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LA REGIONE LOMBARDIA RICEVE SPIF AR

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Pubblicato da in Attività Sindacale ·
Si è appena svolto questo giovedì a Milano presso la sede della Regione Lombardia un importante incontro tra l’Assessorato alla Salute e Spif Ar Lombardia. L’incontro riguardante alcune problematiche inerenti il mondo del lavoro e la riabilitazione hanno visto il colloquio tra il segretario regionale SPIF AR Dott. Gilberto Colombo e il delegato ufficiale dell’Assessore alla Salute il Dott. Antonino Bonaffini.

Riscontro positivo per quanto riguarda le “False Partite Iva” dato che il delegato regionale ha confermato che, nonostante i controlli di natura contrattualistica spettino primariamente all’ispettorato al lavoro, la Regione ha pur sempre potere di controllo sulla congruità operativa. E’ stata quindi mostrata disponibilità a volere approfondire l’argomento ed aggiornare la nostra OS su ulteriori sviluppi.

Invece appare ancora lontana un’univocità interpretativa della corretta attivazione dei SITRA, che appare demandata ad una pura diatriba dialettica sull’interpretazione delle leggi. Secondo la regione infatti la legge 23/2015 darebbe spazio alle libere decisioni del direttore se attivare o meno un dirigente per ogni area o un dirigente unico per tutte le aree. La Regione in questo argomento può solo fornire le linee d’indirizzo  lasciando alle aziende la potestà organizzativa dei POAS sulla base della capacità organizzativa interna.

Sempre di spettanza territoriale e non regionale risulta pure la problematica dell’apertura di studi privati da parte degli MCB. A scopo di una corretta tutela sanitaria sarà necessario informare le relative ATS provinciali (laddove non lo siano già) che questi profili di massaggiatori devono trovare spazi operativi già strutturati, senza poter fare richieste autonome d’apertura dell’attività. Questo a differenza della pubblicità ingannevole fatta da alcuni docenti di queste scuole.

Infine appare molto remota la possibilità d’accreditamento diretto  dello studio del fisioterapista in regione Lombardia. Oltre a essere bloccati i fondi per l’accreditamento di nuove strutture, è sempre stata “tastabile perfino nell’aria” la presenza di figure mediche e dirigenziali che devono avere un ruolo predominante sull’argomento.




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