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False Partite IVA: la presunzione di subordinazione

Spif Ar
Pubblicato da in Attività Sindacale ·
[image:image-0]False Partite IVA: la presunzione di subordinazione
Cosa sta mettendo in campo lo Spif Ar:

La scorciatoia scelta da tanti datori di lavoro (Centri privati, Cooperative, ecc..) per sottrarsi ai costi dei contratti stabili, continuando a fare ricorso ai rapporti di lavoro con Partita Iva, ha suscitato nell’ultimo semestre, nei dirigenti Spif Ar, un particolare interesse che, attraverso una mappatura del territorio, ha messo in evidenza che, nonostante le norme insistenti, si continua a fare ricorso alle così dette “ FALSE PARTITA IVA”.

Orbene, nei mesi antecedenti a tale mappatura ed a seguito di segnalazioni pervenute alla nostra segreteria, quando eravamo sul punto di “agire”, vuoi per “terrorismo psicologico” (da parte del datore di lavoro), vuoi per la paura di perdere il posto di lavoro, eravamo indotti, dagli stessi lavoratori (giustamente impauriti) di abbandonare ogni idea e relativa azione di rivalsa dei diritti.

Comprendendo meglio suddetti meccanismi e, nell’ottica di evitare qualsiasi compromissione personale/professionale degli “addetti ai lavori” cioè dei nostri colleghi, in virtù della Legge 92/2012, della Circolare del Ministero delle Politiche Sociali, n° 32/2012, del D.L. 34/2014 e di numerose sentenze nel merito che confermano un “orientamento giurisprudenziale consolidato” abbiamo richiesto a tutti gli Assessorati Regionali alla Salute un incontro URGENTE al fine di ricordare e rappresentare che, disattendere l’applicazione di tali norme determina, oltre che un comportamento illecito, grave danno per tutti i lavoratori costretti ad operare sotto l’imposizione di un ricatto, rappresentando altresì che il mancato e/o superficiale controllo da parte delle ASL/ASP di tali comportamenti, posti in essere da svariate strutture che operano in regime di accreditamento, può determinare da parte della Magistratura Contabile,  contestazione di addebito per i funzionari pubblici inadempienti, nonché la possibile risoluzione contrattuale con le strutture che operano in maniera difforme alla corretta applicazione della norma , risultante dall’accertamento della violazione.
Siamo certi che quest’azione, porterà dei risultati positivi a, migliaia di professionisti Sanitari che, per anni, non hanno mai avuto la possibilità di usufruire delle ferie o del congedo di maternità ed avere riconosciuti quei DIRITTI sanciti dalla stessa Costituzione.

Il Segretario Nazionale Spif Ar
Dott. Roberto Ferrara




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