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Rimborso quote iscrizione all’Albo professionale

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Pubblicato da in ALBO PROFESSIONALE ·


Rimborso quote iscrizione all’Albo professionale
 

CHIARIMENTI

 
Come saprete, una recente sentenza del G.L. del Tribunale di Pordenone, ha riconosciuto il diritto ai ricorrenti del rimborso della quota di iscrizione all’Albo, in virtù del principio del rapporto di lavoro esclusivo nel comparto sanità del pubblico impiego, determinato dal CCNL e da norme di legge , ovvero l’art.53 del Dlg. 165/01 e smi, al contrario dell’area dirigenziale, dove è concessa la possibilità di esercitare la libera professione intra o extramoenia.
 
Riferendo il ragionamento alla disciplina giuridica, detto vincolo viene definito di “Esclusività assoluta”, ovvero l’impossibilità di esercitare la professione presso altri Enti o in regime di L.P., ma esclusivamente presso il datore di lavoro, che diventa l’unico titolare dell’esercizio professionale dei suoi dipendenti.
 
Al contrario, il dipendente di una Struttura del Privato convenzionato, anche se vincolato da norme contrattuali che gli impediscono di poter esercitare presso terzi o in L.P. , pena il licenziamento, hanno una norma di salvaguardia rispetto al dipendente pubblico, dettata dal contratto di diritto privato che prevede il regime di “ Esclusività prevalente”, ovvero la possibilità di essere autorizzati dalla Struttura ad esercitare fuori di essa, quindi non un vincolo assoluto come nel  pubblico , in quanto l’Azienda sanitaria non può concedere perché subordinata al dettame legislativo che nello specifico è l’art. 53 del Dlg. 165/01 sopramenzionato.
 
Alla luce di quanto esposto lo Spif Ar sta mettendo in campo una forte azione per far recuperare le somme, pertanto , trattandosi di diritto soggettivo, invitiamo tutti i colleghi all’iscrizione, che , oltre ai servizi già offerti, vedranno la possibilità di tutela e assistenza legale nella vertenza, non tralasciando il fatto che molte Aziende potrebbero opporsi a soddisfare la richiesta di rimborso con la conseguenza di dover procedere ai ricorsi.
 
Una vera e propria Class Action.
 
Comprenderete bene che , più siamo , minori sono i costi.
 
Inoltre, ci preme informare che, dagli ultimi dati ministeriali del 2017, il personale della riabilitazione operante nel SSN sia di 20.000 unità (Ft, TNPEE, Log., Educatori , T.O. ecc.) e che per ottenere quel famoso 5% di rappresentatività presso l’ARAN occorrerebbero 1.000 deleghe. Gli infermieri ci sono riusciti con ben 2 OO.SS. noi non dovremmo essere da meno e con maggior consapevolezza dei nostri mezzi.
 
Ciò ci potrà permettere di andarci a sedere ai tavoli di contrattazione presso l’ARAN a rappresentare i nostri diritti (salario, implementazione delle competenze, incarichi ecc.), stante il fatto che l’area infermieristica la fa da padrona. Questo aspetto, di notevole importanza, ci permetterebbe di essere riconosciuti formalmente da altre sigle sindacali datoriali a livello nazionale, come AIOP, ARIS,F DG, UNEBA COOP et altre , dove siamo presenti solo in alcune strutture come RSA e per la contrattazione aziendale  di II livello.
 
Nel privato convenzionato il numero dei colleghi si attesta a circa 25000 unità. Capite bene che i numeri danno forza incisiva alle azioni . Altresì ci porrebbe nelle condizioni di pretendere il CCNL Unico, battaglia che Spif ha posto come obiettivo sin dalla sua nascita nel 2006 (abbastanza giovane rispetto ai confederali), ritenendo che  i contratti  separati (ne esistono più di 30 nel privato/convenzionato) siano ormai un elemento anacronistico,  stante il fatto che, a seguito dell’accreditamento, operiamo tutti quanti per il SSN.
 
Infine ai colleghi L.P. diciamo che abbiamo messo in campo azioni concrete , recandoci presso le sedi ministeriali,per l’accreditamento diretto, depositato un ddl recante norme sull’istituzione del fisioterapista di famiglia, in analogia al ddl Sileri sull’infermiere di famiglia già calendarizzato in commissione.
 
Qualcuno ci chiederà: ma c’è un ddl sulla libera professione delle professioni sanitarie, che se approvato farebbe decadere il vincolo dell’esclusività assoluta. Vero. Però come ben sapete , i tempi di approvazione di una legge sono lunghi e nel caso ci vorrà più di un anno. Intanto prendiamoci ora e subito quello che è nostro  e che ci spetta di diritto.
 

A breve uscirà un comunicato, redatto dai nostri legali dove saranno fornite nel dettaglio tutte le procedure da seguire per presentare la richiesta di rimborso.  

 
La Segreteria Nazionale



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