ma quale? Chi ci garantisce che nei “concorsi omnibus” possa essere sufficientemente bilanciata per non essere troppo infermieristica, troppo tecnica, troppo riabilitativa o troppo di prevenzione?</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Contratto STPA</div><div class="imTAJustify">Art. n. 8 che mette a regime queste nuove Dirigenze, prevedendo un regolamento di attribuzione delle funzioni, atto questo propedeutico alla attivazione del Sevizio di Area per il quale si propone la Dirigenza</div><div class="imTAJustify">Art. n. 9 lascia utilizzare il sistema precedente, previsto dall'art 15 septies del Dlgs 502/92, cioè incarichi triennali rinnovabili, solo per l'area Sociale, entrata nella 251/00 con la L. 138/2004 ed ancora priva di Laurea Specialistica</div><div> </div><div class="imTAJustify">Gianni Melotti</div><div class="imTAJustify">Fisioterapista</div><div class="imTAJustify"><br></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 27 Apr 2016 11:26:00 GMT</pubDate>
			<link>http://www.spif.it/blog/?fisioterapisti--in-lombardia-trattati-ancora-come-professionisti-di-serie-b</link>
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			<title><![CDATA[Riabilitazione Campania: Istituiti due tavoli tecnici per definire i tetti di spesa]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=Regioni"><![CDATA[Regioni]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_wp89x3lr"><div class="imTAJustify">[image:image-0]<span class="fs11">A seguito della Manifestazione tenutasi il 18 aprile 2016 nella Regione Campania, per i tagli previsti ai centri di Riabilitazione, in data 20 aprile, presso la struttura commissariale, il Direttore Generale per la tutela della Salute, il commissario Joseph Polimeni ed altri funzionari della Regione, procederanno all’istituzione di due tavoli tecnici per affrontare le questioni relative al pregresso ed alle esigenze sanitarie Riabilitative.</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div><span class="cb1"><a href="http://www.webspif.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/04/Verbale-20-04-2016.pdf" target="_blank" class="imCssLink">Leggi il Verbale Verbale 20-04-2016</a></span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 21 Apr 2016 11:22:00 GMT</pubDate>
			<link>http://www.spif.it/blog/?riabilitazione-campania--istituiti-due-tavoli-tecnici-per-definire-i-tetti-di-spesa</link>
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			<title><![CDATA[Legge 251/2000 – Lo Spif Ar, aderente al CSE Sanità, incontra la conferenza delle Regioni e delle Provincie autonome]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=Legge_251"><![CDATA[Legge 251]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_e5ivnq4c">[image:image-0]<div class="imTAJustify"><span class="fs11">A seguito della </span><span class="fs11 cb1"><a href="http://www.webspif.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/04/lettera_ministro_lorenzin-1.pdf" target="_blank" class="imCssLink">nostra nota </a></span><span class="fs11">del 29 marzo (lettera_ministro_lorenzin-1), riguardante l’ “Applicazione della Legge 251/2000 e ss.mm.ii, istituzione dei servizi per le cinque aree professionali sanitarie e sociali, valorizzazione delle professioni e attuazione dell’integrazione socio-sanitaria”, il Presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, Stefano Bonaccini, ha incaricato il Coordinatore della Commissione Salute, Ass. Antonio Saitta, e il Presidente del Comitato di Settore del Comparto Regioni-Sanità, Dott. Massimo Garavaglia, per un incontro</span><span class="fs11"><a href="http://www.webspif.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/04/invito_conferenza_regioni-2.pdf" target="_blank" class="imCssLink"> <span class="cb1">(invito_conferenza_regioni-2)</span></a></span><span class="fs11"> con la delegazione della CSE Sanità, per approfondire gli argomenti contenuti nella nostra nota.</span></div><div class="imTAJustify">Il 13 aprile 2016, presso la sede in Roma della Regione Lombardia, si è svolta, pertanto, la riunione tra il Dott. Massimo Garavaglia, Assessore della stessa Regione e Presidente del Comitato di Settore del Comparto Regioni-Sanità della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, e la delegazione della CSE Sanità – Federazione Professioni Sanitarie, Sociali, Tecniche e Amministrative, costituita dal Segretario Generale della CSE (Confederazione Indipendente Sindacati Europei) Dott. Marco Carlomagno, il Dott. Nicola Castelluccio, della Direzione Nazionale del Dipartimento SPIF AR e il Dott. Domenico Pellitta, Vice Segretario Generale del Dipartimento SUNAS.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Dopo un’ampia ed articolata esposizione del Segretario Generale della CSE, Dott. Carlomagno, relativa alla necessità non più differibile di applicare la Legge in oggetto, sia per ragioni di equità che per ragioni di efficacia e di sostenibilità economica, è intervenuto il Dott. Castelluccio, per il Dipartimento SPIF AR, il quale ha illustrato i danni e i ritardi dovuti alla mancata applicazione sul territorio nazionale della Legge 251/2000, attesa da tutte le professioni sanitarie e sociali e applicata – almeno sulla carta – solo dalla Regione Sicilia con L.R. n. 1 del 15 gennaio 2010 e successivo Decreto assessorile del 10 agosto 2012 (dei quali, a richiesta della parte pubblica, è stata consegnata copia).</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">La mancata applicazione della legge, a distanza di oltre 15 anni dalla sua approvazione, comporta l’impossibilità per oltre 600.000 professionisti della salute di operare con le dinamiche descritte in tale normativa e in diretta responsabilità con le amministrazioni e, soprattutto, con gli utenti.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Castelluccio ha illustrato in modo esaustivo come la mancata applicazione di tale normativa, pregiudichi lo sviluppo delle attività dei professionisti della salute e dei servizi offerti all’utenza, che, a causa del mancato riconoscimento delle competenze professionali e specialistiche, qualificate anche dai percorsi universitari e dalle tante specializzazioni acquisite nel tempo, risultano spesso impossibili da impiegare per l’anacronistico assetto organizzativo dei Piani Sanitari e delle Aziende Sanitarie Locali ed Ospedaliere.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Senza contare il fatto che, il mancato accreditamento diretto dei professionisti e degli studi professionali di Laureati in Fisioterapia e delle Professioni dell’Area Riabilitativa, come i Logopedisti, rende, specie in questa fase di crisi economica, con i conseguenti blocchi delle assunzioni, sempre più problematico l’accesso alle cure agli anziani, ai minori e ai non abbienti.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Da qui l’analisi e la descrizione di quanto avviene negli altri Paesi Europei ove la convenzione diretta dello Stato con i singoli fisioterapisti e con i loro studi associati è in atto da oltre trenta anni con rilevanti effetti sia sulla riduzione dei costi a carico del servizio sanitario nazionale che per quanto riguarda la qualità del servizio erogato e la capillarità della copertura dei servizi sul territorio.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Le tante innovazioni culturali, economiche e scientifiche, a fronte dei tanti ritardi e anacronistici modelli operativi dell’Italia pesano notevolmente sull’attuale gestione del SSN, e spesso sui singoli professionisti, nell’esercizio quotidiano del loro lavoro (a questo proposito sono stati, su richiesta della parte pubblica, consegnati numerosi documenti in materia).</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Successivamente, per il Dipartimento SUNAS, è intervenuto il Dott. Pellitta, il quale ha esposto ampiamente la richiesta e le ragioni per la istituzione del Servizio Sociale Professionale nelle Aziende Sanitarie che, pur non essendoci un articolo dedicato nella legge n. 251, è stato successivamente disciplinato dalle disposizioni contenute nelle norme transitorie di cui all’art. 7, dopo le integrazioni introdotte prima con la legge 26 maggio 2004 n. 138 e poi con la legge 3 febbraio 2006 n. 27. Pertanto, allo stato, &nbsp;non si vedono ragioni ostative alla realizzazione del disposto legislativo.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">A tale proposito è stato ampiamente illustrato il percorso di riconoscimento giuridico e formativo acquisito, con la legge n. 84/93 e il decreto n. 328/2001 e, successivamente, con la riforma universitaria del 1999 (Decreto Ministeriale n. 509 del 3 novembre 1999), dalla cui applicazione sono nati la Laurea triennale e la Laurea Specialistica o Magistrale. Per ultimo con la legge n. 137/2012 &nbsp;è stato poi introdotto anche per gli Assistenti sociali il sistema obbligatorio dei Crediti Formativi (CF).</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Pellitta ha spiegato la necessità di istituire le unità organizzative per tutti i servizi e per tutte le professioni di cui alla Legge n. 251/2000 ed ha illustrato, facendo qualche esempio pratico, le ragioni per le quali è indispensabile istituire il servizio sociale professionale, integrato ma autonomo rispetto a quelli delle altre professioni e, soprattutto, con un responsabile che sia espressione della professione. Ciò non tanto e non solo per rivendicare la previsione di posizioni dirigenziali – che pure è un’aspirazione più che legittima, specie all’interno delle attuali Aziende sanitarie, che ormai gestiscono una popolazione che si aggira sul milione di cittadini, tra cui le persone fragili sono sempre più numerose – ma per avere una organizzazione qualificata responsabile ed efficiente, che si faccia carico della presa in carico delle persone che si rivolgono ai Servizi Sociali e che, dunque, richiedono anche una direzione qualificata.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Pellitta ha anche illustrato la necessità di sviluppare il servizio sociale di comunità e ha illustrato il Progetto concordato con la FIMMG – la Federazione Italiana dei Medici di Medicina Generale – sulla sperimentazione della presenza dell’Assistente Sociale negli studi associati dei MMG, come previsto dal Decreto Balducci. Ha infine ricordato il Documentato sul Servizio Sociale Professionale in Sanità (di cui è stata consegnata copia), frutto del lavoro del Tavolo tecnico presso il Ministero della Salute nel 2010, realizzato con il concorso del SUNAS, del CNOAS e di tutte le altre OO.SS. allora rappresentative in sanità e fatto proprio dall’allora Ministro della Salute On. Ferruccio Fazio.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Il Dott. Garavaglia ha mostrato ampia condivisione per le varie tematiche trattate ed ha illustrato alcune iniziative già attuate sperimentalmente in Lombardia e in Emilia Romagna, dichiarandosi un convinto assertore della realizzazione di un sistema socio-sanitario più vicino ai bisogni e alle esigenze dei cittadini. Di estremo interesse l’indicazione di progetti mirati sul territorio, realizzati congiuntamente dalle amministrazioni pubbliche territoriali, volti alla ricerca dei bisogni socio-sanitari della comunità e al monitoraggio dell’erogazione dei servizi, al fine di migliorarne la qualità.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Le conclusioni le ha tratte il Segretario Generale della CSE Dott. Carlomagno, esprimendo il ringraziamento per l’invito ma anche per l’ampia disponibilità (la riunione è durata circa due ore) e per l’attenzione che il Dott. Garavaglia ha manifestato verso gli interlocutori e verso tutto ciò che la delegazione della CSE Sanità ha esposto.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Prima dei saluti è stata ribadita da entrambe le parti la necessità e l’opportunità di mantenere nel futuro un contatto non formale, ma fatto di interlocuzione reciproca, allo scopo di giungere non solo all’applicazione della Legge 251/2000 ma anche ad una diversa e più efficace organizzazione dei servizi sanitari e sociosanitari nelle Aziende Sanitarie.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Per quanto ci riguarda, ci siamo impegnati a produrre ed inviare, in tempi brevi, un documento complessivo sull’applicazione della legge, provvedendo anche ad aggiornare il Documento sul Servizio Sociale Professionale.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Il Collegio di Presidenza CSE Sanità</div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 20 Apr 2016 11:15:00 GMT</pubDate>
			<link>http://www.spif.it/blog/?legge-251-2000---lo-spif-ar,-aderente-al-cse-sanita,-incontra-la-conferenza-delle-regioni-e-delle-provincie-autonome</link>
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		</item>
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			<title><![CDATA[Osteopatia. Non si può riconoscere l’abusivismo professionale]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=DDL_Lorenzin"><![CDATA[DDL Lorenzin]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_8bfsm2k0">[image:image-0]<div class="cf2"><div class="imTAJustify"><span class="fs11">20 APR</span><span class="fs11 cf1"> - Gentile direttore,</span></div></div><div class="imTAJustify">dopo <span class="cb1"><a href="http://www.quotidianosanita.it/lettere-al-direttore/articolo.php?articolo_id=38795" target="_blank" class="imCssLink">l'articolo della Presidente del ROI</a></span>, &nbsp;dott.ssa Paola Sciomachen, pubblicato il 19 maggio, mi permetto di formulare alcune riflessioni nel merito dei contenuti manifestati. Risulta fuorviante l’affermazione &nbsp;“fuori da logiche corporativistiche” e che, “l’osteopatia , attraverso gli emendamenti al DDL 1324, istituendo una nuova &nbsp;figura professionale, quale l’osteopata, &nbsp;possa tutelare prima di tutto i cittadini”. Mi compiaccio con la Presidente del ROI nell’affermare la “lungimiranza” della Senatrice De Biasi, definita, invece, in una mia precedente lettera “abilità politica”.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Risulta intollerabile che il sistema Paese Italia, con proprie Leggi, riconosca “ l’Abusivismo professionale” perché è di questo che si tratta.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Ribadisco che, la norma di nuova introduzione, &nbsp;risulterebbe incostituzionale, attraverso la &nbsp;modalità di istituire &nbsp;nuove Professioni Sanitarie, in mancanza dei pareri obbligatori delle Commissioni istituite, ai sensi dell’art. 5, comma 3 della &nbsp;L.43/06. <span class="fs11">Pertanto a difesa e tutela della salute dei cittadini, il Sindacato Professionale Italiano Fisioterapisti e Area Riabilitativa, si opporrà in tutte le sedi opportune, al fine di elidere tale “scempio”.</span></div><div class="imTAJustify">D’altronde insiste anche il supporto del Mondo Accademico e scientifico e non solo quello sindacale, affinché si rientri nel meandro della legittimità e soprattutto della coscienza dell’agire politico.</div><div> </div><div class="imTAJustify">Roberto Ferrara</div><div class="imTAJustify">Segretario nazionale Sindacato professionale italiano fisioterapisti e area riabilitativa (SPIF AR)</div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 20 Apr 2016 11:10:00 GMT</pubDate>
			<link>http://www.spif.it/blog/?osteopatia--non-si-puo-riconoscere-l-abusivismo-professionale</link>
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			<title><![CDATA[Aggiornamento Ddl Lorenzin]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=DDL_Lorenzin"><![CDATA[DDL Lorenzin]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_z28pjf1v">[image:image-0]<div class="imTAJustify"><span class="fs11">Oggi, 19 aprile 2016, in sede consultiva, in merito al ddl 1324 &nbsp;“Deleghe al Governo in materia di sperimentazione clinica dei medicinali, di enti vigilati dal Ministero della salute, di sicurezza degli alimenti, di sicurezza veterinaria, nonché disposizioni di riordino delle professioni sanitarie, di tutela della salute umana e di benessere animale” , è stato espresso il parere della XII Commissione di Igiene e Sanità del Senato della Repubblica che, di seguito è riportato:</span></div><div> </div><div>” Il relatore LAI (PD) illustra gli ulteriori emendamenti 3.0.1 (testo 3) e 8.0.1 (testo 3), 3.200 nonché il subemendamento 3.200/1, relativi al disegno di legge in titolo, segnalando, per quanto di competenza, che le proposte 3.0.1 (testo 3) e 8.0.1 (testo 3) sono corredate di una relazione tecnica positivamente verificata, che assevera l’assenza di oneri. Non vi sono osservazioni sulle restanti proposte.</div><div><br></div><div>Il vice ministro MORANDO deposita la relazione tecnica con la quale si assevera l’assenza di oneri per la finanza pubblica rispetto alle proposte 3.0.1 (testo 3) e 8.0.1 (testo 3).</div><div><br></div><div>Il senatore MANDELLI (FI-PdL XVII) chiede chiarimenti rispetto agli oneri correlati all’istituzione di un percorso formativo specifico per osteopati e chiropratici. Se, infatti, il provvedimento introduce tali figure professionali e ne prevede la formazione, è ragionevole attendersi vi sia un finanziamento per le strutture accademiche che dovranno farsene carico.</div><div><br></div><div>Il presidente TONINI invita a considerare la necessità di rispettare l’autonomia universitaria: la norma in esame non prevede, di per sé, l’obbligo di istituire i corsi in questione in tutte le sedi universitarie.</div><div><br></div><div>Il rappresentante del GOVERNO conferma che attiveranno i corsi solo le università che avranno le necessarie disponibilità di bilancio e delibereranno di integrare in questo senso la propria offerta formativa.</div><div><br></div><div>Il RELATORE sottolinea come negli atenei esistano già docenze conferenti con le materie di cui si tratta, che potrebbero essere utilizzate anche nei nuovi corsi in via di istituzione. Rendere la norma più specifica invaderebbe, peraltro, le competenze autonome delle università. Propone, quindi, di esprimere un parere non ostativo su tutti gli ulteriori emendamenti.</div><div><br></div><div>La Commissione approva.”</div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 19 Apr 2016 11:07:00 GMT</pubDate>
			<link>http://www.spif.it/blog/?aggiornamento-ddl-lorenzin</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Massofisioterapisti. Aifi: “Ora tocca al Governo e al Parlamento chiudere la partita”]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=Massofisioterapisti"><![CDATA[Massofisioterapisti]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_64wd7xua"><div class="imTAJustify">[image:image-0]<span class="fs11 cf1">19 APR</span><span class="fs11"> - Gentile direttore,</span></div><div class="imTAJustify"><span class="cb1"><a href="http://www.quotidianosanita.it/governo-e-parlamento/articolo.php?articolo_id=38236&fr=n" target="_blank" class="imCssLink">l'interrogazione</a></span> dei sen. Mandelli, D'Ambrosio-Lettieri e altri, sulla figura del Massofisioterapista ha il pregio di stimolare il Governo a chiarire definitivamente la questione. Sui contenuti dell'interrogazione, tuttavia, è necessario portare elementi di chiarezza. In Italia il Massofisioterapista è una delle figure professionali che sono confluite nel Fisioterapista quando le Professioni Sanitarie sono state riordinate dalla L. 502/92.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Il Legislatore, e non solo per il Fisioterapista, nel provvedere a creare la "nuova" ed attuale (laureata) figura, ha determinato la chiusura delle scuole che formavano le "vecchie" e pre-esistenti figure, facendone confluire le competenze nella nuova.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">La L. 502/92 prescriveva di chiudere le scuole relative alla formazione pregressa e, "semplicemente", in alcuni sparuti -ma significativi- casi, "qualcuno" si è preso la libertà di non farlo.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Ecco perché, banalmente, ci troviamo ora a dibattere sugli “esiti” di tale inadempimento.</div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs11">Non ci sottraiamo, tuttavia, ai chiarimenti “tecnici”, perché l'interrogazione contiene un riferimento al c.d. “doppio canale formativo” ormai superato, oggi, per le professioni sanitarie. Ogni dubbio, infatti, è stato fugato dal Legislatore che è intervenuto per chiarire questo fondamentale aspetto, sollevato da una sentenza del Consiglio di Stato. Nella “confusione” che regna sulla problematica dei Massofisioterapisti ci si dimentica spesso che l’articolo 4 quater della Legge &nbsp;3 febbraio 2006, n°27 ha definitivamente sancito che: ”...la formazione per l'accesso alle professioni sanitarie infermieristiche e tecniche della riabilitazione e della prevenzione e' esclusivamente di livello universitario”. Dell’interpretazione autentica della normativa vigente fatta dal Legislatore ha preso atto anche il Consiglio di Stato che con la sentenza n. 6444 del dicembre 2011 ha corretto una sua precedente pronuncia, la 4476/2003 e conseguentemente anche la n. 3218 del maggio 2011, entrambe citate nell’interrogazione e che sostengono l'esistenza di un doppio canale formativo. I giudici di Palazzo Spada affermano al punto n. 16: ”la sentenza n. 4476/2003 si riferisce ad un contesto normativo largamente superato dai successivi interventi legislativi, che hanno profondamente modificato il quadro di riferimento”.</span></div><div> </div><div class="imTAJustify">E ancora riferendosi all’articolo 4 quater: ”Tale previsione non lascia dubbi di sorta in ordine all’esclusivo valore abilitante del titolo universitario per l ’esercizio dell’attività di Fisioterapia”. Altrettanto netta è la posizione sul riconoscimento dei titoli “Non vi è più alcuno spazio, quindi, per attribuire carattere equipollente ai diplomi rilasciati da altre scuole, comprese quelle regionali di formazione professionale”. Il CdS prosegue: ”l’affermazione secondo cui il percorso formativo regionale, .... ...convivrebbe ancora, con il percorso universitario, seppure fosse ritenuto desumibile dalla citata pronuncia del Consiglio di Stato, non sarebbe più riferibile al diverso assetto legislativo, attualmente vigente”. Ormai &nbsp;i titoli (Massofisioterapista e Terapista della Riabilitazione) della c.d. "formazione pregressa" sono stati dichiarati equipollenti al Fisioterapista se con percorso triennale (D.M. Salute 27 luglio 2000) e hanno potuto accedere al percorso di equivalenza se biennali (DPCM 26 luglio 2011), ma sempre e comunque se facenti parte della formazione pregressa, cioè conseguiti entro il 17/03/99.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">E questo sulla base della semplice, banale, ma stringente logica che se esiste una professione con attribuite certe competenze, non ce ne può essere un'altra che insista sullo stesso ambito. E anche questo è previsto dalla Legge. Leggendo il CdS, nelle innumerevoli sentenze su questa tematica, è ormai chiaro l’invito al Legislatore, così come ha fatto con l’articolo 4 quater, ad un intervento definitivo che confermi l’interpretazione autentica della 502/92, già correttamente applicata dalla quasi totalità delle Regioni Italiane e cioè che i corsi di formazione previsti dal vecchio ordinamento per le figure non riordinate sono da considerare soppressi.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Quello che c’è da fare per chiudere definitivamente la problematica è chiaro: tocca ora al Governo e al Parlamento.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Mimmo D'Erasmo</div><div class="imTAJustify">Vice-Presidente Associazione Italiana Fisioterapisti - delega agli Affari Legali</div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 19 Apr 2016 11:03:00 GMT</pubDate>
			<link>http://www.spif.it/blog/?massofisioterapisti--aifi---ora-tocca-al-governo-e-al-parlamento-chiudere-la-partita-</link>
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			<title><![CDATA[Cassazione penale, sentenza n° 13213/16 – Esercizio abusivo della professione medica]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=Cassazione_Penale"><![CDATA[Cassazione Penale]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_lo1ss8cw">[image:image-0]<div><div class="imTAJustify"><span class="fs11">La Corte di Cassazione ha affermato che “è configurabile il reato di esercizio abusivo della professione, previsto dall’art. 348 c.p., nel caso di attività chiropratica, che implichi il compimento di operazioni riservate alla professione medica, quali l’individuazione e diagnosi delle malattie, la prescrizione delle cure e la somministrazione dei rimedi, anche se diversi da quelli ordinariamente praticati”.</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">FATTO: La Corte di appello di Firenze, in parziale riforma della sentenza emessa il 17 gennaio 2012 dal Tribunale di Pistoia nei confronti di E.G.G., C.G., D.D., L.C.C. e B.C., li ha assolti dal reato di truffa per insussistenza del fatto; ha assolto la D. anche dal reato di associazione per delinquere e dalla contravvenzione di cui al R.D. n. 1265 del 1934, art. 193 per non aver commesso il fatto, e ha confermato nel resto la sentenza impugnata con riguardo ai reati di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di più delitti di esercizio abusivo della professione sanitaria, di esercizio abusivo della professione sanitaria e medica e di esercizio di un ambulatorio medico sanitario in assenza della prescritta autorizzazione regionale, rideterminando conseguentemente la pena inflitta. La vicenda ha ad oggetto l’esercizio abusivo della professione medico-sanitaria da parte di G.E.G., meglio nota come “(OMISSIS)”, figura carismatica, ritenuta dotata di poteri taumaturgici ed esorcistici, presso Villa (OMISSIS), ove convergevano numerosi malati, ai quali venivano praticati massaggi corporei con una crema non meglio precisata, cui seguiva l’imposizione delle mani con benedizione e preghiera di liberazione.</div><div class="imTAJustify">DIRITTO: Con riferimento al caso di specie la Corte di Cassazione ha rilevato che “può pertanto escludersi che i massaggi praticati con frequenza ai pazienti non avessero finalità terapeutica – la Villa non era una beauty farm, come efficacemente detto dalla Corte – soprattutto, perché si inserivano in una sequenza, che prevedeva il colloquio preventivo, logicamente ritenuto costituire la fase anamnestico-diagnostica, cui seguiva il massaggio con imposizione delle mani e successiva benedizione e preghiera. I massaggi erano, quindi, praticati per lenire i dolori o le sofferenze fisiche, lamentate dai malati, che si rivolgevano con fiducia alla G., ottenendone promessa di guarigione. La circostanza che nessuna persona abbia subìto danni ed il totale affidamento dei pazienti nelle proprietà taumaturgiche e nelle dott. mistiche della G. non possono escludere la rilevanza penale delle attività praticate, tipiche dell’attività medico-sanitaria, senza alcuna qualificazione professionale”. È, infatti, configurabile il reato di esercizio abusivo della professione, previsto dall’art. 348 c.p., nel caso di attività chiropratica, che implichi il compimento di operazioni riservate alla professione medica, quali l’individuazione e diagnosi delle malattie, la prescrizione delle cure e la somministrazione dei rimedi, anche se diversi da quelli ordinariamente praticati (Sez. 6 n. 30590 del 10/4/2003, Bennati, Rv. 225685); analoga la valutazione per la pratica dell’agopuntura (Sez. 6, n. 22528 del 27/03/2003, Carrabba, Rv. 226199) e soprattutto, per i massaggi, laddove possa escludersi, come nel caso in esame, che fossero destinati a mantenere il corpo in perfette condizioni fisiche. Infatti, il massaggiatore professionale, istituito con L. 23 giugno 1927, n. 1264, consegue un titolo per l’esercizio dell’arte ausiliaria della professione sanitaria di massaggiatore, che abilita solo al trattamento per migliorare il benessere personale su un soggetto sano, integro, senza sconfinamenti in competenze mediche, terapeutiche o fisioterapiche (Sez. 6, n. 144 del 24/01/70, Brazzalotto, Rv. 114238) che ha ritenuto la rilevanza penale del massaggio praticato a scopo curativo, dato che in tal caso non può escludersi la pericolosità del metodo di cura adottato, le cui reazioni sulla persona del paziente, in relazione alla patologia da cui è affetto, possono essere valutate soltanto da chi risulta abilitato all’esercizio della professione sanitaria, onde il metodo di cura determina, fra l’altro, la necessità di praticarlo sotto il controllo di un medico. È, pertanto, infondata l’eccezione circa la mancata indicazione in sentenza degli atti tipici della professione medica nell’attività della G. e corretta l’argomentazione della Corte circa la sussistenza dei reati di esercizio abusivo della professione medica e di allestimento di un ambulatorio sanitario non autorizzato, frequentato da un foltissimo numero di pazienti. Il reato di esercizio abusivo della professione non è prescritto, in quanto la contestazione è aperta dal 2005 ad oggi: considerato che il reato di esercizio abusivo della professione è reato solo eventualmente abituale, la reiterazione degli atti tipici dà luogo ad un unico reato, il cui momento consumativo coincide con l’ultimo di essi, vale a dire con la cessazione della condotta (v. Sez. 6, n.15894 del 08/01/2014, Erario, Rv. 260153), cosicché, pur ancorando il termine di cessazione della condotta alla data di esecuzione dell’ordinanza cautelare – 11 giugno 2010 – e tenendo conto delle sospensioni verificatesi nel processo di primo grado, ricavabili dalla sentenza, il termine massimo non è ancora decorso.</div><div class="imTAJustify"><br></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 19 Apr 2016 10:53:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Le 22 professioni sanitarie chiedono l’istituzione degli Ordini e lo sblocco dei tavoli sulle competenze]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=Ordini_professionali"><![CDATA[Ordini professionali]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0y6e4jfy">[image:image-0]<div class="imTAJustify"><span class="fs11">Riforma degli Ordini, nuove competenze e responsabilità: le Federazioni degli infermieri, delle ostetriche, dei tecnici di radiologia e il Conaps, il coordinamento nazionale di tutte le professioni regolamentate ma ancora non ordinate in Ordini e Collegi, fanno fronte comune.</span></div><div class="imTAJustify">L’obiettivo dei circa 650mila professionisti della salute rappresentati è lo sblocco di situazioni da troppo tempo in sospeso a causa di resistenze corporative e di una propaganda lontana da ogni indicazione deontologica con la quale si insinua che affidarsi alle competenze di professionisti sanitari diversi dai medici corrisponderebbe a un abbassamento della qualità dell’assistenza e a un aumento della sua pericolosità. Insinuazioni da rigettarsi con determinazione. Infatti oggi una quota rilevante dei bisogni socio-sanitari espressi dalla popolazione riceve la risposta migliore proprio dalle professioni sanitarie, altre da quella medica.</div><div class="imTAJustify">Le professioni sanitarie condividono in modo compatto l’esigenza urgente di trasformare i Collegi in Ordini, con Albi specifici per ciascuna professione sanitaria per gli Ordini che includono più professioni, subordinando gli aspetti tecnici che ne potrebbero rallentare l’iter a quelli politici che potrebbero, al contrario, portare a una rapida approvazione di ciò che è indicato da una legge di 10 anni fa (43/2006).</div><div class="imTAJustify">L’attivazione degli Ordini è l’obiettivo da raggiungere, è il pensiero unanime e determinato delle 22 professioni grazie a una strategia comune che eviti qualsiasi forma di strumentalizzazione.</div><div class="imTAJustify">In una visione di sistema, dove tutto si lega e si tiene, si inserisce il tema delle nuove competenze. Si deve dare corso al comma 566 della legge di stabilità 2015, partendo dagli accordi Stato-Regioni per gli infermieri e i tecnici di radiologia, ormai pronti da tempo e mai calendarizzati in Conferenza; tale evoluzione aprirebbe la strada ai successivi accordi per le altre professioni, a oggi non ancora coinvolte.</div><div class="imTAJustify">Per sostenere le loro professioni, nella sanità di oggi e del futuro, anche prossimo, i rappresentanti delle 22 professioni sanitarie hanno convenuto sul fatto che serve anche un’operazione culturale. Con l’istituzione degli Stati generali delle professioni sanitarie si attiveranno gruppi di lavoro e di studio condivisi e si creerà un centro studi, per dare voce alle competenze delle professioni sanitarie, attraverso documenti di posizionamento a carattere scientifico, secondo la metodologia internazionalmente validata alla quale si devono attenere tutte le professioni che operano in ambito socio-sanitario.</div><div class="imTAJustify">Per quanto riguarda il disegno di legge sulla responsabilità professionale, in cui sono coinvolte in prima persona le professioni sanitarie, la strategia, a partire dalle istituende linee guida, è di prevedere un “gruppo collegiale delle società scientifiche delle professioni sanitarie”, coordinato e sostenuto dalle rappresentanze professionali.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Su questi argomenti e sulla realizzazione dell’articolo 22 del Patto per la salute, su cui per ora sono state ascoltate solo le rappresentanze mediche, le professioni sanitarie chiederanno un incontro immediato e unitario al Ministro, On. Beatrice Lorenzin, perché si interrompa la lunga attesa nell’applicazione di leggi e accordi – dal comma 566 al Patto per la salute, appunto – e, finalmente, si riconosca alle professioni sanitarie la loro legittimità a stare nell’organizzazione, nel management e nel settore clinico dell'assistenza, superando il tabù per il quale la realtà sanitaria del nostro Paese non può essere vissuta in modo moderno, ma deve continuare a essere progettata e raccontata secondo gli schemi di ieri.</div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 18 Apr 2016 10:59:00 GMT</pubDate>
			<link>http://www.spif.it/blog/?le-22-professioni-sanitarie-chiedono-l-istituzione-degli-ordini-e-lo-sblocco-dei-tavoli-sulle-competenze</link>
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			<title><![CDATA[Osteopatia. Riconoscimento o sanatoria?]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=DDL_Lorenzin"><![CDATA[DDL Lorenzin]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_ep85beo8">[image:image-0]<div><div class="imTAJustify">11 APR - Gentile Direttore,</div><div class="imTAJustify">mercoledì prossimo proseguirà, in sede referente, la discussione sul DDL 1324 (Lorenzin) in XII Commissione del Senato. Mi corre l’obbligo di manifestare la grande ammirazione nutrita nel merito dell’abilità politica della Relatrice Sen. De Biasi, la quale ha riformulato gli emendamenti, insistendo già il parere contrario, in sede consultiva, della V Commissione Bilancio del Senato. La Senatrice ha introdotto nel testo dell’emendamento all’art. 3-bis, comma 3, &nbsp;la frase &nbsp;“È istituito senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, presso l'Ordine dei Tecnici sanitari di radiologia medica e delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione, l'albo per la professione sanitaria di osteopata”.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Il tenore del testo non elide assolutamente il vincolo imposto, con il parere contrario della V Commissione, di possibili maggiori e nuovi oneri per la Finanza Pubblica. Infatti, lo stesso parere contrario, &nbsp;espresso &nbsp;ai sensi dell’art 81 della Costituzione, costituisce la consapevolezza che l’attivazione di nuovi Corsi di Laurea, inciderebbe sul bilancio dello Stato, &nbsp;con la consapevolezza che le Università, &nbsp;per ottemperare, andrebbero a batter “cassa” presso i Ministeri competenti, anche per il semplice fatto che nell’ultimo decennio soffrono il taglio delle risorse economiche &nbsp;a loro destinate, che risulta essere &nbsp;pari, se non maggiore &nbsp;del 30%.</div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs11">Tale riformulazione degli emendamenti rientra nella “grande Scienza politica” di alcuni Parlamentari, senza fare alcuna &nbsp;distinzione di appartenenza. Sicuramente &nbsp;l’istituzione di un ulteriore Albo non costa nulla, ma l’attivazione di un nuovo CdL sicuramente sì.</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Un'ulteriore perplessità nasce per l’evidente e palese “disparità di trattamento” per le nuove professioni. Viene istituito l’Albo degli Osteopati ed invece &nbsp;per i Chiropratici, il Registro presso il Ministero della Salute. Risulta &nbsp;chiara e manifesta &nbsp;la disparità tra le Professioni Sanitarie di nuova istituzione. Ricordo a lei e a tutti i lettori che il DDL 1324 è stato pensato e proposto &nbsp;anche per dirimere tale aspetto per le 19 Professioni Sanitarie in atto sprovviste di Albo.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Entriamo nella specifica procedura legislativa. La norma che verrebbe introdotta viola in maniera manifesta la &nbsp;precedente, ovvero la L. 43/06. La seguente asserzione trova corroborazione del parere di esperti Giuristi. Non solo infrangerebbe &nbsp;le regole, ma addirittura potrebbe risultare incostituzionale per manifesta violazione dell’art.5, comma 3, che qui si riporta integralmente: “L'individuazione è subordinata ad un parere tecnico-scientifico, espresso da apposite commissioni, operanti nell'ambito del Consiglio superiore di sanità, di volta in volta nominate dal Ministero della salute, alle quali partecipano esperti designati dal Ministero della salute e dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano e i rappresentanti degli ordini delle professioni di cui all'articolo 1, comma 1, senza oneri a carico della finanza pubblica. A tal fine, la partecipazione alle suddette commissioni non comporta la corresponsione di alcuna indennità o compenso né rimborso spese”, &nbsp;dove il Legislatore ha voluto definire gli Organismi competenti &nbsp;per individuare nuove professioni sanitarie attraverso un percorso che coinvolge il mondo scientifico e professionale, non lasciando alla sola Politica l’esclusività di decisione.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Tra l’altro già, in assenza di coinvolgimento previsto dalla norma superiormente citata &nbsp;si è espresso il Mondo scientifico attraverso la Conferenza permanente della Classi di Laurea delle Professioni Sanitarie, esprimendo contrarietà alla creazione di nuovi CdL ed addirittura definendo l’Osteopatia una Tecnica ed attraverso il Mondo delle Professioni Sanitarie con in capo AIFI.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Infine c’è da aggiungere che l’Organizzazione Mondiale della Sanità colloca osteopatia e chiropratica nell’ambito delle medicine non convenzionali. Il Ministero della Salute ne autorizza la pratica unicamente quali competenze esclusive dei professionisti sanitari (ovvero coloro che hanno già formazione e abilitazione in ambito sanitario).</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Appare evidente che la norma che vorrebbe introdursi &nbsp;assume piena, chiara e manifesta volontà di “sanare gli abusivi” comprese tutte le Scuole esistenti e che in atto non hanno alcun riconoscimento né tantomeno Autorizzazioni Statali.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Nulla contro l’Osteopatia, che rimane, a mio avviso, esclusivamente una pratica terapeutica alla stregua della Terapia Manuale, della Riabilitazione Neurocognitiva, della Riabilitazione Cardiorespiratoria, ecc.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Auspico che i nostri Politici della XII Commissione, in sede referente, ottemperino nella &nbsp;discussione e &nbsp;valutazione con grande responsabilità nella fase &nbsp;finale, ossia se approvare o respingere gli emendamenti riformulati &nbsp;al “DDL Lorenzin 1324” in cui si trovano a rendere possibile ora, quanto asserito dal Ministro quasi due anni fa circa l’Osteopatia.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Inoltre un invito &nbsp;al mondo accademico e scientifico, &nbsp;ovvero &nbsp;l’onere di definire &nbsp;se &nbsp;l’approccio osteopatico rientri nell’agire riabilitativo o rimanga medicina non convenzionale. Non solo sfogo, ma anche denuncia/proposta.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><b><i>Roberto Ferrara</i></b></div><div class="imTAJustify"><b><i>Segretario nazionale Sindacato professionale italiano fisioterapisti e area riabilitativa (SPIF AR)</i></b></div></div><b><i><br></i></b></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 11 Apr 2016 10:35:00 GMT</pubDate>
			<link>http://www.spif.it/blog/?osteopatia--riconoscimento-o-sanatoria-</link>
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		</item>
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			<title><![CDATA[Osteopatia e chiropratica tra le professioni sanitarie. De Biasi presenta due emendamenti al ddl Lorenzin.]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=DDL_Lorenzin"><![CDATA[DDL Lorenzin]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_46408655">[image:image-0]<div class="imTAJustify"><span class="fs11">Li ha depositati oggi la presidente della Commissione Sanità del Senato e relatrice al ddl per la riforma degli Ordini Emilia Grazia De Biasi (Pd). Richiamato un accordo Stato Regioni per stabilire i criteri per il riconoscimento dei titoli equipollenti ai fini dell’esercizio della professione sanitaria e previsto un decreto del Ministero dell'Istruzione per la definizione dell’ordinamento didattico della formazione universitaria.<span class="cb1"><a href="http://www.quotidianosanita.it/allegati/allegato6667036.pdf" target="_blank" class="imCssLink"> I TESTI</a></span></span><br></div><div class="imTAJustify">La relatrice del ddl Lorenzin per la commissione Sanità del Senato, Emilia Grazia De Biasi (Pd), ha oggi depositato due emendamenti per il riconoscimento dell’osteopatia e della chiropratica quali professioni sanitarie.<div> </div><div>Per quanto riguarda l’osteopatia, nel testo al comma 1 si legge che, per l’esercizio della professione sanitaria, è richiesto il possesso della laurea abilitante o titolo equipollente.</div><div> </div><div>Al comma 2 si richiama, poi, un accordo Stato Regioni, da adottarsi entro 3 mesi dall’entrata in vigore della legge, che stabilisca i criteri per il riconoscimento dei titoli equipollenti ai fini dell’esercizio della professione sanitaria. Viene invece demandato ad un decreto del Ministro dell’Istruzione da adottarsi entro 6 mesi entro l’entrata in vigore della legge, la definizione dell’ordinamento didattico della formazione universitaria in osteopatia.</div><div> </div><div>Infine, al comma 3, viene istituito, presso l’Ordine dei tecnici sanitari di radiologia medica e delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione, l’albo per la professione sanitaria di osteopata.</div><div>Quanto ai chiropratici, nel testo dell’altro emendamento della relatrice, al comma 1, si richiede per l’esercizio della professione sanitaria il possesso della laurea abilitante o titolo equipollente e l’iscrizione al registro istituito presso il Ministero della Salute.<div> </div><div>Come per l’osteopatia, anche qui al comma 2 si richiama ad un accordo Stato Regioni, da adottarsi entro 3 mesi dall’entrata in vigore della legge, che stabilisca i criteri per il riconoscimento dei titoli equipollenti ai fini dell’esercizio della professione sanitaria, e poi ad un successivo decreto del Ministro dell’Istruzione da adottarsi entro 6 mesi entro l’entrata in vigore della legge, la definizione dell’ordinamento didattico della formazione universitaria in chiropratica.</div><div> </div><div>Infine, al comma 3 viene abolito il registro dei dottori in chiropratica istituito presso il Ministero della Salute dalla legge finanziaria del 2007. </div><div>ESTRATTO DA QUOTIDIANO SANITA'</div><div></div></div></div><br></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 07 Apr 2016 10:39:00 GMT</pubDate>
			<link>http://www.spif.it/blog/?osteopatia-e-chiropratica-tra-le-professioni-sanitarie--de-biasi-presenta-due-emendamenti-al-ddl-lorenzin-</link>
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		</item>
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			<title><![CDATA[SPIF AR CAMPANIA, DUE NUOVE R.S.A. PRESTO ATTIVATE]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=Attivit%C3%A0_Sindacale"><![CDATA[Attività Sindacale]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_62yr2g1r"> 14 LUG - Dato l'incremento degli iscritti Spif ar in Campania, grazie all'impegno del segretario regionale Dottor D. Oliva, grazie al lavoro della neo incaricata segretaria provinciale di Napoli, Dott.ssa G. Di Fiore, stanno per essere attivate 2 nuove rsa. Sono il Centro Horizon di San Giorgio a Cremano, accreditato per la riabilitazione ex art. 26 ed il Centro Salus Fisiokinesiterapia di San Giorgio a Cremano e Torre del Greco, accreditato per la medicina di base ex. art 44.<div>Leggi l'articolo</div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 14 Jul 2015 13:57:00 GMT</pubDate>
			<link>http://www.spif.it/blog/?spif-ar-campania,-due-nuove-r-s-a--presto-attivate</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Cassazione: Il medico competente ha l’obbligo di considerare ogni rischio correlato al lavoro anche quando ritenuto incerto]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=Cassazione_Penale"><![CDATA[Cassazione Penale]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_1go61256">[image:image-0]Resta sempre in capo all’Azienda e al Medico competente, la responsabilità della sicurezza del lavoratore. Lo sottolinea di nuovo, la Suprema Corte di Cassazione sez. penale con sentenza 35425/2016. Il medico competente è obbligato alla programmazione della sorveglianza sanitaria, attraverso protocolli sanitari definiti in funzione dei rischi specifici e tenendo in considerazione gli indirizzi scientifici più` avanzati. (d.lgs n. 81 del 2008 art. 25 &nbsp;lettera b) e art. 41)<div><a href="Cassazione: Il medico competente ha l’obbligo di considerare ogni rischio correlato al lavoro anche quando ritenuto incerto" target="_blank" class="imCssLink">Leggi l'Articolo</a></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 14 Jun 1999 14:07:00 GMT</pubDate>
			<link>http://www.spif.it/blog/?cassazione--il-medico-competente-ha-l-obbligo-di-considerare-ogni-rischio-correlato-al-lavoro-anche-quando-ritenuto-incerto</link>
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		<item>
			<title><![CDATA[Congresso Regionale SIMFER 2016 “La Riabilitazione tra falsi miti e realtà” ]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.spif.it/blog/index.php?category=Congressi"><![CDATA[Congressi]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_sk3op8u2"><a href="http://www.atcfisio.it/senza-categoria/congresso-regionale-simfer-2016-la-riabilitazione-tra-falsi-miti-e-realta/#respond" target="_blank" class="imCssLink">[image:image-0]</a>La storia del rapporto tra fisioterapisti e fisiatri non è una storia facile da raccontare perche da sempre intrisa di conflitti incomprensioni e guerre al ribasso. Forse &nbsp;il tema del congresso è un po’ diverso ma appare difficile parlare del punto di vista del fisioterapista sulla riabilitazione, senza considerare la stretta relazione tra fisioterapisti e gli altri professionisti dell’area riabilitativa. Nello specifico mi sembra meno utile in questo contesto, parlare del collega logopedista e fare riferimento alla figura cardine di questo congresso.<div><a href="http://www.atcfisio.it/senza-categoria/congresso-regionale-simfer-2016-la-riabilitazione-tra-falsi-miti-e-realta/#respond" target="_blank" class="imCssLink">Leggi l'Articolo</a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 14 Jun 1999 13:47:00 GMT</pubDate>
			<link>http://www.spif.it/blog/?congresso-regionale-simfer-2016--la-riabilitazione-tra-falsi-miti-e-realta--</link>
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