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Congratulazioni dal Presidente Spif Ar Antonio Cartisano al Presidente A. Beux

Spif Ar
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Genova , 25 luglio 2018

All’attenzione del Presidente della Federazione Nazionale Ordine dei TSRM Dott. Alessandro Beux,
e.p.c. Il Presidente del Conaps Dott. Antonio Bortone,

Gentile Signor Presidente della Federazione Nazionale Ordine dei TSRM e delle
Professioni Sanitarie Tecniche, della Riabilitazione e della Prevenzione,
desidero ringraziarla per la cortese quanto puntuale e chiara nota ci ha inviato e per la quale siamo certi porterà ulteriore chiarezza nei Professionisti di questa Area e altre ancora che leggeranno nella pubblicazione di questa relazione.

Il percorso impegnativo per pervenire alla “soluzione finale”, intendendo con ciò la costituzione del proprio Ordine Professionale, ha oggi una soluzione attesa da decenni e che non può essere ne sottovalutata e tanto meno confusa con raccolte improprie di denaro anche se sappiamo che tali operazioni hanno un onere da sostenere e più che mai in questa occasione attesa decenni da molte delle professioni sanitarie senza Ordine e/o Collegio Professionale.

L’iter configurato e ben descritto sia da Lei, Signor Presidente, quanto ben sostenuto e portato in più sedi dal Conaps diretto dal Presidente Dott. Antonio Bortone, ci garantisce il percorso e l’approdo nei tempi necessari alla fase definitiva della costituzione dei diversi Ordini Professionali.

Non mancheranno certamente i detrattori del caso tra i quali anche colleghi e colleghe non bene informati e marginali rispetto agli impegni politico/professionali che vengono portati avanti in merito nelle more della politica italiana.
É letteralmente chiaro il fatto che l’obbligo dell’iscrizione non è procrastinabile ad altri anni se non quelli attuali e che solo in questo modo gli esercenti le professioni sanitarie riconosciute dal Ministero della Salute potranno differenziarsi rispetto al popolo degli abusivi sparsi in quantità enormi sul territorio italiano.
Con ciò colgo l’occasione per offrire in merito tutto lo spazio necessario per le comunicazioni ai nostri iscritti e ai nostri lettori, per dare seguito alle informazioni che riterrà opportune e favorire in tutte le nostre categorie professionali una migliore partecipazione e collaborazione affinché il progetto in generale possa essere noto a tutti e acquisire una partecipate chiara e fattiva in ogni parte del Paese.

In attesa di incontrarla al più presto, porgo a nome della nostra Organizzazione Sindacale Professionale il nostro ringraziamento e la nostra collaborazione e La prego di accettare i più cordiali saluti e un “buon lavoro”,

Il Presidente Spif Ar
Dott. Antonio G. Cartisano



Quota 30.000 in appena 20 giorni

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Oltre 30.000 (trentamila) Professionisti della salute e Laureati dalle Università Italiane e straniere pare si siano già iscritti negli ordini delle Professioni dei Tecnici di Radiologia come previsto dalle norme emanate recentemente e che sia costante l’arrivo di altri numerosi “non iscritti” a tale Ordine.

Una svolta veramente importante che muoverà nuove norme a favore dei “titolati dall’Università” e che porta le giuste preoccupazioni negli abusivi preparati ambiguamente in altre sedi formative, scuole che promettono pari eguaglianza dei titoli, ma pur sapendo che non passeranno mai nell’eventuale tentativo di iscrizione agli Ordini    e quindi non potranno operare a scapito sia dei nostri professionisti e neppure a scapito degli ignari cittadini e, quindi, “contra legem” sotto ogni aspetto.

Ma non sarà l’unica soddisfazione poiché prevediamo di superare abbondantemente il numero “utile” di iscritti per avere successivamente un “Ordine Professionale Specifico”, per cui grati della collaborazione dell’Ordine dei Tecnici di Radiologia si aprirà successivamente la pratica istituzionale per un Ordine di Area della Fisioterapia, e quindi con un proprio peso specifico nello stesso ambito operativo.

E non è poco.

Intanto nascerà una classe dirigenziale dell’Ordine che potrà operare con vigore sulle successive fasi di sviluppo professionale e delle nuove ed internazionali prospettive operative nel contesto degli ambiti lavorativi, sia  del SSN Pubblico che  nell’ambito Privato Accreditato, ma sappiamo anche che le nuove generazioni sono già allo studio di queste prospettive, come nei Paesi più evoluti e sempre nel rispetto delle necessità dei cittadini.

Ora quello che conta è seguire questa fase con la massima unità d’intenti e i dati lo dimostrano tenuto conto che lo Stato farà sicuramente la sua parte, come indicato nelle norme emanate.

Ad maiora.
Antonio G.Cartisano
Presidente Nazionale SPIF Ar




Lotta e Contrasto all’Abusivismo

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Con l’entrata in vigore del Ddl Lorenzin, non tutti sanno che vi è stata una modifica al Codice Penale. Ovvero questa modifica cita esattamente che agli abusivi vengono confiscati i beni utilizzati per commettere il reato, la reclusione fino a tre anni e una multa fino a 50.000 euro. Inoltre la Legge anche ad altre nuove professioni sanitarie, dopo quelle riconosciute di Osteopatia e Chiropratico.
Il Ddl Lorenzin, dopo ben 70 anni affronta la riforma degli ordini professionali, riconoscendo come professioni sanitarie quelle di Osteopatia e Chiropratica. In questo provvedimento, vengono istituiti dei nuovi ordini professionali come quelli degli Infermieri, Ostetriche, Tecnici sanitari di Radiologia medica e professioni sanitarie tecniche, della Riabilitazione e della Prevenzione.
Oltre a tutto ciò, la novità maggiore di questo Ddl, quello che interessa molto il campo della Riabilitazione e Fisioterapia, sono le norme che contrastano l’esercizio abusivo della professione nel campo riabilitativo. Il reato di esercizio abusivo della professione sanitaria, prevede un’aggravante e in tale ipotesi vi sarà la confisca obbligatoria dei beni utilizzati per commettere il reato. Se dovesse trattarsi di beni immobili, si disporrà il loro trasferimento al patrimonio del comune ove sono siti, per essere destinati a finalità sociali e assistenziali.
Il nuovo articolo 348 del Codice Penale, modificato dal Ddl Lorenzin, per quanto concerne il reato di esercizio abusivo della professione sanitaria, cita : “ Chiunque eserciti abusivamente una professione per la quale è richiesta una speciale abilitazione dello Stato, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da € 10.000 a € 50.000”.
L’eventuale condanna di un’abusivo, che esercita all’interno di uno studio, ambulatorio o altra struttura sanitaria autorizzata, comporta una multa da € 15.000 a € 75.000 nei confronti del professionista/responsabile che ha determinato/autorizzato altri a commettere il reato di cui al primo comma, ovvero ha diretto l’attività delle persone che sono concorse nel reato medesimo. Ovvero, se un medico-fisioterapista-o altra professione sanitaria, permette ad un abusivo di effettuare la professione è responsabile.
L’ufficio Lotta e Contrasto all’Abusivismo dello SPIF, è attento alle segnalazioni che vengono effettuate da colleghi ed altre persone. La mission dell’Ufficio e dello SPIF è quello di contrastare l’abusivismo con le segnalazioni alle autorità competenti. Molti colleghi ci chiedono il motivo per cui non hanno più notizie in merito alle segnalazione effettuate. Ebbene, vogliamo comunicare che dal momento della segnalazione, tutti gli atti vengono secretati e non è dato sapere, né a noi né a nessun altro notizie in merito, fino al termine delle indagini. Queste indagini possono durano da un minimo di 6 mesi ad un massimo di 1-2 anni.
Pur non di meno, il nostro impegno è quotidiano e ribadiamo che TUTTE le segnalazioni pervenute al nostro ufficio, giungono al mittente preposto alle verifiche del caso.

Ufficio contrasto Abusivismo Spif Ar
Dott. G. Lorenzo Ricucci




L’ANTITRUST E LA LEGGE LORENZIN

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L’ANTITRUST E LA LEGGE LORENZIN

La legge Lorenzin (3/2018) è stata fortemente voluta dalle Professioni Sanitarie, non ancora ordinate, per dare piena dignità e pari opportunità alle stesse, oltreché, per riparare ai danni commessi dai Governi precedenti, a partire dal Governo D’Alema, che nel 1999, stralciò dall’art. 1 nella L. 42/99, l’istituzione degli Ordini per le Professioni Sanitarie, per non parlare dell’affossamento di tale obiettivo (istituzione Ordini scritto chiaramente nel testo originale e poi tolto all'ultimo momento prima dell'approvazione) della L. 43/06, dove alcuni politici, con sottile linguaggio “politichese”, ebbero modo, illustrando l’inutilità dell’Istituzione di ulteriori Ordini Professionali, avevano l’auspicio che venissero aboliti Tutti gli altri Ordini insistenti.
Ad oggi i vecchi ordini non sono stati aboliti, anche e soprattutto per il fatto che, a mio modesto avviso, risulta difficile per la politica, scardinare poteri consolidati, a cui invece, ne riconosco, nel nostro sistema, l’utilità di esistenza, non solo per contrastare l’abusivismo professionale, ma anche per determinare percorsi deontologicamente corretti ed essenzialmente rispettosi dell’essenza della professione che si esercita.
Oggi assistiamo, ma non inermi, ad una espressione di opinione dell’ANTITRUST che ritiene, NON OPPORTUNO, creare nuovi ordini ed albi per le professioni sanitarie “non mediche”.
Ricordiamo ai nostri iscritti e simpatizzanti che l’opinione dell’ Agcm (Antitrust), non può essere considerata come una riforma di una legge dello Stato ma come un mero parere, che risulta essere non vincolante per quella politica (buona) che tutela il professionista ed il cittadino.
Per cui, riallacciandomi alla mia lettera aperta, rimaniamo fiduciosi che le procedure già avviate per la pre iscrizione, continuino ad andare avanti nel migliore dei modi ricordando che, una legge approvata e promulgata (L.3/2018) può essere solo abrogata o dichiarata incostituzionale e ciò, non compete sicuramente all’ Antitrust.
Questo il mio augurio.

Dott. Antonio G. Cartisano




“Ma chi se ne frega degli abusivi, io non voglio pagare 300 euro….”

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“Ma chi se ne frega degli abusivi, io non voglio pagare 300 euro….” (di Romualdo Carini, Fisioterapista e Giornalista Pubblicista – Responsabile Blog)

Sono trascorsi pochi giorni dal 1° luglio, “fatidica” data d’INIZIO iscrizione, per le 17 Professioni Sanitarie regolamentate ma non ancora ordinate (come la nostra di Fisioterapisti), ai loro Albi, contenuti tutti, come stabilito dalla Legge 3/2018, all’interno del preesistente Ordine dei Tecnici Sanitari di Radiologia Medica (TSRM).

Una data storica, un traguardo assolutamente importante per tutte queste Professioni, e in particolare per la nostra, per tagliare il quale si sono impegnati, per anni, Colleghi iscritti prima all’AITR e poi all’AIFI e Colleghi non iscritti, accomunati dal desiderio di vedere finalmente “chiudersi il cerchio”, apertosi con la definizione per legge del nostro Profilo Professionale nel lontano 1994 (D.M. 14 settembre 1994, n. 741).

Eppure, nonostante l’enorme importanza, per la Professione, dell’evento, sui social, in particolare su facebook, ecco un fiorire di mugugni, di critiche e contestazioni, sospetti, di insinuazioni anche pesanti, di valutazioni negative fatte in malafede, riguardo questo momento di crescita che ci apprestiamo a vivere.

“…Ma chi se ne frega degli abusivi, io non voglio pagare 300 euro…”, “…Tanto gli abusivi continueranno ad esserci ancora, soldi sprecati….”, “…Così ci toccherà anche fare gli ECM…”, “…E tutti quei bei soldi delle iscrizioni che fine faranno? Chi li gestirà?…”, “…Tanto ci sarà la solita cricca a gestire tutto e a spartirsi tutto. Il solito magna-magna…”, “…Ecco, lo Stato ha trovato un altro modo per fare cassa e a noi non verrà in tasca niente…”, “….Non avremo alcun beneficio, non cambierà nulla….”.….e altro.

Affermazioni e opinioni basate, nella maggioranza dei casi sulla disinformazione, sull’”ignoranza della legge” (la 3/2018 probabilmente mai letta), sul pregiudizio, sul disfattismo.

Molti di questi “scettici-negazionisti” (come amabilmente li etichetta un “vecchio” Collega di mia conoscenza ), probabilmente fino a ieri comodamente sommersi nella “palude” (purtroppo) della Fisioterapia a farsi gli affari propri, senza aver mai “partecipato” (nel senso attivo) alla vita della Professione, ora, quasi folgorati, sconvolti, vengono “a galla” (e perchè non lo hanno fatto prima?).

Sembra fortunatamente non siano tanti, ma la cosa dà comunque fastidio e a qualcuno viene da chiedersi se sia valsa la pena sacrificare, per anni, tempo ed energie anche per loro, al fine di arrivare a dove siamo arrivati. E prima ancora per ottenere le leggi 251, la 42, la 43, l’abrogazione del famigerato art. 1-septies, l’esenzione IVA per le nostre prestazioni. Sembra quasi che stiano sputando nel piatto dove hanno e stanno mangiando anche loro (a scrocco).

Sappiano comunque che devono mettersi il cuore in pace: dal 1° luglio “volenti o nolenti”, “obtorto collo”, facendo “buon viso a cattivo gioco” (scelgano loro) l’iscrizione all’Ordine è obbligatoria per poter esercitare la Professione….e senza cincischiare.

E se a loro non importa niente se l’Ordine potrà domani, finalmente, col suo potere, combattere l’abusivismo professionale nel nostro settore, promuovere la Professione in numerosi ambiti, rappresentarci al Consiglio Superiore di Sanità, intervenire là dove i Fisioterapisti sono sfruttati e sottopagati, alzare la voce perché, finalmente, ci sia una corretta applicazione della normativa sulle Dirigenze d’Area, attivare una Assicurazione specifica per la Professione, avere forse una Cassa Previdenziale propria e altro, a loro potrà invece forse importare sapere che il non essere iscritti all’Ordine potrebbe creare loro problemi con le Assicurazioni in caso di contenziosi, il non essere iscritti all’Ordine può creare loro problemi con le Strutture pubbliche o private in cui lavorano (vedasi, ormai fra le tante in circolazione, lettera A.I.O.P. più sotto), il non essere iscritti all’Ordine potrebbe forse loro creare problemi con l’Agenzia delle Entrate (se le prestazioni del massofisioterapista, come da recente Circolare del Ministero delle Finanze, sono detraibili solo se nel documento di spesa (fattura), è attestato che il diploma di quell’operatore è stato conseguito entro il 17 marzo 1999, così le prestazioni del fisioterapista potrebbero essere detraibili solo se il documento di spesa riporta il suo numero di iscrizione all’Ordine)….tanto per citare alcune rischiose evenienze.

Comunque, al fine di dare a costoro informazioni precise, che facciano loro cambiare opinione, per tranquillizzarli, per tentare di convincerli, o farli rassegnare, si propone, in calce a queste considerazioni, una esauriente NOTA INFORMATIVA dell’AIFI, peraltro già da tempo circolata su facebook, che dà risposte a molti quesiti e chiarisce numerosi dubbi.




SI AVVIANO LE PROCEDURE : VERSO L'ALBO

Spif Ar
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I Responsabili Nazionali degli Uffici Sanità, Formazione e Coordinamento regioni, del Sindacato Professionale Fisioterapisti Area Riabilitativa (SPIF AR), esprimono piena soddisfazione per l’avvio delle procedure che, si spera, possa portarci nel minor tempo possibile ad avere prima il nostro Albo professionale e quindi, finalmente, il nostro Ordine Professionale.
Pertanto rivolgiamo l’invito a tutti i colleghi ad adempiere a tale passaggio, seguente le modalità previste sul sito dell’ordine Tecnici Sanitari Radiologia Medica, e secondo la graduale programmazione dei pagamenti previsti.
Ovviamente la soddisfazione per l’inizio delle procedure non ci distrae dai nostri compiti specifici, la tutela degli interessi dei singoli colleghi e dell’intera categoria.
Con ben 2 note inviate al Presidente Nazionale dell’Ordine Tecnici Sanitari Radiologia Medica, avevamo chiesti alcuni chiarimenti al fine di fugare alcuni dubbi, e nello specifico si chiedeva:
 IL DECRETO MINISTERIALE del Marzo 2018, parla in termini perentori della chiusura delle procedure di pre-iscrizione entro 18 mesi dalla data di Pubblicazione del Decreto, quindi le procedure di pre-iscrizione si debbono tassativamente concludere entro Settembre 2019, quindi ci appare quantomeno strano che si parli, in un comunicato ufficiale, di avere l’Albo dei Fisioterapisti solo nel 2021. Perché? Come mai? Ricordando ancora che avere l’Albo è condizione indispensabile, a norma di Legge, per poter richiedere l’ Ordine dei Fisioterapisti. Chi vuole ritardare questa operazione e perché?
 Lo stesso Decreto indica che le Associazioni maggiormente rappresentative diano una consulenza Tecnico-Amministrativa nella fase di pre-iscrizione, veniamo a sapere che questa consulenza porterà alle Associazioni interessate una notevolissima somma di denaro, denaro che ovviamente uscirà dalle tasche dei Professionisti Sanitari. Avremmo avuto il piacere di chiedere, al Presidente dell’Ordine TSRM, se ritenesse corretta questa procedura!
 Si viene a sapere che alcune o tutte le Associazioni non faranno pagare ai loro iscritti una parte della quota d’iscrizione (incasseranno comunque le quote della stragrande maggioranza di coloro che si iscrivono), questo pone due problematiche: 1) Non riteniamo legittimo che per iscriversi ad un Ordine Professionale possano esistere quote di iscrizione diverse per “appartenenza” 2) Considerato che seguire una seconda fase di tipo elettorale operazioni che appaiono di tipo pubblicitario-clientelare non appaiono moralmente illegittime?
 Volevamo sapere e conoscere un’altra semplicissima cosa, le iscrizioni si sono aperte il 1 Luglio, preso atto che il tutto deve concludersi entro 18 mesi, l’ ultima data utile per avviare le procedure di pre-iscrizione?
Questo volevamo chiedere, e su queste cose ci saremmo aspettati che il Presidente dell’Ordine del TSRM si rendesse disponibile a chiarirci i dubbi.
Così non è stato, abbiamo ricevuto solo un assordante silenzio, pertanto ribadendo l’invito ai colleghi ad avviare le procedure di pre-iscrizione, così come avevamo annunciato chiederemo un incontro al MINISTRO DELLA SALUTE per avere chiariti quei dubbi che il Presidente dell’Ordine TSRM ha ritenuto doveroso non fornirci.
I Responsabili Nazionali degli Uffici
Sanità, Formazione e Coordinamento regioni
SEBASTIANO REALE    NICOLA CASTELLUCCIO   ELVIO MATASSA





LETTERA APERTA A TUTTI I NOSTRI COLLEGHE E COLLEGHI

Spif Ar
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Alla cortese attenzione delle Colleghe e dei Colleghi iscritti allo SPIF Ar e lettori tutti delle nostre newsletter

Come certamente saprete della eccezionale conquista politica relativa alla legge n. 3 dell’11 Gennaio 2018 che istituisce finalmente gli Ordini Professionali, per cui siamo a porgere i nostri ringraziamenti sia al Ministro della Salute quanto, in particolare per il lavoro svolto ai Presidenti dei Collegi esistenti e delle Associazioni riconosciute dal Ministero della Salute tra le quali l’Aifi e con piacere.
Le battaglie precedentemente svolte avevano in seno alle due leggi, la 42 del 1999 e la 43 e3l 2006 questo passaggio normativo per l’istituzione degli Ordini per tutte le Professioni Sanitarie, progetto poi abbandonato un momento prima della loro approvazione, sempre per le resistenze note a tutti.
Oggi la legge approvata l’11 gennaio 2018 n. 3, richiamando l’art 5 comma 2 della legge 43 del 2006, ha determinato l’uscita della disposizione del Ministero della Salute (qui allegata) al fine di dare corrette indicazioni ai soggetti istituzionali, quanto ai Professionisti della Salute che esercitano sul territorio nazionale.
Proprio per questo e su invito di un Collega TSRM, ho partecipato ad un Convegno svoltosi a Genova dove sono state portate informazioni coerenti con quanto è necessario fare nei prossimi mesi per divenire “censiti” in elenchi ufficiali di Federazioni esistenti delle Professioni Sanitarie già riconosciute dallo Stato Italiano e in attività su tutto il territorio nazionale.
Proprio la parola “censiti” è al centro di una operazione voluminosa di individuazione dei titoli veri e seri posseduti dagli esercenti una professione sanitaria sul territorio nazionale. É già questo traccia una netta separazione con il mondo degli abusivi, e non è poco.
Contemporaneamente, questa operazione come descritto ai presenti dal Presidente del Conaps Dott. Antonio Bortone, ha reso chiaro che nelle more delle letture dei titoli da una parte e e dall’altra una le quantità di professionisti che segnano l’effettivo numero degli “esercitanti con titolo riconosciuto” colloca i soli Laureati effettivi in di quegli Ordini Professionali per le professioni sanitarie.
Inoltre è emerso che le Professioni Sanitarie che superano numeri quali ad esempio i 50.000,  tale contabilità anagrafica produrrà nuove sincronie per la successiva condizione di istituzione di Ordini e/o simili ma con gestione separata da quelli esistenti.
Ovviamenti con tempi, controlli e pianificazione necessari.
Chi recentemente ha sollevato dubbi e sospetti d’ogni tipo avrà comunque modo di approfondire questa strategia, e ha la possibilità di leggersi il decreto del Ministero della Salute dove il Direttore del Dipartimento delle Professioni Sanitarie, la Dott.ssa Ugenti, ha inviato tale indicazioni al Presidente Nazionale degli Ordini (non più “Collegio”) dei Tecnici Sanitari di Radiologia Medica e delle Professioni Sanitarie Tecniche della Riabilitazione e della Prevenzione.
É chiaro, ma forse non per tutti, che l’scrizione è legata ad un versamento economico oltre , e non da meno, quello documentale della propria titolarità,  ma che esso sancisce,  insieme ai titoli presentati, gli effetti necessari per tutelari i professionisti del caso e la popolazione tutta da quell’abusivismo ancora radicato nel territorio e non sconfitto del tutto.
Il Presidente del CONAPS, presente al Convegno e data la sua lunga esperienza, ha dato risalto al cambiamento epocale di questa fase, forse non comprensibile da tutti, in particolare a coloro che scrivono inquietanti sospetti di “ruberie”, dimenticando che tali Organi sono sotto il controllo dello Stato e questo comporta corretti comportamenti nella gestione e presentazione corrente delle condizioni di bilancio e di ogni voce in esso contenute. Poi tutto può accadere, anzi, è già successo ma fanno poca strada e pessima figura restando sulla bocca di tutti.
Con l’augurio che ciò porti come pensiamo maggiori e migliori partecipazioni dei Professioni della Salute in tali Ordini Professionali

Il Presidente Spif Ar
Dott. Antonio G. Cartisano





RICHIESTA DI CHIARIMENTI UFFICIO SANITA' SPIF AR

Spif Ar
Pubblicato da in Ordini professionali ·

L’Ufficio Sanità Nazionale di SPIF AR, non ha mai di certo espresso parere contro la nascita dell’Ordine, anzi ci siamo battuti per la sua nascita e lo tuteleremo strenuamente.

Proprio in questa prospettiva abbiamo chiesto un incontro al Presidente Nazionale dell’Ordine dei Tecnici Sanitari Radiologia Medica, affinchè ci chiarisca alcuni passaggi procedurali che al momento risultano non del tutto spiegabili ( storno di € 35,00 della quota di ogni iscritto alle associazioni maggiormente rappresentative, prospettiva di avere l’Albo Professionale solo ne 2021, conoscere la data di scadenza della prima iscrizione…………)pertanto non essendo l’obbligo perentorio di iscrizione al 1 Luglio 2018, restiamo in attesa di tali risposte che una volta date serviranno a dissipare dubbi che non sono solo nostri ma di tanti colleghi.

Ovviamente, e sarebbe alquanto spiacevole, se il Presidente dell’Ordine dei TSRM non trovasse il tempo e/o la disponibilità per chiarire tali dubbi, ci rivolgeremo direttamente al Ministro della Salute per avere i necessari chiarimenti.
                                                                                           Dott. SEBASTIANO REALE
                                                                              Responsabile Nazionale Ufficio Sanità
                                                                                                        SPIF AR




RICHIESTA INCONTRO COL TSRM

Spif Ar
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All’attenzione del Presidente della Federazione Nazionale TSRM
                                                                       Dott. Alessandro Beux

25 GIUGNO 2018

Oggetto : Richiesta Incontro  

L’Ordine è qualcosa che aspettiamo da molto troppo tempo, l’iniziativa che definisce un percorso per arrivare alla tanto agognata e sospirata meta è sicuramente lodevole e pienamente condivisa.
Ma proprio perché aspettiamo tale risultato da tantissimo tempo crediamo sia giusto arrivarci senza alcuna (seppur piccola) zona d’ombra.
Pertanto Egregio Presidente Le chiediamo un incontro urgente al fine di poter chiarire alcuni punti specifici, chiarimento che riteniamo doveroso ed utile al fine di raggiungere tutti assieme la meta tanto agognata.

Nello specifico riteniamo utile chiarire i seguenti punti :

1) Sul Vostro sito si legge……” per arrivare, entro il marzo del 2021, all’elezione del primo Comitato centrale della nuova Federazione nazionale………”, facendo riferimento al D.M. 13 Marzo 2018,………. “  i presidenti degli ordini dei tecnici sanitari di radiologia medica e delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione, si avvalgono del supporto tecnico-amministrativo di uno fino a un massimo di cinque rappresentanti di ciascuna professione sanitaria, designati, per ogni regione, dalle associazioni maggiormente rappresentative di cui al decreto direttoriale del direttore generale delle professioni sanitarie e delle risorse umane del Servizio sanitario nazionale del Ministero della salute del 28 luglio 2014 e s.m.i. I predetti rappresentanti cessano dal proprio mandato decorsi diciotto mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto…..” quindi si potrebbe desumere che la funzione Tecnico-Amministrativa che si deve concludere obbligatoriamente entro Settembre 2019 coinciderebbe con la data di chiusura dell’Iter di iscrizione?

2) Dai siti delle Associazioni che hanno interloquito con l’Ordine dei TSRM si legge che gli iscritti a tali Associazioni godranno di uno “sconto” di € 35,00 sull’iscrizione. Riteniamo questa procedura quantomeno poco trasparente, e tra l’altro ci pone una riflessione che credo dovrebbe essere anche Sua: la stragrande maggioranza dei colleghi non sono iscritti ad alcuna associazione, se per ogni iscritto si riconoscono €35,00 ad ogni rispettiva associazione, credo che Ella si renda conto che stiamo parlando di una ingentissima somma di denaro!!!!!!!!!!!!!!!!!!

3) L’Iscrizione all’Albo dovrebbe essere personale e non veicolata attraverso le Associazioni, anche perché nella prospettiva delle future elezioni questo potrebbe determinare una sorta di ingerenza nello svolgimento delle stesse.
Credo che Ella comprenda bene le nostre perplessità, dubbi che un incontro potrebbe sicuramente fugare, pertanto restiamo in attesa di un Suo gentile riscontro
Porgiamo L’occasione per porgere Distinti Saluti.

Ufficio Legale Spif Ar                       Uff. Coordinamento Regioni Spif Ar   
Dott. G. Di Fiore                               Dott. N. Castelluccio
                                                   

Uff. Formazione Spif Ar                   Uff. Sanità Pubblica e Privata Convenzionata Spif Ar
Dott. E. Matassa                              Dott. S. Reale




Riconoscimento di osteopati e chiropratici. Valutazione politica o scientifica?

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Pubblicato da in SANITA' ·
Riconoscimento di osteopati e chiropratici. Valutazione politica o scientifica?

23 GIU - Gentile Direttore,
non ci si può che rallegrare per quanto detto dalla neo Ministro Giulia Grillo che ha affermato che: “Le valutazioni di tipo scientifico non competono alla politica. La politica non fa scienza, la scienza la fanno gli scienziati”. Condividiamo in pieno una dichiarazione che traccia un metodo di lavoro che andrebbe applicato a tutte le problematiche in campo sanitario, ma non è sempre stato così.
Ricordiamo tutti la vicenda del riconoscimento della professione dell’osteopata che fa a pugni con quanto appena affermato.
Infatti l’ex articolo 5 della legge 43/06 imponeva, per l’istituzione di nuove professioni sanitarie, un preliminare parere tecnico scientifico espresso da apposite commissioni.
Ebbene la legge 3/18 che, pur prevede questo parere, ha permesso alla politica, nel momento del passaggio tra una norma e l’altra, di individuare “per via politica” le professione dell’osteopata e del chiropratico, alla faccia del rispetto delle doverose valutazioni scientifiche.
Questo “vulnus” deve essere sanato. L’osteopata, ad oggi, è una professione individuata ma non ancora istituita e quindi “non viva”.


 
A sostenere questa tesi è l'Avvocatura dello Stato che, in una controversia contro il Ministero, cita la sentenza 3410/13 del CdS dicendo che questa “ha fissato un principio valido per tutte le figure dell’area sanitaria: se non sono disciplinate le competenze professionali dell’operatore e i contenuti del connesso corso di studi, le figure sanitarie, anche se previste da norme dell’ordinamento, non sono da considerarsi “vive”. ”
Il Ministro, se vuol finalmente essere coerente e dare piena dignità sia alla scienza che alla politica, dovrà pretendere una valutazione scientifica indipendente che chiarisca se ci sono i presupposti per istituire queste nuove professioni, benedette, per ora, solo dalla politica.

Mauro Gugliucciello e Gianni Melotti
Fisioterapisti





Sindacato Professionale Italiano Fisioterapisti e Area Riabilitativa
Corso Martinetti 36 1/A, 16149 Genova
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